Chernobylite – Recensione: viaggio al centro di Pripyat

Di cosa parliamo quando analizziamo Chernobylite, ultima opera di The Farm 51 e All in! Games?
È l’ennesimo gioco che ha origine nella sempre più attiva Polonia. È frutto degli sforzi dello stesso publisher che si è fatto conoscere l’anno scorso con l’adrenalinico videogame cyberpunk Ghostrunner. Il gioco di oggi però non è cyberpunk, ma rimane pur sempre nell’ambito della fantascienza.
Con una struttura da survival horror ed elementi tipici di un classico action RPG, il gioco ci porta nella cosiddetta Zona di Esclusione (o zona di alienazione). Con questa si fa riferimento all’area attorno ai resti della centrale nucleare di Chernobyl e all’ormai deserta cittadina ucraina di Pripyat.

È qui che, in mezzo a piccole comunità e avventurieri solitari, ci avventuriamo con il nostro protagonista, ex-scienziato dell’impianto nucleare, più di 30 anni dopo il disastro.
Certamente l’area non è per niente come ce la ricordavamo. Se da un lato la natura sembra che stia tornando a prendere il sopravvento su ciò che rimane dell’Ucraina Sovietica, dall’altro lato si stanno diffondendo fenomeni inquietanti e sconosciuti. Si va da tempeste radioattive ai cristalli di Chernobylite, minerale di nuova formazione che si crea in presenza di massicce dosi di radiazioni.
E se questo non fosse abbastanza per spaventare chiunque, l’intera zona è vittima di strane presenze, forse fantasmi, e apparizioni che arrivano dal passato.

Ma, in fondo, siamo solo degli uomini che si addentrano nel cuore di tenebra.

Decenni dopo: la trama di Chernobylite

La trama del gioco di The Farm 51 è un labirinto in cui smarrirsi, le cui pareti sono la follia dei ricordi e della perdita dell’amore.
Intanto una donna suona un violino nel bosco, ma è solo uno straccio mosso dal vento, sotto la pioggia, mentre le brezze fischiano a centinaia fra i rami.

Noi interpretiamo il fisico ucraino Igor Khymynuk, che ha abbandonato il suo vecchio ruolo per diventare uno scavenger della zona attorno a Chernobyl.
Scopo della sua nuova vita è trovare Tatyana. La donna, un tempo sua collega e compagna di vita, sparì a seguito del disastro della centrale nucleare. Ed è decenni dopo che Igor si mette sulle sue tracce. Il motivo che lo spinge a imbarcarsi in questa spaventosa avventura è l’essere entrato in possesso di una foto della donna, e soprattutto dopo che Tatyana ha iniziato ad apparirgli in sonno, costantemente e in maniera sempre più presente.

Perciò Igor, aiutato dai due soldati mercenari Olivier e Anton, riesce ad avvicinarsi all’ex-centrale nucleare ucraina. L’intera zona è però tenuta d’assedio dal NAR, corpo privato paramilitare che, con agganci e connessioni con ex-scienziati ed ex-membri del KGB, sta portando avanti gli esperimenti sulla Chernobylite e sull’esposizione degli umani a questa nuova sostanza.
E il NAR, le spie e gli ex-dipendenti di Chernobyl sono solo uno dei pericoli della Zona di Esclusione.

Chernobylite

La vita a Chernobyl

Infatti, oltre alle radiazioni dell’area, la cittadina di Pripyat (dunque non soltanto l’impianto nucleare) ha iniziato a mostrare segni molto insoliti e spaventosi. Sono sempre di più le presenze che vagano per le strade e i cunicoli abbandonati. Le domande sono molte di più delle risposte: sono fantasmi, oppure resti del passato che sono rimasti impressi nel paesaggio e fra i monumenti?

A fianco a queste presenze, ci sono anche i poveri e derelitti umani finiti vittima della Chernobylite. Questi ultimi, entrati e rimasti a contatto per troppo tempo con i verdi cristalli radioattivi, hanno iniziato a mutare e ad acquisire nuovi poteri, come il teletrasporto e una resistenza aumentata, diventando le Ombre. Mentre ci aggiriamo per Pripyat e i suoi dintorni, dobbiamo stare molto attenti, tendendo sempre le orecchie per udire i loro gorgoglii e ruggiti.

Infine, altro pericolo da non sottovalutare è l’autoproclamatosi Stalker Oscuro. Dall’identità celata da una maschera antigas, il potente e inarrestabile Stalker Oscuro è in grado di teleportarsi da una parte all’altra della Zona di Esclusione sfruttando i poteri della Chernobylite. Per riuscire a scoprire quale sia stato il fato di Tatyana, diventa ben presto inevitabile scoprire il passato dello Stalker Oscuro, sperando di riuscire a sopravvivere ai suoi assalti.

Dalla nostra parte, per pianificare la nostra incursione a Chernobyl e nell’affrontare tutte queste minacce, possiamo contare su di una lunga lista di alleati che possiamo reclutare.
Fra questi ci sono lo stalker Mikhail, la donna del luogo Olga, il fuorilegge Sashko e altri ancora. Con il loro aiuto e le loro capacità possiamo mettere su un gruppetto eterogeneo e sgangherato, ma in grado di sfidare il NAR, le presenze, le creature e anche lo Stalker Oscuro.

Il mondo di Chernobylite

L’ispirazione

Prima di addentrarci a fondo nei molti dettagli che caratterizzano gameplay, grafica e atmosfera dell’opera, un piccolo paragrafo va dedicato alle fonti d’ispirazione del videogioco polacco.
Tralasciamo infatti tutto il filone dell’apocalittico e post-apocalittico legato a esplosioni e disastri nucleari o comunque radioattivi. Concentrandoci solo su particolari titoli videoludici degli ultimi anni, sicuramente sono due serie a spiccare come candidate a essere state l’ispirazione principale di Chernobylite.

La prima di queste serie è sicuramente quella di S.T.A.L.K.E.R., iniziata nel 2007 e di cui si aspetta uno S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chernobyl nel 2022.
Al di là della presenza dei già citati stalkers (che di fatto è un nome ormai generale per indicare chi s’insinua nella Exclusion Zone) in entrambi i giochi, sono molte altre le somiglianze aggiuntive. Intanto abbiamo a che fare in tutti e due i casi con dei survival horror dalla componente action RPG.
Dopodiché, anche a livello di ambientazione, la cupezza e l’oscurità intrinseca di Chernobylite riconduce sicuramente a S.T.A.L.K.E.R. A maggior ragione questo è vero se analizziamo la trama: in S.T.A.L.K.E.R. abbiamo strane tempeste radioattive, esperimenti sugli esseri umani, creature mostruose e un potenziale nuovo disastro che trae origine proprio da Chernobyl.

La seconda saga con cui Chernobylite ha dei punti di contatto è ovviamente quella di Fallout, in particolare gli ultimi capitoli di Bethesda.
Le somiglianze in questo caso le troviamo legate specificamente ad alcune scelte di gameplay (come analizziamo nella sezione dedicata più avanti), più che nell’atmosfera e nella trama, in cui ritroviamo unicamente il senso di devastazione e impotenza.

L’atmosfera

Uno dei punti di forza di Chernobylite è la sua atmosfera. E ci teniamo a dire per fortuna, dato che spesso giochi di questo genere, magari ambientati in wasteland, si basano in gran parte sull’atmosfera.
Così è appunto per il titolo di All in! Games, che porta con sé un’esperienza vibrante, in grado di fornirci in molte occasioni la classica pelle d’oca, in bilico fra la tranquillità e la paura.
Queste due sensazioni si accavallano grazie a molti elementi con cui è stato costruito il videogame. L’alternanza dei coni d’ombra e delle piazze assolate, fra cui vagano le creature e i soldati della Zona di Esclusione, rendono bene l’idea di una regione del mondo a pezzi e in delirio onirico.

Chernobylite recensione

In più, come note a margine in merito all’atmosfera del videogioco, possiamo aggiungere alcune particolari sequenze e situazioni.
Facciamo riferimento da un lato alle parti ambientate nei nostri sogni (con cui possiamo rivivere i ricordi) e quelle invece del dispositivo Ariadna, in grado di ricostruire il passato attraverso la raccolta di elementi e indizi in giro per le mappe di gioco. Così ci troviamo di fronte a pezzetti di mondi e persone che collidono, mentre attorno a noi vortica un mondo multicolore e ignoto.
Anche in questi casi, per quanto l’atmosfera sia ben ricostruita, possiamo ritrovare la fonte d’ispirazione in altre opere, come le sequenze ambientate nei ricordi di Fallout 4.

Le tempeste radioattive, i jumpscare e la paura

Nel nostro viaggiare troviamo poi le tempeste di Chernobylite, che ogni tanto ci colgono e avvolgono intere aree della Zona di Esclusione.
Il cielo si fa verde, mentre fulmini dello stesso color smeraldo colpiscono il terreno incendiandolo di fiamme dello stesso colore. Le radiazioni e la tossicità di queste aree si fanno pericolosissime, rendendo obbligatorio il muoverci in maniera erratica e rapida, così da evitare i punti più letali.
Fortuna che in nostro aiuto abbiamo anche una maschera antigas e i medicinali antiradiazioni.

Un altro dettaglio non da poco che contribuisce a creare il clima del prodotto di All in! Games sono i jumpscare.
Erano praticamente inevitabili in un videogame di questo genere, e nonostante questo sono in molti casi ben realizzati. Sebbene infatti ci siano situazioni in cui talvolta risultano prevedibili, capita discrete volte anche di farsi qualche balzo sulla sedia.

Chernobylite horror

Il comparto audio e la colonna sonora

A contribuire all’atmosfera di Chernobylite dà il suo apporto il comparto sonoro, che alterna i ruggiti distanti alle voci ovattate a causa delle maschere antigas, fino agli interminabili silenzi del bosco che circonda Pripyat.
E dopo i silenzi ci sono le tempeste radioattive, che divengono una cacofonia che talvolta sfocia in una cascata di suoni gracchianti. Questi finiscono per ricoprire tutto, fino a non far sentire praticamente nient’altro. È innegabile che questo effetto probabilmente rimane vittima di bug che ne amplificano il risultato, divenendo un danno più che un’aggiunta.
Tuttavia è anche vera l’efficacia di quest’ultimo nel riprodurre l’atmosfera radioattiva della zona nel ticchettio impazzito del nostro contatore Geiger.

Decisamente migliore e senza alcuna afflizione è la soundtrack.
Così come abbiamo luce e ombra, silenzi e ruggiti, anche nella colonna sonora ritroviamo rombi e bassi che rimbalzano nelle nostre orecchie, a cui si alternano invece i violini. Questi ultimi sono, nelle loro lunghe e modulate sessioni, uno dei leitmotiv del titolo, che spesso accompagnano le apparizioni di Tatyana e della sua presenza.

La grafica e le aree della Zona di Esclusione

Oggettivamente, purtroppo la grafica di Chernobylite risulta essere indietro rispetto alle produzioni attuali. Ciò lo si vede in particolare in qualche texture non rifinita (per esempio quelle del terreno), che viene pure, di quando in quando, afflitta da problemi di caricamento.
Anche le animazioni e i movimenti dei personaggi in più di un’occasione risultano legnosi e spigolosi, rovinando un po’ l’atmosfera di cui abbiamo parlato sopra.

A questi dobbiamo aggiungere anche alcuni problemi di scatti e freeze temporanei, soprattutto all’ingresso in nuove aree o quando ci sono troppi elementi a schermo, o ancora durante gli autosalvataggi. In corrispondenza di questi abbiamo anche dei cali di frame che possono diventare importanti.

Chernobylite

Infine, graficamente, segnaliamo il motion blur che è ineliminabile. Sicuramente non è pesantissimo e basta farci l’abitudine, contando poi che è stato anche già sistemato rispetto alle fasi preliminari di sviluppo.
Tuttavia rimane consistente nelle sessioni oniriche e di passaggio negli wormhole. In queste fasi è stato mantenuto, come dichiarato dagli stessi sviluppatori, per ragioni sceniche e, a nostra avviso, è effettivamente molto efficace a rendere il clima straniante di certe situazioni.

Per dovere di cronaca dobbiamo anche comunicarvi che il team di sviluppo ha dichiarato che entro la fine di ottobre sarà rilasciata una patch correttiva. Quest’ultima andrà proprio a lavorare sui cali di frame, sulle texture che non vengono caricate, aggiungendo fra le varie cose anche la possibilità di togliere il motion blur.

La varietà

Per quel che riguarda invece il mondo di gioco da un punto di vista della varietà grafica, in questo caso dobbiamo fare un piccolo plauso a All in! Games e The Farm 51.
Le aree esplorabili sono abbastanza vaste e diversificate, rendendo molto divertente camminare fra i diversi ambienti. Tra l’altro, questi ambienti riproducono fedelmente alcuni iconici scorci di Pripyat e i suoi monumenti, e da lì si passa alla Foresta Rossa e alle paludi radioattive. Il tutto mentre attorno a noi abbiamo il meteo dinamico che alterna sole, pioggia, nebbia e le già citate tempeste radioattive.

Il gameplay di Chernobylite

Lo stealth, gli scontri e l’intelligenza artificiale

Uno degli approcci con cui affrontare i pericoli del gioco è lo stealth. In generale questo riesce a risultare assai ansiogeno e, nel complesso, più che sufficiente. Tuttavia non significa che sia esente da difetti, e anzi questi non sono pochi.
Infatti i nemici hanno un raggio visivo e d’azione (oltre che un’IA in questo frangente) parecchio limitato, tanto che spesso desistono in poco tempo dal cercarci. E, nonostante questo, probabilmente a causa di qualche bug, è capitato durante le nostre sessioni che dei nemici ci vedessero alle loro spalle.

A rendere più complesso un approccio stealth, ci pensano due caratteristiche del gioco. La prima di queste è la poca distruttibilità ambientale. Son ben poche le finestre che possiamo rompere sfruttando una delle nostre armi da fuoco (facendoci tra l’altro sentire dai nemici), mentre per il resto dobbiamo affidarci alla bontà degli sviluppatori. Così dobbiamo cercare le finestre già aperte e le porte apribili. Ciò ovviamente limita le nostre scelte in merito a tattiche, magari per aggirare o evitare un gruppo o un nemico specifico.

La seconda caratteristica invece riguarda le trappole e le mine. Nelle fasi di crafting (come vedremo nella sezione dedicata) sul campo possiamo creare dispositivi improvvisati. E se da un lato è interessante e anche realistico che i soldati e i mostri ci sentano se le fabbrichiamo troppo vicini a loro, d’altro canto questo diviene un limite. Infatti per questo motivo li dovremo creare decisamente più lontani dalle nostre vittime, rendendo molto spesso il nostro sforzo vano: le trappole rimarranno inutilizzate.
In molti casi, dunque, la tecnica che abbiamo adottato è stata quella di piazzare una mina fra di noi e i nemici, per poi fare capolino o confusione, così da attirarlo forzatamente. Sfortunatamente così si perde un po’ il senso dello stealth.

Lo shooting e i nemici

Dell’intelligenza artificiale abbiamo appena detto che non è delle migliori quando si tratta dello stealth. L’IA dà però il meglio di sé quando si accorge di noi.
È a quel punto che quella dei nemici, in particolare se soldati del NAR, diventa una vera e propria caccia all’uomo. Diventa difficile scrollarseli di dosso, visto con quanta fatica desistono.

Per ciò che riguarda invece lo shooting di Chernobylite, non mancano diverse carenze. Prima fra queste è una legnosità nell’oscillamento dell’arma quando miriamo, con una fluidità non sempre all’altezza.
Inoltre non c’è neppure una grande varietà di armi, che tuttavia possiamo migliorare grazie ai vari banchi da lavoro.
Piccolo dettaglio invece che può rendere più appaganti i nostri scontri è la presenza dello smembramento di alcune parti dei corpi dei nemici.

Tecniche di sopravvivenza a Pripyat e dintorni

La sopravvivenza è uno dei punti nodali del videogame per molti elementi importantissimi nel gameplay.
Questa passa in primis attraverso il sistema di salute e radiazioni. Questo ricorda molto quello che troviamo in Fallout 4 e Fallout 76: abbiamo una barra della vita che si consuma quando subiamo danni e anche quando dobbiamo sopportare le radiazioni. In questo secondo caso, le radiazioni ci mangiano e riducono permanentemente la nostra salute, a meno che non prendiamo delle medicine antiradiazioni.
Accanto a vita e radiazioni, dobbiamo tenere sotto controllo anche la psiche. Questa inizia a crollare a causa di eventi paurosi o quando uccidiamo qualcuno, facendoci man mano impazzire. Per evitare questo, dobbiamo ricorrere a balsami o agli alcolici.
Infine abbiamo a nostra disposizione anche una maschera antigas contro le nubi tossiche della Zona di Esclusione.

Cosa importante è tenere sotto controllo l’inventario dello zaino, così da avere sempre abbastanza spazio per raccogliere tutto ciò che troviamo durante le fasi esplorative.

Chernobylite survival horror

Per sopravvivere a Pripyat trasportiamo con noi altri utensili molto utili.
Il primo di questi è un contatore Geiger che fa anche da radar. Oltre a indicarci il grado di pericolosità delle radiazioni attorno a noi, questo attrezzo ci serve per controllare i paraggi, così da trovare ed evidenziare oggetti pratici (cibo, parti per il crafting, armi, ecc.).
La seconda è una pistola a Chernobylite. La funzione di questa particolare pistola è la possibilità di aprire wormhole per teleportarci alla nostra base: questo sia al termine delle nostre missioni, sia se dovessimo trovarci in difficoltà.

I livelli e le abilità

In game non c’è un vero e proprio sistema di livelli, ma acquisiamo comunque punti abilità accumulando esperienza. Possiamo spendere i punti abilità una volta tornati alla base, rivolgendoci ai nostri compagni. Questi possono insegnarci le loro abilità con dei brevi tutorial, che fra le varie cose vanno per esempio a migliorare: precisione, furtività, stordimento, raccolta di materiali, organizzazione dell’inventario e molte altre.

Il crafting e la costruzione della base

La base

La nostra base operativa è un vecchio e malandato garage, all’interno del quale dobbiamo aiutare i nostri compagni a sopravvivere al meglio. Per fare ciò esiste un sistema di costruzione della base, molto simile anche questo, come funzionalità e HUD, a quanto già visto in Fallout 4 e Fallout 76. Entrando in modalità costruzione, possiamo migliorare il garage secondo molte esigenze nostre e dei compagni.

Per cui possiamo costruire banchi da lavoro e altri dispositivi per craftare armi e loro migliorie, armature, munizioni, medicinali e altri oggetti chimici, zaini, cibo, grimaldelli per le porte chiuse e candelotti per dissolvere le pareti di Chernobylite. Questi sono tutti oggetti che possiamo poi trasportare con noi al di fuori del garage.
Per quel che riguarda invece la base, solo per questa possiamo fabbricare armadi, macchinari per la pulizia dell’aria e contro le radiazioni, letti per i membri della squadra aggiuntivi, tutta una serie di oggetti decorativi. Questi a dire il vero non sono poi tanti, e un po’ di scelta in più avrebbe sicuramente migliorato le sessioni di costruzione.

Chernobylite crafting base

Il crafting

Oltre agli oggetti stabili e craftabili all’interno della base, ce n’è anche tutta una lista che possiamo creare e fabbricare nella Zona di Esclusione.
In questa lista troviamo intanto diverse trappole e mine. Abbiamo petardi per attirare i nemici, assieme invece ad armi ben più dannose: congegni esplosivi, pistole fisse e bombe efficaci solo contro le Ombre. Ci sono poi tavoli e attrezzature improvvisati per poter creare ovunque ci troviamo medicinali e unguenti, migliorie per pistole e fucili, munizioni.
Infine, a conclusione dell’elenco, abbiamo tre enormi strumenti contro la Chernobylite. Il primo di questi diminuisce le probabilità di tempeste del minerale nell’area, diminuendo dunque anche le incursioni dello Stalker Oscuro. Il secondo abbassa il livello di radioattività della zona in cui ci troviamo. Il terzo è in grado invece di rallentare lo spawning delle creature nate dal minerale radioattivo.

Il gioco di ruolo

Punto a favore sicuramente del videogame è il sistema di scelte di dialogo multiple, che approfondiscono spesso in maniera rilevante l’esperienza e, soprattutto, vanno a modificare da lì in avanti la trama.

A fianco alle missioni di trama che affrontiamo di volta in volta abbiamo anche delle missioni giornaliere.
Tali quest ci consentono di esplorare le varie zone e recuperare medicinali, razioni di cibo o munizioni. Inoltre possiamo decidere di affidare ciascuna di queste missioni a uno dei nostri compagni. Ogni missione ci indica anche la percentuale di riuscita per quel dato compagno, cosicché possiamo scegliere il candidato ideale.

A fine giornata c’è il briefing sulla riuscita delle missioni di tutti, assieme al livello attuale di salute e stato mentale di ogni scavenger. Dopo di questa fase, ci dobbiamo occupare della distribuzione delle razioni di cibo fra tutti i presenti, compito in realtà non troppo complesso.
Per i nostri sottoposti dobbiamo anche avere abbastanza letti disponibili e bisogna curarli se ne hanno bisogno. Non dobbiamo neppure far calare troppo la loro salute mentale, fornendo loro una base adeguatamente accogliente. Altra cosa da tenere sott’occhio è il rapporto fra il protagonista Igor e gli altri personaggi, che può migliorare se seguiamo i loro consigli e compiamo per loro determinate missioni.
Infine, se vogliamo rendere più efficaci i compagni durante le spedizioni, possiamo assegnare loro armature e armi, che ne vanno a modificare le statistiche.

La vita dopo la morte

Se vi state chiedendo cosa ci sia dopo la morte in game, non abbiamo né game over, né caricamento forzato.
Al loro posto abbiamo una feature molto interessante. Se veniamo abbattuti, ci risvegliamo prigionieri in un carcere o in un accampamento nemico.
Il nostro scopo ora diventa chiaro: recuperare i nostri oggetti e fuggire. Questo è uno dei punti più intriganti dell’intero videogame, viste anche le possibilità con cui fuggire. Possiamo giocarcela stealth, recuperare le nostre cose e aprire un wormhole per teleportarci via. Oppure recuperiamo una pistola e ci facciamo largo ad armi spianate. O magari possiamo ricevere l’aiuto di un militare del NAR che precedentemente abbiamo salvato da morte certa.

Il fatto di risvegliarci in una prigione, non significa che non esista totalmente la morte in game. Semplicemente, come dice la nostra Tatyana, la morte “fa parte del progresso“.
Per capire questa frase criptica, dobbiamo morire. È in queste occasioni che ci ritroviamo all’interno di un oltremondo a cavallo fra morte e vita. Attraverso queste sezioni guidate, possiamo decidere di rivivere e riscrivere sequenze del nostro passato (dunque della nostra partita) grazie al potere della Chernobylite.
Il rivivere tali sequenze può perfino modificarle. Ciò, una volta risvegliatici da queste sessioni, va a modificare a sua volta il presente, i rapporti con i vari personaggi, la presenza nemica nelle varie aree e altro ancora.
Dunque nel gioco la morte è un legame con il tempo a doppio senso di marcia.

Chernobylite

La morte diviene anche un’ultima risorsa per fuggire, nel caso in cui ci troviamo in trappola. Il malus di questa azione, assieme al ritrovarci alla base senza aver compiuto alcuna missione, è anche che perdiamo alcuni oggetti casuali dal nostro inventario.

Qualche ulteriore problema

Ultima postilla che vogliamo aggiungere alla nostra recensione è la presenza di un paio di problemi che possono invalidare l’intera partita.
Il primo è la comparsa di crash improvvisi del gioco, che sul lungo periodo possono diventare decisamente fastidiosi e frustranti.
Il secondo, molto più grave e che potrebbe spingerci addirittura a rinunciare al videogame, sono i salvataggi corrotti. Anche guardando in forum e spazi dedicati ai commenti online, appare come un problema non così raro. Perfino chi scrive, dopo diverse ore di gioco, ha dovuto ricominciare l’intera avventura.

Tuttavia, per entrambi i gravosi difetti, gli sviluppatori hanno promesso la patch di fine ottobre che abbiamo già menzionato e che speriamo sia risolutiva.

 

Conclusioni

Chernobylite ha un’origine e delle ispirazioni parecchio palesi, ma tuttavia gli sviluppatori hanno provato comunque a trarne fuori un’opera originale.
Purtroppo, a prescindere dai diversi elementi interessanti del gioco, ci sono molti difetti. Alcuni di questi, peraltro, sono parecchio “pesanti” sul lungo periodo.

Dunque il gioco si porta dietro una trama abbastanza banale ma sempre apprezzabile, con un’ambientazione altrettanto scontata ma con diverse scelte d’atmosfera e di gameplay azzeccate. Il problema sono le pecche, che vanno dalla componente grafica al sonoro, fino a veri e propri bug e difetti di programmazione.

Tirando le somme, Chernobylite resta consigliabile in pieno solo a coloro che sono già appassionati di questo sottogenere della fantascienza, ovvero le apocalissi legate al pericolo radioattivo.
Solo loro forse riusciranno ad apprezzare in toto l’opera di All in! Games e The Farm 51, andando oltre i suoi limiti. Magari potrebbe essere comunque un gusto antipasto prima di altri titoli del genere, come il già citato S.T.A.L.K.E.R. 2.

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Chernobylite survival horror
68
Great
68100
Pros

L'atmosfera

Trama non innovativa ma interessante

Alcune soluzioni di gameplay

La colonna sonora

Cons

La grafica

Problemi e difetti tecnici

Lo shooting

Il comparto audio non sempre all'altezza

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