Itch.io: viaggio nella tana dei videogiochi indie

itch.io

“Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio.”
Morpheus, The Matrix, 1999

Cos’è Itch.io?

Le piattaforme di acquisto e gioco di videogiochi online sono moltissime, e alcune di queste hanno saputo imporsi di prepotenza sulla concorrenza nel corso degli anni. Fra queste ovviamente ci sono Steam ed Epic Games Store, a cui si aggiungono anche gli store specifici che troviamo su console.
Tuttavia non terminano certamente qui, ed è proprio all’argomento di oggi che ci stiamo avvicinando.

Le origini: i Flash games

Ma prima facciamo ancora un brevissimo excursus storico-ludico. I più anziani infatti, fra di voi che leggono queste righe, ricorderanno sicuramente lo stuolo di siti di giochi in Flash gratuiti, spesso della peggior specie, che riempivano internet fino a 10-15 anni fa.
Si trattava di siti pieni di banner pubblicitari e di giochi per la maggior parte vuoti e spesso senza alcun mordente né direzione artistica. Si andava da titoli che erano palesi copie di giochi ben più famosi (inutile dire che fra i videogame che andavano per la maggiore c’erano le versioni tarocche dei vari Mario di Nintendo) a opere di dubbio gusto, i cui temi oggi verrebbero sicuramente additati di essere omofobi o razzisti (a ragione, aggiungeremmo).

Certamente però non tutto era questa cloaca che potrebbe apparire, anzi. Sui siti di giochi realizzati in Flash si potevano trovare pure piccole opere realizzate decisamente meglio e con cognizione di causa.
Chi ha vissuto quel momento, sa che furono molti i titoli con cui si era in grado di divertirsi per intere ore, magari sfruttando l’aula computer delle proprie scuole superiori. Pensiamo alla serie di Yetisports (in cui appunto si utilizzava uno Yeti alle prese con diversi sport) o al puzzle game Bejeweled. Da questi fino a Zuma, che tutti descrivevamo come “quel gioco tipo Bubble Bobble“, o infine a Doodle God, in cui dovevamo dare origine a tutto il creato partendo da alcuni elementi base.

Non dimentichiamo poi che le piattaforme di Flash games furono anche, a loro modo, delle fucine di nuovi sviluppatori, che magari sfruttarono i risicati strumenti della tecnologia dell’epoca per affinare le proprie capacità.
Giusto per citare un successo realizzato in Flash, pensiamo a The Binding of Isaac, il famosissimo roguelike del 2011 che ancora oggi risulta essere giocatissimo.

Itch.io: la nascita e la storia

Dunque abbiamo le piattaforme di vendita di videogame online e i Flash games che un tempo popolavano i nostri sogni (e incubi).
Itch.io, l’argomento di oggi, si pone un po’ a cavallo fra questi due mondi.

L’origine del (piccolo) mito

Era il 2013 quando Leaf Corcoran, programmatore statunitense, decise di imbarcarsi in questa sfida, che risulterebbe impegnativa già oggi, figuriamoci anni fa.
Come racconta lui stesso in una vecchia intervista, l’ispirazione gli venne da Bandcamp. Per chi non lo sapesse, si tratta di una piattaforma di facile uso rivolta ad aspiranti musicisti e cantanti, i quali possono liberamente mettersi in gioco e mettere in vendita le proprie produzioni.

itch.io leaf corcoran

Riguardo invece al nome Itch.io, lo stesso fondatore del sito, già ai tempi dell’intervista, non ricordava da dove avesse tratto questo nome. E anzi, rivelò di aver acquistato il dominio molto tempo prima dell’effettiva idea della piattaforma.
Piccola nota: già all’epoca di quest’intervista (2014), Leaf Corcoran faceva riferimento a un titolo presente sul sito: VA-11 Hall-A. Per prenderlo giusto a modello e per far capire come certi giochi possono trovare tramite Itch.io la loro strada, il videogame è ancora in vendita sulla piattaforma e, addirittura, nel corso del tempo, si è fatto una certa nomea. A tal punto che è stato ospitato pure su Xbox Game Pass.

Il passare del tempo

Con lo scorrere degli anni, nonostante sia rimasto una realtà di nicchia, Itch.io ha saputo ritagliarsi una fetta di sviluppatori, pubblico e utenza sempre maggiore.
Già nel 2017 Itch.io aveva raggiunto i 5 milioni di download (fino all’anno prima erano stati scaricati 1 milione di giochi), segnando di fatto un balzo di qualità per la piattaforma. E sebbene non vi fossero, e non vi siano tuttora, titoli ad alto budget, sempre in quell’anno il sito di Corcoran poteva avvalersi di più o meno 58.000 giochi.

Nel 2021 lo store dedicato al mondo indie ha raggiunto poi un altro traguardo. Con ben più di 200.000 videogame all’attivo, ad aprile è entrato a far parte dell’universo di Epic Games. Lo ha fatto con una app gratuita introdotta proprio sull’Epic Store.
Qui, la app ha trovato un nuovo modo per far conoscere le sue perle e i suoi sviluppatori indipendenti. Il tutto mantenendo sempre l’autonomia e la libertà che hanno sempre contraddistinto il progetto originale. Parliamo infatti di un sito in cui sono gli sviluppatori e i publisher stessi a decidere quale sarà la quota percentuale delle vendite da destinare alla piattaforma, così come vi è sempre la possibilità di trovare titoli gratis o a donazione spontanea.

Fra le altre cose, Itch.io si è anche distinta per varie iniziative a tema sociale con raccolte di fondi.
Quella sicuramente più di successo ha riguardato la vendita di un bundle di oltre 1700 giochi per l’uguaglianza e la giustizia razziale. Con un’offerta minima di 5 dollari, il bundle è riuscito a raccogliere l’impressionante cifra di 8 milioni e 200.000 dollari, a fronte di un obiettivo di 5 milioni. Addirittura c’è stato chi ha donato 5.000 dollari.
Lato sviluppatori, ogni developer che ha voluto donare la propria opera al bundle non ha ricevuto un centesimo da questa vendita e sono stati diversi i titoli di rilievo inseriti all’interno. Fra questi si potevano per esempio trovare Celeste, Night in the Woods e Super Hexagon.
Il ricavato è andato interamente a due fondazioni attive nel campo delle discriminazioni razziali: NAACP Legal Defense and Educational Fund e Community Bail Fund.

A paragone con un gigante

Come abbiamo già detto, ovviamente Itch.io ha dei punti di contatto con Steam, che tuttavia si esauriscono soltanto nell’essere piattaforme online con vendita di titoli videoludici.
Fra l’altro, in passato Leaf Corcoran è tornato più volte sulla questione, e lui per primo ha sempre voluto evitare paragoni con lo store di Valve. In un’intervista con The Verge del 2018, per esempio, il suo commento fu che “noi siamo una piccola compagnia, il tipo di giochi e il servizio sono decisamente differenti. Mi piace pensare che forniamo un qualcosa di alternativo“.

Insomma, anche per esempio in merito al mercato, le differenze fra la creatura di Corcoran e quella di Gabe Newell sono diverse anche nell’ambito delle vendite e del rapporto fra piattaforma e sviluppatori. Lo vedremo nel dettaglio nella sezione dedicata, ma possiamo già dire che Itch.io non ha tutte quelle regole e imposizioni che caratterizzano invece Steam, sia che si tratti di tripla A, sia che si tratti di semisconosciuti indie.
Ed è proprio su queste basi che il sito nato nel 2013, per quanto non abbia raggiunto una fama mondiale, ha saputo trovare il suo gruppo di aficionados.

Questi fan infatti sanno cosa aspettarsi e cosa non aspettarsi. Di fatto, la totale libertà da vincoli contrattuali stringenti e spesso imperativi, ha permesso a moltissimi sviluppatori in erba, o magari già rodati, anche di sperimentare con progetti personali spesso fuori dagli schemi, senza pensare (unicamente) al profitto o alle mode del momento per spingere il proprio titolo.
Per tornare a citare la stessa intervista a The Verge, in quell’occasione Corcoran disse anche che il suo progetto “sembra quasi un giardino di possibilità digitali, libero dal peso dei signori delle corporazioni e dalla crescente malattia delle lootbox“.

Resta da vedere quanto lo store riuscirà a mantenere la sua identità intatta negli anni a venire, in particolar modo se la sua fama e quindi il suo traffico e gli introiti cresceranno.
Di sicuro, nelle parole del suo fondatore del 2018, le idee sembravano ancora chiare: “Venire comprati, creare denaro, cambiare i nostri obiettivi, non voglio davvero nulla di tutto questo. In realtà mi diverto a continuare a lavorare al sito e a parlare con le persone“.

Come funziona Itch.io?

La libertà creativa

Come abbiamo già trattato, particolarità della piattaforma di Corcoran è la vastissima libertà creativa concessa a chiunque voglia caricare le proprie opere. Questi non troveranno infatti vincoli contrattuali stringenti o una possibile censura da parte di chi gestisce il sito.

Così su Itch.io troviamo titoli decisamente famosi, per quanto mai tripla A. Abbiamo citato prima Celeste, ma certamente non è l’unico caso. Per esempio ci sono Among Us, Doki Doki Literature Club e Untitled Goose Game.
Accanto a questi, senza scavare o sprofondare neanche troppo nella tana del Bianconiglio, possiamo addentrarci fra titoli di generi e tipologie diversissimi.
Ci sono horror, storie d’amore, post-apocalittici. E magari hanno struttura di visual novel, puzzle game, action, walking simulator, RPG e qualunque altro stile di gameplay vi venga in mente.

Aggiungiamo infine che, anche questo argomento lo abbiamo visto di striscio più in alto, sono presenti spesso dei bundle interessanti e particolari. Per esempio nel corso del tempo abbiamo avuto accesso a bundle che raccoglievano al loro interno giochi molto interessanti.
Per esempio è da poco terminata l’offerta per un bundle di videogiochi sviluppati in Repubblica Ceca e in Slovacchia. Accanto a questi, ci sono stati bundle di titoli connessi a un determinato argomento o genere, o appunto dall’origine del team di sviluppo.

Come funziona Itch.io per gli sviluppatori?

Se siete sviluppatori e avete intenzione di gettarvi nella mischia sfruttando Itch.io, sappiate che sotto certi punti di vista ha molto da offrire.
Intanto non ci sono, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, vincoli contrattuali che potrebbero rendere il tutto macchinoso e complesso. I developer possono caricare i propri contenuti in qualunque momento vogliano, per poi ritirarli a proprio gusto.

Anche dal punto di vista degli introiti, la piattaforma di Leaf Corcoran consente molte personalizzazioni. Se infatti di default Itch.io prende il 10% sul prezzo di ogni gioco, questa percentuale è regolabile e modificabile liberamente da parte degli sviluppatori.
Dunque i creator e i publisher possono anche cambiare il prezzo, secondo parametri di proprio gradimento, fino a regalare le proprie opere.

Inoltre, a differenza della maggioranza degli altri store, qui è possibile creare una propria pagina dedicata al gioco o alla casa di sviluppo. Ciò consente di dare un taglio più professionale al proprio gioco, come se l’utente si trovasse davanti a un sito web dedicato a un determinato gioco, piuttosto che all’interno di una piattaforma più ampia.

Tornando infine alla libertà creativa di cui sopra, gli sviluppatori hanno anche estrema libertà sul tipo di contenuti caricabili. Fatta infatti eccezione per elementi illegali o che infrangano le regole del copyright, i creativi possono uploadare anche contenuti per adulti o di più forte impatto emotivo e visivo.

I Ludum Dare: le game jam di Itch.io

Per i creator di videogame, la piattaforma di Corcoran propone anche i cosiddetti Ludum Dare.
Si tratta di particolari sfide di sviluppo a tempo. Viene infatti fornito dall’organizzatore un determinato tema o genere ludico e, su questo, i partecipanti devono creare un videogioco. Solitamente non viene fornito molto tempo, anzi, spesso i Ludum Dare durano qualche giorno al massimo.
In questo modo, il vincitore di ciascun Ludum Dare ottiene il suo posto sul sito. Questo assieme appunto al fatto di potersi fregiare di aver vinto un contest in mezzo ad altre centinaia o migliaia di partecipanti.

itch.io ludum dare

Assieme ai Ludum Dare, ci sono altre tipologie di contest in tutto e per tutto simili, i game jam. Questi possono essere creati da chiunque lo desideri e seguono le regole dei contest di cui abbiamo parlato sopra. Dunque abbiamo delle tematiche specifiche, dei tempi di lavorazione molto stretti e infine anche eventuali premi.

itch.io game jam

Non solo videogame

Se pensate che Itch.io sia solo un sito contenitore di titoli videoludici, state sbagliando.
Infatti il sito è aperto anche ad altre forme artistiche. Anche scrittori, fumettisti e musicisti possono mettere online le proprie creazioni, sempre secondo le stesse dinamiche contrattuali ed econoniche legate al gaming.
Fra l’altro, sempre qui, è possibile entrare in possesso di giochi fisici, come giochi da tavolo e regolamenti per GDR.
Infine Itch.io mette a disposizione tool di sviluppo e asset di gioco per chiunque si voglia cimentare con il mondo dello gaming dal lato della creazione delle opere.

Il costo dei giochi: da quelli gratis a quelli a offerta libera

Elemento importantissimo su cui si fonda gran parte dell’interesse e della versatilità della piattaforma è il modo in cui acquistare o scaricare i titoli.
Infatti, lo abbiamo ormai già ripetuto varie volte, Itch.io non è un semplice store. Le tipologie con cui possiamo giocare le opere del sito sono infatti tre: prezzo fisso, offerta libera e gratis.

Nel primo caso abbiamo, come su qualunque altro store online, quei progetti per il cui acquisto dobbiamo pagare una quota fissa, stabilita dagli sviluppatori.
Nel secondo caso, invece, rientrano appunto quei videogame per i quali chi ha creato il gioco ha previsto un pagamento libero, secondo i gusti e le possibilità dell’utente.
Alle volte questo pagamento può anche essere nullo, o non essere previsto del tutto. Per cui potremmo imbatterci in molti titoli, alcuni dei quali interessantissimi, senza dover pagare neanche un centesimo.

I videogiochi della piattaforma

Itch.io inizia a essere presente un po’ ovunque. Per esempio la creatura di Leaf Corcoran è disponibile su browser web o come app (come abbiamo visto, anche all’interno di Epic Games Store).
A livello di sistemi operativi, possiamo sfruttare le possibilità della piattaforma su Windows, Linux e iOS, indifferentemente e senza limitazioni.
Inoltre tantissimi giochi saranno disponibili e giocabili direttamente su browser, mentre per gli altri sarà sufficiente il download (senza necessità della app).
Per cui, come vediamo, anche al livello delle nostre preferenze d’uso, risulta essere molto adattabile.

La quantità e la qualità dei giochi

Abbiamo fatto riferimento già prima al fatto che, tramite la creatura di Leaf Corcoran, abbiamo accesso a ben oltre 200.000 videogiochi. Tale numero è tra l’altro in costante crescita, anche grazie alla sempre maggior fama della piattaforma.

Ovviamente vi sono, come del resto su qualunque sito e store online di prodotti videoludici, dei giochi di bassa lega (quando non realizzati veramente in maniera approssimativa). Tuttavia è pur vero che, anche andando a tentoni, difficilmente troveremo troppi titoli che non incontreranno il nostro favore.
Nel nostro viaggio in questo baratro di opere indie, possiamo infatti dire che è stato come sbloccare un gioco dopo l’altro. A partire dal primo, scelto casualmente, si è passati al successivo, e poi quello dopo ancora, come una cascata di videogame indie e brevi se non brevissimi. E alla fine è stato come avere a che fare come un’innocua e videoludica droga, che ci ha portati a conoscere tantissimi e piccolissimi titoli che altrimenti non avremmo mai conosciuto.

Tante storie e tante emozioni

Se c’è una cosa che abbiamo scoperto gettandoci fra le braccia dei titoli di Itch.io, è la quantità di titoli in grado di far emozionare con molto poco. Sono infatti moltissime le opere presenti sul sito a cui bisogna dare una chance.
E anche solo il portare gli esempi che vi faremo qua sotto, non renderà giustizia alle migliaia di videogiochi che non citeremo.

Fra gli esempi di cui vogliamo scrivere, citiamo Northbound. Nato come progetto universitario, è proprio della vita di studenti che tratta: una gita, vecchi amici e un futuro incerto. Altro gioco molto evocativo è Novena. In questo secondo caso abbiamo a che fare con una poesia in formato videoludico.
Delicati e in grado di tenerci incollati allo schermo, per quanto magari solo per qualche minuto, sono anche piccole opere come Rockstory o Six Cats Under. Come dice il titolo, in Rockstory siamo una roccia in crisi esistenziale, che pensa al suo sogno di cambiare forma ed esaudire i propri sogni.
Di altro tipo, ma altrettanto toccante, è Six Cats Under. Qui siamo chiamati a impersonare il fantasma di un’anziana signora appena deceduta. Non volendo che i propri gatti rimangano bloccati in casa dopo la sua morte, dovremo per far sì che i nostri cari animaletti riescano a fuggire da casa.

Ci sono poi altre storie di vita di tutti i giorni e amicizia, come Devil Express, in cui interpretiamo un lupo mannaro che lavora come addetto alle consegne, fra mostri e creature demoniache.
A proposito di trame e giochi insoliti, segnaliamo anche Roulette Knight. Il videogame ha elementi randomici assieme ad altri che ricordano un RPG, fra abilità da sbloccare e punti esperienza da accumulare. La cosa strana è che per avanzare nel gioco e salire di livello dobbiamo giocare alla roulette russa puntando una pistola alla tempia del nostro cavaliere.

O ancora, se preferite delle emozioni forti, potete buttarvi su brevi storie horror come NextDoor, ispirato alle opere del mangaka Junji Ito. O, magari, su di un titolo come To Do List: quest’ultimo parte come un semplicissimo gioco in cui portare avanti task altrettanto semplici, ma man mano inizia a mostrare lati molto oscuri.

Se invece volete provare qualche puzzle game, come abbiamo accennato in precedenza Itch.io ne ha per tutti i gusti. Per esempio ci sono Tiny Islands e o il breve Rocks and Ravens. In entrambi i giochi dobbiamo usare logica e intelligenza: nel primo, sfruttando plance randomiche, dobbiamo popolare alcune isole di montagne, boschi e altri elementi; nel secondo invece dobbiamo posizionare rocce e corvi sul tavolo da gioco, secondo regole ben precise.

Pensando invece a titoli legati a tematiche sociali, sulla piattaforma ne troviamo moltissimi. Fra questi citiamo What’s your gender? e Coming Out Simulator 2014. In quest’ultimo riviviamo in forma narrativa il coming out dell’autore del gioco, fra insicurezze e dubbi. What’s your gender? ci porta invece in una sorta di museo popolato di sculture geometricamente impossibili, in cui ciascuna di queste installazioni artistiche ripropone in forma astratta una delle molte sfaccettature dell’universo LGBTQIA+.

itch.io whats your gender lgbt

Gli italiani su Itch.io

Infine ci teniamo a regalare un ultimo, breve paragrafo, a tutti gli italiani che popolano il sito di Corcoran. Non sono pochi e vanno da studi veri e propri a singoli sviluppatori e appassionati che sfogano così la propria creatività.

Fra i singoli vogliamo citare Mauro Vanetti, Alex Camilleri, Luca Pane e havana24. Nel loro repertorio, questi singoli sviluppatori riassumono però molti degli aspetti del mondo di Itch.io e più in generale dell’intero universo videoludico. Abbiamo platform in 2D, avventure grafiche, videogame in prima persona, il tutto con storie soprannaturali, riferimenti alla storia e alla politica italiana, o all’opposto videogiochi fantasy o fantascientifici, e molto altro ancora.

itch.io indie videogiochi italiani we are muesli

Spostandoci invece su team che vadano oltre la singola persona, nel nostro viaggio fra le miriadi di titoli del sito, abbiamo trovato diversi gruppi italiani valevoli di menzione.
Per esempio c’è il duo milanese di We Are Müesli. Claudia Molinari e Matteo Pozzi sono specializzati in visual novel e puzzle game dal forte impatto grafico e spesso con temi sociali come focus. Qui trovate il loro sito ufficiale.
Altro gruppo italiano di cui vogliamo parlare è il quartetto di Space Backyard. Per citare un paio di loro titoli che trovate sulla piattaforma, abbiamo il desolante e desolato Like roots in the soil e l’altrettanto malinconico Bird Of Passage, fra spiriti e riferimenti al Giappone. Anche per loro, vi rimandiamo al sito ufficiale.

 

Termina così il nostro viaggio nel vastissimo mare di Itch.io. Un viaggio che forse è stato solo una toccata e fuga, un viaggio a volo d’uccello in cui abbiamo solo grattato la superficie di ciò che la creatura di Leaf Corcoran ha da offrirci.
Perché sicuramente non siamo di fronte a uno store come quelli a cui la maggior parte di noi è abituata. Tuttavia speriamo di avervi acceso qualcosa, e chissà che anche voi non vorrete provare a vedere quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

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