Dal 30 gennaio al 1 febbraio 2026, la Global Game Jam ha fatto tappa in diverse città italiane, tra cui Rende (CS), presso il Talent Garden Cosenza, dove la nostra redazione ha partecipato attivamente in qualità di media partner.
La Global Game Jam 2026 è tornata anche quest’anno a Cosenza, confermandosi come uno degli appuntamenti più stimolanti per chi vuole mettersi alla prova con lo sviluppo videoludico in tempi record. Il format, ormai conosciuto a livello internazionale, è quello classico della GGJ: 48 ore per creare un videogioco partendo da un tema comune, lavorando in team e contaminando competenze tra programmazione, arte, audio e design.
Per l’edizione 2026, il tema globale è stato “MASK”, ovvero maschere: un concept che ha spinto i partecipanti a ragionare su identità, percezione e trasformazione, con risultati molto diversi tra loro e spesso sorprendenti.

Indice
Global Game Jam a Cosenza: un’edizione in crescita
L’atmosfera della jam cosentina è stata il suo vero punto di forza, un po’ come l’anno scorso: un pubblico estremamente eterogeneo, con partecipanti di età e background diversi, inclusi anche giovanissimi che hanno deciso di mettersi in gioco formando un team e sviluppando un progetto completo.
Il colpo d’occhio è stato quello di una community viva e in espansione: 57 partecipanti, in netta crescita rispetto alla scorsa edizione, a conferma di quanto questa proposta sia sempre più necessaria sul territorio cosentino e calabrese, anche grazie alla naturale vicinanza con un polo come l’Università della Calabria, che continua a generare interesse e competenze nell’ambito informatico e ingegneristico.
Fondamentale anche la logistica: la Global Game Jam di Cosenza si è svolta in presenza presso Talent Garden Cosenza (Rende), con una sede moderna e confortevole e spazi pensati per sostenere le 48 ore no-stop.
Si ringrazia anche la presenza degli sponsor che hanno permesso che tutto questo si potesse organizzare, ecco di seguito le realtà coinvolte: IFM, Digiservice, AC Games, Alma, Sintegra e 3D Research.
Ecco perché è bello essere videogiocatori
Se c’è un elemento che continua a distinguere la Global Game Jam è la sua dimensione profondamente umana. Al di là dei premi e dei progetti sviluppati, quello che resta davvero è l’esperienza condivisa: amicizie che nascono durante le 48 ore di sviluppo, gruppi che continuano a collaborare anche dopo l’evento e nuove connessioni professionali che prendono forma in modo spontaneo.
La jam è un’opportunità concreta per chiunque abbia passione e voglia di mettersi in gioco, indipendentemente dall’età o dal livello di esperienza. Durante l’evento è stato naturale vedere sviluppatori alle prime armi lavorare fianco a fianco con figure più esperte, in un continuo scambio di idee, competenze e punti di vista.
Particolarmente significativo è stato osservare team composti anche da partecipanti molto giovani, capaci di collaborare con naturalezza con persone più grandi, dimostrando come il linguaggio del videogioco riesca ad abbattere qualsiasi barriera generazionale.
Alla fine, ciò che resta, oltre il prototipo realizzato, è il percorso condiviso: il confronto, il networking, la contaminazione creativa e la sensazione di aver fatto parte di qualcosa di più grande, di una community che cresce anno dopo anno.
Vediamo ora cosa sono riusciti a tirare fuori i nostri artisti e sviluppatori in sole 48 ore.

I team vincitori, i giochi premiati e i mentor
I Mentor
A guidare e supportare i team durante lo sviluppo ci ha pensato un gruppo di mentor con competenze trasversali, dalla programmazione all’arte, passando per musica, giornalismo, video e contenuti:
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Alessandra Lucanto — Visual Artist
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Giorgia Ruggiero — 2D Concept Artist
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Sante Mazzei — Illustratore e Direttore Artistico del Cosenza Comics
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Andrea Tucci — Advanced Gameplay Programmer
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Mike Gazzaruso — Musicista
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Antonello Santopaolo — Web content writer e content (Videogiochitalia.it)
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Anna D’Elia — Compositrice musicale e ingegnera del suono
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Corrado Cozza (Dadobax) — Esperto di videogiochi e content creator
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Mattia Filice — Videomaker, regista e sceneggiatore
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Giuseppe Morabito — Lead Developer / 3D Artist
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Alessandro Passariello — Esperto di 3D
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Salvatore Isabella — Senior Unity Developer
I Team e i premi assegnati
In qualità di giudice e mentor la nostra redazione ha avuto l’opportunità di assistere da vicino al processo creativo dei team, offrendo supporto e valutando i progetti finali.
Alla sede di Cosenza hanno partecipato nove team, ciascuno impegnato nello sviluppo di un videogioco basato sul tema assegnato all’inizio dell’evento. La competizione prevedeva l’assegnazione di tre premi principali:
- Miglior Gameplay: assegnato a The Sunny Side per MetaMask.
- Miglior Direzione Artistica: vinto dal team Players of Victory 2 con Pupins & Topins.
- Miglior Videogioco: premio conquistato da Last Resort con Blind Pumpkin.
I Giochi Vincitori
Ecco di seguito un approfondimento sui team e sui rispettivi videogiochi che hanno conquistato i premi.
Layer Zero: Blind Pumpkin – Vincitore del Miglior Videogioco
Layer Zero: Blind Pumpkin è un platform 2D che gioca con l’idea di “maschera” in modo brillante: nella modalità standard le piattaforme sono invisibili e diventano visibili solo per pochi secondi attivando una vista speciale, costringendo il giocatore a memorizzarne la posizione.
Il titolo propone anche una modalità sperimentale con tracciamento oculare: tramite webcam e movimento degli occhi è possibile “rivelare” le piattaforme nascoste mentre l’azione scorre in tempo reale, unendo memoria, coordinazione e intuizione.

MetaMask – Vincitore del Miglior Gameplay
MetaMask è un’esperienza VR in cui, indossato il visore, si affrontano maschere che arrivano addosso: schivarle permette di ricaricare una barra vitale utile per piccoli power-up, mentre i colpi subiti riducono la salute e creano interferenze visive ravvicinate.
Al di là della semplicità dell’idea, colpisce la solidità tecnica raggiunta in sole 48 ore, tra buon feedback dei controller e audio 3D efficace, capace di suggerire la provenienza delle minacce.

Pupins & Topins – Vincitore della Miglior Direzione Artistica
Pupins & Topins è il progetto più ispirato sul piano visivo e concettuale: un viaggio tra scenografie teatrali, con il giocatore nei panni di una maschera che attraversa ambienti di scena affrontando topini non sempre realistici, talvolta reinterpretati come elementi simbolici del teatro.
A spiccare è la cura della direzione artistica e l’idea di costruire una vera coerenza tra protagonista, immaginario e colonna sonora.

Il talento videoludico italiano e la sfida della crescita
Il videogioco oggi rappresenta molto più di un settore economico: è uno spazio dove tecnologia, arte e creatività convivono e si sviluppano insieme. In Italia esistono già realtà solide e professionisti di altissimo livello, ma il confronto con altri Paesi europei evidenzia quanto sia ancora necessario rafforzare il supporto strutturale all’industria.
Investire nel videogioco significa sostenere non solo un mercato in espansione, ma anche una nuova generazione di artisti, sviluppatori e creativi. Il potenziale c’è, è concreto e diffuso: la sfida ora è trasformarlo in una crescita stabile, capace di dare continuità a chi vuole costruire il proprio futuro in questo settore.
Classe 93, dall'animo nerd, da sempre appassionato del mondo videoludico. Alcune leggende sostengono sia nato con un controller in mano. Negli anni scopre di avere una particolare predisposizione per le interviste. Odia più di ogni altra cosa la console war.
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