Vampyr – La recensione

Quarantena, virus e paura: questo è Vampyr.

Vampyr

In questo 2020 da incubo non mancano le brutte notizie, il che rende ogni giorno che passa più cupo del precedente, per la pandemia causata dal coronavirus, ed è per questo che oggi analizziamo Vampyr

Questo videogioco è in parte incentrato sugli effetti di una pandemia di tali proporzioni su di una comunità, fra quarantena e altri rimedi.
Uscito su PC, PlayStation 4 e Xbox One nel 2018 (nel 2019 su Switch), Vampyr è stato distribuito da Focus Home Interactive (A Plague Tale: Innocence) e sviluppato da Dontnod Interactive, il team che ci ha regalato Life is Strange, Life is Strange 2 (qui trovate la nostra intervista al doppiatore Gonzalo Martin) e il recentissimo Tell Me Why.
Dunque è il momento di immergerci nel passato e nelle notti buie e tenebrose di Vampyr: eccovi la nostra recensione.

Vampyr

La narrazione e l’atmosfera: vampiri e quarantena

È il 1918: mentre il mondo è devastato dalla Prima Guerra Mondiale, la città di Londra tenta di sopravvivere ad altre due battaglie ardue e che tentano di cancellarla dal mappamondo.
Fu proprio in quell’anno che la Terra fu sconvolta dall’arrivo di una pandemia, quella che sarebbe divenuta nota come influenza spagnola e che nell’arco di un paio d’anni avrebbe condotto alla morte decine di milioni di persone. Londra, come rappresentata in Vampyr, divenne una landa desolata in cui i malati ciondolavano di vicolo in vicolo, cercando l’aiuto di un dottore o un ospedale in cui rifugiarsi o in cui trovare sollievo dal loro morbo. Le strade finirono per essere tappezzate di manifesti che invitavano la popolazione a evitare il contatto con altre persone, a indossare la mascherina e a tenere d’occhio i sintomi della malattia prima che fosse troppo tardi e prima che l’intera città fosse posta sotto quarantena.

Vampyr

In una location di questo tipo, si aggiunge alle disgrazie degli abitanti anche la diffusione di un altro morbo letale e pericolosissimo, il vampirismo: sono infatti sempre più frequenti gli attacchi a passanti e vagabondi, ignari e rimasti isolati, ritrovati morti e privati del loro sangue. In tutto ciò, sempre più spesso si vedono in giro per la città strani figuri dai comportamenti insoliti e con poteri insoliti, sono vampiri di una qualche specie.
E noi stessi, il dottor Jonathan Reid, siamo vampiri.
Dopo la nostra vita come medici di guerra sul fronte occidentale, infatti, abbiamo deciso di tornare a Londra dalla nostra famiglia. È qui che veniamo aggrediti nella notte nebbiosa: al nostro risveglio ci ritroviamo avvolti da una sete irrefrenabile di sangue, ma fortunatamente vediamo davanti a noi la nostra prima preda.
La avvolgiamo in un abbraccio, la mordiamo e ne beviamo il sangue fino a prosciugarne la vita. Solo allora, quando riprendiamo coscienza, ci accorgiamo che la nostra prima vittima è nostra sorella.

Vampyr

La rabbia e il dolore divengono insopportabili, ed è allora che inizia il nostro viaggio nella violenza e nell’orrore di Londra. Indagheremo infatti su chi sia il vampiro che ci ha maledetti per sempre con la sua stessa malattia, cosicché potremo vendicare la morte di nostra sorella. Ma conosceremo anche la popolazione dei ghetti di Londra e potremo aiutarla o piegarla al nostro volere, fino a berne tutto il sangue di cui avremo bisogno.
Il tutto mentre attorno a noi avremo amici e nemici, dallo staff del Pembroke Hospital alla misteriosa Elisabeth Ashbury, fino a tutto il sottobosco di vampiri di varie tipologie che infestano l’intera Londra e, opposti a questi, la Guardia di Priwen, potentissima congrega di cacciatori di vampiri.
Sarà un viaggio lunghissimo, che ci porterà a incontrare entità antichissime e dai tratti demoniaci.

Generi e gameplay fra i vicoli di Londra

Punto di forza di Vampyr è sicuramente la sua componente da classico gioco di ruolo.
Le indagini all’interno dell’opera vengono infatti portate avanti grazie alla raccolta di indizi e ai dialoghi con il gran numero di NPC che incontreremo durante le nostre scorribande rigorosamente notturne (siamo pur sempre vampiri). All’interno di questi dialoghi saremo posti molte volte di fronte ad alcune scelte etiche e morali che potranno essere divisive, di fatto uno degli approcci migliori nella creazione di un RPG memorabile.
E moltissimi di questi dialoghi saranno da principio bloccati: li potremo sbloccare raccogliendo i suddetti indizi o approfondendo la nostra conoscenza di questo o quel personaggio, a seconda dei casi. Gli NPC potranno affidarci anche varie quest secondarie, abbastanza variegate e interessanti.
Le quest tuttavia non sono esenti da difetti, e in qualche sporadico caso potrebbe risultare difficile comprendere dove dovremo andare (e soprattutto come arrivarci) per portare a termine una missione.

Altro importantissima componente da RPG è l’accumulo di punti esperienza fino al salire di livello.
Ogni volta che ci riposiamo in uno dei nostri rifugi sparsi per Londra (fino alla notte successiva), possiamo spendere l’esperienza acquisita grazie a missioni, combattimenti e altro ancora. In questa maniera possiamo acquisire nuove abilità, che si suddividono fra abilità passive e abilità attive.
Le prime comprendono aumento della vita, dell’energia e del sangue (utile per gli attacchi speciali) e altri bonus di questo tipo. Fra le seconde invece troviamo appunto attacchi speciali come tentacoli di sangue che potremo avventare sui nostri nemici, la possibilità di far bollire il sangue degli avversari fino a farli esplodere dall’interno e molte altri poteri quasi demoniaci; le abilità sbloccabili comprendono anche poteri difensivi, come una temporanea invisibilità e uno scudo dagli attacchi nemici.
Abbiamo accennato al sangue: utile per le nostre abilità vampiresche, si consuma con l’utilizzo. Il modo migliore per far riempire la relativa barra e ricominciare a usare gli attacchi speciali è stordire i nostri nemici e morderli sul collo, così da berne il sangue.

Oltre a tutte queste abilità, ce n’è un’altra, uno degli elementi più interessanti di tutto Vampyr: la fascinazione.
Il nostro livello di fascinazione crescerà solo con il progredire nella missione principale, ma si rivela fin da subito una delle armi migliori che avremo a nostra disposizione per personalizzare la nostra avventura nel videogioco di Dontnod.
Infatti, quando dialogheremo con un NPC, se quest’ultimo avrà un livello di fascinazione uguale o inferiore al nostro, potremo sottometterlo al nostro volere. Ciò ci consentirà di trascinarlo fino a una zona buia e disabitata e, una volta lì, abbracciarli e nutrirci del loro sangue. Siamo vampiri, dopotutto.
A livello di trama, la città cambierà in seguito al nostro omicidio, e non in meglio. Tuttavia queste azioni ci daranno un bonus di punti esperienza.

In Vampyr interpretiamo un dottore, e infatti possiamo craftare delle medicine.
Queste possono essere consegnate agli NPC che hanno dei problemi di salute (che vanno dalla stanchezza alla polmonite, passando per emicrania e raffreddore).
Queste piccole buone azioni hanno un doppio effetto: se desideriamo comportarci bene, vedremo migliorare la condizione di Londra; oppure, visto che adesso l’NPC curato ha un sangue migliore, riceveremo più punti esperienza qualora decidessimo di succhiarne il sangue.

Abbiamo parlato della condizione di Londra. In Vampyr ci sono 4 quartieri, ciascuno con le sue caratteristiche e soprattutto con i suoi abitanti unici e i loro bisogni.
I quartieri (West End, Whitechapel, The Docks e Pembroke Hospital) sono caratterizzati ciascuno da un proprio livello di salute, che può diminuire o aumentare in base alle nostre scelte e a seconda del nostro comportamento, se per esempio curiamo gli abitanti o se all’opposto decidiamo di nutrirci di loro.

Oltre a essere un puro RPG, Vampyr ha una forte componente d’azione, che si mostra quando ci aggiriamo per i vicoli londinesi.
Infatti nei vari quartieri dovremo affrontare l’agguerrita Guardia di Priwen, di cui siamo nemici in quanto vampiri, e varie tipologie di succhiasangue, dai più ferali Skal ai più classici dei vampiri, fino a vere e proprie bestie, come ombre e lupi mannari.
Fra nemici semplici e avversari più tosti, fino a veri e propri boss, non manca una discreta varietà nella sfida che ci propone Vampyr. Tuttavia, sul lungo termine gli scontri si fanno talvolta un po’ troppo simili gli uni agli altri.

A contrastare la noia ci mette una pezza la serie di abilità di cui abbiamo parlato sopra e la selezione di armi che ci ha fornito Dontnod. Ci sono armi a una mano come mannaie e coltelli, armi a due mani come mazze, armi da fuoco (pistole e fucili) e altre ancora, fra cui l’immancabile paletto di legno, da usare contro vampiri e umani.
Alcune di queste armi, il paletto di legno in primis, risulteranno molto utili in quanto in grado di stordire i nemici: una volta storditi, gli avversari diventano vulnerabili ai nostri morsi, cosicché potremo riempire la nostra barra di sangue.

Grafica e comparto tecnico

La produzione di Vampyr non è certamente paragonabile a quella di un tripla AAA, ma si pone piuttosto a cavallo fra un titolo indie e una grossa produzione. Detto questo, il videogame di Focus Home Interactive e Dontnod si mostra con una grafica di tutto rispetto e abbastanza dettagliata, a cui dobbiamo però aggiungere che questi due anni che si porta sulle spalle si fanno sentire in alcuni punti.
Sicuramente l’atmosfera e le sensazioni si fanno sentire tutto e sono uno dei punti di forza del gioco.

A penalizzare il comparto tecnico ci pensano alcuni problemi e difetti che non hanno trovato soluzione tramite aggiornamento dal 2018 a oggi.
Stiamo parlando di fenomeni di freeze e crash che arrivano a minare l’esperienza videoludica, purtroppo presentandosi in moltissime occasioni e inficiando il divertimento. Fra l’altro questi fenomeni non sembrano avvenire in particolari occasioni, ma in maniera pressoché casuale.
Assieme a freeze e crash dobbiamo annoverare anche alcuni mancati o tardivi caricamenti delle texture, che in un gioco che fa dell’atmosfera uno dei suoi punti di forza possono divenire pesanti.
Infine non sottovalutiamo anche l’estrema lunghezza dei caricamenti, sia della nostra partita dal menu principale, sia quelli in game.

Molto apprezzato è invece il comparto sonoro.
Le musiche risultano ben fatte e perfette per il luogo e le vicende narrate, con delle tonalità gotiche e una cupezza in grado da essere efficaci anche da sole per far entrare l’utente nel mood del gioco.
Del medesimo alto livello sono i dialoghi e il doppiaggio, che riprende ed esalta le differenze nella moltitudine di personaggi, ciascuno con la propria storia, la propria provenienza e le proprie emozioni.

Vampyr

Conclusioni

Vampyr è sicuramente un buon gioco, in grado di intrigare e intrattenere a lungo molte tipologie di videogiocatori. La sua forza nel riuscire in quest’impresa è la presenza di molti dettagli di alto livello, come l’atmosfera, le musiche, la realizzazione di gran parte della trama.
Peccato che in opposizione a questo troviamo anche svariati difetti e leggerezze: difetti tecnici e problemi che inficiano la fruizione (fino a generare frustrazione), associati ad alcuni errori nella realizzazione.
Per questo, nonostante non possiamo che dare un voto positivo al gioco, non possiamo purtroppo sbilanciarci troppo.

VOTO 7,5

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