Il panorama indipendente italiano sta vivendo una fioritura artistica senza precedenti e Stonemachia, “Souls italiano” e opera prima dei ragazzi di Crossfall Games, ne è una dimostrazione fulgida.
Il titolo si presenta come un action-adventure in terza persona che non nasconde le sue profonde radici Soulslike, ma che riesce – fortunatamente – a declinarle con una personalità tutta sua.
Lo abbiamo sviscerato su PC e, tra scacchiere di pietra, topini e angeli biblici, ecco la nostra recensione di Stonemachia.
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Indice
La Storia: una lore criptica, ma saputa raccontare
Diciamocelo chiaramente: l’influenza della narrazione “alla FromSoftware” in Stonemachia si fa sentire, e anche parecchio. L’atmosfera è densa, misteriosa e a tratti opprimente. Eppure, il team di sviluppo ha evitato il rischio di cadere nel cliché del “non detto a tutti i costi”.
Per fortuna, la narrazione racconta una trama vera e propria. Non sarete costretti a passare ore a leggere frammenti di testo sparsi nell’inventario o a consultare i video di teorie dei fan su YouTube per capire cosa diamine stia succedendo a Medhelan. C’è un filo conduttore chiaro, la storia di Zefiro scorre e si dipana davanti agli occhi del giocatore in modo organico, pur mantenendo quell’aura di fascino criptico che spinge all’esplorazione.
Un ottimo bilanciamento che abbiamo apprezzato, ma di cui non diremo altro per evitare spoiler.
Luci e ombre di un’Italia di pietra
Visivamente, il mondo di gioco si regge su un evidente dualismo. Stonemachia dà il meglio di sé quando mette in scena ambientazioni vivaci, strutture monumentali e architetture decadenti che richiamano il folklore italiano, offrendo scorci di grande fascino e personalità.
Al contrario, il level design e la direzione artistica mostrano i loro limiti nei momenti in cui il titolo cerca di trasmettere un’atmosfera più cupa attraverso fondali grigi, spogli e poco caratterizzati. In queste sezioni emerge con maggiore evidenza il peso di un budget contenuto: gli scenari tendono ad assomigliarsi, perdendo quella forza espressiva e quell’impatto visivo che rendono memorabili le aree più riuscite dell’avventura.

Scacco matto a un combat system ormai stantio
Il cuore pulsante dell’esperienza di questo gioco italiano è rappresentato dal gameplay, costruito attorno a un’idea tanto insolita quanto riuscita: la possibilità di trasformarsi nei diversi pezzi degli scacchi.
Passare con naturalezza da Pedone a Torre, da Cavallo ad Alfiere, o qualunque altra combinazione pensiate con questi quattro pezzi, cambia profondamente il modo di affrontare gli scontri, dando vita a un sistema di combattimento vario, stratificato e capace di rinnovarsi costantemente nonostante la base semplice.
Una volta impugnato il controller, però, emerge chiaramente la direzione scelta dagli sviluppatori. Il sistema di parata si rivela solido, reattivo e particolarmente gratificante da padroneggiare, mentre le schivate appaiono meno incisive e rifinite.
È evidente come il gioco incentivi un approccio più statico e ragionato, basato sul tempismo e sulla capacità di respingere gli attacchi avversari, piuttosto che uno stile più dinamico fatto di continui spostamenti e manovre evasive.
Le schivate sono migliorabili?
Le schivate, se utilizzate nel modo corretto e integrate con il resto delle meccaniche, contribuiscono comunque a creare una buona sinergia, dando forma a un sistema di combattimento che, pur presentando ampi margini di miglioramento, risulta comunque buono.
Guarderemo con interesse ai futuri sviluppi del progetto: sarà interessante vedere fino a che punto il team di Crossfall Games riuscirà ad affinare ulteriormente il combat system e a consolidare le basi di un’esperienza che lascia intravedere un potenziale ancora in parte inesplorato.
Ecco una versione più asciutta e scorrevole, perfetta per non appesantire la lettura ma mantenendo intatto lo stile:
Un GDR light tra Musei e carte collezionabili
Anche sulla progressione, Stonemachia taglia i ponti con i canoni più rigidi del genere. Chi si aspetta fogli Excel per calcolare le statistiche rimarrà sorpreso: i parametri aumentano tutti in modo coerente e automatico a ogni livello. Zefiro cresce in maniera bilanciata, spostando il focus sui poteri delle trasformazioni e sulle capacità dei giocatori piuttosto che sui numeri puri.
Molto interessante è la gestione dell’equipaggiamento. Dimenticate i materiali da portare al fabbro: le corazze si sbloccano in un apposito Museo dopo aver collezionato un certo numero di carte dei nemici. Trattandosi di drop speciali o legati alla trama, il meccanismo stimola l’esplorazione e il completismo senza mai scadere nel farming selvaggio.
Un’idea fresca e decisamente indovinata.

Ottimizzazione, patch e le hitbox ballerine
Abbiamo provato Stonemachia su una configurazione PC di fascia alta e, sotto il profilo delle prestazioni, l’esperienza si è rivelata abbastanza fluida; anche se faremo volentieri a meno di molti effetti particellari. Durante le nostre sessioni non abbiamo riscontrato cali di frame significativi, problemi di stabilità o crash da compromettere il gioco.
Le criticità principali emergono invece sul fronte delle hitbox. Alcuni nemici, boss inclusi, presentano una gestione delle collisioni non sempre accurata, con situazioni in cui si subiscono danni pur trovandosi apparentemente al di fuori della portata dell’attacco. Un’imprecisione che, nel lungo periodo, rischia di influenzare negativamente il ritmo degli scontri e di limitare la varietà degli approcci disponibili.
Proprio a causa di queste incongruenze, il sistema tende spesso a premiare quasi esclusivamente l’utilizzo del Parry, considerato il metodo più affidabile per evitare i danni. Di conseguenza, parte della libertà tattica offerta dal combat system viene inevitabilmente ridimensionata, penalizzando soprattutto chi preferisce affidarsi a schivate e movimenti più dinamici.
Va però riconosciuto un importante merito al team di Crossfall Games. Pur trattandosi di uno studio indipendente dalle risorse limitate, gli sviluppatori hanno dimostrato una notevole attenzione al feedback della community e una grande rapidità d’intervento. Durante il tempo di gioco per la nostra recensione è infatti stata pubblicata una piccola patch correttiva, che ci ha permesso di verificare direttamente i miglioramenti apportati e l’efficacia del lavoro svolto su diversi elementi.
Un atteggiamento che merita di essere evidenziato: più che la presenza di qualche inevitabile imperfezione tecnica, conta la volontà di affrontarla con trasparenza e tempestività. E sotto questo aspetto, il team ha dato prova di una professionalità che molti studi ben più grandi farebbero bene a prendere come esempio; soprattutto quando si nascondono dietro la scusa della “Scelta Artistica”.
Recensione di Stonemachia: le conclusioni
Stonemachia è un titolo che poggia su fondamenta solide e su un’idea di base estremamente affascinante, che necessita soltanto di qualche ulteriore rifinitura per esprimere appieno il proprio potenziale. L’opera d’esordio di Crossfall Games non è esente da difetti, ma trasmette in ogni sua componente una passione autentica e una notevole dose di coraggio creativo.
Tra un combat system originale basato sulla trasformazione nei pezzi degli scacchi, un immaginario ispirato e una narrazione che sceglie di raccontare la propria storia in modo comprensibile, il gioco ha le potenzialità per distinguersi all’interno di un panorama sempre più affollato di action e soulslike. Le imperfezioni tecniche e alcune scelte di design ancora acerbe non cancellano quanto di buono è stato costruito, ma rappresentano piuttosto aspetti su cui il team può continuare a lavorare.
Se amate le atmosfere oscure, le ambientazioni ricche di fascino e i combattimenti che premiano strategia e tempismo, Medhelan ha sicuramente qualcosa da offrirvi. Le patch pubblicate finora dimostrano inoltre la volontà degli sviluppatori di ascoltare i giocatori e migliorare costantemente l’esperienza.
Per questo motivo, Stonemachia è un debutto che merita attenzione: non perfetto, ma sincero, e capace di lasciare intravedere un futuro decisamente promettente.

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Le trasformazioni basate sui pezzi degli scacchi si presenta ben costruito e originale
Narrazione accessibile pur mantenendo un'atmosfera criptica
Progressione del personaggio semplice e accessibile a tutti
Hitbox problematiche
Alti e bassi visivi