Alpaca Ball: Allstars, La Nostra Recensione

Alpaca Ball
Informazioni sul gioco

Nel mondo indie, sempre più ricco di team capaci e ambiziosi, è davvero difficile distinguersi. Ancor più difficile se punti al mondo dei giochi di calcio arcade, ma come detto dal co-fondatore di Salt Castle Studio, Gregor Kirchhofer:”…gli alpaca migliorano tutto“. E la prima cosa che colpisce di Alpaca Ball: Allstars, ovviamente, è la presenza dei simpatici camelidi sudamericani. Il gioco è già disponibile per PC (tramite Steam) e sull’eShop di Nintendo Switch, versione su cui si basa la nostra recensione. Nel primo trimestre 2021 è prevista la release per PS4 e Xbox One.

Alla luce di quanto combinato da EA Sports con la Legacy Edition di Fifa 20, possiamo scommettere che molti utenti dell’ibrida Nintendo siano in cerca di un degno gioco di calcio per la stagione autunnale…andiamo a scoprire se Alpaca Ball: Allstars è il titolo che fa per voi!

La Pallalpaca: dal Sudamerica alla conquista del Mondo!

Alpaca BallIn Alpaca Ball: Allstars prenderemo il controllo del simpatico quadrupede e, dopo averlo personalizzato scegliendo colore del pelo e acconciatura (con tanto di accessori), potremo lanciarci in sfide con amici e/o CPU 1 vs. 1, 2 vs. 2, 3 vs. 3 e 4 vs. 4. Sfortunatamente non è presente l’online nella versione Switch, mancanza che penalizza il giudizio complessivo del titolo, ma si spera che possa essere aggiunto in seguito tramite patch.

Come detto in precedenza, siamo di fronte ad un gioco di calcio non simulativo (personalmente mi ricorda più Rocket League piuttosto che un FIFA/PES) in cui si colpisce la palla roteando il collo degli alpaca a mo’ di racchetta, cercando di indirizzarla verso la porta avversaria. Abbiamo utilizzato il termine “cercare” non a caso, poiché l’azione è sempre frenetica e caotica e difficilmente ci ritroveremo ad imbastire giocate di un certo spessore. È possibile colpire il pallone con un dritto o un rovescio, scattare, saltare ed eseguire un colpo speciale (da usare con parsimonia) capace di infiammare il campo e mettere KO sia il nostro atleta che chiunque si trovi nelle vicinanze.

I terreni di gioco sono delimitati e quindi non esistono rimesse laterali né calci d’angolo, ma anzi è possibile sfruttare questi confini per un effetto sponda stile biliardo. A rendere più frizzante l’azione troviamo, oltre al classico pallone da calcio, un dado, un puck da hockey, un pallone da spiaggia e altro ancora, ognuno con una fisica ben riuscita e capaci di spezzare la ripetitività. Sono presenti dei Potenziamenti, disponibili in alternanza tra i due team e ad un solo giocatore per volta, che vanno dal casco da football per abbattere gli avversari all’allungamento del collo per colpire più facilmente la palla e altri bizzarri effetti.

Dal menù principale sarà possibile selezionare la modalità Storia (di cui parleremo tra poco) o l’avvio di una partita, impostando il campo, il tipo di palla, il tempo di gioco, il Golden goal in caso di pareggio e altro ancora. Il gioco è estremamente veloce, ricco di capovolgimenti di fronte e la quasi totale assenza di caricamenti rende piacevole l’esperienza, incentivando quella sensazione di “voglio farmi subito un’altra partita”.

Un’alpaca in viaggio, per gloria e per necessità

Alpaca BallIl modo migliore per assimilare i rudimenti della Pallalpaca è sicuramente la modalità Storia, affrontabile anche con un amico. Il nostro alpaca (o alpacatleta?) si muoverà su una mappa in low-poly ricca di alberi e staccionate con cui interagire, spostandosi da un campo all’altro per progredire nella storia, e utilizzando persino una barca per navigare da un continente all’altro. Il nostro scopo sarà quello di diventare un giocatore professionista e salvare la nostra casa dalle mani di un avido investitore, allestendo una squadra di amici con cui competere nel campionato del mondo.

La campagna mantiene un tono allegro per la maggior parte del tempo, eccezion fatta per un capitolo particolarmente toccante, con dialoghi semplici ma ricchi di ironia e giochi di parole (seppur la traduzione presenti piccole incertezze qui e là). Nei vari capitoli ci troveremo a sperimentare tutte le modalità di gioco, dall’1 vs. 1 al 4 vs. 4, formato con cui si giocheranno le partite del mondiale. I campi variano per grandezza ed ambientazione (si va dalle fredde alpi ai torridi vulcani passando per spiagge e foreste), riducendo al minimo la ripetitività dell’azione, anche grazie ai diversi tipi di palla presenti nel gioco.

Durante la storia visiteremo tanti Paesi popolati da personaggi strampalati, partiremo dal Sudamerica per finire in numerose nazioni europee, tra cui il nostro Belpaese. A proposito di Italia, sono rimasto piacevolmente sorpreso dal capitolo ambientato sull’Etna; mi aspettavo l’ennesimo stereotipo sugli italiani, tipo un alpaca baffuto intento a suonare il mandolino ed invece mi sono ritrovato davanti a nientemeno che: Maddie la Streamer.

La difficoltà sale dolcemente ma presenta alcuni colli di bottiglia, generalmente nelle partite in cui sono attivi i potenziamenti solo per gli avversari o nelle partite 4 vs. 4, dove è veramente difficile segnare ed ogni errore si paga caro. La longevità della modalità storia si assesta sulle 5-10 ore in base alle proprie capacità, ed è un perfetto preludio alle partite multiplayer con gli amici.

Lato tecnico, controlli e considerazioni finali

Alpaca BallIn produzioni indipendenti come questa solitamente si tende a chiudere un occhio sul lato tecnico, concentrandosi maggiormente sull’esperienza di gioco.

Alpaca Ball: Allstars è in realtà un prodotto ben confezionato anche sul lato tecnico, con modelli piacevoli da guardare e animazioni capaci di strappare più di un sorriso durante le sessioni di gioco. Non capita tutti i giorni di vedere un alpaca sbalzato a 6 metri di altezza con una spallata, così come esilaranti sono le pose di vittoria a partita finita o dopo un gol. Non mi è capitato di vedere rallentamenti neanche nelle più concitate fasi dei match 4 vs. 4, mentre sono presenti alcune compenetrazioni di tanto in tanto.

Ottima la colonna sonora, che presenta come tema principale Vamos A Toscar Sonero del gruppo colombiano Frank Guerrero y Su Grupo Ache, una salsa che rappresenta al meglio il titolo e le sue atmosfere sudamericane. A questa si aggiungono temi originali per ogni stadio nel gioco, che spaziano dal folk tirolese alla musica latinoamericana.

Un ultimo appunto è necessario sull’IA ed i controlli di gioco.

Per quanto si possa far esperienza, resta quasi impossibile controllare alla perfezione la palla e indirizzarla dove si vuole, soprattutto nelle partite con più calciatori. Col tempo si può diventare più pazienti e colpire il pallone non appena si allontana dalla ressa di alpaca in trance agonistica, ma questo limita il divertimento e tende a snaturare il gioco. Il nostro consiglio è di prendere questo titolo per quello che è, ovvero un arcade in cui fare i pazzi con gli amici dopo cena, fino ad un massimo di 8 giocatori (decreti governativi permettendo!).

L’IA se la cava bene pur trattandosi di un indie game; ad esempio nelle partite 4 vs. 4 uno dei giocatori della CPU starà fisso in porta. Certo, a volte capiterà di vincere più per gli autogol avversari che non per la nostra bravura, ma per come è strutturato il titolo succederà spesso anche ai giocatori umani di spedire il pallone nella propria porta. A livelli più alti la CPU garantisce una buona sfida sia per il gioco in singolo che quello in locale con gli amici.

Commento Finale: 77/100

Alpaca Ball: Allstars è un progetto davvero ben riuscito, senza pretese ma ricco di ironia e voglia di divertire. Dopo il bizzarro Chapeau, i Salt Castle Studio continuano a seguire la strada dell’originalità con un gioco pensato per il multiplayer e corredato di un’appagante modalità storia. Davvero penalizzante l’assenza dell’online per la versione Switch.

Sotto il lato puramente tecnico, presenta modelli ben rifiniti, animazioni fluide e una fisica degli oggetti convincente. Musiche ed effetti sonori di primo livello, bilanciati in modo tale da non coprirsi l’un l’altro. La frenesia e il caos generati dai controlli estremamente arcade potrebbero far storcere il naso ai giocatori più navigati, ma è un piccolo prezzo da pagare per garantire un gioco accessibile a tutti e capace di garantire divertentissime serate all’insegna del cazzeggio.

 

Si ringrazia BadLand Publishing per la review key.

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