Square Enix, SEGA, Activision Blizzard e gli NFT nei videogiochi

nft nei videogiochi

Che siamo favorevoli o meno all’avvento degli NFT nei videogiochi, è abbastanza palese che in moltissime realtà i cosiddetti non-fungible token siano arrivati per restare.
Ne abbiamo già in passato sulle nostre pagine, descrivendovi nel dettaglio cosa sia un NFT e come si sviluppi il suo utilizzo all’interno del mondo del gaming.

Riassumendo in maniera estrema, un non-fungible token è un elemento virtuale singolo, univoco e non riproducibile.
Ciò significa che, per ciascun NFT, ne esiste un solo originale e un solo possessore, che proprio grazie al token dell’acronimo NFT ne dimostra la proprietà. Per fare ciò, gli NFT si appoggiano alla tecnologia della blockchain.

In passato vi abbiamo già riferito del fatto che non manchino diversi scettici in merito agli NFT nei videogiochi, e i motivi di questo sono i più disparati. Per esempio si parla dell’impatto ambientale (un po’ come succede con il mining di criptovalute), ma non soltanto.
In diversi temono che utenti creatori di NFT (nei videogiochi che consentono o consentiranno tale possibilità) se ne approffittino e, allo stesso tempo, c’è la paura che le stesse compagnie sfruttino in maniera eccessiva questa nuova possibilità di guadagno.

E, nonostante questo, anche se ci sono aziende come Steam e Xbox che si sono già opposte in maniera ferma agli NFT, c’è anche chi è decisamente più aperto. Ci sono infatti publisher e software house possibilisti, quando non già predisposti ai non-fungible token.
Come vi avevamo riportato, tra questi ultimi abbiamo il creatore di videogiochi Peter Molineux. In questo novero, insieme a Molineux troviamo Ubisoft e l’idea di NFT (dunque skin ed elementi unici) in Ghost Recon, e con loro l’apertura di Electronic Arts.
Nelle ultime settimane, intanto, altre società hanno detto la propria in merito agli NFT.

Square Enix

A essersi espresso riguardo i non-fungible token abbiamo nell’ultimo periodo, fra gli altri, Yosuke Matsuda. Quest’ultimo, presidente di Square Enix, ha fatto il punto su quanto gli NFT e altri elementi del genere troveranno spazio nelle produzioni della compagnia.
Infatti la multinazionale, nota al grande pubblico principalmente per la saga di Final Fantasy e la serie di Kingdom Hearts, ha intenzione di mettere ben più di un piede all’interno di questo nuovo mondo.

Square Enix nft nei videogiochi

Per ciò che riguarda il futuro, vorremmo provare a fornire contenuti di gioco autonomi.
Fino a ora, nella maggior parte dei videogame, abbiamo offertoi nostri contenuti come un prodotto finito, per cui i giocatori hanno giocato a tale contenuto. Tuttavia ci sono, in tutto il mondo, molti giocatori che vogliono contribuire attivamente per rendere i gioco più interessanti, creando propri set e modalità di gioco.

Nel futuro, vogliamo utilizzare le potenzialità di queste persone per creare giochi che continuino a evolvere.
Se, invece che basarsi unicamente sulla buona volontà, potessimo anche fornire incentivi per coloro che contribuiscono allo sviluppo sfruttando tecnologie come la blockchain, c’è una possibilità che che nascano contenuti innovativi e interessanti dalle idee degli utenti.

 

Queste sono state le parole di Matsuda. Parole che fanno seguito a una precedente lettera dello stesso presidente di Square Enix, in cui aveva espresso vivo entusiasmo per le nuove tecnologie applicate ai videogame.
Dunque NFT, blockchain e le cosiddette modalità del play-to-earn, ovvero l’essere al tempo stesso videogiocatori e creatori di contenuti in vendita in game.
Ed è proprio alla possibilità per gli utenti di dare vita a elementi unici da poter distribuire a pagamento online, che ha fatto riferimento nell’intervista citata qui sopra.

SEGA

Per quel che riguarda invece la compagnia di Sonic, anche SEGA ha espresso estremo interesse in questa nuova forma di creazione di contenuti e di guadagno.
Lo ha fatto parlando del suo prossimo progetto, al momento noto come SuperGame. Di questo progetto, alcune cose le sappiamo già dallo scorso anno. Era infatti maggio 2021, quando la multinazionale parlò per la prima volta di un piano quinquennale dal nome appunto di SuperGame.

E sebbene all’inizio ci sia stato chi ha pensato a un probabile e unico titolo tripla A, in realtà non è così. Con voci e conferme in merito a un investimento da quasi 900 milioni di dollari (100 miliardi di yen), il progetto sarebbe un insieme di diversi giochi ad alto budget.
Nel calderone di novità che dovrebbe portare un progetto di questa portata (fra cui abbiamo anche una maggiore connessione fra chi dei videogiochi ne fruisce come spettatore e i videogiochi stessi), troveranno spazio con tutta probabilità anche NFT e blockchain.

Il produttore di SEGA Masayoshi Kikuchi lo ha detto chiaramente: “Il futuro del gaming tende in maniera naturale a includere nuove aree come il cloud gaming e gli NFT. Inoltre stiamo sviluppando SuperGame dalla prospettiva di come giochi molto differenti fra di loro possano connettersi gli uni agli altri.

Fra l’altro, queste dichiarazioni arrivano qualche mese dopo che SEGA ha registrato il marchio “SEGA NFT”, altro chiaro segno della direzione che vuole intraprendere la dirigenza della compagnia.

nft nei videogiochi sega

Activision Blizzard

E se da una parte abbiamo Square Enix e SEGA, ben felici dell’introduzione degli NFT nei videogiochi, dall’altra abbiamo Activision Blizzard. La consociata (da poco entrata nell’orbita Microsoft) ha infatti rassicurato i suoi giocatori sul fatto che non introdurrà NFT nei videogiochi di sua produzione.
Questa scelta sembra essere stata dettata dai risultati di un sondaggio diffuso in un campione di gamer, che si sono espressi in maniera contraria.

Come vediamo nello screenshot riportato qua sopra, nel sondaggio di Activision Blizzard si parla appunto di NFT, oltre che dell’inserimento di feature play-to-earn. Tra l’altro, in merito a queste ultime, si fa esplicito riferimento alla possibilità di guadagnare in criptovalute o denaro reale.
E la domanda per coloro che hanno risposto al sondaggio era quanto fossero interessati all’inserimento di NFT nei giochi della compagnia. Il 70% dei rispondenti ha barrato la casella “non sono interessato“.

A dare risposta ai dubbi del popolo dei giocatori, ci ha pensato direttamente Mike Ybarra, presidente di Blizzard. Su Twitter, il suo lapidario commento è stato “Nessuno creerà NFT“.

FONTI: VGC; GameIndustry; VGC;

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