Armored Core 6 Fires of Rubicon: Recensione di un grande ritorno

Armored Core 6 Recensione
Informazioni sul gioco

Quando fu annunciato Armored Core 6: Fires of Rubicon alcuni fan storici della serie (tra cui noi) sono rimasti spiazzati.

Da tempo FromSoftware non si dedicava all’uscita di un Armored Core e i loro team di sviluppo si sono buttati a capofitto nell’universo di Dark Souls, e tutto quello che è scaturito da esso come Bloodborne ed Elden Ring. Per questo motivo molti hanno dubitato sulla reale qualità del nuovo capitolo della serie Mecha arrivato a così tanti anni di distanza.

Giocandolo, lo abbiamo trovato strabiliante e in questa recensione trovate le nostre impressioni!

Le Fiamme di Rubicon che divampano di passione

Il primo impatto avuto con Armored Core 6, che abbiamo giocato su Xbox Series X grazie a Bandai Namco, è stato spiazzante, ma in modo davvero positivo!

Fires of Rubicon è tutto ciò che un amante della serie potrebbe desiderare: un moderno gioco d’azione con mech giganteschi che si danno battaglia, con una grafica splendida, un frame rate a 60fps che non vacilla neanche nell’azione più concitata e uno schema di comandi intuitivo e facile da imparare.

I comandi, che si possono anche personalizzazione all’estremo offrendo addirittura una mira automatica o completamente manuale, sono impostati in modo che chiunque, neofiti o esperti, possano prendere facilmente dimestichezza.

E per ora abbiamo solo intaccato la punta dell’iceberg! Andiamo però per gradi.

La narrazione

Nella positiva impressione che Armored Core 6 ci ha fatto ci sono solo due note negative. Una di questa è legata alla Storia.

Se c’è una cosa in cui gli anni di esperienza di FromSoftware e Bandai Namco potevano migliorare è la narrazione, che avrebbe potuto beneficiare di una più netta modernizzazione.

La campagna, divisa in cinque capitoli dalla durata di circa 20 ore, si svolge quasi interamente attraverso conversazioni di fronte al vostro mech nel garage di stoccaggio, in briefing delle missioni e chiacchiere via radio che arrivano nei momenti più frenetici dello scontro.

Se aggiungete che il vostro alter ego è una marionetta priva di volontà, che accetta ogni missione senza fiatare, si può tranquillamente saltare tutto e pensare solo all’azione.

Un vero peccato, perché la potenzialità narrativa esplode in molti punti della trama.

Azione e adrenalina anche nelle cutscene 

Armored Core 6 ha una trama ben scritta e ramificata, che cambia in base alle nostre scelte e ci permette di scoprire di più a ogni missione o incontro.

L’ambientazione è fantastica e le premesse sono davvero interessanti, ma a causa di una narrazione gestita davvero male si fatica molto a non affrontarla in modo superficiale.

L’unica vera spinta per saperne di più e approfondire sono le splendide cutscene. Le scene di intermezzo, che spesso preannunciano l’arrivo di un boss o mini boss particolarmente caratterizzato, sono pura magia.

Visto che approfondire di più la storia potrebbe essere spoiler sulle macchinazioni e sulle fazioni in gioco, dedichiamoci a qualcosa di cui possiamo parlare approfonditamente.

Il Gameplay

Sul gameplay di Armored Core 6: Fires of Rubicon abbiamo davvero molto da dire e non sapendo quale aspetto trattare prima abbiamo deciso di partire dalle basi: la costruzione del Mech.

Costruite il vostro robottone

Uno dei motivi per cui è diventata famosa la serie di Armored Core è la personalizzazione del proprio mezzo da combattimento.

Prima di partire per una missione, potrete equipaggiare il vostro Mech con quattro armi, una testa, un corpo, delle gambe, un generatore, un booster e un sistema di controllo.

Quando entrate nell’officina ci sono un sacco di fattori da considerare, oltre alle considerazioni su cosa spendere i soldi limitati. Se vi serve una mano a riguardo, abbiamo scritto una guida su come guadagnare facilmente che vi consigliamo di approfondire.

Le parti che comporranno la struttura del Mech hanno un proprio peso, valore difensivo, un quantitativo di salute (che si sommerà) e la cosiddetta Stabilità d’assetto – fondamentale per l’equilibrio generale di tutti i parametri. Creare il giusto equilibrio tra i pezzi è essenziale per non essere troppo vulnerabili in battaglia, ma la personalizzazione è così ben strutturata che si può perfettamente adattare al vostro stile di gioco.

Adattabilità assoluta 

Ogni singolo valore di tutti i pezzi sono essenziali e nessuno va considerato secondario.

Per esempio, bisogna tener d’occhio l’energia. Senza l’energia il Mech non potrebbe muoversi, alimentare i suoi componenti, non può usare i propulsori e nemmeno utilizzare determinate armi.

Uno dei punti forti di Armored Core 6 è che non importa quale sia il vostro stile di gioco, con un po’ di impegno potete sempre trovare l’equilibrio ideale per giocare come più vi aggrada.

Non abbiate paura di addentrarvi in menù complicati e leggere decine di note per capire quale pezzo sia migliore, perché l’interfaccia proposta all’utente è facile da capire e molto intuitiva.

Date libero sfogo all’immaginazione e costruite il Mech che più vi aggrada – anche la personalizzazione dei colori e degli stemmi è estremamente dettagliata, vi consigliamo di dargli un’occhiata.

La varietà delle missioni

Altra nota incredibilmente positiva di Armored Core 6 è la varietà delle missioni.

Anche se il gioco è basato su concetti che si ripetono, come recuperare un determinato oggetto o eliminare un numero non definito di obiettivi, la struttura dei livelli è costruita in modo tale da non dare nessun senso di ripetitività.

I nemici sono tanti e ognuno è equipaggiato in modo diverso. Hanno anche modi di combattere differenti, che diventano più aggressivi proseguendo con l’avventura.

Per tutta la durata della campagna, che ci ha impiegato per circa 18 ore per via a causa della nostra maniacale voglia di costruire Mech unici, l’azione si è mantenuta fresca ed emozionante.

I Combattimenti

I combattimenti in Armored Core 6 si susseguono a ogni missione e diventano sempre più aggressivi e sfrenati. Ci verrebbe quasi da definirli indiavolati, perché su Rubicon infuria una tremenda guerra e i nemici incontrati sembrano davvero fare di tutto per impedirvi di avanzare.

Che siano carri armati, aerei da guerra, torrette o altri Mech, il loro obiettivo è quello di fermare le minacce con ogni mezzo a disposizione; in questo caso, la minaccia è rappresentata dal giocatore.

La cosa che più abbiamo apprezzato però è la varietà offerta dalle truppe nemiche. Gli oppositori non si limitano a caricare contro il giocatore a testa bassa utilizzando il loro arsenale per eliminarlo, ma sfruttano a pieno alcune delle configurazioni che sono disponibili anche al giocatore.

Per farvi qualche esempio, e non rovinarvi il piacere della scoperta, abbiamo trovato particolarmente ostici alcuni cecchini che si nascondevano con equipaggiamento Stealth e colpivano dalla distanza arrecando molti danni. Altri, invece, erano equipaggiati con armi incapacitati, lasciandoci così tra le mani i controlli di un Mech immobile e in balia del fuoco nemico.

Molti di questi equipaggiamenti sono utilizzati dai boss, il che li rende avversari ancor più pericolosi.

Gli scontri con i Boss

Se escludiamo il boss del tutorial, di cui parleremo più avanti, tutti gli scontri con i boss in Armored Core 6 sono stati epici.

Che si tratti di mezzi giganteschi o Mech uguali al nostro, non c’è stata una battaglia che non abbiamo amato. Soprattutto, sono tutte incredibilmente soddisfacenti quando si esce vittoriosi.

Le battaglie contro i Mech nostri eguali poi sono particolarmente impegnative grazie all’IA nemica, che ci ha molto spesso dato l’impressione di affrontare veri e propri avversari nostri pari. Da fan delle serie del genere Mecha, ci sono tornati alla mente i ricordi degli scontri di Mobile Suit Gundam, in particolare quelli di Amuro e Char.

Proprio in onore a Char Aznable, abbiamo tinto di Rosso il nostro Mech, ma questa è un’altra storia.

Comparto tecnico

Abbiamo avuto la fortuna di giocare ad Armored Core 6 su Xbox Series X e tra una moltitudine di titoli cross-gen, che risentono molto dello sviluppo che li piazza tra due generazioni, possiamo tranquillamente affermare che questo è uno dei pochi titoli che ha il sapore di nona generazione videoludica.

Non avendo riscontrato nessun calo di frame, alla vista il gioco ci è sempre apparso chiaro e nitido anche negli scontri e il mondo esplorabile ci è sempre apparso magnifico – per quanto possa apparire un mondo alieno distrutto dalla guerra.

Se non sapete se acquistare il gioco per PlayStation 4 / Xbox One o PlayStation 5 / Xbox Series X|S, optate per la seconda opzione. Se siete curiosi, potete recuperare il nostro articolo che parla delle differenze tra le versioni del gioco.

Accessibilità 

Un buon comparto tecnico è spesso sinonimo anche di accessibilità. Rispetto i titoli del passato, che abbiamo avuto la fortuna di poter giocare a ogni uscita, Fires of Rubicon è il più accessibile.

Attenzione però, non stiamo parlando di un calo della difficoltà, tutt’altro, ma di una giocabilità così ben costruita da offrire al giocatore tutti i mezzi per poter vincere senza limitarlo o castrarlo da scelte tecniche poco intelligenti.

Dalla serie Souls, FromSoftware sembra aver preso alcuni dei punti forti e adattandoli ad Armored Core. Queste contaminazioni sono rappresentate dai Checkpoint, tanti e ben distribuiti, e dalla possibilità di riparare il proprio Mech un numero limitato di volte – anche se nelle missioni più lunghe questa opzione aumenterà.

Inoltre, la curva di difficoltà sembra essere pensata per offrire al giocatore più spazio di manovra per adattarsi meglio alle sfide più difficili.

Una sbavatura non di poco conto

Dopo aver accennato solo una delle due note negative, dobbiamo ora parlare della seconda che, purtroppo, abbiamo scoperto a nostre spese proprio contro il boss del tutorial.

Alcuni nemici, liberi rispetto a noi limitati da aree non accessibili, si spostano in tranquillità in tutta la zona e attaccano il giocatore con tutta la loro potenza bellica. Purtroppo, se un nemico si posiziona dietro un muro invisibile indicato come zona ad accesso negato, non c’è modo di raggiungerlo e quindi può continuare ad attaccare senza preoccupazione alcuna.

Tra le prove di configurazioni ci siamo ritrovati a provare una Build a Corto Raggio, che non ci permetteva di raggiungere determinati nemici che andavano a posizionarsi dietro l’area inaccessibile. Questa sbavatura ha reso molto più ostico di quel che è il primo boss, ma speriamo arrivi una Patch quanto prima per sistemare questo piccolo problema.

Armored Core 6 Fires of Rubicon: Recensione – conclusioni e voto

Armored Core 6: Fires of Rubicon non è un titolo che reinventa la serie, ma la aggiorna.

La personalizzazione è come un puzzle che ci permette di costruite, pezzo dopo pezzo, il miglior mezzo che più rispecchia la nostra identità da giocatore. Le missioni, seguono una stupenda trama da scoprire pezzo per pezzo e le battaglie sono entusiasmanti e appaganti.

Se sorvoliamo sul problema tecnico delle aree ad accesso limitato dove i nemici si nascondono e la blanda narrazione che non rende giustizia alla trama, possiamo promuovere il gioco a pieni voti.

Consigliamo Armored Core 6 a tutti gli amanti degli Action.

Facebook Comments
Armored Core 6 Recensione
0
Amazing
85100
Pros

Azione frenetica ricca di adrenalina

Tante armi e componenti per una personalizzazione ben strutturata

Battaglie con i Boss epiche

Cons

Qualche piccola sbavatura tecnica

La storia poteva essere raccontata meglio

Articoli Correlati


© Copyright © 2019-2024 videogiochitalia.it All Rights Reserved

Scroll To Top