Tripwire: le dichiarazioni antiabortiste del CEO e i loro sviluppi

Tripwire interactive

Dopo il disastro che ha investito le dipendenti e i dipendenti di Activision Blizzard nelle settimane passate, torniamo a parlare di polemiche e accuse, in questo caso riguardanti la software house Tripwire Interactive.

Tutto nasce da una legge recentemente approvata in Texas e confermata dalla Corte Suprema statunitense (che negli U.S.A. ha facoltà di bloccare le leggi considerate incostituzionali). Questa legge, proposta dai repubblicani al governo nel paese, va a restringere ampiamente i termini legati all’interruzione volontaria di gravidanza, ossia l’aborto.
In pratica, con questa nuova legge, non sarà più possibile abortire oltre le sei settimane dal concepimento. Inoltre non sarà possibile ricorrere a questo trattamento neppure nel caso di stupro o incesto.

Questa legge ha finito poi per legarsi a Tripwire Interactive. Quest’ultima, che negli anni ha creato giochi Killing Floor, Chivalry e Maneater, è precipitata nella bufera a causa delle dichiarazioni del presidente della compagnia John Gibson.

Proteste contro la legge texana (fonte IlManifesto).

Il Tweet del presidente Gibson

La scintilla è stata, come dicevamo, un Tweet del capo del publisher, in cui non ha nascosto il suo estremo favore nei confronti della legge texana. Vi lasciamo alle dichiarazioni di John Gibson.

Sono orgoglioso della decisione della Corte Suprema, che conferma la legge del Texas che vieta l’aborto per i bambini che abbiano già un battito cardiaco. In quanto creatore d’intrattenimento, non parlo di politica molto spesso.
Tuttavia, con così tante voci che si sono espresse contro questa scelta, ho pensato che fosse importante esprimermi come uno sviluppatore pro-life.

Dunque dichiarazioni che non lasciano spazio a interpretazioni. Dichiarazioni che, nel giro di pochissimo, hanno portato a una reazione forte da parte di team di sviluppo legati al publisher.

Le reazioni degli sviluppatori

I primi a intervenire sono stati i membri di Shipwright Studios, ultimamente nel mondo del gaming per il loro lavoro su Chivalry II e Maneater, proprio sotto l’egida di Tripwire Interactive. Di seguito trovate la traduzione del loro post su Twitter.

Ciascuno ha le proprie idee politiche ma, nel momento in cui le rendi di dominio pubblico, leghi a queste idee chiunque lavori con te e per te. Abbiamo lavorato a stretto contatto con i talentuosi e appassionati sviluppatori di Tripwire e i vostri partner negli ultimi 3 anni e anche di più.

Sappiamo che è difficile per i dipendenti parlare e farsi sentire in questi casi, e che può essere difficile far trasparire la propria opinione.

È spiacevole, ma riteniamo che faremmo un errore nei confronti nostri, dei vostri dipendenti, dei vostri partner e in generale dell’intera industria se permettessimo questo comportamento senza un nostro intervento.

Abbiamo creato Shipwright con l’idea che fosse finalmente il momento di mettere i soldi dov’è anche la nostra bocca. Non possiamo, in tutta coscienza, continuare a lavorare con Tripwire sotto l’attuale struttura amministrativa. Inizieremo con effetto immediato la cancellazione dei nostri attuali contratti.

Per cui Shipwright non le manda in alcun modo a dire al capo di Tripwire, rispondendogli direttamente con un messaggio forte e chiaro. La collaborazione fra il publisher e i team di sviluppo s’interrompe senza apparentemente alcuna possibilità di ritorno.
E non solo Shipwright: anche i Torn Banner Studios, sviluppatori anche questi al lavoro sul multiplayer in prima persona a tema medievale, hanno avuto da ridire sulla dichiarazione di Gibson. Eccola qua sotto.

Non condividiamo l’opinione espressa in un recente Tweet dal presidente di Tripwire, publisher di Chivalry 2. Questa visione non è condivisa dal nostro team, né trova spazio nei giochi che creiamo.
La dichiarazione è in opposizione con quelli che crediamo essere i diritti delle donne.

Tripwire

Il nuovo CEO

Sono bastati poco più di due giorni dall’inizio della vicenda, che è arrivata la comunicazione che il CEO John Gibson ha abbandonato il suo ruolo. Ecco il comunicato ufficiale pubblicato sul sito di Tripwire Interactive.

I pensieri espressi da John Gibson sono la sua opinione personale e non riflettono in alcun modo quelli di Tripwire Interactive come compagnia. Il suo pensiero va contro i valori del nostro intero team, dei nostri partner e di gran parte della nostra community. Il nostro gruppo dirigente è profondamente dispiaciuto ed è unito nel nostro obiettivo di agire rapidamente e favorire un ambiente più positivo.

John Gibson ha lasciato il suo ruolo come CEO di Tripwire Interactive con effetto immediato. Il membro co-fondatore e finora vice-presidente Alan Wilson prenderà il suo posto come CEO ad interim. Alan è stato nella compagnia fin dalla sua fondazione nel 2005 ed è una guida attiva sia per la parte economica, sia per la parte di sviluppo dello studio […].
La sua capacità di comprendere sia la cultura della compagnia, sia la visione creativa dei nostri giochi, porterà il team attraverso questa transizione, con il pieno supporto dei dirigenti di Tripwire.

Perciò, dopo qualche giorno caotico in Tripwire, la compagnia ha trovato il suo presidente temporaneo in Alan Wilson, uno dei volti storici dell’azienda. Vedremo prossimamente come continuerà a evolversi la situazione, per esempio capendo se per John Gibson ci sarà comunque ancora un ruolo all’interno del publisher.

FONTE: Twitter; Twitter; Twitter; TripwireInteractive.com

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