Intervista a Giuliana Atepi: voce di Lilith in Borderlands e IDA in Mass Effect

Informazioni sul gioco

Quando abbiamo iniziato a intervistare vari artisti impegnati nel medium che tanto amiamo, ovvero i videogiochi, mai avremmo pensato di realizzare una vera rubrica dedicata a tutto ciò che si cela dietro la realizzazione di un’opera videoludica. Abbiamo avuto la fortuna di intervistare attori, registi, illustratori, sviluppatori e decine di doppiatori. Oggi aggiungiamo un’altra importante testimonianza, intervistando questa volta Giuliana Atepi, doppiatrice di professione.

Questo ennesimo intervento arricchisce, ulteriormente, la nostra rubrica delle interviste, che ormai vanta più di cinquanta ospiti di artisti impegnati dietro il mondo videoludico.

Chi è Giuliana Atepi

Giuliana Atepi doppiatriceGiuliana Atepi nasce a Reggio Calabria il 31 maggio del 1980, si forma studiando recitazione e doppiaggio presso Quelli di Grock a Milano. Durante la sua formazione si specializza nell’uso della voce e del corpo.

Cosa ha doppiato

Giuliana Atepi la ricordiamo per aver doppiato in numerose serie animate, tra cui menzioniamo: Leni e Lisa Loud in A casa dei Loud, Brianne De Chateau in Dragon Ball Super e Sucy Manbavaran in Little Witch Academia.
Per quanto riguarda le serie TV la ricordiamo nei panni di Jade West in Victoriuos , Ciara Hanna in Power Rangers Megaforce e Cinta Dominguez in Acacias – Una Vita.

Per quanto concerne il mondo videoludico, è la voce di IDA in Mass Effect e Lilith nella serie Borderlands.

Inoltre, è anche la voce ufficiale di Iliad in Italia e dal 2006 di Radio Deejay.

Giuliana Atepi

Intervista a Giuliana Atepi

  • Cosa ti ha spinto a entrare nel mondo del doppiaggio?

Essenzialmente la passione per la recitazione, che è iniziata fin da bambina, in quanto ero stata scritturata in una compagnia. Ho passato la quinta elementare praticamente in tournée nazionale con uno spettacolo su Gandhi. Ricordo con grandissimo entusiasmo ancora quelle giornate passate a fare le prove, in giro sul furgone per le matinée per le scuole, oltre che le repliche serali per gli adulti, con mio papà sempre al mio seguito, poiché ero minorenne.

Dopo questa esperienza, ho voluto continuare con un percorso di studi tradizionale. Una volta laureata, ho deciso di ricominciare frequentando una scuola di recitazione. La scuola di recitazione, al tempo stesso, mi aveva incuriosito con la presenza di un corso di doppiaggio. Quando ero piccola adoravo Beautiful e amavo ripetere sottovoce le frasi che sentivo dire dalle attrici doppiate.

Decisi quindi di seguire questo corso sul doppiaggio e ricordo che all’inizio ero traumatizzata, perché abituata ad avere il contatto col pubblico. Trovarmi in questa saletta semibuia, con il leggio e il microfono, quasi non mi faceva usciva la voce. Un’esperienza terrorizzante, ma al tempo stesso affascinante.

  •  Uno dei personaggi più significativi che hai doppiato nel panorama videoludico è sicuramente l’intelligenza artificiale IDA della saga di Mass Effect. Trattandosi di una personalità piuttosto controversa, per via della sua storia e della sua evoluzione, cosa puoi raccontarci del doppiaggio di quel gioco?
Ida Mass Effect
IDA in Mass Effect 3

All’inizio è stato un po’ complicato, perché, essendo un’intelligenza artificiale, non potevo metterci troppo del mio: dovevo rimanere asettica, nonostante il personaggio avesse fattezze femminili. Dovevo comunque sforzarmi di mantenere una certa linea, infatti mi consigliavano di essere abbastanza monocorde, in pratica l’esatto contrario della mia personalità. Ho una attitudine diciamo esplosiva, facevo veramente fatica a trattenermi e a mantenere questa freddezza, però è stata un’esperienza bellissima.

Quando si fanno cose confortevoli è sempre facile, invece è più difficile quando ci viene richiesto qualcosa che si allontana dalla nostra personalità. Il bello del recitare è proprio il mettersi alla prova su elementi che normalmente non fanno parte del nostro modo di essere.

  • Tra i personaggi che hai doppiato, una menzione speciale la dobbiamo fare a che a Lilith di Borderlands, che aneddoti puoi raccontarci sul doppiaggio di uno dei titoli più importanti del mondo videoludico?
Lilith Borderlands
Lilith (la Sirena)

Come sapete non lavoriamo a video la maggior parte delle volte con i videogiochi, ma lavoriamo sull’onda sonora. Quando devi impostare per la prima volta un personaggio ti fanno vedere la foto. Ricordo che quando ho visto Lilith ho esclamato: “Wow che figo questo personaggio, con questi tatuaggi”.

Tra le cose, quando mi hanno detto che fosse una sirena, immaginavo la classica sirena con la coda di pesce. Invece, ovviamente, era un altro essere mitologico con poteri particolari. Mi è piaciuta tantissimo, perché era una grintosa, determinata e con un profilo narrativo davvero di spessore.

  •  Ti è mai capitato di provare un videogioco che hai doppiato?

Non mi è mai capitato di provare un videogioco che ho doppiato. Sono pessima con i videogiochi. L’unico videogioco che ho avuto modo di giocare nella mia vita era un titolo che avviavo con l’Amiga 500. Ricordo questo omino che doveva scalare la montagna, e io che non riuscivo a essere coordinata. Man mano che nel gioco calava la sera, non riuscendo a raggiungere la cima e il rifugio, ovviamente congelava.

Per me era sempre un perenne Game Over, non riuscivo mai ad andare oltre il primo livello. Io non so come facciano i gamer a coordinarsi, questo per me è impossibile, bravi a tutti voi.

  •  Quali sono i consigli che daresti a nuovi e aspiranti doppiatori?

Il consiglio è quello di partire dalla recitazione, pertanto è fondamentale intraprendere un percorso formativo attraverso un’accademia. Un doppiatore è prima di tutto un attore, dunque se non si ha una base di recitazione, ti mancherà sempre una parte fondamentale.

  •  Qual è stato il personaggio più difficile da doppiare? E a quale sei più affezionata?
Blue Angel Yu-gi-oh
Blue Angelo in Yu-Gi-Ho! Vrains

Su due piedi non mi viene in mente niente dato che sono tantissimi personaggi che mi sono piaciuti o a cui sono molto affezionata. Sicuramente un personaggio che mi ha messo in difficoltà è stato Blue Angel di Yu-Gi-Oh! Vrains. Questo personaggio molto spesso, nelle sfide, doveva urlare e pronunciare delle cose molto complicate. Mi ha messo molto alla prova dal punto di vista tecnico più che emozionale.

Quella a cui sono più affezionata è probabilmente Cinta Dominguez di una telenovela spagnola dal nome Acacias – Una Vita.

Di sicuro è il personaggio più longevo che ho doppiato, perché si è trattata di una serialità di un anno, quindi era come un’amica per me.

Cinta Dominguez
Cinta Dominguez in Acacias – Una Vita

Ci sono anche altri personaggi che sto continuando ad accompagnare nel corso degli anni, come Lisa Loud in A Casa dei Loud o Jade West nel telefilm Victorious, trasmesso su Nickelodeon.

Nonostante tutte queste serialità, credo di essere affezionata a Cinta, dal momento che era quasi come appuntamento con un’amica. Sebbene abbia questa preferenza, tuttavia mi sembra di fare un torto agli altri personaggi che ho doppiato.

  • Noi ti ringraziamo per la tua disponibilità, ma prima di andare vorremmo sapere un curioso aneddoto sulla tua carriera.

Mi viene in mente di quella volta che ero in radio, visto che lavoro per Radio Deejay. Arrivai in ritardo, tutta trafelata, camminai molto velocemente per arrivare negli studi per registrare, quando andai a sbattere contro qualcuno. Indovinate un po’ chi era? Niente meno che Robbie Williams dei Take That.

A questo punto vi ringrazio di cuore per la passione che ci mettete e per l’interesse che mostrate nei confronti del nostro lavoro.
Grazie davvero, un bacione a tutti.

Ringraziamo Venti Blog per la pubblicazione dell’estratto di questa intervista sul Quotidiano del Sud.

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