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DEATH STRANDING: 20 COSE CHE NON SAI
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DEATH STRANDING: 20 COSE CHE NON SAI

by Antonello SantopaoloNovember 11, 2019

Considerato uno dei più grandi sviluppatori e visionari di tutti i tempi, Kojima, dopo aver passato oltre 30 anni a sviluppare la saga che avrebbe per sempre trasformato questo media, ossia Metal Gear, e dopo la recente incrinatura con la software house storica Konami con cui collaborava attivamente dagli inizi della sua carriera, decide di fondare una propria software house indipendente dal nome Kojima Productions. Formalmente nata nel 2005, ma Kojima è sostanzialmente slegato da vincoli contrattuali da parte di Konami solo nel 2015 e nello stesso anno conferma ufficialmente la collaborazione con Sony ad un nuovo videogioco: il suo nome è Death stranding. Il titolo in questione vanta di un cast stellare e un design unico nel suo genere, questo grazie alla mano talentuosa di Kojima e del suo team formato da ex-dipendenti Konami. Ecco di seguito alcune particolari curiosità sul gioco.

  1. Durante una recente intervista, Kojima ha dichiarato che il gioco è stato sviluppato da un team di 80 persone, che per gli standard attuali di questo tipo di produzioni, è un numero decisamente ridotto. Lo storico sviluppatore ha inoltre parlato della sua rapidità nello sviluppare titoli e della sua capacità di prendere decisioni rapidamente e con efficienza. Ha dichiarato inoltre che, solitamente per realizzare un gioco di questo spessore, è necessaria la presenza di oltre 300 dipendenti e che tutto è risultato ancor più difficile da organizzare e gestire visto che erano in “soli” 80 membri.
  2. Un canale Youtube dal nome Hoolopee ha ricreato perfettamente il trailer di Death stranding, quello pubblicato nel 2016, interamente in versione PS1. Il trailer, oltre ad avere i tratti grafici tipici della vecchia Playstation, presenta una notevole accuratezza nella telecamera, nei tagli tra una scena e un’altra, il tutto condito con la musica originale e per finire anche le fattezze del caro Norman Reedus, trasformato in formato 32 bit.
  3. Il gioco è interamente doppiato in italiano: era dal lontano 1998 con Metal Gear Solid che un gioco realizzato da Kojima non veniva doppiato nel nostro idioma.
  4. Death Stranding vanta un cast mostruoso, infatti, tra gli attori che presteranno il volto troviamo: Norman Reedus, Mads Mikkelsen, Léa Seydoux, Margaret Qualley e Lindsay Wagner, che interpreteranno dei personaggi principali nel gioco tramite motion capture. Come se questo non bastasse, anche i registi Guillermo del Toro e Nicolas Winding Refn contribuiscono al progetto prestando il volto a due personaggi.
  5. Kojima ha dichiarato che Death Stranding sia un gioco d’azione, tuttavia non riuscendo ad etichettarlo in alcuni canoni tradizionali, definendo questo titolo come qualcosa di originale che probabilmente rivoluzionerà il media dei videogiochi.
  6.  Kojima è sempre stato piuttosto attento ai particolari e al tempo stesso, è stato più volte definito come un vero e proprio visionario, difatti anche Death Stranding è pieno di peculiarità. Non a caso, il “bambino ponte”, il feto trasportato dal protagonista Sam, può comunicare direttamente tramite il Dualshock 4, per esempio sapremo quando è impaurito o stressato per prenderci cura di lui.
  7. In molti hanno cercato di analizzare la storia, ma con scarsi risultati in quanto fin dai primi teaser la trama è risultata piuttosto articolata e contorta, tuttavia Kojima ha rivelato che, qualora decidessimo di capire qualcosa della trama basterebbe guardare i trailer ufficiali in ordine cronologico, uno appresso all’altro.
  8. Perlustrando l’account Instagram ufficiale di Kojima, esattamente il 6 ottobre, si nota una particolare foto di alcuni bambole Matrioska che riportano le fattezze di alcuni personaggi del titolo.
  9. Nel gioco sono presenti prodotti realmente esistenti: nella Safe House, area di riposo tra una missione e l’altra dove potrà sostare il nostro protagonista Sam, è possibile modificare, oltre che l’ambiente di gioco, anche il nostro alter-ego e possiamo indossare indumenti di alcuni brand realmente esistenti, come gli occhiali di marca Francese J.F.Rey, una T-shirt di marca tedesca dal nome Acronym e addirittura bere delle Monster Energy, incrementando il proprio vigore.
  10. Due animatori francesi si sono presi la briga di realizzare un anime Fanmade del gioco in questione; dopo ben due anni di duro lavoro a breve verrà pubblicato il primo trailer.
  11. Nonostante la presenza nel gioco di Del Toro e di Nicolas Winding Refn, non sono loro a recitare mediante motion capture, ma altri attori. In entrambi i casi è stata effettuata esclusivamente la campionatura del volto e del corpo, mentre il resto del lavoro è stato svolto per l’appunto da altri doppiatori.
  12. Una pubblicità di profumo brasiliana è stata accusata di plagio per aver letteralmente riprodotto in video l’evocativa scena del mostro gigante di Death Stranding, giudicate voi direttamente da questa clip.
  13. Durante la sosta nella Safe house, il protagonista Sam può ripulirsi, riposare oppure rifocillarsi come abbiamo visto prima per aumentare il vigore, tuttavia, se continueremo mediante la telecamera ad osservare il “pacco” di Sam, dopo più tentavi, infastidito, prenderà a pugni la telecamera.
  14. In tanti non sanno che erano presenti ben 3 easter egg di Death stranding in Horizon Zero Dawn, altra esclusiva di punta dell’ammiraglia Sony. Gli easter egg sono tre: le manette indossate da Norman Reedus, la collana indossata sempre da quest’ultimo e la bambola che si vede galleggiare nel liquido nero.
  15. Norman Reedus non solo ha subito un processo di campionamento per le espressioni facciali, come capita spesso con la tecnologia motion capture, ma, per volontà di Kojima, è stato ricostruito ogni movimento dell’attore. Vedremo Sam, sbadigliare, grattarsi il capo, battere le palpebre, il tutto ricreato fedelmente nelle fattezze e nei tratti dell’attore.
  16. Non tutti sanno che nel 2017 uscì per android un gioco parodia dal nome Deadly Stranding. La cosa bizzarra è che il titolo, nonostante fosse palesemente realizzato per ironizzare sul gioco di Kojima, ebbe fortuna e la maggioranza delle recensioni degli utenti fu positiva.
  17. Il gioco è estremamente lungo. Giusto per darvi un’idea, solo le fasi iniziali per comprendere al meglio le meccaniche unitamente all’incipit narrativo richiederanno all’incirca 10 ore di gameplay.
  18. Il gioco è cosi complicato che, in più occasioni, tutto il cast non è riuscito a comprendere la trama del gioco. In particolare, l’attore Norman Reedus, nonostante fosse totalmente in confusione leggendo la storia, ha firmato immediatamente il contratto per prestare il volto al protagonista, dichiarando in un’intervista: “[Kojima]Aveva alcune cose su un iPad che voleva mostrarmi ed ero tipo ‘Qualunque cosa tu voglia fare, facciamolo, non so nemmeno di cosa tu stia parlando'”  Il rispetto e la considerazione per Kojima in questo settore è impressionante.
  19. Come in Dark Souls, possiamo vedere le tracce di altri giocatori lasciati per la mappa al fine di aiutare gli altri PG, magari segnalando qualcosa di interessante o qualcosa di utile ai fini della sopravvivenza.
  20. Secondo alcune fonti non ufficiali, il budget del titolo si attesta intorno ai 100 milioni di dollari: di cui 80 per lo sviluppo e 20 per il marketing.
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