C’è un disegno di legge sugli e-sport in Senato

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Informazioni sul gioco

A fine aprile si è verificato quello che i media, il pubblico e gli operatori del settore hanno definito Lan-Gate. Tre sale LAN hanno visto ispettori dell’Agenzie delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli (ADM) mettere sotto sequestro amministrativo le loro apparecchiature. L’intervento da parte dell’agenzia e il precedente esposto dell’imprenditore Sergio Milesi hanno messo sotto i riflettori un gigantesco vuoto normativo di tutto il settore commerciale e sportivo che ruota attorno agli e-sport.

Associazioni di categoria come l’Osservatorio Italiano Esports (OIES) hanno dichiarato sui loro profili ufficiali di aver denunciato più volte questa pericolosa mancanza di norme. Questo, considerando gli introiti e la rilevanza mediatica e sociale che tale settore ha raccolto negli ultimi anni.

Il 24 maggio è stata presentata alla Camera dei Deputati una proposta di legge che ha come primo firmatario il parlamentare Daniele Belotti (Lega). Soltanto il giorno prima, la senatrice Simona Pergreffi (Lega) ha presentato un altro Disegno di Legge sulla “Regolamentazione delle attività relative agli sport elettronici o virtuali (e-sport)”. I due parlamentari avevano già annunciato questa loro iniziativa affermando che “in attesa del tavolo tecnico abbiamo voluto mettere a disposizione una base legislativa su cui lavorare”.

Una panoramica

Il testo proposto dalla senatrice è composto in totale da 70 articoli e fa una panoramica del settore, proponendo una regolamentazione piuttosto dettagliata. Oltre che regolamentare le maestranze, viene fatto anche riferimento alla “promozione del buon gioco” e del divieto di doping e di condotte fraudolente.

Nella prefazione del Disegno di Legge, la senatrice Pergreffi scrive che “a fronte di un settore così in grande crescita non esiste ancora in Italia alcuna disposizione normativa che regoli gli e-sport. Un vuoto normativo che sta creando un freno allo sviluppo”. L’intero disegno di legge, come anche esplicitato nel testo, prende ampio spunto dal progetto di legge sanmarinese in tema di e-sport. Ovviamente con un necessario adattamento alla realtà italiana e cercando di “offrire una disciplina normativa”. Il progetto di legge di San Marino in questione è il “Codice degli e-Sport” presentato al Consiglio Grande e Generale dal segretario di Stato per il Lavoro Teodoro Lonfernini.

Nel documento presentato al Senato, comunque, ci sono alcuni punti che necessitano di una breve analisi. Al netto del fatto che si tratta di un disegno di legge e che non è, quindi, legge a tutti gli effetti. L’iter legislativo, in tal senso, è ancora lungo e per farsi un’idea delle tempistiche necessarie è importante conoscere anche quando la discussione su questo testo verrà calendarizzata in aula.

Federazione Italiana degli Sport Virtuali

Il DdL propone l’istituzione di un’autorità con finalità di controllo, vigilanza e promozione degli e-sport denominata Federazione italiana degli Sport Virtuali. Il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) istituisce tale federazione, che è dotata di autonomia tecnica, organizzativa e di gestione. Presso tale federazione, recita il disegno di legge al primo comma dell’articolo 20, si costituisce il registro delle associazioni, delle società e delle imprese e-sportive.

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Proprietari e gestori di Sale da e-sport

Secondo questo disegno di legge, i proprietari e gestori delle sale da e-sport sono coloro che “in qualità di impresa e-sportiva, la persona giuridica che gestisce un immobile dedicato allo svolgimento di attività e-sportiva, ivi incluso l’allenamento e l’effettuazione di attività e-sportiva con finalità esclusivamente ludiche e non competitive”.

Oltre all’iscrizione al registro della Federazione italiana degli Sport Virtuali, ai proprietari e gestori di sale e-sport è fatto divieto di utilizzare sistemi per il gioco d’azzardo “o comunque che non siano basati in modo preponderante sull’abilità dei giocatori e dei partecipanti per l’ottenimento dei risultati.”

Le sanzioni

Il disegno di legge propone inoltre delle sanzioni pecuniarie per gli organizzatori di eventi e le imprese e-sportive che svolgono attività di gioco d’azzardo in violazione della legge. Tale violazione comporta “l’arresto con una multa da 1000 euro a 100.000 euro, in base alla gravità della violazione e all’ammontare delle somme raccolte”.

In caso di recidiva, le imprese, oltre alla sanzione, perdono anche lo status giuridico di impresa e-sportiva. Viene prevista anche l’immediata cancellazione dal registro della associazioni, delle società e delle imprese e-sportive, la confisca dei beni, degli strumenti e attrezzature e dei proventi dall’esercizio abusivo dell’attività.

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Il “buon gioco”

L’articolo 51 recita quanto segue:

“Lo stato riconosce gli aspetti positivi e le potenzialità dell’e-sport e dei videogiochi per favorire la socializzazione, l’apprendimento e l’acquisizione di competenze e lo sviluppo economico”.

Un incipit positivo, ma che successivamente chiede allo stato di promuovere “ogni iniziativa utile a contrastare potenziali aspetti negativi connessi al loro abuso, al loro utilizzo in fasce d’età inferiori a quelle a cui i videogiochi sono destinati, nonché alle condotte discriminatorie e diffamatorie in analogia a quanto avviene con l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

La questione del gaming disorder

Lo specifico passaggio sull’abuso dei videogiochi risulta problematico. Il dibattito pubblico scaturito dopo l’intervento del senatore Andrea Cangini (Forza Italia) al TG1 ne è un esempio. In quella sede, il senatore asseriva, senza alcuna base scientifica, che l’uso dei videogiochi e social “non può che degenerare in abuso”. Tale affermazione aveva mobilitato un gran numero di professori, giornalisti, scienziati e professionisti del settore per confutare le affermazioni dell’onorevole.

In un articolo pubblicato su ValigiaBlu da Viola Nicolucci (psicologa e scienziata), si argomenta perfettamente quanto ci sia ancora poca comunione tra gli scienziati riguardo il cosiddetto “gaming disorder” e su quanto il suo inserimento da parte dell’OMS possa essere il frutto di innumerevoli pressioni politiche. Secondo uno studio portato avanti dai ricercatori Chris Ferguson e Rune Nielsen, la media dei pazienti a livello globale si attesta sul 3%. Come ricorda anche la psicologa nel suo articolo, si tratta di numeri bassi ma è comunque legittimo interrogarsi sulle cause. Questo frammento dell’articolo 51 risulta vago nelle intenzioni e nelle tipologie di iniziative che lo stato potrebbe mettere in campo.

Doping e condotte antisportive

Tornando agli e-sport, la senatrice fa riferimento anche alla tutela della salute e idoneità alla pratica esportiva. Ciò comprende il divieto di doping e di condotte fraudolente e antisportive.

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La questione degli “spettacoli viaggianti”

Nonostante la condizione del settore, esisteva ugualmente una modalità attraverso cui i gestori di sale LAN ed e-sports potevano risultare conformi alla legge. Un’oculata analisi effettuata dal sito GiocoNews.it dimostra che era possibile richiedere l”autorizzazione e la licenza come attività di “spettacolo viaggiante” per il proprio locale. Nella categoria spettacoli viaggianti rientrano i celebri parchi divertimento come Gardaland e Mirabilandia. La normativa che permetteva tutto ciò era la legge del 18 marzo 1968, N.337.

“L’esercizio dell’attività di spettacolo viaggiante, in forma itinerante o stabile, necessita di una licenza comunale rilasciata ai sensi dell’ articolo 69 del Tulps, nonché di un permesso di spettacolo rilasciato dall’ Amministrazione comunale competente per territorio”.

In questa legge si riconosce anche la cosiddetta “funzione sociale” degli spettacoli viaggianti. Questa viene identificata dalla Direzione Generale per lo spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura, e prevede l’emissione della licenza direttamente tramite il proprio comune. Secondo quanto riportato da EsportsMag, questo “regime speciale” è però destinato a scomparire proprio dagli inizi di questo mese. La ri-omologazione e il censimento degli apparecchi saranno successivamente previste per tutte le tipologie di locali, compresi anche gli “spettacoli viaggianti”.

Si attende

L’iter per colmare il vuoto normativo è presto per dirsi concluso. Bisogna attendere ulteriormente la discussione dei disegni di legge sopracitati per poter dire con certezza quando tale vuoto verrà colmato. Intanto dopo due mesi dall’inzio del Lan-Gate, l’EsportsPalace di Bergamo ha comunicato la riapertura della sua sala e la disponibilità delle loro postazioni da gioco.

Fonti: EsportsMag, GiocoNews, Senato, ValigiaBlu.

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