Intervista a Domenico Strati: doppiatore storico di Prince of Persia: le Sabbie del Tempo

Informazioni sul gioco
Arricchiamo la nostra rubrica delle interviste con la piacevole presenza del nostro nuovo ospite, Domenico Strati, doppiatore del principe in Prince of Persia: le Sabbie del Tempo, storico capitolo della saga apprezzato sia dalla critica che dal pubblico.

Un cenno su Prince of Persia

La saga di Prince of Persia nasce nel 1989 e fin da subito conquista milioni di appassionati pronti a installare sui propri Apple II questo titolo. L’anno successivo sono state create le versioni per l’Amiga e l’Atari. Nel 1992 Prince of Persia divenne fruibile anche per il Sega Master System, il Sega Mega CD, il NES e il Game Boy, oltre che per l’Apple Macintosh, per cui la grafica era migliorata. La versione SNES invece contiene sia musica sia grafica migliorate. Assieme agli altri due sequel si costituisce una prima trilogia del gioco.

Successivamente si susseguono intere saghe, come quella delle Sabbie del Tempo e quella di Ahriman, oltre che a diversi spin off per i dispositivi mobili. I primi capitoli sono stati sviluppati da Brøderbund, ma poi i diritti sono stati acquistati da Ubisoft, che ha ampliato moltissimo la saga.

Nel 2003 viene pubblicato quello che ben presto verrà annoverato come uno dei titoli più importanti dei videogiochi, Prince of Persia: le Sabbie del Tempo. Primo capitolo del filone delle Sabbie del Tempo, questo gioco è l’emblema di Prince of Persia ed ha ispirato persino la produzione di un film omonimo nel 2010. In questo momento il gioco ha acquisito ancora più interesse per via del remake in lavorazione, di cui attendiamo ulteriori dettagli riguardo il rilascio.

Ovviamente l’intera saga è ben più corposa, ma ci siamo voluti soffermare sull’importanza storica di alcuni capitoli per sottolineare l’importanza che ha avuto nel corso dei decenni, sebbene oggi sia stata eclissata dal successo di Assassin’s Creed.

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo

Chi è Domenico Strati

Domenico Strati nasce in provincia di Cosenza, ma si trasferisce in giovane età nella periferia di Roma. Dopo essersi laureato in lettere antiche, si mostra fin da subito predisposto per il teatro. Diventa quindi doppiatore e maestro di doppiaggio, coltivando sempre l’amore per il teatro.

Per il mondo dei videogiocatori Domenico Strati è l’inconfondibile voce italiana del Principe, avendo recitato nel capitolo più conosciuto ed acclamato della saga.

Intervista a Domenico Strati

  •  Cosa ti ha spinto ad entrare nel mondo del doppiaggio?

Credo di aver fatto il percorso più giusto in quel periodo. Sono partito dal teatro, facendo un sacco di tournée in giro per l’Italia, fino a quando un collega regista mi disse di avere una bella voce e di provare a fare doppiaggio. A quel punto chiaramente cominciai a fare i provini, vinsi l’audizione per qualche piccolo personaggio e poi piano piano comincia una vera carriera da doppiatore.

  •  Sappiamo che hai doppiato il Principe nel primissimo e storico capitolo della fortunatissima serie di Prince of Persia, ovvero le Sabbie del Tempo: puoi svelarci qualche retroscena sul tuo lavoro per questo progetto? Come è stato poter dare la voce a un personaggio così significativo nel mondo videoludico?

Del Principe mi ricordo tante cose, la prima è che lo registrammo ad agosto, con un caldo insopportabile. Quando ho vinto il provino capii subito che al mare ci sarei andato a settembre, però è stato molto divertente.

Una cosa che ricordo che quando ho fatto il provino, arrivò la comunicazione da parte del cliente dall’estero dicendo: “Sei bravo, bella voce, però dovrebbe essere un po’ più da Principe, un po’ meno così”. Fatto sta che non comprendemmo quello che volevano. Di conseguenza, quando andammo a registrare, ricordo che nel parlare con la direttrice del doppiaggio decidemmo di farla con la mia voce e alla fine andò così.

Non avrei mai immaginato un successo del genere di quel videogioco. Sapevo che ci tenevano molto e al tempo stesso era anche uno dei miei primi lavori per le produzioni videoludiche, anche perché era un po’ una voce nuova, per cui devo ammettere che ci fosse un po’ di agitazione.

  • Qual è stato il personaggio più difficile da doppiare? E a quale sei più affezionato?
Roschdy Zem, in Rounaix,una luce nell’ombra, doppiato da Domenico Strati.

Il personaggio a cui sei più affezionato alla fine è l’ultimo che hai doppiato. Da poco ho fatto un film importante che ha vinto tanti premi, tra cui anche il riconoscimento come miglior film del 2020, un premio dato da un sindacato degli operatori cinematografici. Il film è francese e si chiama Roubaix, una luce nell’ombra. Ho interpretato la parte di un commissario, che chiaramente nell’originale, in lingua francese, la parte è recitata da un attore eccezionale, un maestro franco-algerino dal nome Roschdy Zem, attore poco conosciuto che però appena apre bocca, tu apprendi solo perché quello parla.

Un personaggio a cui sono affezionato è dei cartoni animati, ovvero il papà di Topo Tip. Il motivo è che sia un papà buono che cerca di educare il bambino, tra le cose, avendo un bambino piccolo mi sono molto immedesimato in questo ruolo. Insomma un papà che con le dovute maniere cerca di frenare l’impeto e anche i capricci di Topo Tip.

Inoltre, un episodio che mi ha colpito molto è stato quando una volta dovetti portare mia figlia all’ospedale Bambin Gesù, perché aveva un problema. Vidi al pronto soccorso questi bambini che guardavano la televisione e in quel momento sentivano la mia voce poiché trasmettevano Topo Tip, un aneddoto che mi è rimasto molto nel cuore.

  • Quali sono i consigli che daresti a nuovi e aspiranti doppiatori?

Io ne potrei dare tanti, principalmente perché ormai da tanti anni insegno doppiaggio soprattutto insegno documentari, annunci TV, spot pubblicitari. Ogni volta che vedo un ragazzo o una ragazza che prova a fare doppiaggio, la prima cosa che dico è di ricordarsi che ci sono stati dei maestri che hanno creato la storia del doppiaggio e prima di immaginarsi grandi doppiatori, imparare da quelli che hanno fatto la storia di questa professione. Non dico di copiarli, ma di cercare il più possibile di apprendere da loro.

  •  Noi ti ringraziamo per la tua disponibilità, ma prima di andare vorremmo sapere un curioso aneddoto sulla tua carriera da doppiatore.

La cosa più particolare che mi è capitata è stata quando mi hanno scelto per doppiare un film assolutamente demenziale. Io doppiavo il protagonista che si chiama Fin, interpretato da Ian Ziering, famoso per la sua partecipazione in Beverly Hills. Il film si chiamava Sharknado, e nessuno però poteva immaginare che Sharknado potesse diventare un cult del cinema trash, tanto da realizzare un’esalogia, videogiochi, cartoni animati e documentari.

Grazie a voi per lo spazio dedicatomi, a presto.

 

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