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3 Buoni Motivi Per Non Acquistare The Sinking City
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3 Buoni Motivi Per Non Acquistare The Sinking City

by Antonello SantopaoloJuly 8, 2019

Annunciato A marzo 2016 dai ragazzi Ucraini di Frogwares (software house del gioco che sto per introdurre), uscito il 27 giugno 2019 , The Sinking City, si presenta come avventura investigativa open-world Lovecraftiana dalle forti tinte horror e investigative. Il nostro articolo vuole offrire a voi lettori diversi spunti di riflessione in merito all’uscita di questo nuovo titolo, che porta la firma degli stessi sviluppatori della fortunata serie de “Le avventure di Sherlock Holmes”. In particolare, trattiamo 3 validi motivi per non acquistare The Sinking City.

1. Ritmo eccessivamente lento

La software house Ucraina ha sempre incentrato l’intera esperienza videoludica sulla forza della trama, il che ovviamente di per sé non è per forza un male se gestita bene, alternando momenti più riflessivi a fasi più action. Tuttavia, questa peculiarità genera inevitabilmente un ritmo alquanto lento e fiacco, almeno per i giochi realizzati da Frogwares Studio:The Sinking City non fa eccezione purtroppo. Vestiremo i panni di Charles W. Reed, un investigatore privato assunto da Robert Throgmorton per indagare sulle origini dei tormenti che affliggono Oakmont, cittadina del Massachusetts, colpita da un diluvio che flagella l’intera zona. Dopo questa breve sinossi, è chiaro fin dai primi minuti di gioco che il nostro obiettivo primario sia quello di esaminare le scene del crimine, alternando fasi esplorative con poche fasi action che, stando alle promesse degli sviluppatori, sarebbero dovute risultare fluide e al posso coi tempi, ma purtroppo non è stato così. Sostanzialmente, durante le 20 ore circa di gioco, il protagonista si muoverà tra l’utilizzo di una lente di ingrandimento e la ripetitività delle missioni di gioco, le quali non ci metteranno molto a demotivare il giocatore e farlo desistere dal proseguire l’avventura. Il tutto, condito con un riciclo pesante degli asset di gioco e una regia praticamente inesistente, in sostanza, un titolo piacevolissimo per gli amanti del genere investigativo, sopratutto per una buona campagna sotto il profilo narrativo, ma monotono per tutti gli altri non avvezzi a questo genere. The Sinking City appare, fin dai primi minuti di gioco, troppo piatto e con un gameplay senza ritmo che metterà a dura prova persino i player più pazienti ed esperti.

2. Animazioni e grafica da old gen

Nonostante la produzione sia indipendente, mi aspettavo qualche cosa di più sotto il profilo grafico. Per quanto mi riguarda, la veste grafica è per me, un elemento secondario, quasi marginale, ma qui, la realizzazione artistica e tecnica, a parte i protagonisti modellati con precisione e accuratezza, lascia parecchio a desiderare. Sfortunatamente, non ci siamo: animazioni quasi ridicole, texture sfocate, riflessi della luce innaturali, sessioni di dialogo statiche e senza animazioni quasi da far apparire alcuni personaggi dei manichini parlanti. In poche parole, un comparto tecnico datato e quasi ormai surclassato da quasi tutte le produzioni piccole o grandi che siano.  Senza dimenticare le fasi di shooting toppo legnose e basilari per un gioco uscito praticamente a fine generazione.

3. Prezzo troppo alto

The Sinking City viene lanciato sul mercato all’incredibile prezzo di 69,99 € per le versioni console, mentre per il PC al prezzo di 49,99€ molto più accessibile e adeguato alla qualità del prodotto. La cifra è troppo elevata vista la natura indipendente del prodotto, basti pensare che più di un anno fa uscì su console e pc Kingdom Come Deliverance, un videogioco di ruolo, sviluppato da Warhorse Studios e pubblicato da Deep Silver, lanciato sul mercato al prezzo di 49,99 € per la versione PC e 59,99 € per la versione Console, costo più proporzionato visto che non si trattava di un tripla-A e al tempo stesso, afflitto da molti bug e glitch che andarono a minare l’esperienza di gioco. In definitiva, consiglio vivamente di acquistare eventualmente il titolo più avanti, concentrandosi magari sul mercato dell’usato, cercando di risparmiare qualcosina soprattutto per le versioni console.

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