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Crash Bandicoot 4: It’s about time: 6 motivi per valutarne l’acquisto
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Crash Bandicoot 4: It’s about time: 6 motivi per valutarne l’acquisto

by Antonello SantopaoloSeptember 25, 2020

Annunciato da Activision a giugno di quest’anno, Crash Bandicoot 4: Its About Time sarà il seguito ufficiale dello storico terzo capitolo uscito 22 anni fa sulla storica e intramontabile Playstation. I ragazzi di Toys For Bob – gli stessi sviluppatori di Spyro: Reignited Trilogy e Crash Bandicoot N. Sane Trilogy – ci promettono un gioco tradizionale, ma con delle piacevoli sorprese, difatti sarà il titolo della serie di Crash più longevo di sempre. Oggi scopriamo insieme 6 buoni motivi per valutarne o meno l’acquisto.

Ricordiamo che la nuova avventura del marsupiale uscirà il 2 ottobre per Xbox One, Playstation 4 e successivamente anche per Nintendo Switch e PC .

 

3 MOTIVI per acquistare Crash Bandicoot 4: It’s About Time

Un vero e proprio seguito ufficiale

Datemi pure del sentimentale, ma vedere il seguito ufficiale di Crash dopo ben 22 anni è stato davvero esaltante. La scelta di continuare un grande viaggio iniziato tanti anni fa la vediamo come una sfida da parte degli sviluppatori, una sfida pronta per accontentare tutti, sia i gamer più navigati che i neofiti. Un altro elemento che merita la nostra attenzione è sicuramente la mitologia che si cela dietro questo grande franchise, molto spesso sminuita e presa poco in considerazione da alcuni utenti. Non vediamo l’ora di scoprire le vicende narrate in questo capitolo e come queste saranno legate alla trilogia originale, visto anche la comparsa di alcuni vecchi personaggi. In sostanza, vista anche la presenza di gradite sorprese – come scopriremo tra poco- Crash Bandicoot 4 risulta essere un titolo capace di accontentare tutti, sia le nuove generazioni, che le meno giovani.

 

Il Crash più longevo, vario e creativo di sempre

Crash in compagnia di una delle maschere quantiche

Ammetto che a una prima impressione, guardando i trailer gameplay che giravano sul web, non mi aveva particolarmente colpito, perché non riuscivo a inquadrarlo bene. Non riuscivo a capire se fosse un open world, se fosse strutturato a livelli, in breve, non riuscivo a cogliere particolari innovazioni. Invece devo ammettere che i ragazzi di Toys For Bob, nonostante una formula già rodata e tradizionale come per l’appunto la struttura a livelli, abbiano inserito delle chicche che i più appassionati avranno sicuramente notato. Ci saranno infatti la possibilità di utilizzare Neo Cortex come in Crash Twinsanity, l’eventualità di congelare il tempo, fluttuare in aria per un breve periodo di tempo e la presenza di altri nuovi poteri grazie alle maschere quantiche. Un’alternanza di fasi platform passando da situazioni in 2D a un 3D verticale, il tutto condito dalla presenza di oltre 100 livelli che di fatto, rende questo titolo il più longevo di sempre. In conclusione, un titolo capace di soddisfare anche i giocatori più sofisticati, vista l’ottima varietà di situazioni realizzate dal team statunitense.

 

Modalità moderna e retrò

Il design producer Lou Studdert di Toys for Bob ha parlato in un’intervista della duplice modalità disponibile fin dal lancio, ossia la modalità moderna e retrò, ma in cosa consistono le differenze tra di esse? Semplice, quella moderna è orientata verso un pubblico più inesperto e poco avvezzo al genere, tanto che una volta che si morirà il giocatore ripartirà dall’ultimo checkpoint, inoltre i frutti Wumpa saranno dei semplici collezionabili. Invece la modalità retrò è stata implementata per accontentare quella fetta di pubblico legata al passato, con il sistema delle vite limitate e il conseguente game over qualora dovessimo perderle tutte. In breve, due modalità volte ad accontentare davvero tutti.

 

3 MOTIVI per non acquistare Crash Bandicoot 4: It’s About Time

Provare a uscire dalla comfort zone

Parliamoci chiaramente, la scelta del team statunitense di adottare una formula tradizionale come la struttura a livelli la percepisco come il timore di osare e rinnovare un gioco che invece a parer mio dovrebbe essere svecchiato. Questa struttura è in un certo senso il motivo conduttore di questa saga storica, ma ci sono stati nel corso degli anni degli esperimenti riusciti a metà, come per esempio il bellissimo Crash Twinsanity, titolo apprezzato ma anche criticato all’epoca dall’utenza. Oggi, grazie anche alle innovazioni tecnologiche, la software house avrebbe potuto quanto meno sviluppare un gioco con formule più innovative e originali, invece di preferire una strada meno tortuosa e semplificata, investendo sul sicuro e su una formula già rodata.

 

Punitivo per i meno hardcore

Questo titolo si mostra fin dalle prime battute un’esperienza punitiva, in quanto non farà sconti a nessuno, soprattutto ai meno abbietti al genere platform. Il level design ispirato ai tradizionali Crash, con la presenza di TNT, dirupi, piattaforme su cui atterrare nel momento esatto, l’uso delle maschere quantiche, aiuteranno ad affrontare i livelli a patto di prenderci una certa dimestichezza per sfruttarle appieno, renderanno l’esperienza di gioco sicuramente unica, ma estremamente ardua. Il livello di sfida di questo gioco è realmente tarato verso l’alto, quindi sappiate che dovrete sudare per superare brillantemente i livelli offerti dal gioco. In sostanza, un livello di sfida notevole, ma anche stucchevole per chi volesse avvicinarsi a questo genere di prodotto per la prima volta. Sia ben chiaro, il tasso di sfida lo trovo allettante e sicuramente una bella competizione per noi videogiocatori, ma se siete alla ricerca di un prodotto capace di farvi rilassare o semplicemente divertirvi, statene assolutamente alla larga.

 

Meno invitante per le nuove generazioni

Un pensiero che mi è subito balenato in testa mentre cercavo di trarre informazioni sul titolo a riguardo è come questo prodotto sia in realtà l’ennesima operazione nostalgia con qualche novità per accontentare i più appassionati, perché nella formula e nelle modalità offerte è di fatto un gioco superato. Inoltre, lo trovo poco accessibile soprattutto per i più giovani che saranno obbligati a pagare 70 euro qualora volessero acquistarlo dal day one a queste condizioni. Nell’atto pratico, un titolo rivolto esclusivamente ai gamer nati col mito di Crash e paradossalmente meno invitante per i giovani, nonostante la natura del titolo. Il prezzo non può essere un motivo invalidante per non acquistare Crash Bandicoot 4, ma sicuramente un motivo per posticipare l’acquisto di qualche mese, magari guardando al mercato dell’usato. In questo modo potrà esser preso in seria considerazione dai più scettici e dai più giovani che vorranno di provare questo titolo, esclusi ovviamente i fan entusiasti che brameranno il gioco fin dal lancio.

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