Salt and Sacrifice recensione: tra sale e magia

Salt and Sacrifice Recensione
Informazioni sul gioco

Avendo amato Salt and Sanctuary, abbiamo deciso di tuffarci nel sequel del Soulslike 2D Salt and Sacrifice. Ecco la nostra recensione.

Avevamo già parlato del titolo nell’anteprima che trovate qui, ma nonostante ci aspettassimo di tutto, questo gioco ha saputo piacevolmente colpirci.

Uscito in anteprima il 10 Maggio, lo trovate disponibile su Ps4, Ps5 e PC. Ma varrà la pena tuffarsi in questa nuova e oscura avventura? Scopriamolo insieme.

Storia di Salt and Sacrifice: Recensione si, ma senza spoiler

Era il 2016 quando James Sylva e Shane Lynch degli Ska Studios lanciarono sul mercato il loro Indie Salt and Sanctuary.

La coppia, che ha lavorato al progetto da sola, è riuscita a creare un Soulslike 2D, mescolando alle tematiche di Dark Souls quelle di Castlevania e Metroid, proponendo un gioco nuovo, ma che strizzava l’occhio ai suoi predecessori.

Grazie al coraggioso tentativo di adattare, al platform 2D, il sottogenere creato da From Software, abbiamo avuto tanti altri titoli con la stessa impronte. Prendiamo, in esempio, Hollow Knight.

Salt and Sanctuary aveva una trama che ricordava molto di più i Dark Souls, con una storia che andava scoperta, studiata, a volte interpretata. In Salt and Sacrifice, invece, troviamo un netto miglioramento. Si potrebbe quasi dire che la trama sia più ispirata a Elden Ring, rispetto un qualsiasi Souls.

Salt and Sacrifice recensione

Anche per questo motivo abbiamo titolato il paragrafo Salt and Sacrifice Recensione si, ma senza Spoiler”. Non vogliamo rovinare a nessuno il piacere della scoperta. Iniziamo però dicendo che non bisogna aspettarsi niente di particolarmente rivoluzionario o poetico. Sei anni sono tanti nel mondo videoludico e, a livello di trama, si poteva fare molto di più.

Veniamo catapultati immediatamente in un mondo cupo, oscuro e corrotto, ad affrontare una gigantesca creatura dall’aspetto grottesco – ma affascinante. Dopo che si verrà sconfitti, verremo portati in un misterioso campo base.

Chiacchierando con tutti i PNG presenti veniamo a sapere che il mondo è corrotto a causa di grandi maghi, esseri così potenti che hanno abbandonato i sentieri umani già da tempo. La loro magia eretica sta lentamente, ma inesorabilmente, conducendo il mondo nell’oblio. 

Saranno dunque le nostre azioni da inquisitori a riportare la pace. O forse no? Diciamo solo che con l’avanzare dell’avventura scopriremo anche altre vie. Starà a noi decidere di seguirle o no. Inoltre, Salt and Sacrifice è un sequel solo spirituale del suo predecessore, quindi, se volete giocarlo non partendo dal primo, potete farlo tranquillamente.

Essendo il gioco un po’ carente sulla storia, ci sovvengono in mente le parole di John Carmack, uno dei creatori di Doom:

La trama in un videogioco, è come la trama in un film porno. Ti aspetti che ci sia, ma in fondo non serve a niente.

Siete tutti d’accordo? Noi non tanto, ma visto che Salt and Sacrifice è così, non possiamo che tenercelo e passare al punto forte.

Un Gameplay di tutto rispetto

Il mondo di gioco che ci viene proposto è completamente esplorabile. Le varie aree sono collegate tra loro e possiedono scorciatoie e strade alternative, proprio come succedeva in Super Metroid o Castlevania: Symphony of the Night, i due titoli più amati del genere.

Ma ciò non sarà privo di pericoli. Ogni zona è infatti piena zeppa di nemici.

C’è da dire che il combat system sia il punto forte del titolo. A prescindere dal personaggio che decidiamo di creare, nell’editor personaggi del tutorial, un approccio più fisico è sempre gradito. Con cognizione di causa, ovviamente.

La difesa si basa su due azioni: la schivata e la parata. A prescindere dalla scuola di pensiero che decidiamo di adottare, bisognerà tener conto della stamina, per non finire esausti prima di assestare qualche colpo.

Gli attacchi si basano invece sulla base dei giochi action. Troviamo un attacco leggero e uno pesante che, concatenati, daranno vita a spettacolari combo. Anche se è sconsigliato utilizzarle quando ci si troverà circondati dai nemici. Imparare il tempismo delle combo sarà fondamentale anche contro i boss, per assestare il maggior numero di danni possibile nel minor tempo possibile. La nostra avventura si è svolta su PC, ma benché tentati, anche solo una volta, di usare la tastiera, ce lo siamo goduti utilizzando il Joypad dell’Xbox One. Molto più pratico per quanto riguarda il movimento, gli attacchi ravvicinati, quelli a distanza e gli incantesimi che troveremo.

Gli incantesimi consentiti e attacchi a distanza saranno fondamentali per sfoltire schiere nemiche o eliminare qualche pericolo a una sicurezza di distanza.

Tutte le creature che incontreremo hanno diversi pattern d’attacco, ma saranno guidati dalla stessa furia cieca. Se vedono il giocatore, lo inseguono per ucciderlo, fermandosi solo se al di fuori da una determinata area. Consigliatissimo è far scontrare nemici di diversa fazione.

Come in Monster Hunter, troviamo le lotte territoriali.

Salt and Sacrifice come Monster hunter

Ebbene si, pronti a dominare su queste terre oscure, i grandi maghi corrotti non amano la rivalità.

I boss che incontreremo non se ne staranno infatti buoni alla fine dei loro dungeon, come succedeva nel primo capitolo e nei giochi simili, ma si muoveranno.

Bisognerà seguirne le tracce, sotto forma di aura corrotta, e facendosi largo tra minion e loro evocazioni, potremmo trovarne anche più di uno nella stessa zona. Anzi, capiterà molto spesso.

La battaglia tra due grandi maghi è tanto bella da vedere quanto letale da interrompere. Buttarsi a capofitto attaccando entrambi è cosa assai sconsigliata da fare. I boss, andando l’uno contro l’altro, evocheranno membri del loro maligno esercito e si daranno battaglia senza esclusione di colpi.

Salt and Sacrifice Mage

Siccome il combat system, preciso e con le hitbox non sballate, prevede combo per il giocatore e per i nemici, potrà capitare di essere sballottati da un boss all’altro come una pallina da ping-pong, fino alla morte. Per questo vi consigliamo di gestire bene la stamina della parata e della schivata.

L’unico momento di immortalità si avrà quando il personaggio è completamente a terra. Fino ad allora, nemici particolarmente agguerriti o aggressivi potranno eliminare chiunque con raffiche di colpi.

La ricerca dei grandi esseri, e l’interazione che loro hanno con le altre fazioni, è ciò che fa avvertire come davvero vivo questo mondo. 

Si respira aria d’inquisizione

Da Monster Hunter però non sono state prese solo le battaglie territoriali tra più mostri. Il sistema di crafting è ciò che lo ricorda di più.

In giro per la mappa del mondo, si trovano davvero pochi equipaggiamenti. Il modo migliore per migliorare il proprio armamentario è uccidendo i grandi maghi. Eliminando i maghi e gli scagnozzi, otterremo dei materiali da portare alla fucina dell’accampamento, dove sarà possibile forgiare armi e armature uniche.

Serve una determinata arma fuoco per fare più danni a nemici deboli a questo elemento? Allora ci toccherà cacciare i maghi del fuoco. E potremmo farlo da soli o in compagnia, grazie alla possibilità di giocare in multiplayer.

Una vera inquisizione dunque, dove verranno portati via ai maghi frammenti del loro potere per accrescere quello dell’inquisitore che sentenzierà la loro fine.

Anche se sono loro i nemici che hanno corrotto la Terra, pare sia il giocatore il super predatore, colui che sta in cima alla catena alimentare. Attenzione però a non sottovalutare le prede, soprattutto se si decide di invadere i mondi di altri giocatori per attaccarli. Il primo consiglio è quello di munirsi di tanto sale.

Salt and Sacrifice gameplay

Accumulare sale per fortificare l’inquisitore è il primo passo per essere cacciatori, invece che prede. Come in Salt and Sanctuary, o in qualunque Soulslike, questa moneta di gioco ci permetterà d’avanzare di livello e migliorare nei parametri. In questo caso specifico, sbloccando i punti abilità.

I punti abilità dovranno essere spesi in un albero delle abilità molto simile a quello di Final Fantasy X, molto articolato e pieno di nodi. Ogni punto ci darà accesso a un nodo con il parametro di cui abbiamo bisogno. Esso può essere un punto nella vita, nella volontà, nella resistenza fisica, ma soprattutto ci sblocca capacità e competenze che ci permettono d’indossare armature e brandire armi diverse.

Non bisogna preoccuparsi di assegnare punti sbagliati, o per meglio dire, meno utili. Ci sarà la possibilità di assegnarli di nuovo azzerando gli errori. Sarà molto più difficile abituarsi all’aspetto della griglia delle abilità. E questo problema visivo, non lo abbiamo solo nei potenziamenti.

Grafica: alti e bassi

Visivamente il titolo ci piace, ma alcune cose si fatica a distinguerle. 

James Silva riutilizza i modelli già visti in Salt and Sanctuary, ma li rianima, con ottimi risultati, in questo titolo. Il personaggio del giocatore, i nemici e i PnG hanno bellissimi sprite animati fluidamente, anche nei combattimenti più intensi. 

Anche se già visti, ci hanno piacevolmente colpito. Come gli sfondi delle aree visitabili. Ma qualcosa cozza, e anche troppo: i menù del gioco.

Salt and Sacrifice Menù

Che si tratti dei menù dell’equipaggiamento, di quello del potenziamento e del mercante, si fa molta fatica a navigarci. Abituarsi a questo legnoso sistema è più difficile che abituarsi ai combattimenti.

Altra nota dolente è la palette dei colori utilizzati. Se alcuni dettagli, come le trappole e i meccanismi che le attivano, fanno bene a nascondersi ai giocatori più disattenti, lo stesso non si può dire dei nemici. Se rimasti tra una zona e l’altra, magari nella porta, o se posizionati su sfondo dagli stessi colori, si fatica molto a distinguerli. Durante la nostra avventura, ci è capitato di accorgerci della presenza dei nemici letteralmente camminando contro di loro.

E questo accade anche contro determinati attacchi di determinati boss.

Conclusioni su Salt and Sacrifice: Recensione positiva

Salt and Sacrifice è un gioiellino di gioco, e si fatica a credere che sia stato realizzato da solo due persone.

Tralasciando qualche piccolo inciampo, è un titolo molto valido, ottenibile a un prezzo abbastanza contenuto. Su Epic Game Store lo trovate infatti a poco più di 15 euro.

Può regalare tante ore di gioco divertenti a chiunque, da soli o in compagnia, ma è un titolo che ci sentiamo di consigliare soprattutto agli amanti dei Soulslike 2D e dei Metroidvania. Tra missioni secondarie e qualche mago ripetuto più volte per il suo bottino, ci ha regalato circa venti ore di divertimento. C’è da specificare una cosa: ci siamo dilungati più sulla caccia che sulla Lore, quindi il tempo per completare la campagna principale potrebbe variare, allungandosi o diminuendo. Dipende dal vostro stile di gioco. La possibilità di sostenere missioni giornaliere e giocare online con amici, o nemici, lo rende ancor più longevo.

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Salt and Sacrifice Recensione
0
Great
74100
Pros

Gameplay divertente

Buona varietà di armi e set

Caccia ai maghi molto divertente

Cons

Servirebbe qualche ottimizzazione

Build nettamente sbilanciate

... ma a volte troppo confusionarie.

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