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Call of Duty: Warzone – la recensione
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Call of Duty: Warzone – la recensione

Qualche tempo fa ha aperto i battenti Call of Duty: Warzone, la battle royale nata dalla costola del recente Call of Duty: Modern Warfare. Quest’ultima creatura pubblicata da Activision e sviluppata da Infinity Ward porta con sé moltissime caratteristiche comuni alla miriade di battle royale disponibili su PC e console. Vediamo però se c’è qualcosa che la rende speciale o magari migliore delle concorrenti.

Warzone

 

Chi scrive conosce il mondo delle battle royale, com’è normale nell’attuale momento videoludico, con questa tipologia di videogame a polarizzare spesso l’attenzione. La conoscenza del sottoscritto va sicuramente dalle basi: l’ovvio Fortnite, fino ad alcune produzioni più o meno recenti, come Apex Legends, che ha tenuto banco l’anno scorso e che ancora fa parlare di sé. Ma, ci tengo a dirlo subito, Call of Duty: Warzone è il primo titolo di questo genere in grado di tenermi incollato allo schermo per così tante ore e con una voglia così grande della prossima sessione di gioco.

Il gioco, disponibile su PC, PlayStation 4 e Xbox One, è un free to play con molte caratteristiche e modalità proprie della stragrande maggioranza delle altre produzioni battle royale. Come una classica battaglia reale, infatti, anche in Warzone il principale scopo dei giocatori sarà sbaragliare la concorrenza a suon di pistolettate, razzi, granate, smitragliate e quant’altro. Che si giochi in solitaria o in team da 3 o 4 giocatori, nel videogioco dovremo paracadutarci sulla fittizia cittadina est-europea di Verdansk, pronti a una lotta senza pietà e senza esclusione di colpi. Notevole è la vastità della mappa, ci troveremo infatti nella sanguinosa battaglia con altri circa 150 giocatori, un numero mastodontico che metterà alla prova le nostre capacità strategiche, la nostra mira e i nostri riflessi. Chiaramente, a vincere è il giocatore o il team in grado di sopravvivere e restare per ultimo in piedi sul campo. A complicare le cose, come le battle royale ci insegnano, c’è il quasi proverbiale gas tossico, che a intervalli sempre più frequenti e con sempre maggior danno inizia a diffondersi per la mappa, costringendo i combattenti a spostarsi nella safe zone, sempre più ristretta e affollata.

A differenziare un poco il gameplay, oltre a dargli varietà, c’è la possibilità di tornare in vita, qualora dovessimo cedere sotto i colpi nemici. Lo possiamo fare in due modi: il primo è grazie ai compagni, che possono pagare per il nostro rientro in apposite stazioni di acquisto (sfruttando il denaro che si può trovare sparso nella mappa). L’altro modo è sopravvivere al gulag: dopo la morte, infatti, verremo trasportarti in questa prigione, dove saremo costretti a uno scontro 1 vs. 1 con un altro giocatore; se riusciremo a scamparla, torneremo in vita senza alcun costo aggiuntivo.
Dicevamo dei soldi sparsi nella mappa. Oltre al denaro recuperabile da casse o dal suolo, potremo racimolare contanti anche grazie ad alcuni particolari contratti. Questi potranno essere taglie sulla testa di altri giocatori, o la cattura di alcune zone, oppure ancora il recupero di determinate casse di scorte.

 

La battle royale non è l’unica modalità presente in Warzone, ma esiste anche la tipologia di gioco chiamata Malloppo. Questa consiste in una sfida per piccoli team, che dovranno giocare non per uccidere gli avversari ma per recuperare più denaro possibile sulla mappa, fra contratti, ritrovamenti e furti ai danni degli altri giocatori. Nel caso si muoia, la particolarità di Malloppo è che torneremo in partita poco dopo, in un divertente loop che metterà alla prova la nostra volontà di rischiare i soldi guadagnati sfidando gli altri team, o, all’opposto, provare a giocarsela più nascosti. A vincere è la squadra che recupera più denaro entro la fine del tempo del match o la prima a raggiungere il milione di dollari, al quale si aggiunge una fase finale di tempi supplementari, durante la quale le altre squadre possono provare a recuperare il distacco e portarsi alla vittoria.

Fra le particolarità di Warzone, segnaliamo anche il fatto che ciclicamente, alle volte con una cadenza molto rapida, vengano aggiornate anche le modalità di gioco presenti. Fra queste, è spesso soggetta a variazioni proprio Malloppo, con modifiche per esempio al numero dei componenti del team. E non mancano modalità totalmente diverse, come una battle royale in cui sono ammessi solo fucili a canna liscia e fucili da cecchino (modalità rimasta online solamente per alcuni giorni).

Warzone

Il gunplay, la giocabilità delle armi, è molto ben fatta e presenta una varietà assai ampia di strumenti di morte, che potremo recuperare nella mappa di gioco, fra pistole, fucili a canna liscia, fucili da cecchino, d’assalto, mitragliatrici e mitragliette, fino a lanciarazzi e lanciagranate. Questi sono poi caratterizzati da vari livelli di rarità, distinti da colori differenziati e da diversi strumenti montati sull’arma (particolari mirini, puntatori laser, silenziatori, ecc.).

Molta cura sembra essere stata messa nella pesantezza che talvolta le armi sembrano portare con sé, dettaglio non di poco conto e a cui dovremo pensare bene quando dovremo scegliere se raccogliere o meno un’ingombrante mitragliatrice, lasciando a terra la nostra più debole ma più agile mitraglietta. Certamente non mancano alcuni difetti riguardo le armi disponibili; fra questi non possiamo non citare la devastante e prepotente violenza dei colpi di fucile da cecchino, il che porta fin troppo spesso molti team a barricarsi su di un qualche tetto per fare mattanza degli ignari giocatori nel loro mirino.

Al netto di qualche difetto di progettazione o di bilanciamento delle armi, siamo comunque di fronte a un signor videogioco, anche contando la sua esistenza free to play, che permette ai fruitori di godere di una grafica di alto livello e adrenalinica, con una varietà di scorci e panorami molto vasta, dalle brulle colline fino al centro cittadino ricco di grattacieli, fino allo spesso ambito e sanguinoso aeroporto. Peccato che ogni tanto qualche texture faccia fatica a caricarsi, così come in qualche situazione concitata il frame rate possa (per quanto non comunemente) risentirne.

Fra i punti di forza del battle royale made in Activision possiamo annoverare le stazioni di acquisto a cui abbiamo accennato prima e gli equipaggiamenti personalizzati. Dal menù principale potremo infatti accedere a una sezione particolare in cui dedicarci alla personalizzazione del nostro loadout: arma principale e arma secondaria (con relativi elementi aggiuntivi come mirini, impugnature, ecc.), attrezzature ed esplosivi, bonus in game e altro ancora. Questi equipaggiamenti personalizzati possono diventare fondamentali durante un match. Infatti potremo comprare il nostro loadout preferito nelle stazioni di acquisto grazie ai soldi recuperati in partita, così da poter avere una chance in più nelle battle royale. Addirittura, nella modalità Malloppo i loadout sono ancora più importanti, dato che sarà con questi che entreremo in partita.

In Warzone sono anche presenti, come in ogni battle royale che si rispetti, dei pacchetti aggiuntivi ottenibili con la valuta in game (acquistabile con denaro reale). Tali pacchetti potrebbero fornire un vantaggio nei loadout a chi decide di spendere denaro vero, ma bisogna dire che in Activision sono stati previdenti: per ovviare al problema durante le battle royale, il tetto di soldi recuperabili sul campo e necessario per ottenere il proprio equipaggiamento è abbastanza alto da scongiurare una mera corsa all’oro.

Warzone dà il meglio di sé se giocato con un gruppo di amici, con i quali condividere gioie e dolori della battle royale e di Malloppo. A favorire le giocate con gli amici, troviamo ad aiutarci il cross-play, che permette ai giocatori di Xbox One, PlayStation 4 e PC di ritrovarsi insieme.
Il cross-play ha però qualche controindicazione, in primis è evidente la presenza di cheater all’interno di Warzone, per quanto Activision sia già impegnata nella loro rimozione tramite ban.
Per ciò che riguarda invece la connessione, risulta essere stabile. Nonostante questo, talvolta si presentano dei problemi e lentezza nell’ingresso in partita, oppure a rimanere nel party con gli amici. Problemi più rari e minori, ma comunque presenti, possiamo trovarli in difetti audio (quando non totale mancanza di questo) nella chat vocale. Non dimentichiamo anche, purtrppo, la presenza di lag che rischia talvolta di calare come una ghigliottina e rovinare qualche match.

In linea di massima, dunque, Call of Duty: Warzone non è certamente un’opera di alto livello, così come difficilmente resterà negli annali dei migliori videogame di tutti i tempi. La battle royale di Activision è comunque un multiplayer divertente e in grado di regalare molte ore appassionanti a tutti coloro che vorranno provare l’ebbrezza di un match molto fisico.

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