Intervista a Fortuna Imperatore (Axel Fox) – creatrice del videogioco Freud’s Bones

Fortuna Imperatore (Axel Fox)
Informazioni sul gioco

Negli ultimi anni il panorama dei titoli italiani è sicuramente stato travolto da eccellenti prodotti sia di natura indipendente sia di produzioni con budget elevati. Oggi abbiamo l’opportunità di intervistare la mente creativa dietro lo sviluppo di Freud’s Bones, ovvero Fortuna Imperatore, conosciuta anche come Axel Fox. Freud’s Bones è un’avventura narrativa che rende omaggio alla dottrina della psicoanalisi e del suo fondatore Sigmund Freud.

Questa testimonianza arricchisce la nostra rubrica delle interviste, prossima ormai ai sessanta ospiti.

Fortuna Imperatore creatrice di Freud's BonesChi è Fortuna Imperatore (Axel Fox)

Laureata in psicologia e spinta dalla passione dei videogiochi, Fortuna Imperatore decide di tuffarsi nel mondo della programmazione come game designer per il suo progetto più ambizioso, ovvero Freud’s Bones.

Inizia dai rudimenti della programmazione, con l’ausilio del software RPG Maker, per poi perfezionarsi e acquisire sempre più competenze.

Freud’s Bones

Freud’s Bones nasce nel 2020 come progetto Kickstarter. Progetto che raggiunse il traguardo dei 15.500€ su un obiettivo di 5.000€, questo proprio per sottolineare l’enorme interesse da parte dell’utenza sul titolo in questione. Inoltre, Freud’s Bones vinse il Red Bull Indie Forge Award 2020, oltre che arrivare come finalista italiano al Nordic Game Contest 2021.

Ricordiamo che il gioco sarà disponibile a partire dal 25 maggio 2022 su PC tramite Steam. Freud’s Bones è il primo gioco a omaggiare il fondatore della psicoanalisi, affrontando alcuni temi come i comportamenti umani, la visione dell’inconscio e interrogativi esistenziali. Un vero tragitto nelle mente di uno degli intellettuali più influenti del XX secolo. Il titolo offre spunti originali e alternativi sotto il profilo ludico, caratteristiche che lo rendono peculiare nel panorama dei videogiochi.

Prima di iniziare l’intervista, vi invitiamo a leggere la nostra recensione per sapere di più su questo nuovo gioco.

freud's bones axel fox

Intervista Fortuna Imperatore (Axel Fox)

  • La prima domanda è piuttosto scontata, ma necessaria per conoscere i primi passi dello sviluppo del tuo videogioco. Come è nata l’idea di realizzare Freud’s Bones? Freud's Bones Steam

Sicuramente un processo artigianale e frutto di un momento di pianificata follia. Ricordo che guardavo un documentario su Freud e mi chiesi perché nessuno avesse creato un gioco sul padre della psicoanalisi. Ho sempre pensato che Freud si prestasse molto mediante l’utilizzo del paradigma investigativo. In sostanza, sono passata dall’essere una fruitrice di alcuni titoli videoludici a volerne creare uno per sopperire la mancanza che vedevo nel mercato.

Sono partita da zero, perché non avevo idea di che cosa fosse un videogioco nella struttura intrinseca. Ho studiato psicologia e ho un master in filosofia e antropologia esistenziale, quindi sono molto lontana da quello che è il mondo videoludico. Tramite l’utilizzo di Internet, ho cavalcato questo mio desiderio e, con tante ricerche e ostinazione, sono giunta alla conclusione di un obiettivo.

Il mio percorso non è stato lineare, sono partita iniziando a modellare in 3D con un computer che non lo permetteva. In un secondo momento ho pensato di sviluppare il gioco in 2D, per poi passare a RPG Maker. Il punto è che solo adesso si sta muovendo qualcosa nell’industria videoludica. Internet è colmo di know-how, io sono andata a tentoni. All’inizio il gioco era tutt’altro, solo adesso è diventato qualcosa di molto più focalizzato su una crisi esistenziale. Il progetto è diventato una sorta di figlio che ha una sua indipendenza nonostante abbia il mio cuore dentro.

  • Il tiolo è un chiaro omaggio a Sigmund Freud e alla psicoanalisi; come ha reagito la comunità degli psicoanalisti una volta appresa la notizia della presenza di un videogioco dedito ad alcuni aspetti mai toccati prima da questo medium?

Freud's Bones Recensione pazientiSono giunte delle voci riguardo a questo videogioco, ma le reazioni sono state prevalentemente negative. Molti psicologi credono ancora ciecamente al fatto che i videogiochi fanno male e quindi sono legati a questo modo di pensare antidiluviano. Altri lo trovano stimolante anche se si approcciano con i piedi di piombo perché hanno una sorta di reticenza, in quanto non sono giocatori. Negli ultimi dieci anni non hanno giocato a nessun titolo che abbia veramente scosso il settore, come per esempio The Last of Us.

Vedo questa tendenza a volersi emancipare, a voler entrare in contatto con un medium che percepisco nuovo, ma che in realtà ormai esiste da decenni. Credo che un gioco del genere non possa spingere le persone ad andare in terapia, non è questo il suo scopo, bensì di sdoganare la psicoterapia e l’idea di andare da un professionista.

Questo gioco quindi non vuole spingere la gente di andare in terapia, semplicemente vuole inserire il giocatore nella prospettiva di Freud. Il mio obiettivo è quello di indurre le persone ad assumere questa visione freudiana e del fatto che abbiamo un inconscio che macina. Inconscio gravido di passione, di tormento, di paure e che abbiamo una forte coscienza morale che ci impedisce di agire in nome della sicurezza. Se le persone entrano in quest’ottica e riescono a riconoscersi sia nel paziente sia nel terapeuta, ho raggiunto il mio scopo. La psicoanalisi è popolare, non ha nulla di elitario e non ha nulla che a che fare con la malattia mentale.

  •  Da creatrice di videogiochi, ma anche da fruitrice, cosa auspichi che i tuoi futuri utenti possano raccogliere da questa esperienza videoludica? Qual è il messaggio che speri possa arrivare all’utenza tramite Freud’Bones?

La difficoltà estrema in questa fase di sviluppo è di post-produzione, perché ho dovuto creare una serie di escamotage narrativi per mantenermi nel flusso. Il gioco è partito dall’essere una semplice avventura narrativa che ti facesse psicanalizzare i pazienti, adesso è diventato tutt’altro. Il videogioco ha avuto una mutazione perché sto cercando di far passare letteralmente un elefante nella cruna dell’ago. Il titolo è pieno di messaggi, di tematiche e anche dei miei punti di vista e del come sconfesso me stessa. Questo prodotto è una creatura gigantesca che nuota totalmente al di fuori della trama lineare che hanno spesso i giochi. Da utente ero esausta nel giocare videogiochi piuttosto prevedibili, ho lo stesso rapporto con le serie TV e i film.

Mi basta davvero poco per comprendere lo scioglimento della trama. Sono dell’idea che molti prodotti non hanno il coraggio di proporre qualcosa di autoriale o con audacia. Per esempio, mi è capitato di vedere il videogioco Inscryption e li ho percepito il game designer, ma soprattutto ho avvertito la sua complessità che è riuscita a evaporare tramite il suo prodotto. Mi stuzzica molto il tocco personale di un autore, tutto il resto lo trovo piuttosto scontato.

  • Quali sono state le difficoltà da affrontare vista la natura indipendente del prodotto? Freud's Bones Kickstarter

Sicuramente finanziare, per quanto scontate. Leggo molti articoli che parlano di piccoli team composti da 25 persone, con poco budget, ovvero 1 milione di euro. Mi vien da ridere perché mi rendo conto che è la mia prospettiva ad essere sbagliata. Il progetto Freud’s Bones è composto da me, un programmatore, una illustratrice, un sound designer, un compositore e chi si occupa della traduzione. Questo non è un team, sicuramente ognuno ha contribuito, ma sono persone che gravitano attorno a un progetto che ho creato io. Tornando al discorso inziale, quando considerano poco 1 milione di euro, penso al mio progetto che è nato tramite Kickstarter.

Il porting l’ho potuto realizzare grazie alla vittoria del contest Red Bull Indie Forge Award 2020. Tutto il resto è quello che vedete, ovvero 15 mila euro. I vincoli finanziari sono così stretti che devi cercare di mantenere un equilibrio tra quello che vorresti e quello che puoi avere. Tuttavia, nonostante un budget limitato, sono riuscita a trarre cose molto interessanti. Un’altra difficoltà è stata dovermi affidare ad alcune persone che in realtà erano degli incompetenti. Un altro aspetto complesso è stata la solitudine che ho in parte compensato solo nell’ultimo anno, perché mi sono aperta per confrontarmi con alcune persone. Mi reputo al tempo stesso il mio capo, il mio aguzzino, ma anche il mio motivatore, sicuramente tutto questo comporta una certa pressione.

  • Noi ti ringraziamo per la disponibilità, ma prima di andare vorremmo conoscere qualche aneddoto sullo sviluppo del titolo in questione.
Salvator Dalí i cassetti (Segmund Freud)
I cassetti nell’opera di Dalí hanno origine dall’influenza di Freud e della psicanalisi sull’artista: “il corpo umano è pieno di cassetti segreti che solo la psicanalisi è in grado di aprire”.

Ho fatto dei sogni sui cassetti e su Dalí. Ci sono alcune opere di Dalí che parlano di come l’essere umano, in relazione proprio a Freud, sia diviso in cassetti al suo interno. Mi sono applicata su questi sogni, dando un giusto riconoscimento a questa ossessione inserendo molti cassetti all’interno del gioco.

Inoltre, ho inserito Dalí e il surrealismo in generale, oltre che alcune parti dei miei diari da adolescente. Molti monologhi di Freud all’interno del gioco sono presi dalle cose che scrivevo io al liceo, non le ho minimamente toccate. È un prodotto creativo che parla di una storia di un uomo e del rapporto conflittuale che ha con sé stesso. C’è tanta della mia biografia, soprattutto a livello testuale.

Grazie per avermi intervistata. Teniamo le dita incrociate e speriamo che Freud’s Bones possa diventare il titolo italiano che faccia parlare di questo paese anche altrove.

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