Deathloop: 6 motivi per valutarne l’acquisto

deathloop
Informazioni sul gioco

Deathloop è il nuovo action shooter di Arkane Lyon, in uscita il 14 settembre su PC e, per il momento, PlayStation 5. Pubblicato da Bethesda Softworks, il gioco nato dalle menti di Dishonored e Prey fonda la sua filosofia sull’assidua ripetizione delle azioni dei giocatori. 

Sull’isola di Blackreef, due assassini sono infatti intrappolati in un loop temporale che li obbliga a rivivere costantemente lo stesso giorno. L’unica salvezza per ilprotagonista Colt è di eliminare 8 bersagli prima che scadano le 24 ore. In questo modo potrà finalmente liberarsi da questa prigione temporale. Al contrario, Julianna deve impedirlo, cercando in ogni modo di neutralizzare l’avversario per preservare il loop.   

deathloop sfondo

In attesa di mettere le mani sulla versione completa del gioco, vogliamo fare chiarezza su quello che sappiamo. Le premesse sono senz’altro interessanti, ma vediamo se tutto questo possa funzionare, considerato il gameplay volutamente ripetitivo. Ecco quindi i nostri 6 motivi per valutare l’acquisto di Deathloop

3 Motivi per Acquistare Deathloop

L’innovativa modalità di gioco

Deathloop non è un semplice action con una marcata componente shooting. Questo è solo il punto di partenza di un gioco che estende il gameplay all’esplorazione e alla scoperta. Arkane ci ha letteralmente viziati con questi elementi nelle sue produzioni. Noi siamo sicuri che saranno validi anche in questo titolo. Torna anche la componente stealth, anch’essa garanzia della software house francese. Il tutto, lo ricordiamo, incastonato in un loop temporale senza pietà che ci farà rivivere l’intera esperienza in caso di fallimento dell’obiettivo.

Su Blackreef avremo modo di perlustrare diverse aree, suddivise in quattro zone principali. Ognuna di esse cambierà aspetto a seconda del momento della giornata, precludendo ad esempio determinati passaggi e la presenza o meno di determinati bersagli o indizi. Ci sarà dunque molta libertà d’azione. Questa sarà necessaria per apprendere come effettivamente terminare il gioco, errore dopo errore. Dovremo ascoltare dialoghi, leggere documenti e capire come incastrare alla perfezione il nostro scopo prima che sia troppo tardi. Lo stesso game director Dinga Bakaba ha definito il gioco un puzzle omicida.

Per concludere in bellezza questo primo punto a favore dell’acquisto, segnaliamo il ruolo di Julianna. Ufficialmente una dei Visionari, il suo scopo è di eliminare Colt a tutti i costi. Per vivacizzare l’azione, potrà essere impersonata anche da un giocatore in carne ed ossa abilitando l’impostazione dedicata. Quest’ultima è comunque facoltativa e a discrezione dei singoli giocatori.

Non solo armi

Sebbene la componente sparatutto non sia necessariamente l’unica strada per rompere il loop, bisogna constatare che sia un elemento considerevole nel gioco. Colt ha a disposizione un arsenale letale composto da oltre 10 bocche di fuoco. Figurano armi tradizionali come revolver, fucili e mitragliette, ma anche sparachiodi silenziate ed armi bianche. Per completare l’equipaggiamento avremo a disposizione anche granate, torrette e dispositivi per disattivare gli allarmi. 

Tuttavia in Deathloop non avremo a disposizione solamente i suddetti mezzi per farci strada tra i nemici che proteggeranno a tutti i costi i nostri bersagli. Esiste infatti una selezione di poteri speciali che cambiano radicalmente la tattica e soprattutto l’eterogeneità di gioco. Il teletrasporto, ad esempio, ci faciliterà notevolmente gli spostamenti e l’invisibilità ci verrà in aiuto nelle sezioni furtive. Non mancheranno poteri per fermare le pallottole e rispedirle al mittente o per concatenare l’eliminazione di diversi avversari.

Impossibile non definire un filo comune con Dishonored, che potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Di questo ne parleremo più in basso.  

deathloop poteri

La next gen amplifica l’esperienza di gioco

Deathloop non si distingue certo per un comparto tecnico eccelso, ma la next gen si manifesta comunque. I giocatori PS5 gioveranno della maggior parte delle innovazioni, ma l’impatto visivo non è precluso a nessuno. Non mancano, infatti, il supporto al 4k a 60fps e il ray tracing. 

Il level design si presenta ottimo, sia da vedere che da sfruttare per l’elevata interazione ambientale. L’estetica retrofuturista anni ‘60 dipinge una Blackreef tanto misteriosa quanto ammaliante, avvolta nelle illustrazioni che richiamano lo stile di Saul Bass. Quindi, molto bello da vedere, ma anche da giocare.

Come abbiamo appena specificato, è sulla console di Sony che si respira ancora di più aria di novità. Oltre ai caricamenti istantanei e all’audio 3D, il DualSense ha una posizione di spicco nella fedeltà del gameplay. La resistenza dei grilletti adattivi è infatti diversa a seconda dell’arma o dell’attacco corpo a corpo. Questa evidenzia anche l’eventuale inceppamento dell’arma usata. Il feedback aptico invece entra in gioco nel movimento del giocatore. Corsa, salto, scivolata e teletrasporto trasmetteranno diverse sensazioni al tatto. Anche il movimento su diverse superfici avrà diverse sensazioni. Infine, il microfono del controller amplificherà i minacciosi messaggi della nostra nemesi e il sibilo dei proiettili, oltre che a segnalare il click dell’arma scarica.   

3 Motivi per Non Acquistare Deahtloop

Unica modalità di gioco

Ci teniamo a sottolineare che quanto appena descritto riassume moltissimi punti di forza su cui il gioco può contare, che non sono eguagliati da altrettante debolezze. Pertanto vogliamo soffermarci su quegli elementi che possono macchiare un titolo già molto valido, o sottolineare l’incompatibilità con le vostre preferenze, visto anche il prezzo esoso su PS5.

La prima debolezza è l’esistenza de facto di un’unica vera modalità che ricopre l’intero gioco. Una gran modalità, bisogna riconoscerlo, ma basterà a colmare la ricercata esperienza di gioco del prodotto finale? Come specificato dal game director Dinga Bakaba, un singolo loop ha una durata relativamente breve essendo formato da 4 missioni. La longevità complessiva invece sarà paragonabile a quella di Dishonored. Contiamo quindi circa 20 ore per completare l’excursus di morti e ripetizioni, in un’avventura che però sotto sotto è molto più effimera.  

La possibilità di un’aggiunta multigiocatore è brillante, ma incatenata sempre alla suddetta modalità. In fin dei conti si tratta semplicemente di una opzione da abilitare qualora non volessimo competere solo con delle IA. Avremmo gradito uno sviluppo più consistente a tal proposito. Ciò avrebbe arricchito davvero un gioco così promettente. 

Tutto ciò conduce al secondo dei nostri motivi. 

deathloop julianna

L’eterno ritorno dell’uguale

Se è vero che il loop temporale è alla base della ripetizione per apprendere lo sviluppo del gioco, è anche vero che sia stato ribadito in modo definitivo che non sia un roguelike. La differenza è importante: Deahtloop avrà sempre lo stesso mondo di gioco. Questa giocabilità ibrida potrebbe creare non pochi problemi.

Come già specificato, il mondo di gioco ed il comportamento dei nemici variano nel tempo, ma di certo ciò non basta per rinfrescare il gameplay ad ogni riavvio. Una volta svelato l’arcano, non ci sarà un elemento forte che ci trascini verso la rigiocabilità dell’intero titolo.

Bisogna anche rendere noto che molto del gameplay sia derivativo. Questo è senz’altro ottimo per i nostalgici, ma abbiamo qualche dubbio a riguardo. Il sistema di movimento e dei poteri richiama in modo clamoroso Dishonored, come anche la componente stealth. Le fasi sparatutto sembrano valide, ma potrebbero avere gli stessi limiti dei titoli steampunk. Inoltre, anche il comparto grafico e l’IA dei nemici soffrono di qualche lacuna. Sicuramente i rallentamenti nella produzione hanno creato qualche difficoltà. 

Si preannuncia quindi un progetto ambizioso, ma senza l’appeal di Dishonored e Prey.  Insomma, il rischio che la banalità prenda il sopravvento è quindi reale. Ovviamente noi ci auguriamo l’opposto. 

Punizione o sfida?

Quest’ultimo punto non riprende solo una debolezza, ma anche la tollerabilità del titolo. La natura di Deathloop è fare, sbagliare, ricominciare. Sicuramente è un gioco che non tutti sono disposti a giocare, visto che facilmente diventerà frustrante

Non esistono salvataggi e non ve la caverete senza ripetere ogni volta il vostro percorso, partendo praticamente da zero. Ci saranno alcune agevolazioni sul recupero di alcuni poteri e armi tuttavia. Ciò non toglie che, per quanto appena visto riguardo il gameplay, le vostre aspettative potrebbero ulteriormente sgonfiarsi. Ripetere continuamente qualcosa che rischia di diventare prevedibile può stancare in fretta.  

Arkane ha anche rassicurato che la difficoltà non sia poi così elevata. Se questo da un lato può convincere gli utenti più pigri, dall’altro mina l’effetto sfida. Non essendo di fronte ad un roguelike, come il recente Returnal, manca una vera spinta per continuare a ripetere il tutto. L’unica vera sfida è capire come eliminare gli 8 Visionari, incastrando le mosse di Colt alla perfezione.

In definitiva, se davvero riservate qualche dubbio per Deathloop, vi sconsigliamo l’acquisto, in particolar modo da giocatori PlayStation. La cifra di  79,99 scoraggia parecchio. Potreste però valutare un acquisto in futuro a prezzo ridotto.

Microsoft compra Bethesda

Questi erano i nostri 6 motivi per valutare l’acquisto di Deathloop. Fateci sapere cosa ne pensate e continuate a seguirci su Videogiochitalia. Vi ricordiamo che il gioco è disponibile dal 14 settembre su PC e PS5.

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