Intervista al doppiatore Giacomo Zito, voce del comandante Shepard in Mass Effect 2

Informazioni sul gioco

Arricchiamo la nostra rubrica delle interviste con il doppiatore Giacomo Zito. È noto nel mondo videoludico per aver prestato la voce al comandante Shepard in Mass Effect 2. Oggi scopriremo qualche aneddoto dietro al suo lavoro.

Un cenno sulla trilogia di Mass Effect

Mass Effect è un action-rpg a tema fantascientifico lanciato sul mercato il 20 novembre del 2007. Fin da subito la serie riesce a conquistare critica e pubblico grazie alla presenza di un’eccellente trama principale e di un’ottima componente grafica.

Il protagonista è il comandante Shepard, uomo dalle grandi capacità militari e dotato di un carisma unico. Nella versione italiana è doppiato da Claudio Moneta. Non potendo completare il doppiaggio del secondo capitolo a causa di un incidente in moto, nonostante avesse completato l’80% dei dialoghi, Moneta venne sostituito in toto. Nel secondo capitolo subentra Giacomo Zito, che riuscì in brevissimo tempo a incidere tutti i dialoghi, sia quelli già registrati, che quelli mancanti.

Ricordiamo che la trilogia vedrà nuovamente la luce, sotto una veste rinnovata, a partire dal 14 maggio mediante la Legendary Edition. L’edizione contiene tutti e tre i capitoli originali, più di 40 DLC e una vasta serie di migliorie volti a bilanciare l’esperienza di gioco.

Chi è Giacomo zito

Giacomo Zito nasce a Palermo il 29 luglio del 1963. Esordisce nei primi anni ’80 collaborando con diverse radio commerciali. Attore, doppiatore e speaker con oltre 20 anni di esperienza, è la voce ufficiale di Discovery Channel Italia e di brand internazionali.

Nel 2010 crea il format radiofonico Destini Incrociati, in onda su Radio 24. Ora è editore di una piattaforma di Podcast dal nome Gli ascoltabili.it, disponibile su iTunes, Spotify e Spreaker. Giacomo è anche insegnante alla NABA per quanto concerne le tecniche di narrazione digitale.

Intervista a Giacomo Zito

  • Cosa ti ha spinto ad entrare nel mondo del doppiaggio?

Direi una buona dose di sano edonismo perché chi fa il doppiatore in qualche modo ama ascoltare la propria voce a metterla anche alla prova. In secondo luogo, la magia di entrare nel carattere di un personaggio, penetrare nel carattere di attori che inevitabilmente influenzano tutta la nostra vita, ovvero essere a contatto con i grandi esempi del cinema. Inoltre, venendo dalla radio ed essendo già abituato al microfono, per me è stato quasi un passaggio naturale passare dalla radio al doppiaggio.

  • Sei particolarmente legato ai tuoi personaggi? Che tipo di rapporto hai avuto con il personaggio di John Shepard in Mass Effect 2? Raccontaci la tua esperienza.

Io non ho doppiato in maniera continuativa dei personaggi ai quali posso essermi legato in qualche modo. Devo dire che in effetti avete colto uno dei personaggi al quale mi sono sentito più legato, che è proprio il comandante John Shepard. Anche se devo dire che il mio coinvolgimento è stato conseguente a una defezione da parte del mio collega Claudio Moneta, che tutti conoscete: so che siete tutti molto affezionati alla sua voce. L’ho sostituito proprio in occasione di questo titolo, per una sua indisponibilità. Sicuramente una prova non banale poiché, sapendo quale fosse il legato che mi precedeva, essere all’altezza era diventato un po’ un aspetto predominante.

Di John Shepard mi ha colpito il suo carattere non propriamente da eroe, ma con delle piccole sfumature di imperfezione che lo hanno reso, per me, molto più interessante rispetto ai convenzionali eroi dei videogiochi. Credo che sia uno degli aspetti sui quali coloro che sviluppano videogiochi debbano lavorare, anche perché sono più interessanti e potenzialmente più coinvolgenti.

  • Qual è stato il personaggio più difficile da doppiare? E a quale sei più affezionato?

I miei personaggi sono stati tutti molto diversi perché io appartengo al doppiaggio televisivo, più che a quello cinematografico. Ricordo un film che è diventato un cult della letteratura cinematografica gay in quanto è stato molto difficile da doppiare perché entrare in una personalità autoriale di genere per un attore è sempre una prova molto importante. Questo film s’intitolava Trick.

L’altro personaggio a cui sono particolarmente legato è Robert Downey Jr, che ho doppiato in Ally McBeal, la serie televisiva. Peccato che poi Robert Downey non si era ripulito da tutte le sostanze che si dicesse facesse uso e quindi venne cacciato dalla produzione per abuso di sostanze stupefacenti. Con lui venni cacciato anche io, questa è la vita del doppiatore che segue le orme del personaggio che interpreta.

  • Quali sono i consigli che daresti a nuovi e aspiranti doppiatori?

Considerato che il mondo del doppiaggio sta vivendo una profonda trasformazione, così come quello televisivo e cinematografico, quello che posso dire a un giovane è di cavalcare l’onda della trasformazione tecnologica. Per esempio, il mondo dei videogiochi è sempre stato visto come un collaterale per un doppiatore, ma oggi a mio parere è diventato al pari del cinema, quindi va approcciato non solo culturalmente ma anche sistematicamente come un mondo a cui fare sempre più riferimento. Consiglio, non solo ai giovani doppiatori, ma anche a coloro che si occupano delle edizioni, meno flusso industriale nella creazione di un’edizione di un videogioco e più attenzione a trovare la vena della sfumatura di personalità del personaggio da doppiare.

  • Noi ti ringraziamo per la tua disponibilità, ma prima di andare vorremmo sapere un curioso aneddoto sulla tua carriera.

Sono 20 anni che frequento studi di doppiaggio, ma c’è stato un periodo in cui ogni studio che andavo a visitare mi veniva fatta la domanda: “Giacomo perché continui a telefonarci per chiedere un provino? Ti conosciamo già, lavori con noi da vent’anni, perché dovremmo farti un provino?”. Il problema è che io non ho mai chiamato nessuno, non ho mai telefonato nessun studio di doppiaggio. Vengo a sapere il perché dopo qualche settimana, giacché ricevo una telefonata da Giacomo Zito, attore di Roma che mi dice: “Giacomo, io sono stanco di chiamare studi di doppiaggio e sentirmi dire ‘Giacomo noi ti conosciamo, non ha senso telefonarci ogni volta’”.

In pratica una sovrapposizione molto simpatica tra due omonimi che fanno lo stesso mestiere, uno a Roma, e uno a Milano (che sarei io). Ci siamo anche sentiti, ci siamo scambiati un po’ di informazioni sul nostro percorso, lui è uno stimatissimo attore di teatro mentre io continuo a fare il mio mestiere con il microfono.

Un saluto a tutti gli amici di videogiochitalia.it da Giacomo Zito, doppiatore, ma oggi impegnatissimo in una nuova avventura nel mondo dei podcast. Oggi editore insieme a una squadra fantastica di una piattaforma di podcast dal nome gli ascoltabili.it.

Grazie a tutti e a presto.

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