Battlefield 2042: news, trailer, gameplay, data di uscita e prezzo!

Battlefield 2042 anteprima 6 motivi

Manca sempre meno all’uscita di Battlefield 2042, il nuovo attesissimo sparatutto in prima persona sviluppato dal talentuoso ed esperto team di DICE grazie allo sforzo economico di Electronic Arts.
Le caratteristiche, le feature e le possibilità che il gioco ci offrirà saranno tantissime. Si va dalla futuristica campagna alle moltissime modalità multigiocatore. Fra queste si alterneranno classici deathmatch a modalità come Conquista e Dominio. Non mancheranno poi altre interessanti aggiunte, come il caotico ma adrenalinico Battlefield Portal e Hazard Zone (che ricorda titoli come Escape from Tarkov).
Addentriamoci dunque fra tutte le cose che conosciamo dello shooter, dalle moltissime notizie agli annunci, fino ai trailer e al prezzo.

Battlefield 2042 novità

Il setting e la campagna (che non c’è) di Battlefield 2042

Il nuovo Battlefield, a differenza di tutti i capitoli precedenti della serie, non avrà una campagna a giocatore singolo. Dunque non avremo una componente single-player, ma ogni elemento sarà connesso al giocare assieme ad altri utenti.
Ciò non significa che non avremo un setting e una trama che legherà le varie modalità multigiocatore.

La cronistoria

Stiamo parlando di una serie di eventi catastrofici e apocalittici, che hanno portato a nuove guerre, fino appunto all’esplosivo 2042 del titolo. Sul sito ufficiale di Electronic Arts trovate l’intera cronologia dei fatti, ma vogliamo comunque farvi un riassunto dell’antefatto.
Si parte dal 2031 con disastri ecologici causati dalle negligenze umane, in primis l’innalzamento dei mari. Di seguito abbiamo avuto la prima tempesta di categoria 6, che è andata di pari passo con una crescente carenza di cibo e materie prime. Da questo siamo passati a un terribile crollo economico e politico: la Germania è collassata, e con lei abbiamo avuto lo scioglimento dell’UE.
In questo caos, si riuniscono per sopravvivere i Dis-pat. Questi sono degli esuli senza patria, che gioco forza sono costretti a fare squadra, senza più un paese né uno scopo nella vita. Arrivano da molti paesi, con conoscenze e capacità molto diverse.

Dal 2037 sembra che l’umanità possa risollevarsi: coltivazioni nei deserti, mura per proteggere le coste, nuove fonti energetiche.
Resta però il dubbio dei milioni e miglioni di Dispatriati, che superano di gran lunga il miliardo di persone senza uno stato in cui tornare. E mentre questi ultimi condizionano ogni decisione politica, economica e sociale, a fare il bello e il cattivo tempo ci pensano le tensioni fra Russia e Stati Uniti d’America, di nuovo in cima alla catena alimentare degli stati mondiali.

2040: purtroppo i pochi segnali di ripresa vengono fatti a brandelli da una tempesta di detriti spaziali. Più del 70% dei satelliti va in malora e precipita sulla Terra.
Con 100.000 vittime, si ha un blackout generale con aerei che precipitano e blocco totale dei rifornimenti di petrolio, carbone e grano, i cui prezzi schizzano alle stelle. Infine salta definitivamente internet e i sistemi di sorveglianza.
L’umanità cade in una specie di nuovo Medioevo. Nessuno si fida più di nessuno, e tutti danno la colpa agli altri per il blackout: gli USA accusano la Russia e la Russia incolpa gli Stati Uniti, ed entrambi se la prendono con gli anarchici dei Dis-pat. Questi ultimi accusano invece i potenti e la loro sete di controllo.
Fra i Dis-pat si organizzano task force armate, pronti a difendersi sui due fronti.

Infine, la guerra fra Russia e USA che finora è rimasta un forte dubbio, diviene aperta. Ciascuna delle due superpotenze, per evitare un coinvolgimento diretto e per non mettere in primo piano le proprie forze, sfrutta a suo piacimento le task force dei Dis-pat, in cambio della promessa di risorse e benefit.

Il cortometraggio Exodus

Per approfondire tutta questa trama, in mancanza di una vera e propria campagna, come dicevamo, Electronic Arts e DICE ci hanno presentato un cortometraggio dal titolo di Exodus. Eccolo qui sotto.

Nel filmato in CGI abbiamo un approfondimento sul campo della cronistoria che ha condotto agli eventi di Battlefield 2042. Dopo alcuni accenni ai fatti che hanno preceduto il gioco, vediamo così gli specialisti in azione.
Fra questi, il protagonista è sicuramente il misterioso ed esperto Irish, che impareremo certamente a conoscere meglio anche nell’opera di DICE.
Altrettanto misteriosi sono gli altri personaggi del cortometraggio, come Pakowski e soprattutto Oz, che con le sue mosse muove le fila della politica internazionale.

Gli specialisti

Come già sappiamo, e come abbiamo visto anche dal cortometraggio Exodus, parte centrale delle nostre missioni in Battlefield 2042 saranno gli specialisti dei Dis-pat.
Nel nuovo sparatutto di DICE siamo chiamati a ricoprire un ruolo specifico grazie proprio alle possibilità offerte dagli specialisti. Ciascuno di essi ha la sua origine nelle 4 classi dei classici della serie, e ognuno di loro ha una specialità e un tratto unici. Per il resto, ogni elemento delle loro armi e del loro equipaggiamento è totalmente personalizzabile.
Il primo fra gli specialisti, già visto in Exodus, è Kimble “Irish” Graves, che porta con sé un sistema di fortificazioni e un bonus alla corazza. A fargli compagnia ci sono altri 9 specialisti.

Webster Mackay può contare sul rampino e su un’agilità migliorata. La veterana Maria Falck ha invece a sua disposizione una speciale pistola in grado di curare i compagni e ferire gli avversari; inoltre ha la capacità di riportare in piena salute gli alleati atterrati. Pyotr “Boris” Guskovsky è in grado di individuare i nemici sfruttando la sua torretta di guardia. Wikus “Casper” Van Daele è invece votato allo stealth: ha infatti dalla sua un drone da ricognizione e un sensore di movimento. Ad avere dalla sua strumenti in grado di hackerare i software nemici e rendere inutilizzabili perfino i veicoli avversari è Navin Rao.

Santiago “Dozer” Espinoza, al contrario, è decisamente più votato all’azione, con uno scudo utilizzabile come ariete e una più alta resistenza alle esplosioni. Emma “Sundance” Rosier è l’esperta di esplosioni del gruppo e, a differenza dei suoi compagni, è anche in grado di utilizzare una tuta alare mentre è in caduta libera (a differenza del classico paracadute). Constantin “Angel” Anghel ha invece il compito di rifornire i compagni di corazze e munizioni, e se cadono a terra può rianimarli con l’armatura bonus al massimo dell’energia. Infine abbiamo Ji-Soo Pak, altra specialista che ha dalla sua parte sorta di radar di ultima generazione: può infatti vedere i nemici attraverso le pareti ed è in grado di intuirne la posizione quando viene attaccata.

Tra le altre cose, Emma “Sundance” Rosier sarà la prima specialista non binaria, che dunque non si rispecchia strettamente nel genere maschile o femminile (e usa perciò la coppia di pronomi they/them).

Un trailer per gli specialisti

Questo è il roster iniziale degli specialisti di Battlefield 2042, ma nuovi nomi e personaggi spunteranno nei mesi a venire.
Intanto vi lasciamo a un frenetico video che mostra delle sequenze di gameplay con protagonisti alcuni degli specialisti del titolo.

La beta e i problemi riscontrati: dubbi e perplessità

I gamer interessati hanno anche avuto la possibilità di partecipare a una open beta del videogame. Questa ha avuto luogo dal 6 al 10 ottobre e ci ha permesso di provare una mappa nella classica modalità Conquista. In game abbiamo potuto provare 4 degli specialisti menzionati sopra, mettendo però alla prova i server di EA con ben 128 giocatori per ciascun match.

Dai primi errori alle proteste della community

La lista di problemi della beta è iniziata direttamente dall’impossibilità per moltissimi utenti di accedere ai server di gioco.
Oltre a questo grosso difetto, non sono mancati poi enormi problemi nel corso delle partite. Si va da semplici bug e glitch a vistosi cali di frame e mancati caricamenti delle texture, fino ovviamente all’immancabile lag e altre difficoltà legate alla sincronizzazione online.
Se già questo non fosse abbastanza, i giocatori si sono anche resi conto della mancanza di diverse funzionalità previste e già presentate da Electronic Arts, ma non presenti nella beta.

La lunghissima lista di errori e mancanze della beta ha spinto alla rivolta la community dei partecipanti alla beta. Addirittura ci si è spinti a suggerire che EA fosse a conoscenza dello stato di Battlefield 2042 e abbia volontariamente omesso la situazione dell’opera dalle varie dichiarazioni. Perfino c’è stato qualcuno che ha sperato in un ulteriore rinvio dello sparatutto.

In risposta al malcontento di chi ha provato la beta, EA e DICE hanno dichiarato pubblicamente che la build della beta era vecchia di mesi. Dunque nel prodotto finale dobbiamo aspettarci che i problemi siano risolti e le mancanze colmate.

Nell’attesa di scoprire quanto le dichiarazioni dei vertici degli sviluppatori e di Electronic Arts corrispondano a verità (e quanto invece siano un’operazione di facciata), c’è stato un sicuro effetto dopo le critiche alla beta. Stiamo parlando delle quotazioni in borsa della società. Infatti queste ultime non solo hanno subito una battuta d’arresto, ma delle veri e propri crolli, che sono arrivati a toccare drop del 7% giornaliero.

Dichiarazioni d’intenti e lotta ai cheater

Nella storia degli sparatutto online, su PC ma non soltanto, visto il numero sempre crescente anche su console, una delle più grandi rovine dell’esperienza sono i cheater. E qualunque compagnia, ogni software house che abbia pubblicato un titolo di questo genere, prima o dopo ha dovuto combattere il problema.

La Carta della community

Nel promuovere e nel parlare di Battlefield 2042, Electronic Arts ha addirittura ufficializzato una Carta della community di Battlefield. In questa si fa riferimento a tutti i comportamenti adeguati per l’utenza online. Ovviamente dunque abbiamo l’uso di un linguaggio e un comportamento adeguati, che non promuova e anzi escluda discriminazione e offese. Dopodiché viene condannato il ricorso a pratiche illegali: vendita di account, ricatti, swatting, frode, minacce, ecc.
Poi, altrettanto ovviamente, si fa riferimento al vasto mondo del cheating e dello sfruttamento di bug ed exploit. Nel lungo testo ufficiale possiamo leggere quanto segue: Mai. Non pensare nemmeno di farlo. Barare include l’uso di falle, funzioni non documentate, errori di progettazione, bug o altri problemi che conferiscono un vantaggio sleale sugli avversari. Giocare correttamente è essenziale per mantenere l’esperienza di Battlefield piacevole per tutti. Non essere proprio tu a rovinare la giornata a tutti.”

Le conseguenze possono essere la semplice disconnessione dal match o dalla partita per le colpe minore, oppure possono diventare decisamente più gravi nel caso di attività o azioni sconsiderate. D’altronde, il riferimento per queste regole e sanzioni sono di fatto le Linee guida della community e l’Accordo con l’utente.
Chiunque dovesse perciò infrangerle, potrebbe incorrere nel blocco a certi servizi della compagnia, o perfino alla sospensione dell’account. In casi estremi, potremmo arrivare alla disattivazione perenne del nostro account.

Fra segnalazioni e anti-cheat

In altre dichiarazioni e comunicati, DICE ha fatto volentieri sapere il suo pensiero riguardo i cheater. Infatti dicono che “non ci saranno avvertimenti né sospensioni quando si tratta di cheating. Se non giocate secondo le regole, siete fuori.”
A difendere i giocatori online ci penserà Easy Anti-Cheat. Di proprietà di Epic Games, lo strumento anti-cheat è già stato sfruttato da EA in ben due titoli del calibro di Apex Legends e Star Wars: Squadrons, dimostrandosi in grado di rilevare l’uso di software esterni.
Inoltre, essendo presente la funzionalità del crossplay su Battlefield 2042, ciò comporterà che, se subiremo delle sanzioni, queste si ripercuoteranno su tutte le piattaforme.

A supportare l’anti-cheat e la Carta della community ci penserà il ricorso alle segnalazioni degli utenti, sia su computer, sia su console.
Queste potranno essere di varia natura, dalle offese all’uso di cheat ed exploit, fino al sabotaggio e alle molestie. E, di questa segnalazione, riceveremo conferma via mail qualora siano presi provvedimenti da DICE.

L’annuncio e il primo trailer

Per quanto un titolo del genere, nuovo capitolo ufficiale di una delle saghe sparatutto più amate e più di successo di sempre, fosse già nell’aria, l’annuncio ufficiale lo abbiamo avuto solo qualche mese fa. Per presentarlo, è stato diffuso il trailer qua sotto.

Il trailer della discordia

What a Time to be Alive è il titolo di questo trailer, rilasciato in pompa magna da EA sul loro canale ufficiale. Purtroppo il responso dell’utenza è stato impietoso, in quanto a dislike e commenti decisamente negativi e al vetriolo. Addirittura in molti parlano di “morte di Battlefield” e puntano il dito contro l’irrealismo e la perdita dell’appeal classico del franchise.
Probabilmente in conseguenza a questa accoglienza non proprio lusinghiera, Electronic Arts ha impostato il video “non in elenco”. Ciò significa che il trailer non può essere cercato e visualizzato liberamente su YouTube, ma è necessario conoscere il link del video.

Il gameplay

Al gameplay è stato dedicato un altro trailer, che ci ha mostrato molte sequenze tratte da sessioni in game. Queste ci hanno dato della grande varietà di modalità e potenzialità del titolo. Abbiamo visto le moltissime armi e veicoli, assieme ad abilità e gadget.

Fra le novità del titolo di DICE, oltre alla presenza e importanza degli specialisti, a cui abbiamo già dedicato una specifica sezione, c’è il numero di giocatori contemporaneamente attivi. Infatti Battlefield 2042 supporterà match e battaglie fino a 128 utenti online.
Purtroppo, la possibilità di giocare in numero così ampio sarà a uso solo dei gamer su PlayStation 5, PC e Xbox Series X/S. Su PS4 e Xbox One, invece, il numero si fermerà a 64 giocatori.

Al lancio del videogame, saranno disponibili 7 mappe, ampie e caratterizzate da particolari setting. Tra l’altro, come visto nei vari video, in alcune mappe ci saranno elementi naturali e artificiali che si attiveranno nel corso dei match, spesso con effetti devastanti. In Orbitale, la mappa della beta, abbiamo visto un enorme razzo decollare, mentre nei trailer ci ha colpito la spettacolarità di giganteschi tornado.
Oltre a Orbitale, che ci porta nella Guyana francese, abbiamo: Clessidra, ambientata in Qatar, Abbandono (il cui setting è l’India) e Manifesto (Singapore). Per rimanere fra Asia e Africa, abbiamo Rinnovamento in Egitto e la mappa Caleidoscopio (Corea del Sud). Inoltre i match potranno svolgersi in Deriva, con il panorama dell’Antartide.

Il loadout

Lo abbiamo già detto, la scelta di un determinato specialista determinerà unicamente il suo tratto e la sua abilità speciali. Questi non influiranno minimamente sul nostro loadout.
A prescindere che si scelga uno specialista tank oppure uno più votato allo stealth o magari all’uso di hacking o droni, per quel che riguarda il nostro carico di armi saremo totalmente liberi.

Inoltre c’è un’interessante novità in merito al loadout, in questo FPS. Pensando ai precedenti titoli della serie, così come praticamente la totalità degli altri sparatutto in prima persona, generalmente possiamo modificare il nostro loadout fra una morte e il successivo respawn.
In Battlefield 2042 non sarà così. Durante il match avremo sì un set prescelto di armi, dunque un’arma primaria, una secondaria e un determinato tipo di granate.
Ciò non significa che dovremo attenerci strettamente a queste armi. Infatti, con una nuova interfaccia, potremo apporre delle modifiche sul campo alle nostre pistole e ai nostri fucili. Potremo cambiare mirini, treppiedi e altro ancora, grazie a quello che è stato definito come plus system“.

Le modalità classiche di Battlefield

Due capisaldi della saga di guerra sono le modalità Conquista e Sfondamento. In 2042 torneranno entrambe, per la gioia dei fan della serie.

In Conquista, con il nostro team, dovremo appunto conquistare determinate zone o regioni della mappa, suddivise in territori e aree più piccole, contrassegnate da bandiere. Man mano che occuperemo più territori della squadra avversaria, il nostro team accumulerà punti sino alla vittoria.

Sfondamento ha qualche similitudine con Conquista, ma con un’impostazione un po’ diversa. Infatti una delle due squadre è in controllo delle zone e in posizione di difesa. L’altro team, invece, è composto invece dagli attaccanti, che devono pezzo a pezzo prendere possesso delle aree della mappa, fino all’obiettivo finale.
In entrambi i casi si tratta di modalità molto tattiche e strategiche, in cui bisogna trovare il modo giusto per leggere e affrontare le varie situazioni.

Battlefield Hazard Zone

Come abbiamo già ricordato all’inizio del nostro approfonimento, Hazard Zone ricorderà titoli come il recente gioco di successo Escape from Tarkov. Ma, per chi non lo conoscesse, vediamo insieme quali saranno le caratteristiche e le feature della nuovissima modalità di Battlefield.

Il focus di Battlefield Hazard Zone è il lavoro di squadra. Infatti faremo parte di un team di quattro membri, all’interno di un setting e con un gameplay che vuole porsi a cavallo fra un sandbox e un gioco di tensione.
Scopo della modalità è recuperare delle schede di memoria contenenti dati importantissimi per i Dis-pat e per le sorti del conflitto fra USA e Russia. Questi dati sono sparsi sul campo e dovremo competere con le altre squadre e con eventi catastrofici per recuperarli.
Una volta che saranno in nostro possesso, ci resterà solo da riuscire a fuggire dalla zona di combattimento.

Prima di ogni missione, avremo accesso a una fase in cui potremo prepararci al meglio e scegliere il nostro loadout. Questa fase è fondamentale e sarà utile nelle nostre scelte analizzare le varie zone della mappa in cui avremo più probabilità di trovare più unità di dati. Ovviamente queste zone avranno anche il loot migliore, oltre a essere le più prese d’assalto dai nemici.

Battlefield Hazard Zone

Dicevamo del loadout. Prima della missione selezioneremo il nostro Specialista e la sua attrezzatura.
Quest’ultima potrà essere migliore se spenderemo con saggezza i nostri crediti del mercato nero, recuperabili proprio in Hazard Zone: useremo i crediti per acquistare armi ed equipaggiamento.
Inoltre avremo la possibilità di selezionare uno fra 15 potenziamenti tattici. Fra questi avremo bonus sulle taglie, rimborsi sugli acquisti, cambio d’arma velocizzato, lanciabili aggiuntivi.

Dall’avvio di ogni missione all’estrazione del nostro team, i match avranno una durata di circa 5-20 minuti in base alle nostre capacità di sopravvivenza e al nostro stile di gioco.
Su next-gen e PC potranno sfidarsi contemporaneamente 32 giocatori, invece su old-gen il numero si fermerà a 24. Le mappe in cui combatteremo saranno le stesse delle modalità classiche di Battlefield 2042.
In Hazard Zone non ci saranno elementi pay to win.

Battlefield Portal

Battlefield Portal è la nuova folle modalità di 2042, che consentirà a ciascuno degli utenti di creare in maniera autonoma il suo match personalizzato in maniere mai viste finora nella serie. Vediamo nel dettaglio come.

Da una parte avremo la modalità Creatore. Qui potremo selezionare la mappa in cui si svolgerà il match e le regole della partità. Dopodiché avremo a nostra disposizione tantissime, variegatissime possibilità di scelta: selezioneremo le armi disponibili, tutti i veicoli che gli utenti troveranno nella mappa e ogni altro dettaglio che renderà l’esperienza dei nostri giocatori unica.

Particolarità di Battlefield Portal è che riunisce in sé non solo le mappe, le armi e i veicoli di Battlefield 2042, ma va a pescare anche dai titoli più amati dell’intera serie.
Avremo per cui, fra cui scegliere, le Ardenne di Battlefield 1942, il Mar Caspio, i vecchi defibrillatori, fucili d’assalto all’avanguardia alternati a lanciagranate di metà ‘900, carri armati direttamente dalla Seconda Guerra Mondiale a fianco a decisamente più moderni quad.
Tutto ciò che ritroveremo in Portal sarà stato rivisto e ricreato in chiave moderna, a livello di grafica e distruttibilità.

Per dare qualche dettaglio in più, in Portal avremo a nostra disposizione fazioni da varie epoche dell’intera serie videoludica di DICE e EA. Ciò significa che potremo far scontrare un team del 1942 contro degli Specialisti di un secolo dopo.
Ci saranno 7 eserciti e gli Specialisti di 2042. Inoltre, proprio perché rivedremo sul campo le fazioni classiche, ciò significa che ci saranno anche le classi originali dei vari soldati (assalto, supporto, geniere, ecc.), in base al titolo di riferimento.
Per quel che riguarda armi e attrezzature, in Battlefield Portal troveremo ad attenderci più di 40 armi, oltre 40 veicoli e circa 30 gadget.

Battlefield Portal

Le mappe disponibili (ovviamente tralasciando quelle di Battlefield 2042) saranno le seguenti:

  • da Battlefield 1942 arriveranno Offensiva delle Ardenne ed El Alamein;
  • da Battlefield: Bad Company 2 ci saranno invece Porto di Arica e Valparaiso;
  • infine da Battlefield 3 dovremo aspettarci Confine sul Caspio Confine di Noshahr.

Da un punto di vista di gameplay, nel creare la nostra partita personalizzata avremo altrettante possibilità. Ci sarà la possibilità di disabilitare la mira o rendere impossibile sdraiarsi, o magari disattivare la corsa.
Nel campo dell’HUD, fra le molte cose potremo disattivare la minimappa, mentre sul lato dei team potremo sceglierne il numero di membri. E queste sono solo alcune delle funzionalità di Battlefield Portal, che potrebbe diventare uno dei motivi del successo dell’intero prodotto.

Le stagioni

Come detto più sopra, il titolo non avrà una modalità storia. Per cui, per espandere l’universo del gioco e la sua lore, ci si affiderà a un sistema di stagioni. Una dopo l’altra, queste introdurranno nuovi temi narrativi, specialisti, mappe, veicoli e armi.

Battlefield 2042: data di uscita e rinvii

Originariamente, Battlefield 2042 doveva uscire a ottobre 2021, precisamente il 22 ottobre. Purtroppo, con un comunicato ufficiale diffuso tramite Twitter, il team di sviluppo ne ha diffuso la notizia ufficiale del rinvio di circa un mese.

Si è così arrivati alla data attuale del 19 novembre 2021, quest’ultima confermata e ufficializzata.
I motivi che hanno causato questo ritardo nella release vanno ricercato principalmente nella pandemia da COVID-19. Ciò ha infatti comportato che moltissimi membri del team lavorassero e lavorino ancora a distanza, il che ha portato a un rallentamento e a maggiori difficoltà nelle possibilità di procedere al ritmo giusto.

Il prezzo

Il prezzo del videogioco sarà in linea con i tripla A di software house di grandi dimensioni. Segnaliamo la possibilità di effettuare il pre-order dell’edizione digitale direttamente dal sito di EA, che, come vedremo qua sotto, dà diritto ad alcuni contenuti bonus.
In ogni caso, sul sito di Electronic Arts, i prezzi per l’edizione Standard sono così ripartiti:

Se invece preferiamo acquistare la Gold Edition, su PC possiamo prenotarla in digitale a 89,99 €, mentre su console a 99,99 €. Infine, l’ultima possibilità per quel che riguarda le versioni aggiuntive, è disponibile per il pre-ordine anche la Ultimate Edition109,99 € per computer e 119,99 € su console old e next-gen.
Inoltre, se vogliamo acquistare il nuovo Battlefield e siamo utenti del servizio EA Play, usufruiremo di uno sconto di 7 € su console old-gen e di 8 € su quelle next-gen per l’edizione Standard. Per le versioni Gold e Ultimate, invece, lo sconto applicato sarà rispettivamente di 10 e 12 €.
Come ultima cosa, se acquisteremo una delle versioni del gioco per old-gen, quando poi vorremo eseguire l’upgrade alla nuova generazione, quest’ultimo sarà gratuito.

Bonus di pre-ordini ed edizioni speciali

In questa grande varietà di versioni, i bonus per aver preordinato il gioco sono tanti. Prima di tutto vediamo quelli della Standard Edition:

  • Skin leggendaria “Forgiato dalla battaglia” per Irish;
  • Coltello epico per il corpo a corpo Baku ACB-90;
  • Portafortuna arma epico “Mr. Chompy”;
  • Sfondo scheda giocatore “Landfall” e piastrina “Old Guard”.

Nell’edizione Gold invece i vantaggi saranno i seguenti:

  • Accesso anticipato al gioco dal 12 novembre;
  • Bonus della Standard Edition;
  • 4 nuovi Specialisti;
  • 4 Pass battaglia (Pass anno 1);
  • 3 Bundle (Blistered Earth, Tempest, Cold Blood).

Infine, ecco cosa troveremo nella Ultimate Edition:

  • Accesso anticipato al gioco dal 12 novembre;
  • Bonus delle edizioni precedenti;
  • Bundle Midnight Ultimate;
  • Artbook e soundtrack digitali esclusivi.

EA Play

Per tutti gli utenti che sono abbonati al servizio online di Electronic Arts EA Play, c’è anche un’altra possibilità. Infatti questi ultimi avranno accesso, in anteprima dal 12 novembre, a una prova di 10 ore del titolo, assieme a un eventuale sconto sull’acquisto del 10% e ricompense mensili. Rientrano fra chi ne potrà usufruire anche gli abbonati a Xbox Game Pass e Xbox Game Pass Ultimate.
Addirittura, se si è abbonati a EA Play Pro, oltre ai bonus appena citati, avremo diritto all’intero gioco nella sua Ultimate Edition.

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