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Fragments of Life: la frontiera della medicina si trasforma in videogioco
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Fragments of Life: la frontiera della medicina si trasforma in videogioco

by Stefania NettiSeptember 21, 2020

Il mondo videoludico e il ramo medico sembrano essere due universi incapaci anche solo di sfiorarsi. Da un lato abbiamo i classici giochini (a detta di qualcuno), dall’altro ci troviamo di fronte a un’imponente incognita misteriosa che tesse i fragili fili del destino umano. Due pianeti diversi, distanti e apparentemente incompatibili come due batterie della stessa polarità.

A Fabio Viola, game designer, non interessano i giochini, non gli interessa il futile materialismo né tantomeno sviluppare titoli fini a se stessi. Proprio per questo motivo, ha scelto di dare la sua anima per un progetto diverso dagli altri, sperimentando una fusione straordinaria che vede come protagoniste proprio quelle incognite terribilmente incompatibili.

Incompatibili per chi, poi?

Così, Fragments of Life prende vita in un’esperienza videoludica estremamente intensa ed educativa. Si tratta di un gioco gratuito per dispositivi iOS e Android, con la collaborazione del consorzio europeo RESTORE. Esso è formato da ospedali, aziende e centri di ricerca riunitisi per accelerare la disponibilità di terapie mediche avanzate volte a migliorare le vite individuali dei pazienti, nonché la nostra stessa società. Il fulcro dell’intero gioco è la sensibilizzazione verso una tematica particolarmente difficile e delicata: la protagonista è Ella, colpita a soli 13 anni da leucemia linfoblastica acuta. Dal punto di vista prettamente medico si vuole esplorare in modo intimistico ogni fase della malattia, partendo dalla diagnosi alla remissiva, per poi sfociare nella recidiva e nelle varie cure sperimentate. La rivelazione più importante è senz’altro la terapia cellulare CAR-T, esempio lampante di svolta nella ricerca medica.

Tutto può cambiare nella frazione di un secondo; c’è un po’ di Ella in tutti noi e questo viaggio, seppur breve, potrebbe essere il giusto presupposto per migliorarci. È giunto il tempo di dedicare qualche minuto a un’esperienza videoludica semplice, sicuramente, ma che potrebbe cambiare la vita di tante persone.

In un’epoca dominata dalle fake news trasmesse sui social e dalle false speranze promosse da chi ha interessi fraudolenti, questa esperienza digitale diventa uno straordinario strumento scientifico per informare giocando”

Dr. Pier Maria Fornasari

La storia di Ella e l’intreccio videoludico

Una stanza, 60 fotografie, una vita intera.

La camera di Ella è l’unica ambientazione del gioco; è il suo mondo, il suo posto segreto in cui rifugiarsi e cercare ristoro tra ricordi, canzoni e polaroid. Al centro risiede il fulcro interattivo primario, ossia una bacheca in sughero su cui sono attaccate ben 60 fotografie da riordinare in base alla sequenza cronologica della sua malattia. Ogni singolo pezzo di carta racconta la sua vita, il suo dolore, le sue emozioni, i primi amori e le prime amicizie.

Fragments of Life

Prima di scoprire l’esistenza della leucemia, la vita di Ella era assolutamente normale: la prima bici, le prime amiche, nonché la passione per la pallavolo. Pensate, era addirittura tra le migliori under 14 della nazione. A 13 anni, poi, un gigante oscuro e invisibile ha offuscato la sua strada, che proprio allora cominciava a tingersi di nuove e intriganti sfumature. Il suo rifugio pieno di poster e sogni nel cassetto era diventato ormai un miraggio, abituata a circondarsi dalle mura accecanti di un ospedale e dalle visite claustrofobiche e assillanti dei medici. I medici, i veri eroi il cui camice vale quanto il più potente mantello dei supereroi. È importante che essi siano riconosciuti per i loro estremi sacrifici: loro, colmi di segni sul viso a causa di una mascherina, che varcano la soglia di casa distrutti e affamati ma col cuore colmo di amore. Loro, che probabilmente sono più umani di tutti noi messi assieme, e il cui unico scopo è di prendersi cura dell’essere umano, di avvicinarsi ai suoi familiari e, con un sorriso pregno di gioia, annunciare la notizia più bella di tutte: “È fuori pericolo, starà bene”.

E allora non dimentichiamoci delle loro notti passate in bianco, delle ore a digiuno dovendosi accontentare probabilmente del classico caffè dei distributori. Non dimentichiamoci della responsabilità che pesa sulle loro spalle come un macigno indissolubile. Non dimentichiamoci di essere -per loro- degli sconosciuti, eppure, qualunque siano la causa e la forma, qualunque sia l’orario, chiunque noi siamo, loro sono pronti a correre da noi e proteggerci. Non dimentichiamoci di trovarci di fronte a persone probabilmente più umane di noi, che affrontano anni di ricerca pur di trovare nuove terapie che diventano sempre più efficaci e meno invasive. Ella è un personaggio immaginario ma, in fondo, così immaginario non lo è.

Se solo aprissimo gli occhi per un istante, uno soltanto, scopriremmo che gli ambienti ospedalieri sono colmi di situazioni come questa. Oltre queste quattro mura in cui siamo troppo presi da situazioni frivole che non meritano alcun pensiero, il mondo è pieno di persone che stanno sperimentando malattie terribili e si sentono perse, incapaci di avere il controllo mentale del proprio corpo. Non esiste una malattia meno terribile dell’altra, diciamolo, ed è per questo che la sensibilizzazione ha un ruolo chiave. È nostro dovere morale, seppur attraverso un’interazione videoludica, assimilare l’esperienza di qualcun altro. Ella può essere chiunque, possiamo essere noi, il vicino di casa, un cugino o un compagno di classe, ed è il fulcro della speranza verso un mondo sempre più in grado di aiutare il prossimo.

Fragments of Life

Charlie ed Ella

Il gioco non vuole dare importanza solo all’aspetto medico, bensì vuole risaltare il valore dell’amicizia e la terapia dell’amore. La protagonista incontra Charlie: sei anni trascorsi insieme, dapprima come amici e poi come amanti. Il dolce tepore dell’amore, la delicatezza di un abbraccio e la frizzantezza di una battuta detta al momento giusto hanno contribuito a colorare la vita ormai sbiadita di Ella.  Dopo aver ricevuto così tanto affetto, tuttavia, avverte l’esigenza di fare qualcosa per gli altri: è il caso di Michelle, una ragazza che, proprio come lei, scopre di essere malata. Fragments of Life insegna che si può fare di più e si può essere di più; le terapie avanzate sono il frutto di una crescita progressivamente consolidata, in grado di illuminare perfino le strade più buie.

“Per noi scienziati, le terapie avanzate sono affascinanti sia come entità biologiche, sia per il modo in cui stanno iniziando a cambiare il panorama delle cure mediche. Ci aspettiamo che abbiano un grande impatto sugli individui e sulla società. Crediamo che comunicare questa nuova frontiera a tutti ed entusiasmare il grande pubblico sulle terapie avanzate sia un compito essenziale per RESTORE. Con Fragments of Life speriamo di educare una nuova generazione di giovani e di ispirarli a saperne di più!”

Hans-Dieter Volk, coordinatore di RESTORE

Non è assolutamente nostra intenzione raccontarvi ulteriori dettagli sulla storia della protagonista. È di vitale importanza vivere il gioco tutto d’un fiato e in un’unica seduta (che dura all’incirca un’ora), altrimenti non riuscireste a cogliere perfettamente il messaggio che Fabio Viola e il team di RESTORE hanno voluto trasmettere. Possiamo però esporvi due punti decisamente importanti: il gameplay e l’aspetto formativo in cui lo sviluppatore ci introduce.

Il gioco incontra l’apprendimento

L’obiettivo principale del gioco è di riordinare cronologicamente le fotografie situate sulla bacheca. Premendo su di esse sarà possibile sfruttare alcune funzionalità, come ingrandirle, ascoltarne il racconto e, addirittura, appuntare qualche nota prettamente personale. Alcune foto sbloccheranno ulteriori interazioni, che potremmo definire come collezionabili; ad esempio potremo accedere al computer presente sulla scrivania o accendere il telefono. Non è finita qui: non pensiate che il gioco sia monotono, poiché è contornato da minigiochi degni di un laboratorio di biologia. Si tratta di piccole interazioni semplici ma piacevoli, oltre che estremamente formative dato che spiegano il funzionamento di una problematica o la sua risoluzione. Siamo onesti: quanti di noi si sono appassionati alla storia dopo aver giocato ad Assassin’s Creed? Quanti di noi hanno riscoperto una vera e propria passione per la storia dell’arte o, meglio ancora, per la fotografia attraverso la Photo Mode? Ciò accade perché la mente è stimolata in modo diverso, perché viviamo l’esperienza in prima persona, un po’ come se fossimo dei turisti, seppur virtuali.

In questo caso, Fragments of Life è pieno di informazioni mediche che normalmente troveremmo effettuando ricerche su Internet. Digitare la password per entrare in un computer per poi leggere tutte le ricerche di Ella, seppur si tratti esclusivamente di glossari e spiegazioni scientifiche, ci ricorda molto il risolvimento degli enigmi nelle avventure grafiche. Ecco perché il mondo videoludico si fonde perfettamente col campo scientifico, divenendo un tutt’uno e trasformandosi in qualcosa di fortemente produttivo e stimolante. Ciò che attira maggiormente l’attenzione è che ogni singola spiegazione è reale, fa parte del nostro mondo e della nostra vita. Noi crediamo che sarebbe straordinario introdurre videogiochi simili all’interno dell’ambiente scolastico: sarebbe un buon presupposto per apprendere informazioni mediche e assimilare le emozioni che si vivono con situazioni simili. Si tratta di tematiche su cui si potrebbero instaurare conversazioni estremamente profonde, ancor di più se il giocatore le sente quasi come se fossero sue. Fabio è stato bravo perché Ella sembra volerci parlare a tutti gli effetti, come se sapesse di avere un pubblico pronto a rivivere le sue emozioni e i suoi ricordi.

Il complesso narrativo è arricchito da un quadro musicale meraviglioso che ricorda molto il primo capitolo di Life is Strange. In alcuni momenti, forse, il volume sembra troppo alto ma, fortunatamente, si abbassa automaticamente ad ogni intervento della protagonista, in modo da far concentrare il giocatore sulla sua voce. A tal proposito, il doppiaggio è davvero coinvolgente ed emozionante; sfortunatamente è previsto solo in Inglese ma non temete, perché potrete usufruire del testo in Italiano. I dialoghi non possono essere saltati, quindi dovremo aspettare che Ella finisca di parlare; questo dettaglio potrebbe rivelarsi leggermente tedioso, ma trattandosi di un’interpretazione decisamente ben riuscita non sarà così difficile aspettare.

Fragments of Life

CONCLUSIONI

La nostra è stata un’avventura emozionante e fortemente educativa. Un’ora di gioco è stata in grado di aprirci gli occhi su una realtà che, a volte, tendiamo a ignorare e su cui dovremmo riflettere attentamente. Non è un’esperienza come le altre, per cui non aspettatevi i soliti schemi videoludici a cui siamo tutti abituati. Il nostro voto finale si basa esclusivamente sull’aspetto videoludico, ma dal punto di vista formativo non c’è numero che tenga.

Prendetevi un’oretta di tempo, sedetevi comodi e non andate su Facebook ma avviate Fragments of Life. Prendete le vostre cuffiette e immergetevi in questo viaggio. Se vorrete, poi, tornate qui e diteci cosa avete provato. Noi ne siamo usciti un po’ cambiati e vorremmo semplicemente dire grazie a Fabio, al consorzio europeo RESTORE, al team di Mobile Idea e a tutti i medici che ogni giorno lottano con anima e corpo per prendersi cura del prossimo. Un grazie finale va ad Ella e a tutte le persone che, come lei, amano la vita nonostante tutto e da cui dovremmo prendere esempio. Dovremmo assaporare ogni istante come se fosse l’ultimo, amarlo e vivere con tutte le nostre forze, proprio come ci ha insegnato lei.

Vi ricordiamo che su Youtube potrete trovare la video intervista realizzata dal nostro collega Antonello Santopaolo per VideogiochItalia, in cui Fabio Viola ci racconterà meglio l’anima di questo gioco.

VOTO 7.5

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