Intervista a Francesco Mei: doppiatore, voce di Adam Jensen, Vaas Montenegro, Jun (Noble Three), Floki

francesco mei intervista

In occasione dell’uscita di Far Cry 6, non potevamo perdere l’occasione di intervistare Francesco Mei, voce di Vaas Montenegro, villain del terzo storico titolo della serie. Francesco Mei ha prestato la voce anche al protagonista Adam Jensen in Deus Ex: Human Revolution e Deus Ex: Mankind Divided.

Questa ennesima testimonianza, arricchisce la nostra rubrica delle interviste che ormai vanta più di cinquanta ospiti di artisti impegnati dietro il mondo videoludico.

Chi è Francesco Mei

Francesco Mei doppiatore

Francesco Mei nasce a Bologna nel 1981. Si avvicina al mondo del doppiaggio proprio grazie ai videogiochi. Infatti, capisce di sentirsi attratto da questo mondo grazie a The Last Express, specialmente per l’interpretazione di Giorgio Melazzi nei panni del protagonista Robert Cath.

Dopo alcuni anni di teatro, gli si presenta l’occasione di doppiare al microfono un personaggio secondario di un anime dal nome Fushigi yûgi. Da quel giorno svolge con regolarità il mestiere del doppiatore.

 

Cosa ha doppiato?

Francesco Mei ha doppiato numerosi personaggi in ambito videoludico, i più importanti sono senz’altro Vaas Montenegro in Far Cry 3 e Adam Jensen negli ultimi due Deus Ex. Tuttavia, meritano una particolare menzione anche altri protagonisti da lui doppiati come Jun in Halo: Reach, Electro in Marvel’s Spider-Man, Fidel Castro in Call of Duty: Black Ops.

Per quanto concerne le serie TV lo ricordiamo nei panni dell’eccentrico Floki in Vikings e Zachary Levi in L’altra Grace.

Francesco Mei intervista

Intervista a Francesco Mei

  •  Cosa ti ha spinto ad entrare nel mondo del doppiaggio?

Spinto dalla curiosità proprio dei videogiochi, magari non sono un grande conoscitore ed esperto però è sempre stata una cosa che mi ha interessato. Il titolo di cui ho un bellissimo ricordo si chiamava The Last Express, ovvero un’avventura grafica. Il protagonista chiamato Robert Cath è doppiato magistralmente da Giorgio Melazzi. Ricordo con affetto e curiosità questo doppiaggio, tanto da spingermi a fare questo mestiere.

Dopo qualche anno di lavoro al teatro, un po’ per caso venne l’occasione di provare a registrare al microfono, ottenendo ottimi risultati. La primissima cosa che feci di doppiaggio era un cartone animato giapponese in uno studio di Bologna dal nome Fushigi yûgi. Ovviamente mi affidarono un personaggio residuale.

Ricordo che questa lavorazione mi distrusse completamente perché il direttore di doppiaggio Massimo Antonio Rossi fu, a livello propedeutico, massacrante. In quei pochi turni di doppiaggio ebbi la fortuna di vedere dal vivo la voce di uno dei protagonisti, ovvero Patrizio Prata, che venne a Bologna per fare questo cartone. Ricordo proprio la sensazione di lui che recitava le battute al volo e con una dimestichezza impressionante. Per me fu molto importante, perché mi diede una bella spinta per costruire meglio questo mio piccolo tesoretto.

  • Sei particolarmente legato ai tuoi personaggi? Che tipo di rapporto hai avuto con il personaggio di Adam Jensen in Deus Ex: Human Revolution e Mankind Divided? Raccontaci la tua esperienza.

Francesco Mei Adam JensenQuando ti capita di avere un protagonista di un titolo molto grande, dove le ore di registrazione sono tante, è chiaro che ti ci affezioni. In realtà, adoro moltissimo il lavoro in sala con i personaggi più disparati, soprattutto nei videogiochi, quando reciti nei panni di personaggi generici.

Mi capita a volte di doppiare alcuni personaggi esilaranti, per esempio un aneddoto bellissimo è avvenuto nel videogioco La Terra di Mezzo: L’ombra della guerra, dove facevo tre o quattro orchi generici. Un progetto sterminato e lunghissimo. Una mattina, in compagnia di Renzo Ferrini e Pietro Ubaldi, mi ritrovai a registrare le canzoni degli Orchi. Una circostanza quasi al limite dell’assurdo, ma che tanto adoro del mio mestiere.

  • Sappiamo che hai doppiato Vaas in Far Cry 3, come è stato poter prestare la voce a un personaggio che sarebbe diventato uno dei villain più iconici del mondo videoludico?

Francesco Mei Vaas MontenegroFu una bella avventura perché era il mio primo personaggio grosso che doppiavo. All’epoca rimasi tante ore in studio, perché era abbastanza difficile: noi non vediamo niente se non le battute e quello che viene spiegato ai direttori, per avere un po’ di contesto. Mi ricordo che in Far Cry 3 qualcosina c’era, tuttavia per orientarmi ho preso come punto di riferimento proprio l’attore che prestava il suo volto a Vaas Montenegro (NdR Michael Mando). Insomma, è sicuramente stata una delle più belle esperienze, ma anche fortunate, della mia carriera.

Francesco Mei Far Cry 3
Francesco Mei in compagnia dell’attore Michael Mando (Vaas Montenegro in Far Cry 3)

Vaas Montengro è un personaggio ancora ricordato, nonostante la storia non abbia la profondità narrativa di giochi come Mass Effect o The Last of Us. Però il personaggio era ben scritto e ben interpretato e io ho fatto il massimo per dargli enfasi.

Un altro bel ricordo fu quando incontrai l’attore che prestava il volto a Vaas. Fecero una specie di presentazione italiana con lui, che andava in giro per tutti i paesi dove era stato localizzato il gioco.

  • Qual è stato il personaggio più difficile da doppiare? E a quale sei più affezionato?

Sono tutti difficili, ricordo che in un gioco di guerra volessero un’intensità dei personaggi generici in punto di morte che fosse quasi realistica. Il tutto si concluse con un turno di tre ore davvero estenuante, quasi da perdere la voce.  Quando hai la possibilità di doppiare personaggi più importanti, è difficile il momento tecnico, poiché le battute devono essere in sound sync, per il resto il tutto scorre più dolcemente in quanto mi sento maggiormente coinvolto.

Per quanto concerne i personaggi a cui sono più affezionato, ti direi forse una falsità dicendoti che ce n’è uno in particolare. Sono fiero un po’ di tutti, nel momento in cui ho la possibilità di essere all’interno di un prodotto, piccolo o grande che sia. Non mi reputo contento quando in alcuni titoli, la resa finale non dipendente da quello che ho fatto in sala di doppiaggio. Per esempio: in Deus ex: Human Revolution le battute erano fuori sync, un problema che non dipendeva da noi.

  • Quali sono i consigli che daresti a nuovi e aspiranti doppiatori?
Francesco Mei dà la voce a Floki di Vikings

Questo è sicuramente un periodo difficile (NdR per una maggiore fedeltà, vi consigliamo le sue testuali parole nella video intervista), non so se consiglierei di intraprendere una carriera artistica di qualsivoglia natura. Devo dire che il nostro settore ha avuto un po’ meno sofferenza, rispetto ad altri settori come la musica, il teatro e il cinema.

Per quanto riguarda il doppiaggio un po’ la prassi è quella di andare ad assistere ai turni, con la consapevolezza di avere già una buona base e di aver studiato dizione e recitazione. Sicuramente una buona formazione attoriale e teatrale rimangono i migliori punti di partenza possibili.

 

  • Noi ti ringraziamo per la tua disponibilità, ma prima di andare vorremmo sapere un curioso aneddoto sulla tua carriera.

In uno studio dove ho fatto tantissimi prodotti, un po’ di anni fa ero diventato famoso tra i vari addetti per la ricreazione piccole imitazioni. Un’imitazione che mi chiedevano spesso era quella dell’imperatore Palpatine di Star Wars. Mi era molto cara e quindi la riproponevo a ruota libera ogni turno, al punto che, la mia imitazione, convinse la mia distribuzione a farmi doppiare l’imperatore palpatine in un paio di videogiochi.

Grazie a tutti gli spettatori di videogiochitalia, ci vediamo nel prossimo videogioco, a presto.

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