Il caso Critterz: fra Minecraft, criptovalute e sfruttamento

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Quando parliamo di criptovalute e videogiochi, spesso ci vengono in mente casi limite, casi di truffe o al limite di situazioni poco chiare. Magari con aziende che optano per il ban totale di criptocoin nel loro ambito, oppure con legami con il mondo degli NFT.
Il caso però di cui parliamo oggi, che come portato alla luce da RestOfWorld riguarda Critterz (server particolare di Minecraft), riunisce in sé sia criptovalute che NFT, fino però a spingersi a ciò che qualcuno potrebbe definire sfruttamento minorile. Addirittura c’è chi ha parlato di un futuro in cui intere schiere di poveri potrebbero divenire lavoratori in game al soldo di qualche ricco possidente online.
Ma andiamo con ordine.

Tutto cominciò su Minecraft

Siamo nel 2021 e due fratelli (Hsieh e Morris), proprietari della startup californiana Palifer, iniziano a interessarsi al mondo degli NFT, con annesse criptovalute e blockchain. In particolare Hsieh sembra avere una predilezione per l’universo dei non-fungible token e il loro funzionamento.
I progetti a cui guardare per trovare l’ispirazione sono moltissimi, anche nell’ambito del gaming: pensiamo a vere e proprie strutture economiche virtuali in forma di videogame, come nel caso di Axie Infinity, in grado di attrarre un picco di più di 2 milioni e mezzo di gamer. Già di per sé, Axie Infinity ha attirato su di sé ire e critiche a causa del suo sistema economico: incentrato su creature simil-Pokémon, per poter iniziare a giocare ogni utente deve acquistare 3 mostri, ciascuno dei quali può arrivare a costare 300 dollari.

Ma torniamo a noi e a Hsieh. Partendo da videogiochi come Axie Infinity, il giovane imprenditore californiano decide così nel 2021 di creare il suo tentativo di fondere criptovalute, NFT e gaming grazie a Minecraft e a un suo server originale, chiamato Critterz.
Il punto di partenza, il successo di Minecraft di Mojang Studios, sembra ideale. Si tratta infatti di uno spazio virtuale che permette a chi controlla il server di deciderne i ritmi di giorno e notte, le tipologie di habitat e climi, ecc.
Ciò che però interessa a Hsieh e ai suoi soci ha un altro nome. Loro stessi parlano di una sorta di metaverso, in cui gli utenti non avrebbero solo passato il proprio tempo libero. Lo scopo di Hsieh e degli altri membri della startup, infatti, era che si creasse una specie di economia interna al loro server. I giocatori sarebbero stati così remunerati per i loro sforzi e per il tempo trascorso online.

Come? Grazie alla blockchain di Ethereum sarebbe per esempio stato possibile, per chi possedeva appezzamenti di terreno sul server, di venderli o comprarli come NFT.

Ciò che era davvero importante per me, era che le persone potessero guadagnarsi da vivere creando cose sul nostro server, […] dando ai creatori la proprietà totale di ciò che creavano.

 

Queste sono le parole con cui Hsieh ha raccontato la sua esperienza a RestOfWorld.
Era il 31 ottobre 2021, quando andarono online il canale Discord di Critterz: la corsa alle criptovalute sul server poteva cominciare.

Critterz: storia di un server e di un boom

Quel primo canale Discord fu in grado di attrarre, in una sola notte, quasi 4000 persone.
Da questo primo e inaspettato accesso, il team di Hsieh ebbe l’idea. Per prima cosa la startup contattò Mojang Studios per informare la software house di voler aprire un server in cui avrebbero integrato la blockchain per le criptovalute e gli NFT.

A quel tempo in Mojang Studios non avevano ancora restrizioni in merito a criptocoin e affini nel loro titolo. Per cui Hsieh e soci ebbero il via libera, per quanto consapevoli del rischio di future regolamentazioni.

 

Ma intanto, al di là dei dubbi sul futuro, la partenza fu radiosa. Solo nell’ultima settimana di dicembre 2021, il team di Critterz creò 2650 NFT. Per lo più si trattava di particolari skin che andavano a modificare l’aspetto dei personaggi di Minecraft, per renderli simili ad animali o altre creature.
Questi primi NFT erano mintabili gratuitamente. Ne potevamo cioè diventare proprietari unicamente pagando il costo di passaggio “di proprietà” di Ethereum dai creatori del token a noi.
Tuttavia bastarono due ore prima che tutti questi primi NFT passassero nelle mani di utenti del server Critterz. Inutile dire che da lì a poco partirono già le prime speculazioni in criptovalute sul costo di ogni elemento.
Al 10 gennaio 2022, alcuni di questi NFT valevano già più di 7000 dollari sul mercato di non-fungible token OpenSea.io.

L’accesso (proibitivo) a Critterz

Come raccontato sempre dal team di RestOfWorld, per accedere al server di Critterz, servivano due cose. La prima ovviamente era un account di Minecraft. La seconda invece era il possedere un NFT di Critterz: il valore di quest’ultimo era di 1,5 Ethereum, che a gennaio 2022 valeva più di 5000 dollari.

E se qualcuno fra chi voleva accedere al server non aveva la possibilità di acquistare l’NFT, visto il costo di accesso proibitivo, ben presto fu trovata la soluzione. Una soluzione, come molti elementi di questa storia, estremamente dubbia e oscura.
Di fatto, in game ha iniziato a svilupparsi un sistema di prestiti e veri e propri mutui. Chi possedeva gli NFT li forniva a chi non poteva permettersi per accedere al server.
In cambio, i debitori avrebbero dato parte dei propri $BLOCK ai creditori man mano che li guadagnavano in game.

Addirittura, sul Discord di Critterz, i potenziali noleggiatori si mettevano in mostra per far sì che i proprietari di NFT li scegliessero. Dunque portavano prova delle ore di gioco maturate su Minecraft, oppure si facevano pubblicità citando il loro impegno a restituire il debito.
Un caso limite è quello di due fratelli canadesi. I due avevano infatti un sistema: si alternavano all’interno del gioco, facendo turni di sonno e veglia. In tal modo, se uno dei due dormiva l’altro stava giocando e viceversa, cosicché ci fosse sempre qualcuno connesso al server.

Le regole del gioco

Una volta nel server, non era possibile plasmare il mondo a nostro piacimento. Infatti ogni zona, ogni appezzamento di terra, ogni blocco, era di proprietà di qualcuno, che appunto possedeva un NFT associato alla sua proprietà. Solo questi poteva modificare come voleva il suo orticello.

Poi, ovviamente, c’era la componente play-to-earn, ovvero il giocare per guadagnare. La prima forma di guadagno in Critterz era il passare tempo online, che ci face accumulare automaticamente le criptovalute in game, note come $BLOCK.
Gli $BLOCK sono stati fondamentali in game perché erano la valuta del mondo di gioco: servivano per acquistare terreni, così come per acquistare o vendere qualunque altro bene. Pensiamo ai frutti delle nostre coltivazioni o delle nostre escavazioni, per esempio.
In tutto questo, gli $BLOCK, un token della blockchain di Ethereum, potevano essere scambiati con denaro reale. Ed ecco perché in tantissimi si sono buttati a capofitto in questo remunerativo mercato.

Un esempio di “lavoratore” di Critterz

Fra le righe della disamina di Critterz, troviamo anche la storia di Daniec, giocatore polacco che già a febbraio aveva stimato che gli utenti online fossero in grado di guadagnare fino a 130 dollari al giorno in $BLOCK. Questo valore variava in base alle ore di gioco giornaliere e agli affari che si riuscivano a fare in game.
Lo stesso Daniec ha raccontato di aver aiutato la propria famiglia a pagare l’affitto di casa grazie ai guadagni sul server.
Oltre a questo, sempre Daniec ha riferito di aver convinto i propri cugini più piccoli a giocare:Adesso, se le loro mamme gli dicono di smettere di giocare perché è inutile, loro possono dire di star guadagnando soldi“.
Se vi sembra che ci possa essere qualcosa di poco etico, o comunque qualche elemento che scricchiola, seguiteci. Questo era solo l’inizio.

Da Axie Infinity a Critterz

Abbiamo accennato a un altro fugace e passeggero fenomeno di criptovalute e gaming: Axie Infinity.
Il titolo stava macinando milioni di dollari su milioni di dollari, raccogliendo utenti da tutto il mondo. In particolare, e anche questo è un punto critico di videogame di questo tipo, da paesi a basso reddito come le Filippine.
Ecco, dicevamo di come Axie Infinity sia stato un fenomeno fugace. La convergenza di un calo d’interesse nel titolo, un crollo mostruoso dell’economia in game e infine un attacco hacker da 620 milioni di dollari, tutto questo ha messo in ginocchio il videogame e il suo precario sistema.

Gli utenti, non paghi della distruzione di Axie Infinity, evidentemente ancora alla ricerca di guadagni facili tramite il videogioco, hanno finito soltanto per spostarsi su altri lidi. E sulla loro strada hanno trovato il Critterz di Hsieh.
In merito a questo, Hsieh ha dichiarato che il loro scopo non era avere una semplice fabbrica di NFT e criptovalute, ma trasformare in play-to-earn un gioco a cui le persone volevano giocare. Per questo scelsero Minecraft.
Da principio parve funzionare.

L’ascesa di Critterz

Il server di Hsieh e soci è stato in grado di raggiungere un picco giornaliero di circa 2000 giocatori. Questi, in qualche caso, come abbiamo già detto sono stati in grado di guadagnare più di 100 dollari a testa al giorno. Però, in tutto questo, c’era un lato molto oscuro.

All’interno del server, infatti, si iniziarono a vedere giocatori che delegavano ad altri utenti la costruzione e la realizzazione del proprio dominio economico. Chi si prestava a lavorare per conto degli altri (o di fatto a lavorare per gli altri) in cambio otteneva una fetta di criptovalute che il proprietario otteneva dai vari affari in game.
Ed è allora che si è mostrato l’elemento più controverso di tutta questa faccenda.

Lavoro e sfruttamento minorile in quel di Minecraft

In tutto questo marasma di elementi grigi a livello di guadagni in game, fra introiti solo per la nostra presenza online, assieme alla compravendita di skin e lotti di terreno fittizi, s’innesta appunto la vicenda forse più assurda e problematica.

Ben presto, all’interno di Critterz si sono formate delle specie di gilde, che raccoglievano giocatori da tutto il mondo. Questi, senza tanti giri di parole, erano veri e propri lavoratori che però, senza alcun vero contratto, guadagnavano $BLOCK per il loro tempo e impegno online.
Nella maggior parte dei casi, questi giocatori-lavoratori erano gli stessi che avevano dovuto chiedere un prestito per poter entrare nel server e che, così facendo, si erano trovati invischiati nelle stesse dinamiche capitalistiche e di sfruttamento che già esistevano in real life.

Sul server Discord di Critterz non era difficile imbattersi in proprietari di gilde che parlavano apertamente di “turni di 8 ore” all’interno del proprio team, fino a riuscire a coprire intere giornate di 24 ore.

Inoltre, e qui iniziamo ad avvicinarci alle profondità più basse dell’intero caso Critterz.
Moltissimi di questi giocatori-lavoratori arrivavano da paesi in via di sviluppo e a basso reddito. La maggior parte, in particolare, proveniva dalle Filippine, come abbiamo già scritto.
E, in altrettanti e moltissimi casi, questi utenti erano ex-giocatori di Axie Infinity, che magari sono approdati su Critterz quando i loro datori di lavoro su Axie Infinity si sono spostati sul nuovo titolo.

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Big Chief e i suoi dipendenti

Questo è il caso di Charles Franzis, giovane studente di Manila, che si era avvicinato a una gilda su Axie Infinity di un tale, Big Chief, con lo scopo di guadagnare qualcosa per pagarsi almeno in parte gli studi.
Una volta che Big Chief si è spostato su Minecraft/Critterz, anche Charles lo ha seguito. A RestOfWorld ha raccontato che aveva una media di 8 ore di gioco al giorno (quando non di più). E se in quel momento era occupato a preparare qualche esame, poteva contare su di un cugino che giocava al posto suo, così da non perdere neanche un minuto di lavoro.

Parlando invece dell’imprenditore statunitense Big Chief, si è ritrovato, a un certo punto della sua avventura su Minecraft, ad avere un vero e proprio team di sottoposti.
Come da lui stesso dichiarato, questo team si occupava di raccogliere materiali per suo conto. Questi, il cui scopo finale era costruire un casinò di lusso per Big Chief, hanno ricevuto circa 10000 dollari in criptovalute per il loro vero e proprio lavoro, per quanto solo online.
Ma chi erano questi lavoratori? Big Chief ha dichiarato che la maggioranza di questi erano giovani delle Filippine.
Addirittura, l’imprenditore non ebbe remore ad ammettere in passato che “Ho un sacco di bambini che giocano per me, e giocano perché vogliono guadagnare soldi extra in un paese che li limita e li blocca“.

Le domande che ciascuno di noi potrebbe farsi, spontaneamente, potrebbero essere dove si situi il limite fra gioco e lavoro, fra divertimento e sfruttamento.
Intanto, però, anche Critterz si preparava a chiudere i battenti.

La caduta di Critterz

Vi abbiamo narrato del crollo economico in Axie Infinity. Similmente, la medesima cosa è avvenuta sul server di Hsieh e soci, con un tracollo del valore dei token dall’85% di gennaio al 3% di maggio.
Nonostante questo, il numero di player online riuscì a mantenersi più o meno stabile. A mettere la parola fine al progetto ci ha pensato Mojang Studios.

Siamo al 20 luglio 2022, quando Mojang Studios pubblica un comunicato ufficiale sul sito di Minecraft. Da quel momento, infatti, Minecraft non avrebbe più supportato le integrazioni con NFT e criptovalute.

Le tecnologie legate alle blockchain non possono più essere integrate all’interno del client e nei server di Minecraft, e neppure possono essere utilizzati per creare qualunque contenuto in game connesso agli NFT, inclusi mondi di gioco, skin, oggetti personali e qualunque altra mod.

 

Questa dichiarazione ha terminato Critterz in maniera totale e senza appello, vista l’importanza di quelle tecnologie con l’esistenza stessa del server di Hsieh e colleghi.
Letteralmente nell’arco di poche ore, tutti coloro che avevano speso migliaia di dollari in criptovalute, o che avevano acquistato o venduto NFT, o che avevano investito tempo in game, hanno visto andare tutto in fumo. Ogni investimento ha perso qualunque valore, così come ogni introito è nel vero senso della parola svanito nell’etere.

Daniec, il ragazzo polacco che, grazie a Critterz, aveva aiutato i genitori a pagare l’affitto, ha confidato (sempre a RestOfWorld) ciò che è avvenuto quel giorno. “Io amo due cose, Minecraft e gli NFT, ma il primo ha ripudiato i secondi. Questa cosa mi ha distrutto“.
Il racconto di Daniec continua con il conseguente attacco di panico, dopo che ha visto più di 6 mesi di lavoro lasciarlo con un pugno di mosche.

Il post-annuncio di Mojang Studios

Come possiamo vedere, il profilo Twitter ufficiale di Critterz è ancora attivo. Ed esiste anche un documento ufficiale dedicato alla scelta di Mojang Studios di abolire qualunque elemento connesso a NFT e Blockchain da Minecraft.

Il documento, così come i successivi post del profilo ufficiale, parlano di una situazione in divenire. Continuano i tentativi di dialogo con Mojang, così come la ricerca di soluzioni temporanee e/o definitive.
Si va dall’attesa, per scoprire se ci sarà una riapertura di Mojang Studios nei confronti delle criptovalute, a decisioni più drastiche. Fra queste c’è, come soluzione estrema, la ricerca di nuovi titoli simili a Minecraft (ma si parla perfino della creazione ex novo di un nuovo titolo).
Nel mezzo, ci sono le soluzioni grigie. Per esempio la presenza di una terza persona che faccia da ponte fra Minecraft e gli NFT. Ciò consentirebbe di trasformare comunque in NFT (e viceversa) gli elementi in game.

Vedremo come proseguirà, o come finirà, l’intera vicenda.

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?

L’esperimento di Critterz, così come quello di Axie Infinity poco prima, è fallito.
Nel fallire, questo esperimento ha portato con sé la distruzione di sogni e speranze. E non stiamo parlando del Big Chief di turno, né di Hsieh e soci, che saranno sicuramente in grado di risollevarsi (e magari spostarsi sulla prossima speculazione a base di NFT e criptovalute).

nft nei videogiochi

Parliamo di Charles, il diciannovenne studente di Manila. Con lui, abbiamo incrociato le vite di altre migliaia di adolescenti di paesi in via di sviluppo. Parliamo di Daniec e dei suoi cugini.
Parliamo di loro come di chissà quanti altri che sono finiti nelle maglie di un sistema grigio, per usare un eufemismo. Un sistema fallato e ricco di punti più che oscuri, se invece vogliamo essere un poco più chiari.

Un sistema a cui tutti loro si sono si sono approcciati con la maturità e le speranze di giovani e giovanissimi. Magari partendo da un gioco come Minecraft, fatto di colori pastello e animali carini, di enormi cubi di terreno e diamanti squadrati.
Un mondo che però qualcuno voleva sfruttare per riempire il proprio portafoglio.  Ed è un mondo di cui tutti i Charles, i Daniec, sono entrati a far parte: e se ne entri a far parte, rischi di finire sfruttato tu stesso.

Un mondo di NPC?

C’è chi, analizzando la vicenda, ha ipotizzato un futuro distopico in cui gli NPC (i personagi non giocanti dei videogame) saranno in realtà persone reali. Queste saranno persone indigenti che, per scelta o magari per qualche debito a base di NFT e criptovalute, si ritroveranno a dover lavorare in game.
E mentre loro lavoreranno, da qualche parte Big Chief, Hsieh e le gilde (un nome tanto poetico quanto fasullo) accumuleranno denaro nelle loro tasche.

Certo, è un’ipotesi e nulla di più. Non c’è nulla al momento che possa far pensare che davvero ci ritroveremo con gli stessi schemi e sistemi che ben conosciamo in real life anche nei videogiochi.
Però è innegabile che, se c’è qualcosa che la vicenda di Critterz ci può insegnare, è proprio questo. Basta poco, un nonnulla, per trasformare l’ipotesi di un esperto di NFT in una realtà di sfruttamento ai danni dei più poveri e dei più deboli.

FONTE: RestOfWorld; PCGamer; Cracked.com

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