PlayStation 4: una generazione di esclusive – Parte due

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Dopo la prima parte del nostro viaggio fra le più significative esclusive approdate su quella che fu PlayStation 4, eccoci a proseguire la nostra full immersion piena di nostalgia nella old gen di Sony. Perché, sebbene ormai sia arrivata in molte delle nostre case (purtroppo non tutte a causa di ritardi e scorte esigue) la nuova ammiraglia PlayStation 5, non dimentichiamo da dove arriviamo, una generazione di titoli più o meno memorabili, ma che comunque sono stati tanti tasselli della line-up di Sony.

Alcuni dei titoli che vi proponiamo oggi vi saranno sicuramente noti, altri forse un po’ meno. Quel che è sicuro è che non resterete delusi: possiamo cominciare.

Alienation

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Cominciamo con un videogame che sarà forse poco noto ai più fra di voi: la storia è molto classica, visto che ci troviamo in un qualche futuro alle prese con una devastante invasione aliena. Fondamentalmente la trama si esaurisce qui, associata al gameplay tipico di uno shooter dal sapore retro. Punti cardine della struttura di Alienation sono infatti la visuale isometrica e l’azione frenetica e psichedelica, associate a una progressione ben bilanciata ma che comunque sa dare la giusta sfida ai videogiocatori.

Alienation, opera degli sviluppatori finlandesi di Housemarque, è un piccolo tuffo nel passato che potrebbe ricordare alcuni videogame dell’adolescenza e dell’infanzia a più di un giocatore: luci e bagliori che s’intersecano e si sovrappongono, spari da tutte le direzioni, boss e miniboss rendono l’esperienza in Alienation quasi alienante, se perdonate il gioco di parole. Il titolo dà il meglio di sé se giocato in compagnia, sia in coop locale sia online, aumentando la frenesia, l’azione e il divertimento.

Bound

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Sviluppato dai Plastic Studios, Bound è un viaggio onirico e compassato che alterna una realtà lenta e quasi statica a un universo fatto di colore e movimento perpetuo. Nel videogioco in questione infatti viaggeremo fra i ricordi d’infanzia di una donna incinta, ricordi che diventano ai nostri occhi la vita di una principessa aliena, in lotta con la sua regina. In particolare le sezioni legate al mondo alternativo si mostrano come il nucleo del videogame, con i movimenti e le movenze della principessa ricreati seguendo la danza e l’abilità di una ballerina in carne e ossa.

Bound si presenta come un classico platform con semplici puzzle, e sicuramente in certi punti questa estrema semplicità nel gameplay presta il fianco a delle critiche legittime. Nonostante questo, il gioco rimane comunque un’opera a cui vale la pena di dare una chance; inoltre è presente anche il supporto al VR.

Concrete Genie

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Per il terzo videogioco fra queste esclusive, ci trasferiamo nella cittadina di Denska. Qui vive il piccolo Ash, circondato da palazzi e strade inquinate, che si stanno disabitando con il passare del tempo. Ash passa le giornate realizzando i disegni che riempiono il suo quaderno, unica nota di colore e luce in tutta Denska. Il mondo all’esterno è triste e cupo, ed è territorio di un gruppetto di bulli che prendono di mira Ash: il suo quaderno viene distrutto, e le pagine sparse per la città. Il giovane partirà per recuperarle tutte, non senza incappare in elementi magici e tipicamente fiabeschi.

È su questa storia, abbastanza neutra e senza particolari guizzi, che s’innesta l’action-adventure creato da Pixelopus. Certamente Concrete Genie presenta una difficoltà decisamente bassa, sia in generale, sia nel sistema di combattimento. Le critiche comunque non inficiano la bellezza visiva del prodotto, oltre al sottotesto educativo e fantastico del videogioco.

Dreams

I ragazzi di Media Molecule (quelli della serie di Little Big Planet per intenderci) con Dreams hanno voluto portare un passo oltre ciò che hanno sviluppato negli anni. Se infatti nei vari Little Big Planet era possibile creare livelli personalizzati partendo da una base abbastanza ampia di funzionalità e strumenti a nostra disposizione, con Dreams le possibilità sono state aumentate esponenzialmente. Come campeggia nella tagline ufficiale del gioco, lo scopo è giocare, creare, condividere: le funzionalità all’interno di Dreams sono pressoché infinite e l’infrastruttura è in grado di elaborare e rendere realtà ogni idea venga al gamer/utente/sviluppatore, a patto di avere la pazienza di prendere la mano con i molteplici e variegati strumenti che compongono quest’opera particolare.

Una volta però che si riuscirà a padroneggiare con sufficiente sicurezza il videogame, potremo spaziare dal dare alla luce semplici platform in 2D al creare video musicali, fino a dipinti, riproduzioni di monumenti e paesaggi, interi film e praticamente qualsiasi cosa. Lo scopo di Dreams è appunto quello di dare vita a una community di giocatori che sono anche creatori e che saltano da un ruolo all’altro.

Gravity Rush 2

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Secondo capitolo della saga nipponica iniziata con Gravity Rush nel 2012 su PlayStation Vita, Gravity Rush 2 ci fa tornare a vestire i panni di Kat: in un mondo dalla forte carica surreale e immaginifica, in cui i mostruosi Nevi fanno sentire la propria presenza, Kat è una giovane in grado di controllare la gravità. Questa caratteristica la ritroviamo nella possibilità di selezionare varie tipologie di gravità, che sfrutteremo per compiere salti incredibili (pensiamo alla gravità del suolo lunare), o all’opposto, per divenire pesantissimi, applicando una gravità che ricorda quella del pianeta Giove.

Tali elementi si prestano più che bene a rendere quest’esperienza videoludica variegata e adatta a tutti i gusti, con un combat system migliorato rispetto al primo capitolo, per quanto con un gameplay per alcuni dettagli ancorato assai saldamente al passato. A rendere comunque l’esperienza memorabile ci pensa sicuramente l’estetica particolare e immediatamente riconoscibile.

Judgment

Il setting della storia è Tokyo, in particolare il quartiere fittizio di Kamurocho, quartiere che di notte si tinge di sangue e lotte fra bande. L’opera è uno spinoff della serie di Yakuza (longevo franchise con ben quindici anni di vita sulle spalle) ed è opera di Sega.
Il protagonista è il detective Takayuki Yagami, che ha a che fare con una serie di omicidi seriali.
Questa esclusiva action, con la sua longevità corposa e la sua grande capacità di emozionare i videogiocatori, è diventata un must per i fan della saga e non, al netto di qualche leggerezza tecnica, soprattutto dal punto di vista grafico.

Menzioni Onorevoli

Purtroppo siamo arrivati in fondo anche a questa seconda parte del nostro percorso fra le esclusive di un’intera generazione. E nonostante il nostro lungo viaggio, qualche illustre esponente è rimasto fuori: pensiamo a Little Big Planet 3 di Sumo Digital e Media Molecule (prima abbiamo parlato del loro Dreams e abbiamo visto l’arrivo su PS5 dello spinoff in esclusiva Sackboy: A Big Adventure), o ai due sportivi Everybody’s Golf e Gran Turismo Sport, due videogiochi abbastanza distanti fra di loro; il primo è una versione molto cartoonesca del classico gioco del golf, il secondo è l’ultima iterazione della famosa serie di corsistici. C’è poi Killzone: Shadow Fall, quarto capitolo dell’omonima saga fantascientifica di genere first person shooter, sviluppata per l’avvio di questa generazione da Guerrilla Games (di cui parleremo in uno dei prossimi appuntamenti, quello dedicato alle esclusive temporali di PS4).

Dobbiamo poi citare Infamous: Second Son, terzo capitolo della saga fantascientifica iniziata su PS3 con Infamous, opera di Sucker Punch Productions, il team dietro Ghost of Tsushima. Parlando di samurai, non ci dimentichiamo di Nioh 2, prequel al primo capitolo (di cui parleremo nel prossimo articolo) opera di Team Ninja e Koei Tecmo. A chiudere la carrellata di esclusi dal nostro elenco, c’è infine la coppia di platform formata da Knack e Knack II.

Una menzione meritano anche i tanto spesso bistrattati videogiochi per PlayStation VR, il visore per la realtà virtuale specifico per la console Sony. Fra questi citiamo il platform 3D ASTRO BOT Rescue Mission e Déraciné, avventura fra misteri e fate sviluppata da FromSoftware (software house di Bloodborne). Accanto a questi troviamo anche i due sparatutto Blood & Truth e Farpoint.

Parlando di esclusive PS4, per quanto di peso assai minore rispetto alle opere trattate finora, dovremmo forse citare anche i videogame che utilizzano le funzionalità di PlayLink, che consente di giocare su PS4 tramite smartphone, così da divertirsi anche in gruppi numerosi di amici. Ciò si presta bene a party game come Dimmi Chi Sei? e i quiz di Sapere È Potere, o per opere come il thriller interattivo dalle tinte cinematografiche Hidden Agenda, opera dei Supermassive Games che abbiamo citato la volta scorsa parlando di Until Dawn.

Ora siamo davvero arrivati al termine del secondo appuntamento sulle esclusive della vecchia generazione Sony. Tuttavia il nostro viaggio non finisce qui: la prossima volta parleremo di tutte quelle esclusive che, quale prima e quale dopo, sono poi approdate anche al di fuori di PlayStation 4.

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