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4K UltraHD TV: Questione di pollici e distanze
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4K UltraHD TV: Questione di pollici e distanze

by ChristianDevilChryFebruary 26, 2020

In un nostro precedente articolo abbiamo parlato delle console mid-gen, Xbox One X e PlayStation 4 Pro, e dei miglioramenti che si possono ottenere con un televisore UltraHD 4K.

L’obiettivo era di controbattere al marketing dei produttori hardware, nonché comprendere quanto e come, all’atto pratico, le maggiori potenzialità in termini di risoluzione nativa delle due console siano poi visibili ad occhio nudo, senza l’ausilio dei potenti software di analisi con cui siti come Digital Foundry realizzano le loro comparative.

I risultati ottenuti dai test han dimostrato che il vero passo avanti in ottica di qualità visiva non derivi tanto dal numero di pixels presenti a schermo, quanto da altri elementi secondari solo all’apparenza, come Gamut colore e High Dynamic Range. Ciò nonostante anche la risoluzione gioca il suo ruolo evolutivo, soprattutto quando la si interpreta in quanto “densità dei pixels” e non solo come “quantità”.

Negli ambienti professionali una maggiore risoluzione implica uno spazio di lavoro più ampio sul proprio desktop, con conseguenti vantaggi, mentre dal lato gaming corrisponde a una maggiore compattezza e precisione dell’immagine.

Anche per questo sempre più giocatori si stanno orientando verso i televisori UltraHD 4K, ma prima di procedere con l’acquisto è bene tenere a mente che alla base della percezione della risoluzione vi è un meccanismo di misurazioni, che consiste nel rapporto tra quantità di pixels, dimensioni del pannello e distanza dall’osservatore.

Densità dei pixels

Il marketing alla base del 4K tende a spiegare l’aumento di risoluzione in termini di dimensioni, con immagini come quella che potete trovare in calce al paragrafo. In realtà si tratta di semplificazioni fuorvianti, in quanto alzando la risoluzione, magari durante la visione di un film, non si visualizzano porzioni di immagine altrimenti nascoste, il fotogramma non subirà modifiche e gli elementi visualizzati saranno sempre gli stessi, semplicemente aumenterà la densità dei pixels che lo compongono.

Se prendiamo due televisori entrambi di 40 pollici, il primo FullHD e il secondo UltraHD, le loro dimensioni reali saranno identiche ma la densità dei pixels nel caso del TV 4K sarà quattro volte superiore a quella del televisore 1080p, con un conseguente aumento della definizione dell’immagine.

Per poter percepire questo miglioramento è però indispensabile tenere a mente i limiti dell’occhio umano e posizionare il televisore di conseguenza.

Campo visivo e TV 4K

L’occhio umano ha un angolo di visione di circa 135 gradi in orizzontale, tuttavia il contenuto riprodotto non viene completamente percepito se l’intero campo visivo viene riempito. L’occhio fissa con attenzione solo una piccola parte di quei 135 gradi, e fissare con attenzione una singola parte di schermo può essere sconfortevole se non addirittura nauseante.

Secondo le linee guida della Society of Motion Picture & Television Engineers è consigliabile sedersi di fronte a un televisore UltraHD con un angolo visivo di 30 gradi nel caso di utilizzo generico e multimediale, al contrario, per gli amanti dell’home cinema nello specifico e secondo i calcoli dell’organo THX, si può alzare l’angolo di visione sino a 40 gradi.

La situazione però si complica quando prendiamo in considerazione anche la necessità di percepire l’aumento di risoluzione offerto da questa tipologia di pannelli.

Distanza minima, massima e ideale

Come abbiamo detto, a parità di pollici, quando si passa da FullHD ad UltraHD, è la densità dei pixels ad aumentare, addirittura di quattro volte. Di conseguenza, sempre a parità di dimensioni del pannello, la dimensione del singolo pixel diminuisce e l’occhio umano fatica a percepire questo miglioramento se posto ad una distanza eccessiva.

Diverse associazioni, tra cui la già citata THX, hanno sviluppato dei grafici con delle precise misurazioni suddivise in distanza minima, ovvero la distanza sotto la quale non si deve scendere per compromettere il comfort dovuto al campo visivo, la distanza massima, ovvero quella da non superare se si vuole percepire l’aumento di risoluzione, e la distanza ideale.

Per esempio, un contenuto con risoluzione di 3840 x 2160 (UltraHD) visto su di un televisore 55 pollici da 1,68 metri (distanza ideale) risulta perfetto come densità di pixel e dettaglio, ma alla stessa distanza una sorgente, pari o anche inferiore, a 1920 x 1080 appare sgranata e non piacevole alla vista.

Al contrario, visualizzare una sorgente nativa in UltraHD su di un 55 pollici, ma con il divano posto a tre o quattro metri di distanza, nullifica i vantaggi offerti dalla risoluzione, in quanto per l’occhio umano indistinguibile da un normale FullHD.

Come comportarsi

A fronte di quanto espresso, è sempre bene informarsi prima di acquistare a colpo sicuro un nuovo televisore, che sia FullHD o UltraHD. Il principio della distanza si applica infatti a ogni pannello e ad ogni diversa risoluzione.

Tuttavia collocare nel modo giusto i nuovi televisori è ben più difficile rispetto al passato. Il “vecchio” FullHD offriva margini di manovra più ampi rispetto a un UltraHD, e il futuro 8K risulta addirittura ridondante e destinato solo a chi può permettersi televisori di grandi dimensioni.

Non tutti però hanno lo spazio fisico per piazzare TV da 65 pollici in su, le dimensioni più diffuse sono quelle intermedie, che vanno dai 43 ai 50 pollici, guarda caso proprio quelle più problematiche da posizionare.

Ergo le linee guida vanno interpretate come consigli, non come dogmi: non serve seguire pedissequamente le misurazioni proposte, basta cercare il proprio compromesso, anche in relazione alle necessità del singolo individuo, come per esempio la sua personale capacità visiva, non per forza di dieci decimi.

Il consiglio che vi diamo noi di VideoGiochItalia è di prendere in considerazione soltanto le distanze massime, onde evitare di eccedere quella invisibile linea di demarcazione che vi impedirebbe di percepire i vantaggi offerti da una risoluzione più alta del normale FullHD, ignorando la distanza ideale, tendenzialmente troppo bassa sulle dimensioni intermedie dei televisori 4K.

Considerato poi, come abbiamo visto nel nostro articolo precedente, che la risoluzione non è la vera discriminante in termini di qualità visiva, e che trae enorme vantaggio da altri elementi come la resa in HDR dei vari pannelli, non è indispensabile crucciarsi per ottenere la perfezione assoluta con il punto d’osservazione, in quanto le migliorie legate alla pura elettronica saranno percepibili a prescindere.

Ciò nonostante, se in relazione al budget vi è la possibilità di rispettare le varie linee guida, allora è consigliabile nonché logico abbandonare l’idea dei pollici intermedi, puntando a Televisori 4K dai 55 pollici in su, seguendo poi le tabelle qui riportate per ottenere il massimo comfort visivo.

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