Rollerdrome recensione: panem et circenses

Rollerdrome
Informazioni sul gioco

Rollerdrome è un’uscita interessante in questa finestra di lancio estiva. Il nuovo sparatutto in terza persona sviluppato da Roll7 ed edito da Private Division ci catapulta avanti nel tempo. Siamo nel 2030, in un futuro neanche troppo lontano dai giorni nostri, in cui gli atleti si dilettano in un pericolosissimo sport chiamato, appunto, Rollerdrome. Questi sfrecciano con pattini a rotelle in arene stracolme di avversari pronti a freddarli e il pubblico sembra divertirsi di fronte a cotanta violenza.

Acrobazie, spari e adrenalina sono le parole d’ordine, ma non è tanto importante ciò che succede dentro l’arena quanto quello che sta avvenendo fuori, celato dietro al rumore mediatico della competizione, accecato dalle luci dei palazzetti e assordato dalle urla degli spettatori paganti e dall’impassibile voce dell’annunciatrice. Questo nuovo lavoro di Roll7 ci trasporta in un mondo in cui panem et circenses è sinonimo di Rollerdrome. Un po’ come il frenetico Motorball nell’universo narrativo di Alita Angelo della Battaglia. Un videogioco dalla pura anima arcade, ma che, attraverso cenni di dramma sociale e politico, delinea un’atmosfera distopica e una narrativa più profonda di quanto si possa immaginare.

Siamo Kara Hassan, nuova promessa in questo sanguinolento sport, e vogliamo vincere il torneo a tutti i costi. Rollerdrome è disponibile dal 16 agosto su PlayStation 4, PlayStation 5 e PC tramite Steam al prezzo di €29,99 (in sconto fino al 30 agosto per €19,79).

Entrare nell’arena

Tutti i giornali sono focalizzati sulla competizione e non parlano di ciò che sta avvenendo per le strade. I cittadini protestano contro un accordo governativo per cedere le forze di polizia ad una corporation privata, la Matterhorn. Questa azienda è la stessa che organizza il Rollerdrome e che ne gestisce la federazione sportiva. Le nostre performance sono funzionali ai loro piani, nel tentativo di distrarre la popolazione attraverso uno spettacolo acrobatico e pericoloso.

Rollerdrome è questo, più che uno sport è uno specchietto per le allodole, nonché una corsa per la sopravvivenza livello dopo livello. Sfrecciando sui pattini, Kara Hassan dovrà superare i vari stage e arrivare alle finali, sfruttando al meglio lo spazio dell’arena, la ricarica delle armi e le acrobazie per aumentare il punteggio e rendere la sua performance indimenticabile. Roll7, partendo da un concept decisamente intrigante, è riuscita a creare un gameplay stratificato e dinamico, semplice da apprendere ma difficile da padroneggiare nelle sue innumerevoli sfaccettature. Attraverso l’esperienza maturata con la serie OlliOlli, di cui l’ultimo arrivato è OlliOlliWorld, gli sviluppatori hanno scandito ottimamente un ritmo di gioco unico, perfezionando la loro maestria nella creazione di videogiochi d’azione e sportivi.

Inferno di proiettili

Rollerdrome può essere tranquillamente descritto come un Max Payne su pattini a rotelle. Il feeling è decisamente simile, soprattutto grazie ai momenti adrenalina in cui il tempo rallenta per consentire il magico bullet time. Le partite sono un inferno di proiettili continuo, con diverse classi di nemici che cercheranno di terminarci. Ognuno di questi ha la sua peculiarità e tocca ai giocatori capire quale delle quattro armi disponibili nel gioco può velocizzare la serie di uccisioni e assicurare un ottimo punteggio finale. Il tutto combinato con la grande varietà di acrobazie disponibili, che ci permettono di recuperare i proiettili utilizzati e di ritornare nella mischia per finire i nemici, crea un flow di gioco superbo e vicino alla perfezione.

Ciò che però lascia con l’amaro in bocca sono alcuni lati del comparto narrativo. Non tanto gli argomenti che vengono messi in campo o le sezioni di gioco dedicate all’esplorazione degli ambienti, ma tutto il contesto sportivo è poco percepito durante le sessioni di gioco.

Rollerdrome
Tipica giornata lavorativa di Kara Hassan

La Rivolta

La narrativa di Rollerdrome dipinge, acrobazia dopo acrobazia, una storia di rivoluzione che passa soprattutto attraverso lo sport. Ma è proprio l’elemento sportivo a mancare in diversi punti. La storia è solo di sottofondo alle nostre sparatorie. Ciò non la rende meno rilevante e anzi fornisce sapienti cambi di prospettiva che inevitabilmente influenzano il giocatore e la rendono potente nel messaggio.

La struttura da arcade puro impostata da Roll7 crea un collo di bottiglia ad una narrazione con potenzialità gigantesche e che poteva servire di più allo scopo dell’opera. Per passare da una lega all’altra, infatti, al giocatore è richiesto di superare tutti i livelli e di completare almeno un numero di sfide per fase del torneo (semifinale, quarti di finale, ecc.), ovvero degli obiettivi interni alle mappe che favoriscono, in un secondo momento, anche la rigiocabilità.

Da quello che trapela dal gioco, lo scopo del Rollerdrome è, sportivamente parlando, realizzare tanti punti e superare indenne l’arena. Agganciare il progresso nel gioco a delle sfide intrinseche nelle mappe suona una forzatura laddove è invece necessario restituire più la sensazione di un contesto sportivo e di competizione, ma anche di vita appesa a un filo. La struttura dell’esperienza permette comunque al messaggio di passare e regala un’ottima esperienza di gioco. Tuttavia alcuni accorgimenti e aggiunte narrative avrebbero certamente impreziosito un’opera arcade già di rara bellezza come Rollerdrome.

I luoghi della storia

Una scelta molto apprezzata è, infatti, la presenza di aree esplorabili. In esse, i giocatori possono interagire con oggetti e leggere frammenti di giornale, oppure ascoltare conversazioni di personaggi che aiutano a comprendere il contesto generale entro cui questa manifestazione sportiva si svolge. L’ambientazione distopica è senza ombra di dubbio una scelta narrativa incredibile e perfettamente calzante con la violenza dello sport. Un concept simile è già presente in altre famose opere di fantascienza o cyberpunk come Alita Angelo della Battaglia con il pericoloso Motorball, che costituisce un baluardo per le persone della città discarica di approdare nella fluttuante e lussuosa città di Salem.

Insomma l’elemento politico è nuovamente centrale nelle produzioni di Roll7, che con OlliOlliWorld aveva realizzato un nuovo manifesto della skate culture e del suo significato politico ed ecologico. Con Rollerdrome, invece, il team di sviluppo racconta una rivoluzione contro un’avida corporation che tenta di distrarre l’opinione pubblica dal suo piano per impossessarsi delle forze di polizia. Due opere uscite in questo 2022 e che realizzano un egregio flow nel gameplay sportivo senza tralasciare il lato narrativo e la critica sociale.

Rollerdrome
La newsroom del giornale che segue il Rollerdrome

L’arte di Rollerdrome

La direzione artistica di Rollerdrome è un altro punto pregevole. Viene fatto uso del cel-shading, una tecnica ampiamente utilizzata da tantissimi altri studi che, in molti casi, cercano di realizzare un look fumettoso per la propria opera. Basti vedere Beyond a Steel Sky di Revolution Software, Sable di Shedworks oppure il videogioco di culto XIII di Ubisoft, ispirato al celebre fumetto franco-belga.

I colori e il design di Rollerdrome danno quindi vita a un’ambientazione retro futuristica arrivata direttamente dagli anni’70. Esattamente come per la serie televisiva Netflix Maniac, con protagonisti Emma Stone e Jonah hill, Rollerdrome richiama i suoni, l’estetica, la cultura e i font degli anni’70, scandendo il ritmo dell’azione attraverso una galvanizzante colonna sonora elettronica realizzata dall’artista britannico Electric Dragon.

Un lavoro maniacale è stato svolto anche nella realizzazione dei personaggi e nella costruzione dei livelli. Questi sono visivamente ispirati all’immaginario collettivo degli anni’70 e capaci di interconnettersi con l’azione di gioco, favorendo tante tipologie di playstyle e permettendo anche una magistrale verticalità del gameplay.

Rollerdrome
La cel-shading caratterizzata da questo look fumettoso e dalle linee di contorno nere

Campionessa

Una volta raggiunto il titolo di campionessa di Rollerdrome, per Kara Hassan si aprono tante porte. Una di queste permette di partecipare anche al campionato dell’anno successivo, ovvero quello del 2031. Questo campionato è una modalità di end-game accessibile dal menu principale e denominata Sete di Sangue. In questa modalità il torneo si è fatto più arduo e pericoloso, i danni dei nemici sono aumentati e la loro presenza nelle arene più massiccia.

Per quanto questa modalità rappresenti una sfida intrigante per gli appassionati dell’arcade, è anche un contenuto di per sé ripetitivo. Rollerdrome occupa 10 ore piene e ancora di più per chi volesse tornare nei livelli per completismo o per chi se la sentisse di affrontare l’anno 2031. Il gioco, però, sente la mancanza di un multiplayer vero e proprio oltre le semplici graduatorie globali disponibili nei livelli. OlliOlliWorld, sotto questo punto di vista, incorpora in modo intelligente un multiplayer asincrono. Questa feature avrebbe potuto rappresentare anche la fortuna di Rollerdrome se implementato a dovere.

L’esperienza di Rollerdrome non è quindi condivisibile con amici in alcun modo. Ciò toglie molto alla possibilità di espressione del gioco, che da una modalità multigiocatore poteva uscirne impreziosito.

Accessibilità e assistenza

In termini di accessibilità e assistenza, Rollerdrome ha fatto passi da gigante rispetto ad altri titoli di Roll7. OlliOlliWorld continua ad avere pochissime possibilità per personalizzare l’esperienza e renderla più fruibile alle persone con disabilità. L’ultima opera dello studio inglese concede, tra le tante opzioni, di ridurre la velocità di gioco fino al 50%, di inserire munizioni infinite, di rimappare completamente i comandi e di inserire la modalità colore per il daltonismo.

Come si può leggere nella recensione scritta da Ben Bayliss per Can I play That?, nonostante le feature presenti, il gioco è caratterizzato nel gameplay dalla necessità di premere tanti tasti. Ciò può essere una barriera per coloro con una mobilità limitata. Inoltre il gioco ha dei testi molto piccoli nei menu e i sottotitoli possono essere decisamente migliorati nella posizione e nella grandezza.

Localizzazione

Infine la localizzazione in italiano è parziale, presente per tutti i testi di gioco e dei menu. Il voice over però rimane in lingua inglese e non c’è doppiaggio in italiano. La traduzione e l’adattamento dei testi risultano ben realizzati e permettono di comprendere perfettamente l’intrigo politico che Rollerdrome presenta ai giocatori. Ottima anche la presenza nei crediti dei lavoratori, spesso non accreditati, del team di localizzazione (sia italiano che non), nonché del controllo qualità della localizzazione (LQA).

Rollerdrome
La scritta “Vittoria” nel tipico font anni ’70

Conclusione

Rollerdrome è un videogioco ricco d’azione, che regala momenti di puro intrattenimento arcade con un’ottima narrativa e un’estetica retro futuristica anni ’70 calzante con l’ambientazione e il tono dell’esperienza. Il gameplay è facile da apprendere e difficile da padroneggiare, con una stratificazione eccelsa e un ottimo feeling dello sparo.

La struttura del gioco, però, poteva essere arricchita con l’inserimento di ulteriori elementi narrativi e di design che avrebbero valorizzato la sensazione di sport estremo e pericoloso. La mancanza di una formula multigiocatore, anche asincrona, limita maggiormente la sua possibilità di espressione, rendendo l’esperienza ripetitiva sul lungo periodo. Inoltre le feature per l’accessibilità e l’assistenza sono tante e questo è sicuramente un passo avanti rispetto al passato.

C’è però la possibilità di migliorare ancora al fine di aumentare la personalizzazione dell’esperienza. Rollerdrome è, quindi, un’avventura intensa e ricca di soddisfazioni, Roll7 ha creato un videogioco d’azione e sportivo incredibilmente di valore. Un’avventura adrenalinica che saprà soddisfare il palato degli appassionati di arcade e delle ambientazioni distopiche.

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Rollerdrome
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Masterpiece
90100
Pros

Gameplay stratificato e dinamico

Ottima narrativa

Artisticamente pregevole

Tante opzioni di accessibilità

Buona localizzazione in italiano, anche se parziale

Musica elettronica calzante ed energica

Cons

Mancanza di una modalità multigiocatore

Si può migliorare ancora sull'accessibilità

Più elementi narrativi avrebbero impreziosito l'opera

Ripetitivo sul lungo periodo

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