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GEARS 5, La RECENSIONE
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GEARS 5, La RECENSIONE

by Danilo FilicettiSeptember 19, 2019

L’uscita del nuovo Gears era tanto attesa quanto temuta e la paura che potesse rivelarsi un titolo piatto come il suo predecessore, che non ha osato né aggiunto nulla di nuovo, era tanta. Possiamo però tranquillizzarvi: Gears è tornato.

I ragazzi di The Coalition sono riusciti nella difficile impresa di rinnovare la struttura del gioco, senza però snaturare la base su cui Gears of war si poggia sin dalla sua nascita. La modifica dell’ambiente di gioco, l’inserimento di Jack come personaggio giocabile e il cambio di protagonista sono alcune delle novità presenti nel titolo, ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa rende questo Gears uno dei migliori.

LA CAMPAGNA

Dopo un fantastico filmato d’apertura, che altro non è che un incubo di Kait, vestiamo di nuovo i panni di JD, figlio di Marcus e protagonista del quarto capitolo, che insieme alla sua squadra è diretto ad Azura per riportare in orbita un satellite del Martello dell’Alba. Nonostante la difficile riuscita della missione, la situazione non migliora, il Martello dell’Alba si dimostra un’arma ingestibile e il nemico diventa sempre più aggressivo e forte, riuscendo addirittura a controllare i robot dell’esercito, i DeeBee. A tutto questo si aggiunge l’incapacità di JD di essere quel leader forte e carismatico che era suo padre.

Dopo un buon primo atto – che però sa fin troppo di introduzione – ritorniamo nelle vesti di Kait, la vera protagonista del titolo. Ed è proprio qui che sta la prima novità: il cambio di protagonista così netto è una cosa che gli sviluppatori non avevano avuto il coraggio di fare con il precedente capitolo, spostare l’attenzione sulla giovane ribelle è stata una scelta intelligente e le domande rimaste senza risposta alla fine del quarto capitolo hanno creato una serie di scenari che il team ha sviluppato ottimamente. La “nuova” protagonista è un personaggio carismatico, forte e ben caratterizzato, con un’evoluzione che matura perfettamente nel corso della narrazione. La sua crescita passa attraverso episodi forti, tanto che la sua psiche viene messa a dura prova nel corso dell’avventura, anche per colpa delle forti cefalee e degli incubi che la tormentano. Spiccano inoltre i personaggi di Del, Baird e Jack, il primo ricoprirà il ruolo di “nuovo Dom”, diventando una spalla fondamentale per la protagonista, sia come compagno di viaggio che di battaglia, mentre l’ultimo si rivelerà, oltre che un ottimo supporter nelle varie battaglie, un personaggio più umano di tanti altri.

Ma non è tutto oro quello che luccica, l’ottima scrittura della campagna non è infatti esente da difetti, le caratterizzazioni dei personaggi sono ben realizzate, ma presentano alcune sbavature: alcuni di loro risultano troppo stereotipati e la loro crescita è troppo repentina, disturbando, seppur in maniera lieve, lo scorrimento narrativo. I colpi di scena non sono degni di questo nome, sono anzi piuttosto scontati, la narrazione procede in maniera lineare, ma con poca attenzione per i dettagli che rimangono comunque basilari. Nonostante l’evoluzione altalenante, l’esperienza di gioco rimane più che godibile con momenti che vi faranno emozionare e/o commuovere, facendo rivivere ai fan storici della saga degli splendidi déjà-vu, grazie anche alla presenza di vecchi personaggi che non stonano troppo nel complesso narrativo generale.

GAMEPLAY E AMBIENTI

Gears 5 continua dunque a poggiarsi su quelle basi che hanno fatto la storia della saga e che hanno rivoluzionato un genere, riesce non solo a cambiare là dove era difficile farlo senza snaturare il prodotto, ma anche ad essere un titolo quasi alla pari con i capitoli della prima trilogia.

Il gunplay rimane pressoché invariato, al di là dell’aggiunta di qualche nuova arma, ad esempio:

  • il Lancer GL, versione riadattata del classico lancer, che sostituisce la sega circolare con un lancia razzi da tre colpi;
  • la Mazza Breaker dei sorveglianti, mazza da guerra che permette di distruggere i nemici con un solo colpo, ma che purtroppo non ha una lunga durata;
  • il Fucile Claw, simile al Lancer, ma da utilizzare con attenzione, vista la grande potenza e la scarsa precisione (che migliora però nel corso della raffica);
  • il Criocannone, arma pesante in grado di trasformare i nemici in blocchi di ghiaccio;

Altra grande novità è il robottino Jack. Oltre ad essere un personaggio giocabile anche in co-op locale a tre giocatori, diventa un ottimo compagno da utilizzare per diverse strategie, soprattutto nelle fasi più complesse della battaglia. Jack è l’unico personaggio personalizzabile con 4 abilità passive da potenziare grazie all’utilizzo di alcuni componenti trovabili nel corso delle missioni e 7 attive divise in due sezioni, anch’esse potenziabili, che verranno sbloccate andando avanti nel corso della campagna. Ovviamente le abilità attive di Jack devono essere usate in maniera intelligente, visti i tempi di ricarica più o meno lunghi a seconda che siano potenziate o meno. Il bot non si limita solo ad essere un supporto per le battaglie, ma è necessario anche per azionare meccanismi o aprire porte.

L’utilizzo di Jack, unito ad una discreta intelligenza artificiale del compagno di turno, crea ottimi scenari per diverse strategie all’interno delle battaglie, anche grazie alla possibilità di selezionare il nemico da far colpire. Seppur poco significanti sono presenti momenti in cui si può scegliere un approccio stealth, che ci permette di muoverci in maniera furtiva all’interno dei vari ambienti, creando dei piccoli momenti di varietà nel gameplay.

La varietà di questo titolo non sta solo nelle frenetiche battaglie o nell’utilizzo dei compagni per nuove strategie, ma anche in una ambientazione che, se all’inizio rimane legata profondamente ai capitoli precedenti, nella parte centrale del gioco va a modificare quello che Gears è sempre stato riuscendoci alla grande. Una volta preso possesso della nuova protagonista, ci sposteremo poi in due macro-sezioni: un ambiente innevato (molto familiare) ed un deserto rosso, che cambieranno la natura del gioco rendendolo a tutti gli effetti un Sand-box. Di fatto queste due macro-sezioni, che costituiranno a tutti gli effetti la parte centrale del gioco, saranno liberamente esplorabili con (poche) missioni secondarie da completare prima di lasciare l’area. Ovviamente sarà possibile girare queste due grandi mappe con un veicolo inedito: lo skiff, una slitta costituita da un doppio scii, sulla quale sarà posizionato il giocatore, trainata da una vela e con la possibilità di lasciare a bordo armi (comprese quelle pesanti) da utilizzare in seguito nel corso delle varie missioni.

Trovare difetti ad un gameplay così rinnovato, che riesce a divertire i nuovi giocatori e a soddisfare i vecchi, sarebbe impossibile. Le ambientazioni sono nuove e affascinanti, curate benissimo e con un gran colpo d’occhio, per non parlare della grafica e del sonoro quasi perfetti.

COMPARTO TECNICO

Affrontare una battaglia con orde di nemici temibili, guidare una slitta per paesaggi innevati e guardare scene d’intermezzo visivamente ed emotivamente forti in 4k e 60 frame granitici non è roba da poco, ma anche in questo Gears 5 riesce alla grande. La sapiente conoscenza dell’Unreal Engine 4 da parte degli sviluppatori di The Coalition ha permesso di creare un mondo fantastico e ben dettagliato che, unito al comparto narrativo, crea un’esperienza unica. Purtroppo, il discorso cambia per le versioni per le console meno potenti, il confronto tra la versione Xbox One X e Xbox One (“anche la versione S) è impietosa, mentre nella prima infatti il 4k e i 60 frame sono ormai lo standard, purtroppo nella seconda 1080p e i 30 frame sono il massimo raggiungibile, con addirittura qualche calo in alcune scene. Nonostante questa differenza, il lavoro fatto è più che ottimo e il distacco con il predecessore è evidente in tutte le versioni. I personaggi, gli ambienti, le armi e tutto ciò che concerne il reparto estetico è di pregevolissima fattura, tranne che per la presenza di alcuni glitch più o meno fastidiosi, come i personaggi bloccati nel terreno, che per fortuna si attiveranno una volta partita una cutscene.

Da evidenziare l’ottimo doppiaggio italiano che si dimostra il migliore della serie, con pochissime sbavature per lo più legate al sincrono con la bocca dei personaggi. Bellissimo infine il sonoro, che si dimostra tra le più grandi qualità di questo titolo, con le fantastiche musiche di Ramin Djawadi, compositore tra l’altro delle bellissime musiche de “Il Trono di Spade”.

MULTIPLAYER

Non c’è Gears senza Multiplayer. La serie, sin dalla sua nascita, si è sempre distinta per un ottimo comparto multigiocatore, che si è trasformato fino a diventare sempre più centrale nel corso dei vari capitoli. Ovviamente non poteva non essere così anche in quest’ultimo titolo, dove raggiunge il suo apice.

  • FUGA: La prima novità sta senz’altro nella modalità Fuga, partita a tre giocatori nella quale ci faremo catturare da uno Snatcher, per farci portare all’interno dell’alveare nemico. Qui, piazzeremo una bomba a gas che distruggerà l’intero alveare, mentre noi dovremo fuggire facendoci strada tra nemici con un quantitativo di armi e munizioni molto scarno. La difficoltà crescente della missione, unita ad un buon editor che ci permetterà di creare mappe da condividere e/o sfidare i nostri amici, rende questa modalità tra le più riuscite e divertenti del titolo.
  • ORDA: Quella di Gears 5 è probabilmente la più grande della saga. I cinque giocatori dovranno affrontare cinquanta ondate di nemici a difficoltà crescente, nella quale il gioco di squadra sarà essenziale e l’utilizzo del fabbricatore, in grado di costruire strumenti per la difesa, potrà cambiare le sorti dei vari scontri. La scelta del personaggio dovrà essere oculata, ognuno di essi infatti sarà dotato di un’abilità unica che potrà salvarvi la pelle in una o più situazioni.
  • VERSUS: Concludiamo poi con la modalità versus, modalità immancabile in qualsiasi sparatutto. Evoluta e perfezionata per stare al passo con i tempi, quest’ultima si rivela di nuovo la modalità più importante del multigiocatore. Versus si divide in due modalità: arcade e classificato. La prima consiste in un deathmatch a squadre da cinque giocatori a cinquanta eliminazioni, in cui ogni personaggio appartiene a diverse classi, con caratteristiche differenti che modificano le varie strategie d’attacco e con un sistema di punteggio, basato sul numero di uccisioni, che consente di sbloccare armi pesanti diverse a seconda del personaggio. Ma è la modalità Classificato però che catturerà invece la maggior parte del vostro tempo. Essa si suddivide a sua volta in varie modalità: re della collina, deathmatch a squadre, guardiano, escalation ed esecuzione.

Il comparto multigiocatore appare dunque rinnovato e perfezionato per garantire ottime partite PvP e PvE, l’aggiunta poi di personaggi come Emile e Kat di Halo Reach, e Sarah Connor e il T-800 di Terminator non faranno altro che aggiungere un pizzico di diversità in più.

ACCESSIBILITÀ

Ultimo, ma non meno importante, è il fattore accessibilità. In Gears 5 saranno presenti funzioni che lo renderanno accessibile a quanti più giocatori possibili, come ad esempio la modalità daltonici, lo scuotimento telecamera e i sottotitoli migliorati, per maggiori informazioni vi consigliamo di consultare il sito.

CONCLUSIONI E VOTO

Non c’è dubbio che, dopo un capitolo di transizione come Gears of war 4, i ragazzi di The Coalition siano riusciti a trovare una loro via, che si distacca dal passato sperimentando nuove formule con un gameplay quasi perfetto, ma rimanendo legati comunque a quello che rende Gears unico. Nonostante i difetti nella campagna -e qualche piccolo glitch/bug- gli sviluppatori sono riusciti a confezionare un piccolo gioiello che farà felice sia il neofita della saga che i fan storici.

VOTO 8.5

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