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Input lag e Tempo di risposta non sono la stessa cosa
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Input lag e Tempo di risposta non sono la stessa cosa

by ChristianDevilChryDecember 13, 2019

Per un giocatore cambiare TV o Monitor non è mai un’impresa semplice. Il videogioco, a differenza degli altri media di intrattenimento, prevede un’interazione diretta, che si traduce in comandi eseguiti dall’utente che devono essere prima elaborati dal dispositivo e poi visualizzati a schermo.

Tra il momento in cui si registra il comando e la sua effettiva visualizzazione intercorre un lasso di tempo, un lasso di tempo che possiamo anche chiamare “Latenza”. Si tratta di millesimi di secondo, soglie quasi impercettibili seppur invalidanti nei contesti competitivi, e diverse a seconda di svariati fattori, tra cui il pannello in uso.

Per questo motivo, nel momento in cui si decide di acquistare una TV o un Monitor per videogiocare, è importante prendere in considerazione non solo la qualità visiva ma anche il tempo di risposta del pixel e l’ancora più temibile input lag.

Ma di che si tratta nello specifico? Come fare per conoscere queste misurazioni?

Tempo di risposta del Pixel…

Il primo passo è quello di comprendere la differenza tra input lag e tempo di risposta. Purtroppo l’utenza tende sempre a confondere queste due diciture, scambiando la prima per la seconda.

Il tempo di risposta del pixel rappresenta, come dice il termine stesso, il tempo che un pixel impiega per cambiare stato/colore. Un problema che si è venuto a creare quando l’evoluzione dell’elettronica di consumo ha abbandonato i vecchi tubi catodici per abbracciare nuove tecnologie, come i cristalli liquidi, il plasma e gli OLED.

Se nei tubi catodici non vi era ritardo alcuno, in quanto si trattava di un fascio di elettroni diretto, nel caso dei cristalli liquidi il cambio di stato del pixel attraversa un processo più complesso, chiamato in gergo tecnico “Sample and Hold”, l’attuale tecnologia più diffusa.

Noi sappiamo che un televisore o un monitor hanno un preciso refresh-rate, ovvero il numero di volte che riescono ad aggiornare l’immagine nel lasso di un secondo, per capirci i famosi Hz (60Hz, 120Hz, 144Hz ecc ecc).

Ogni volta che il pannello si aggiorna, i pixel cambiano di stato, sostituendo il fotogramma precedente con quello nuovo. In questo modo, dato il ricambio costante, quelle che nativamente sono semplici immagini statiche trasmettono la sensazione di essere immagini in movimento.

Parlando in termini numerici, un pannello a 60Hz aggiorna l’immagine a schermo sessanta volte al secondo, che corrispondono a un aggiornamento ogni 16,6 millisecondi.

Supponiamo ora che il primo fotogramma presente a schermo sia semplicemente un’immagine tutta verde, ogni pixel del pannello sarà colorato di verde. L’immagine successiva invece sarà colorata di rosso e i pixels del pannello dovranno dunque modificare la loro colorazione.

All’aggiornamento del pannello ogni pixel inizierà a cambiare colore impiegando un tot tempo per completare la sua trasformazione, questa transizione sarà il nostro “tempo di risposta”.

Se spulciando le specifiche del nostro Monitor/TV dovessimo leggere un tempo di risposta di, per esempio, 4 millisecondi con un refresh-rate di 60Hz, questo vorrebbe dire che dei 16,6 millisecondi totali in cui l’immagine perdurerà sullo schermo, 4 di questi saranno di transizione tra un fotogramma e l’altro.

Un tempo di risposta più basso garantisce dunque una migliore definizione delle immagini in movimento, senza artefatti negativi che possono inficiare la visione, tra il cui il fastidioso “Ghosting” (anche se per un vero approfondimento dovremmo prendere in considerazione diversi fattori tra cui lo stesso refresh-rate), ciò nonostante non è indicativo della reale risposta ai comandi, come molti utenti invece pensano.

Per questo, come detto in apertura del paragrafo, è molto importante scindere le due misurazioni, input lag e tempo di risposta.

Input lag…

L’input lag è di fatto il ritardo che intercorre tra la pressione del tasto sul nostro controller/mouse/tastiera e la sua effettiva visualizzazione. Non si lega tanto ai pixels nello specifico, ma risente di una moltitudine di variabili diverse, tra cui, in primis, l’elettronica del pannello e i potenziali filtri attivi.

Tendenzialmente i TV vengono progettati per abbracciare un utilizzo eterogeneo e multimediale, dai film in Blu-ray, ai videogiochi, sino ai normali canali televisivi. Al contrario, i monitor sono distribuiti sul mercato con scopi specifici a seconda del settore di riferimento. Esistono dunque monitor pensati ai fini del gioco, altri adatti a chi lavora in ufficio, altri ancora destinati ad applicativi grafici; ovviamente le caratteristiche variano di conseguenza, ma nessun produttore va mai a specificare anche il reale input lag.

Nella quasi totalità dei casi il compratore viene a messo conoscenza della tecnologia adoperata, TN, VA o IPS, della risoluzione, del refreh-rate, delle features particolari come la compatibilità con l’HDR o con FreeSync e ovviamente del tempo di risposta misurato in Grey-to-Grey, mentre l’input lag è un parametro che bisogna andare a cercare con uno studio approfondito dei singoli modelli, magari per mezzo di recensioni dettagliate su siti che si occupano di certe misurazioni.

Un monitor con 2 millisecondi di tempo di risposta potrebbe avere un input lag di 10 millisecondi, quanto di venti o anche di trenta. Tra le due misurazioni è dunque proprio la latenza quella che dovrebbe interessare maggiormente i videogiocatori e lo stesso accade sul fronte dei televisori.

Le TV moderne sono ormai tutte dotate di una “game mode pensata per andare incontro alle necessità dei videogiocatori, ma l’input lag varia comunque da modello a modello e non sono rari i casi di latenze eccessive anche in mancanza dei filtri digitali pensati ai fini dell’home cinema. Una modalità dedicata non basta dunque a scongiurare lo spauracchio del ritardo nella risposta ai comandi ed è bene, proprio come per i monitor, approfondire le specifiche dei modelli ai quali si è interessati cercando articoli o video con test mirati.

Tra i siti che ci sentiamo di consigliare vi sono Displayspecification, che rappresenta un enorme database di specifiche tecniche sui più disparati modelli di monitor e televisori, Rtings, un sito web che dispone anche di un canale Youtube pieno di recensioni e comparative tra diversi dispositivi, e DisplayLag, specializzato proprio nella misurazione del “input delay”, ma ciò che più conta, e che è anche l’obiettivo primario di questo articolo, è mettere a fuoco la differenza tra tempo di risposta dei pixels e input lag, onde evitare di cascare nelle trappole dei produttori hardware. Proprio perché, in ottica di puro gaming, è la latenza complessiva la misurazione prioritaria, una latenza che viene influenzata da una moltitudine di fattori ma riconducibile in larga parte proprio al Monitor/TV in nostro possesso.

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