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Recensione The Elder Scrolls Online: Elsweyr
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Recensione The Elder Scrolls Online: Elsweyr

by GixeriusJune 17, 2019

Draghi, gatti e necromanzia

Lanciato in beta nel 2013, The Elder Scrolls: Online è oramai giunto alla terza espansione principale, uscita il 4 giugno e chiamata Elsweyr. Dando il via all’arco narrativo denominato “Stagione del Drago”, quest’uscita propone di esplorare la terra dei Khajiiti, razza felina antropomorfa presente nel mondo di Tamriel. Questo popolo molto religioso ha una struttura sociale che ricorda il sud-est asiatico; si dedica inoltre al commercio, al combattimento ed anche al contrabbando, in scenari composti prevalentemente da giungle e deserti.

Le premesse narrative ed il gameplay

L’invasione dei draghi è in realtà cominciata nella mini espansione Wrathstone dove Euraxia ed alcuni suoi mercenari, hanno liberato dalla prigionia i suddetti mostri, pronti a scatenare la devastazione sulla regione. Grazie all’aiuto dei suoi collaboratori e dei potenti draghi, Euraxia ha usurpato il trono della capitale Rimmen, ponendosi a capo di Elsweyr. A seguito di questi eventi, il potente Abnur Tharn ci incarica di riconquistare il trono e porre fine all’illegittimo regno in vigore. Questo è il preambolo dell’ espansione, la quale ci metterà di fronte a decine di ore di divertimento in PvE; sono presenti 6 dungeon in solitaria, 2 pubblici e il Trial Sunspire, affrontabile in gruppi da un massimo di 12 giocatori! Completano il pacchetto alcune boss fight, vari collezionabili e la possibilità di sfidare i draghi in 3 luoghi prestabiliti della mappa. Per quanto TES: Online sia un MMO con una narrativa prevalentemente single-player, questa sua accessibilità ai nuovi giocatori porta con sé alcuni problemi; ad esempio, in una missione ci verrà chiesto di infiltrarci in un edificio silenziosamente ma, trovandoci appunto in un MMO aperto a tutti, potremmo veder passare davanti a noi altri giocatori incuranti della strategia, che si lanciano all’attacco rovinando la nostra esperienza di gioco. Le ambientazioni risultano poco originali ma molto curate, nei limiti del motore grafico oramai attempato mentre l’atmosfera, la scrittura della trama ed il bilanciamento della difficoltà si attestano su una sufficienza senza infamia e senza lodi.

La nuova classe: il Necromante

L’aggiunta più riuscita ed apprezzabile di questo Elsweyr è sicuramente la nuova classe: il Necromante. Oltre ad essere inseriti in molte quest primarie e secondarie, i non-morti sono la chiave del potere di questi nuovi personaggi. Abbiamo tre profili da poter adottare col Necromante in base al nostro stile di gioco, dall’offensivo al più difensivo, passando per il guaritore. Grave Lord, la scelta per chi ama attaccare, può evocare scheletri esplosivi e teschi infuocati, ottimo per affrontare gruppi di nemici frontalmente. Bone Tyrant è invece pensato per chi ama un approccio più studiato, dispone di uno scudo d’ossa e di una trasformazione ultimate, che lo rende un gigantesco scheletro con 30.000 punti vita! A chiudere troviamo Living Death, che effettua cure traendo potere dai corpi caduti sul campo di battaglia e con la sua ultimate può rianimare tutti i compagni all’istante.

The Elder Scroll Online: Elsweyr si merita una sufficienza piena; il titolo riesce nel suo intento di arricchire ed allungare la vita al gioco base, aggiungendo materiale poco innovativo ma curato nei suoi dettagli, che permetterà agli amanti di questo gioco di passare una piacevole estate nelle terre di Tamriel. Il vetusto comparto tecnico, la banalità di certi contenuti ed il prezzo elevato potrebbero, però, far storcere il naso anche ai fan storici della serie.

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