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Doom Eternal: 3 motivi per acquistarlo e 3 motivi per non farlo
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Doom Eternal: 3 motivi per acquistarlo e 3 motivi per non farlo

by Gabriele MucignatMarch 16, 2020

L’uscita di Doom Eternal inizia seriamente ad avvicinarsi su PC, Xbox One, PS4 e Stadia ed occorre caricare le armi per non farsi cogliere impreparati da orde di demoni assetati di sangue che vogliono cibarsi dei nostri resti.

In caso sia la prima volta che vi state approcciando alla saga, non abbiate timore, perché state per conoscere l’erede universale degli sparatutto in prima persona. Doom è una certezza assoluta in questo campo, non a caso il team di sviluppo id Software è lo stesso del primo capitolo di 27 anni fa, malgrado abbia perso i membri fondatori.

Azione frenetica e sparatorie eccezionali contro mostri assassini sono all’ordine del minuto in questo gioco, non esiste quiete per il protagonista, che è letteralmente destinato a scacciare gli invasori demoniaci che sono approdati sulla Terra. In caso siate ancora indecisi se indossare o meno la massiccia armatura da marine il 20 marzo, vi stiamo per offrire 3 motivi per acquistare e 3 motivi per non acquistare Doom Eternal

 

3 MOTIVI PER ACQUISTARE Doom Eternal

Doom è tornato, più vario che mai

L’eredità di DOOM continua, seppur con diverse pause, dal 1993 e non può che migliorare in questo 2020, visto il carico di novità in arrivo. Linfa vitale era già stata data con il reboot del 2016, memore di un successo clamoroso meritato sotto praticamente ogni punto di vista. Di conseguenza, lo spiegamento di risorse per un sequel in grado di fare di meglio era semplicemente dovuto da parte degli sviluppatori di idSoftware e degli editori di Bethesda Softworks e ciò che si prospetta lo dimostra. 

L’ambientazione terrestre permette di uscire dalla opprimente base di Marte, offrendo un’estesa varietà di mappe giocabili, che ora si aprono in ogni direzione con la possibilità di attuare movimenti acrobatici che sfiorano il parkour e permettono l’arrampicata su diverse superfici. Questo aspetto aggiunge anche del pepe al combattimento, ma lo approfondiremo a breve. 

Il nuovo motore grafico id Tech 7 garantisce una grafica ed un gameplay fluidi, si parla addirittura di 1000 fps (fotogrammi al secondo) garantiti per le configurazioni più performanti, un’esagerazione che tuttavia dimostra l’estremo potenziale di un titolo in cui non ci si possa permettere alcun calo di performance durante la partita. La gioia per i vostri occhi saranno anche i demoni smembrati sotto i vostri colpi, a seconda di dove li colpirete.

Avremo un hub dal quale potremo coordinare le missioni terrestri e sarà un’area totalmente interdetta al combattimento, in questo modo si uscirà, seppur temporaneamente dal continuo “spara e ammazza”, variegando ulteriormente le oltre 20 ore di gioco promesse dalla campagna.

La geniale colonna sonora di Mick Gordon, già reduce di una vittoria ai The Game Awards 2016 per DOOM, accompagna tutto questo in un mix di adrenalina e azione, scendendo anche nella sperimentazione come la trovata di un coro heavy metal che figura tra chitarre e sintetizzatori distorti.

Il combattimento alza la posta

Il combat system poteva essere incluso nel motivo precedente, ma, essendo la meccanica fondamentale di Doom, merita uno spazio a sé. Spesso la difficoltà in un videogioco si traduce solamente nel ridurre la salute del protagonista e aumentare la resistenza dei nemici, che per questo vengono designati come “spugne” che assorbono quantità incredibili di proiettili. Fortunatamente ciò non accadrà in Doom Eternal, parola del game designer Hugo Martin, che lo ha accuratamente spiegato in un’intervista. Prendendo come esempio il Cacodemone: nonostante la nuova versione sarà molto più resistente, occorrerà una strategia basata sui suoi punti deboli per abbatterlo e non solo una pioggia di munizioni. Ogni combattimento sarà un puzzle ed i nemici vanno sconfitti con tattica e la giusta scelta dell’arma, come accade in giochi quali Devil May Cry, Darksiders e Final Fantasy.

Non finisce qui: ci saranno il doppio dei demoni dei precedenti capitoli, ognuno con i propri punti deboli, e più armi, come una motosega potenziata, il lanciafiamme in grado di incendiare i nemici, granate criogeniche, la lama agganciata alla tuta per compiere le uccisioni epiche e la possente spada rossa.

 

Un multiplayer che rende giustizia

La modalità multigiocatore di questo nuovo capitolo segna un netto miglioramento rispetto a quanto ci siamo abituati con i giochi id Software: non un’aggiunta affidata parzialmente ad un team esterno come accaduto 4 anni fa con Certain Affinity, ma parte integrante del gioco. L’approccio sarà innovativo per non proporre il solito deathmatch e le altre modalità blasonate. Interessante la Battlemode in cui 2 demoni si scontrano con un Doomslayer, che porta i giocatori a privilegiare il gioco di squadra per guadagnarsi la vittoria. Inoltre è garantito un supporto post lancio che comprende un’altra chicca interessante: una modalità multiplayer gratuita con chiara ispirazione da Dark Souls chiamata Invasion, che farà apparire nemici giocanti durante campagna. Per chiudere in bellezza, ci è stato garantito che l’esperienza di gioco sarà pulita e non comprenderà alcun tipo di microtransazioni.

 

3 MOTIVI PER NON ACQUISTARE Doom Eternal

Formula che vince non si cambia

Doom non è solo una saga, ma un format, che con il suo supporto fondamentale ha contribuito a far evolvere gli sparatutto nel corso dei decenni, senza mai perdere la giusta adrenalina che caratterizza il genere.

Doom Eternal è molto più complesso nelle meccaniche di gameplay e nelle tattiche da adottare per combattere i demoni: l’esito di questa scelta è la perdita della semplicità che ha sempre caratterizzato il gioco dal 1993 e che il reboot del 2016 ha reso alla perfezione in chiave moderna. Se siete amanti degli FPS nudi e crudi (e ultraviolenti) di cui Doom è sempre stato il sommo vessillo, Eternal potrebbe seriamente deludervi.

Nonostante non manchino grosse sparatorie, vivrete meno l’impeto del momento a costo di elaborare una tattica vincente e basata su una serie di punti deboli dei nemici che dovrete imparare a conoscere bene ed ogni scontro spesso finirà in una tempesta di colori sgargianti per le modifiche attuate sull’hud, sacrificando il tipico impatto più gore. Vi annoierete altresì nelle fasi di visita dell’hub da cui coordinare le azioni da intraprendere nella campagna, essendo momenti pacifici in tutto e per tutto.

Le aggiunte sono assolutamente valide ed arricchiscono notevolmente l’esperienza di gioco con componenti platform ed enigmi sparsi, ma a volte meno compromessi sono l’ideale per la riuscita di un titolo e tutto quello che serve di fronte all’assalto di un’orda demoniaca è uno spensierato “Rip and Tear”.

 

Post lancio poco chiaro e con la mano sul portafogli

Sebbene alcuni elementi (come la nuova modalità Invasione) saranno distribuiti gratuitamente dopo il lancio del gioco, non tutti i contenuti futuri seguiranno la stessa linea ottica di pubblicazione. Sono stati confermati un paio di DLC singolo giocatore basati sulla trama, che dovranno essere acquistati a parte e saranno inclusi nel Pass Stagionale di cui non si hanno ancora dettagli, se non la sua esistenza correlata alla Deluxe Edition. De facto i giocatori più interessati al contesto narrativo, non potranno godere di una panoramica completa sul gioco con l’edizione disponibile al lancio. Ebbene sì, anche Doom merita una storia, possibilmente gratuita in partenza e non volutamente partizionata in fase di sviluppo per saziare le casse del publisher.

Va segnalato, inoltre, che la riuscita modalità di editor SnapMap di DOOM per ora non abbia alcuna traccia nel nuovo titolo, nonostante tutti avremmo voluto vederla figurare al lancio in un multiplayer così interessante.

 

Doom non fa per voi

Pur essendo in un’ottica di esclusione dall’acquisto del gioco, bisogna riconoscere che sia a dir poco arduo continuare la ricerca di ulteriori motivazioni a sfavore, se non una, ovvero che Doom non faccia semplicemente al caso vostro.

Potrete amare gli sparatutto in prima persona, la fantascienza ed i combattimenti cruenti, ma Doom Eternal potrebbe non soddisfarvi se preferite la stragrande maggioranza dei titoli in giro sul mercato attualmente.

Doom sacrifica la componente singolo giocatore con una trama pressoché piatta ed una struttura che alterna continuamente corridoi e arene piene di mostri. Neanche il multigiocatore si rivela essere il focus centrale, non essendo competitivo, nè tanto meno la platea ideale per scontri memorabili tra giocatori. Un sacrificio, quindi, che valorizza unicamente il gameplay, rendendolo sì unico, ma tedioso se non amate lo stile proposto. Se non accettate questo patto di sangue, lo odierete o comunque faticherete seriamente a giocarlo nella sua interezza.

Questi erano i 3 motivi a favore ed a sfavore dell’acquisto di Doom Eternal: confidiamo che vi siano utili qualora foste indecisi sulla scelta da compiere nei confronti del nuovo gioiellino di id Software e se volete altre informazioni a riguardo, vi rimandiamo ad un’ulteriore breve anteprima che trovate sempre sulle nostre pagine.

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