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Desperados III, la nostra Recensione
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Desperados III, la nostra Recensione

by Giorgio 'Gixerius' IzzoJune 16, 2020

Quando mi è stata affidata la recensione di Desperados III, confesso di averla accettata come un’occasione per espandere le mie conoscenze ed ampliare il mio curriculum da videogiocatore, non avendo grande esperienza con gli RTT (Real-Time Tactics). La mia preferenza riguardo gli strategici si è sempre orientata verso le modalità a turni, con griglia visibile sul campo, come avviene ad esempio nella saga di Fire Emblem. Va da sé che il mio commento sarà rivolto tanto agli esperti, quanto e sopratutto a chi voglia avvicinarsi per la prima volta al genere.

A volte ritornano…

Nato nel 2001, quando il filone degli strategici tattici era al top, il primo Desperados (Wanted Dead or Alive) fu chiaramente uno dei tanti prodotti derivativi del ben più famoso Commandos. I ragazzi di Spellbound Entertainment ambientarono il loro gioco nel Far West, omaggiando il tono goliardico degli Spaghetti Western e conquistando una nutrita schiera di fan. Non andò altrettanto bene al seguito, Cooper’s Revenge, rimasto imbrigliato nei guai finanziari dell’allora publisher della saga, Atari. Il gioco uscì incompleto e fu malamente recepito dal pubblico; il materiale tagliato venne utilizzato per la realizzazione del terzo capitolo e spin-off Helldorado, pubblicato da una nuova etichetta e così chiamato per l’impossibilità di usare il nome della saga, ancora in mano ad Atari in quel momento.

Dopo 13 anni di attesa, la serie, che sembrava sparita nel tramonto come molti eroi western, si arrichisce di un nuovo capitolo. Distribuito da THQ Nordic e prodotto da Mimimi Games, già apprezzati per Shadow Tactics, Desperados III è in realtà un prequel dell’intera saga. Mossa intelligente questa da parte di Mimimi, dato che molti giocatori attuali non conoscono le vicende di John Cooper, e una storia sulle origini può essere l’ideale per catturare nuovi appassionati.

Le origini del pistolero

Come appena detto, in Desperados III andremo ad esplorare il passato di John Cooper, e il modo in cui il cacciatore di taglie farà amicizia con gli storici comprimari McCoy e O’Hara. Nel capitolo introduttivo vestiremo i panni di un giovanissimo Cooper che accompagna il padre in missione, un semplice pretesto per insegnarci le basi dello strategico tattico, per poi fiondarci nella prima missione vera e propria. Come ogni buon western che si rispetti, anche in quest’avventura saremo mossi da spirito di vendetta, e in breve tempo faremo gruppo con personaggi ben caratterizzati e molto diversi tra loro.

Negli RTT la trama non è fondamentale, ma fa piacere notare la cura con cui gli sviluppatori hanno cercato quantomeno di dare una motivazione valida agli spostamenti del gruppo. I cinque saranno protagonisti di 16 missioni tra le montagne rocciose del Colorado, le paludi della Louisiana e i profondi canyon del New Mexico. Purtroppo in alcuni momenti la trama sembra dimenticarsi di andare avanti e ci ritroveremo alle prese con qualche riempitivo. Quel che non stanca mai, invece, è il modo in cui i personaggi si stuzzicano e si provocano man mano che raggiungiamo gli obiettivi prestabiliti della missione. In uno dei primi livelli ho adorato la sfida tra Hector e McCoy, che puntano a uccidere più nemici dell’avversario per vincere un’ottima bottiglia di whiskey, in un modo che ricorda Legolas e Gimli nel secondo film de Il Signore degli Anelli. In questo caso, le linee di dialogo sono moltissime, e variano in base ai nemici sconfitti e al personaggio che si trova in prima posizione in quel momento. Queste piccole chicche, unite ai numerosi filmati presenti prima, durante e alla fine di ogni missione, fanno sì che si instauri un certo affetto verso questo gruppo mal assortito di (anti) eroi.

Il cowboy che agisce nell’ombra

Desperados III abbandona gli esperimenti degli ultimi capitoli per tornare ai fasti del primo episodio, con uno strategico tattico 2D dalle tinte stealth. Nelle grandi mappe di gioco ci ritroveremo sempre in svantaggio numerico, per questo motivo sarà impensabile farsi largo utilizzando le armi da fuoco senza ritegno. In questo gioco è necessario prendersi del tempo, studiare bene il movimento dei nemici e la loro visuale (vedi i coni colorati in foto), coordinare i propri personaggi ed infine agire. Talvolta, il piano che sembrava perfetto sulla carta, verrà mandato all’aria da un passante o da una gallina nei paraggi. In altri casi, adottare un atteggiamento aggressivo può essere l’unica soluzione per liberare un corridoio in cui è necessario far passare tutti i nostri personaggi.

Dovendo agire in fretta e con pochi margini di errore, la difficoltà tende ad essere alta fin dall’inizio. Per cercare di venire incontro a tutti, Mimimi Games ha reso disponibili quattro livelli di difficoltà fin da subito, che possono a loro volta essere personalizzati alzando o abbassando alcuni elementi come, ad esempio, la quantità di nemici su schermo. Per chi si avvicina a questo genere è necessario un periodo di adattamento e sposare la filosofia del “prova, sbaglia, correggi“. I salvataggi rapidi sono disponibili e consigliati dallo stesso gioco, inoltre un timer comparirà su schermo per ricordarvi di salvare ogni tot minuti (a scelta dell’utente).

Una volta entrati nelle meccaniche del gioco, il senso di libertà che si respira è immenso, dato che quasi sempre sarà possibile scegliere tra più percorsi e metodi per finire il livello. Mi sono divertito molto a sperimentare vari modi di compiere una stessa missione, e quando si riesce a combinare le azioni dei personaggi in un modo che sembrava possibile solo nella propria testa, la soddisfazione è ai massimi livelli.

Le mappe si estendono molto in ampiezza e godono di una buona verticalità, solitamente ci verrà chiesto di raggiungere un punto per prendere un oggetto o uccidere qualcuno, per poi dirigerci alla fine del livello. Per facilitare alcune uccisioni sono presenti degli elementi ambientali come tori che caricano a testa bassa o massi da spingere giù per una parete di roccia. Se attivate a dovere, queste interazioni permetteranno di eliminare i nemici senza attirare l’attenzione su di sé. Queste uccisioni scriptate sono però riconoscibili fin da lontano, e spesso vi ritroverete a volere provare qualcosa di diverso e più originale, piuttosto che ricorrere al loro uso.

Degna di nota è poi la modalità Resa dei Conti. Una volta attivata, il tempo si ferma, e saremo in grado di impartire ordini al nostro party di personaggi da eseguire contemporaneamente o in successione. In un percorso affollato, ad esempio, potremmo tirare una monetina con Cooper per distrarre un nemico, così che McCoy possa passargli a fianco ed abbattere un altro nemico, mentre un altro personaggio ancora può nascondere il corpo di un nemico ucciso in precedenza. Se all’inizio questa modalità può sembrare superflua, avanzando col gioco diventerà una preziosa alleata per districarsi tra decine di nemici l’uno vicino all’altro. Sempre grazie a questa funzione, infine, ci si può togliere lo sfizio di uccidere fino a 6-7 nemici contemporaneamente!

Una banda di scappati di casa

Ciò che rende divertente e variabile ogni partita è la presenza di cinque personaggi unici, ognuno con abilità peculiari ma anche limiti fisici. Partiamo dal protagonista, John Cooper, un pistolero capace di sparare due colpi contemporaneamente, di maneggiare un coltello da lancio ma anche nel corpo a corpo, di arrampicarsi su corde e liane e di lanciare una monetina per distrarre i nemici più comuni. L’amico Hector Mendoza è invece un vero e proprio energumeno, l’unico capace di trasportare due corpi allo stesso tempo, di maneggiare un fucile e piazzare trappole. Doc McCoy può distrarre i nemici con gas velenosi, sparare a distanza con una pistola da cecchino o aggredirli con una siringa nel corpo a corpo; data l’età avanzata è il personaggio più lento del gruppo, ed è quindi necessario ragionare bene quando lo si muove.

In Desperados III trovano spazio anche due donzelle tutt’altro che in pericolo: Kate O’Hara e Isabelle Moreau. La prima è abile nell’arte del travestimento ed in generale a distrarre le guardie parlando con loro o lanciando una fialetta di profumo. Isabelle è invece un’esperta di Voodoo, può prendere possesso dei nemici per farli sparare tra di loro oppure unire due anime per curare in una volta sola due alleati o, allo stesso modo, uccidere due cattivi colpendone uno solo. Quest’ultimo personaggio, che permette alcune tra le combo più originali, è purtroppo anche quello più sbilanciato. Per limitare il suo uso, in ogni missione in cui è presente Isabelle, tra gli obiettivi secondari ne troviamo uno che ci chiede di finire il livello senza abusare delle sue arti oscure.

Una grafica funzionale e un sonoro di primo livello

Desperados III poggia sul motore grafico Unity, sfruttandolo fino al limite, per una grafica isometrica con visuale dall’alto che svolge bene il suo lavoro. Le ambientazioni, come detto in precedenza, sono ben variegate e passano da paesaggi naturali a città ricche di abitanti e colori (vedi foto). Come difetti troviamo alcune texture poco dettagliate che stonano con gli altri elementi ben rifiniti, mentre la mancanza di animazioni facciali quasi non si nota, data la distanza dalla quale vedremo i personaggi anche zoomando. Apprezzabile l’utilizzo della motion capture per la prima volta in questa serie, che dona una certa credibilità alle camminate dei personaggi e alle uccisioni dei nemici.

In alcune fasi concitate di gioco, mi son ritrovato a credermi al sicuro dietro un elemento quando, in realtà, ero sotto l’occhio di un nemico fuori dal campo visivo o nascosto da un edificio. In questi casi il movimento della telecamera, che si gestisce bene usando un controller, aiuta a non ripetere l’errore. Al di là di questo singolo caso, è sempre preferibile usare mouse e tastiera se giocate da PC, poiché muovendosi con gli stick capita spesso di bloccarsi nell’angolo di un muro o di una scala, finendo per venire beccati dai nemici. Sappiate comunque che si può passare dall’uno all’altro metodo di controllo in ogni fase di gioco ed istantaneamente, quindi vi invito a sperimentare e a trovare la configurazione migliore per voi.

Quel che invece mi ha convinto appieno e senza riserve è l’intero reparto sonoro. La colonna sonora ci cala subito nelle atmosfere western fin dalla schermata iniziale e proprio questo tema, insieme a quello del caricamento missione, si è insinuato nella mia testa durante la recensione. Vi ritroverete, come me, a canticchiare alcune di queste musiche fin da subito! A questo si aggiunge un doppiaggio di alto livello, con tanto di accenti locali e differenze di registro; ad esempio, Doc McCoy parlerà un Inglese ben più “pulito” del burbero Hector. Gli effetti sonori presentano la stessa cura ed ogni uccisione, sopratutto quelle con l’ascia di Hector, vi restituirà un certo grado di soddisfazione. Purtroppo manca il doppiaggio in italiano, ma sono presenti i sottotitoli e la traduzione è di buon livello.

Durata e rigiocabilità

Desperados III si compone di 16 missioni, suddivise in tre ambientazioni, per una longevità di circa 25-30 ore a seconda della vostra esperienza con questo genere. A queste ore vanno ad aggiungersi tutta una serie di obiettivi extra, impossibili da completare al primo tentativo, che spronano il giocatore a riprovare le missioni. Tra questi obiettivi troviamo il completare la missione a livello Difficile, uccidere una quantità predeterminata di nemici o sfruttare le kill ambientali. Interessante l’obiettivo “speedrun“, presente in ogni capitolo, che richiede di finire entro un tempo limite. A questo proposito torna utile citare la funzione Replay (vedi foto), disponibile alla fine di ogni livello, che permette di salvare e/o rivedere l’intero tracciato percorso dai personaggi con tanto di uccisioni e azioni svolte, utile per studiare la mappa e migliorarsi. Ad un certo punto della trama potremo poi sbloccare le Sfide del Barone, una serie di missioni in mappe già rivisitate ma che presenta richieste e combinazioni di personaggi fuori dall’ordinario.

Mimimi Games e THQ Nordic credono molto in questo progetto, a dimostrazione di ciò possiamo citare la ricchissima Collector’s Edition, ed anche il Season Pass con tre DLC che arriveranno nel corso dell’anno, gratuito per chi ha prenotato il gioco. Una grande cura è stata riposta anche nella campagna marketing, con video usciti a cadenza regolare sul canale youtube di THQ Nordic. Da segnalare i diari di sviluppo ed un bellissimo video promozionale realizzato con miniature dipinte a mano, che vi lascio qui sotto.

Commento Finale: 8.75

Desperados III segna il ritorno in grande stile di John Cooper e dell’intera categoria RTT. Il gioco non rinnova né prova a stupire, ma riesce a deliziare i nostalgici e a conquistare nuovi appassionati. La scelta di Mimimi Games di ripartire dalle origini è sicuramente azzeccata, ma con un eventuale prossimo capitolo dovranno decidere se puntare al reboot o a recuperare la storia interrotta ormai un decennio fa.

Il prodotto che ci troviamo tra le mani oggi brilla per la sua libertà di azione, estensione delle mappe, caratterizzazione dei personaggi e cura dell’intero reparto sonoro. Si può migliorare puntando ad un motore grafico più potente, lavorando sulla trama e cercando di rendere maggiormente variegata l’azione. Questo perché, ai livelli più bassi, si rischia una certa ripetitività quando si prende confidenza con le tecniche più efficaci.

Desperados era sparito cavalcando verso il tramonto, ma adesso è tornato a governare la città; offritegli da bere se lo trovate al Saloon, perché dopo tutti questi anni di attesa se lo merita!

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