Cyberpunk 2077: 6 motivi per valutarne l’acquisto

2077
Informazioni sul gioco

Cyberpunk 2077, prossima opera del team polacco di CD Projekt RED, è l’attesissimo videogioco appunto cyberpunk in arrivo il 10 dicembre su PC, console next-gen e su quelle ormai della passata generazione.

Negli ultimi anni e soprattutto mesi sono stati pubblicati moltissimi aggiornamenti sul titolo, che sembra proprio promettere bene, ma vogliamo fare il punto della situazione in questa ottica pre-lancio, basandoci ovviamente sulle informazioni disponibili fino ad ora. Se ancora vi fosse rimasto qualche dubbio se acquistarlo o meno, nonostante tutte le caratteristiche mostrate in questi mesi (come il recente gameplay trailer), noi siamo qui per questo.

Eccovi dunque i nostri 6 motivi per valutare l’acquisto di Cyberpunk 2077.

3 motivi per acquistare Cyberpunk 2077

La personalizzazione

Cyberpunk 2077Uno dei principali punti di forza di questo videogioco è sicuramente la personalizzazione della nostra controparte di Night City, la metropoli del gioco.

Infatti, fin dai primi momenti, potremo dedicarci all’editor del personaggio. Questa parte, consistente come nella stragrande maggioranza dei giochi di ruolo, parte dall’aspetto esteriore, con una lunghissima serie di personalizzazioni che vanno ben oltre tanti editor visti in altri giochi: 5 set di denti, 2 tipologie di peni (con la scelta anche della taglia), fino a 3 tipi di capezzoli e tantissimi altri dettagli altrettanto specifici.

In Cyberpunk 2077 possiamo scegliere il sesso oltre il semplice dualismo di maschio e femmina, assieme ovviamente a vari attributi tipici dei GDR: forza, costituzione, intelligenza, riflessi, tecnologia e cool, quest’ultimo assimilabile al carisma e legato alla percezione che gli altri hanno di noi.

Inoltre selezioneremo anche il nostro background: chi eravamo prima di diventare V, protagonista della storia? Qual è il nostro passato? Questi antefatti hanno forma di prologhi giocabili (i Lifepath) e si suddividono in The StreetKid, The Corpo-Rat e The Nomad. Il primo dei tre è incentrato sull’essere cresciuti nel distretto di Heywood, fra vicoli e strade affollate; il secondo ci vede invece come membro della corporation Arasaka, pronti a scalarne i ranghi del potere; infine The Nomad è per chi vuole interpretare un natio delle devastate Badlands fuori da Night City.

Oltre alla personalizzazione iniziale, non dimentichiamo la possibilità di modificare V anche durante il corso della partita, con innesti tecnologici (vera e propria augmentation), fisici ed estetici.

Le scelte

A proposito di varietà e di possibilità, Cyberpunk 2077 sembra essere un RPG assai profondo, con tantissime attività per ciascun giocatore che desideri perdersi fra le vie di Night City. Volendo scegliere una particolarità che rappresenti questa varietà del gioco, abbiamo pensato alle scelte di trama.

Nonostante infatti la quest principale dovrebbe essere più breve di quella di The Witcher 3 (predecessore videoludico di CD Projekt RED), sicuramente sarà in grado di regalare decine di ore di divertimento e di approfondimento. Inoltre sarà inevitabile, in base alla valenza GDR del gioco, che le nostre scelte influenzeranno gli eventi e gli avvenimenti che ci circondano e ci riguardano: che si tratti delle nostre scelte all’interno dei dialoghi, oppure il modo in cui decideremo di portare a termine le missioni, ci ritroveremo con moltissime strade che si dipaneranno a partire dall’avvio del gioco fino a uno dei finali multipli.

Ad aggiungere varietà al modo di approcciarci al gioco e a come il gioco reagirà alle nostre scelte, ci saranno le quest secondarie della storia. Queste saranno più di 70 (a cui si aggiungono moltissime attività minori) e potranno essere legate alla trama principale o meno (in qualche caso addirittura andando a influenzare la quest principale), connesse al sottobosco criminale di Night City oppure con una correlazione con il nostro passato e con le nostre scelte precedenti. La totale libertà del titolo, come in ogni GDR che si rispetti, starà anche nella possibilità di scegliere quando affrontare le moltissime quest di Cyberpunk 2077, con ben pochi vincoli e aumentando notevolmente la longevità del gioco.
Addirittura, le missioni saranno talmente profonde e ben studiate che potremo raggiungere un epilogo senza comunque aver portato a termine la quest principale.

Infine, fra le varie scelte accenniamo anche alle romance e all’avere delle relazioni interpersonali e di natura sessuale e romantica con alcuni NPC.

Il cast

2077Da non sottovalutare un altro dettaglio del gioco di CD Projekt RED: l’attenzione alla scelta del cast e dei personaggi. Se infatti diamo anche solo un’occhiata a chi va a comporre l’insieme degli attori del gioco, vediamo tantissimi nomi di professionisti, un po’ come molti altri giochi di rilievo ci hanno abituati in questi anni. Pensiamo per esempio a Death Stranding, che annoverava fra gli attori Mads Mikkelsen e Norman Reedus.

Tornando a Cyberpunk 2077, fra gli interpreti ovviamente spicca Keanu Reeves, icona il cui successo va ben oltre la sua partecipazione a tantissime pellicole di successo, fra cui vari film cyberpunk (a cui prossimamente dedicheremo uno speciale) come Johnny Mnemonic e la serie di Matrix. In particolare, in Cyberpunk 2077 Reeves interpreta Johnny Silverhand, personaggio ambiguo e misterioso la cui eredità si legherà al nostro futuro. Recentemente è stato mostrato anche un trailer tutto dedicato a lui.

Se già il buon Keanu sarebbe un nome di grande spicco, non sarà solo lui a dare lustro al videogame di CDPR.
Allo stato attuale sono stati confermati nomi come Bryan Dechart e Amelia Rose Blair. I due, streamer su Twitch e coppia nella vita, hanno dato il volto a due personaggi all’interno del videogioco di Quantic Dream Detroit: Become Human, oltre a interpretazioni di rilievo nella loro carriera; Blair è famosa per il suo ruolo nella serie True Blood. Nel cast di Cyberpunk 2077 troviamo anche la cantante di musica elettronica Grimes, appassionata di transumanesimo e mondi cibernetici, nonché compagna del genio miliardario Elon Musk.

Ai precedenti aggiungiamo Alanah Pearce (giornalista di IGN, già apparsa in altre opere ludiche e recentemente entrata come scrittrice a Sony Santa Monica), Michael-Leon Wooley (La principessa e il ranocchio) e Samuel Barnett (la serie Netflix Dirk Gently: Agenzia di investigazione olistica e Penny Dreadful).

Alle doti attoriali e di doppiaggio del cast del gioco, aggiungiamo la presenza di una tecnologia innovativa in grado di dare all’opera di CDPR un’immersività ancora maggiore: stiamo parlando di JALI della JALI Research Inc., che va ad aggiungersi al doppiaggio in molte lingue, fra cui l’italiano. Per quanto non si tratti assolutamente di motion capture, JALI è comunque una novità non da poco. Infatti, sfruttando intonazione e studio delle varie lingue, JALI è in grado di far muovere le labbra dei personaggi in maniera sincronica con la voce (appunto in lip-sync), aggiungendo pure una modellazione facciale. Ciò si integra in maniera incredibile con il punto precedente, con la molteplicità di situazioni tipiche di un RPG.

3 motivi per non acquistare Cyberpunk 2077

Il progetto Cyberpunk 2077 è un’opera che si preannuncia maestosa e sicuramente potrebbe essere la definitiva consacrazione di CD Projekt RED a software house di prima fascia, e trovare dei difetti in ciò che si è visto finora è un’impresa per certi versi ardua.
Tuttavia abbiamo accettato la sfida, scovando alcuni dettagli e alcune caratteristiche in grado di porre qualche dubbio sulla riuscita del progetto videoludico. In chiusura, ci siamo sentiti di fare un ragionamento sulla natura del prodotto e del suo rapporto con l’hype nato e cresciuto in questi anni.

La prima persona

Fra le caratteristiche che potrebbero farci venire qualche dubbio se acquistare o meno Cyberpunk 2077, annoveriamo sicuramente il fatto che l’opera supporterà unicamente la visuale in prima persona. Nonostante infatti nel corso del tempo si fosse parlato della possibilità di alternare fra prima e terza persona, il team di sviluppo era poi tornato sui suoi passi, dichiarando che il gioco avrebbe concesso ai giocatori soltanto la prima possibilità.

La motivazione addotta è che la prima persona consente un’immedesimazione maggiore e totale con il proprio avatar digitale. Addirittura, per aumentare tale connessione fra giocatore e protagonista, la prima persona non ci abbandonerà neppure durante le cut-scene.

Tuttavia questa scelta di una prima persona perenne per giustificare unicamente l’immedesimazione non è necessariamente valida, anche solo pensando ad altri RPG, come The Witcher 3 (proprio di CDPR), The Elder Scrolls V: Skyrim e altri ancora. Pensando anche al di fuori dei giochi di ruolo, abbiamo titoli in terza persona come i The Last of Us, la serie di Assassin’s Creed e vari esempi di questo tenore, in cui certamente non manca l’empatia con i protagonisti.

Fra l’altro, la prima persona obbligatoria rischia di essere un limite per tutti coloro che trovano tale modalità di visualizzazione scomoda per i più svariati motivi, fino ad arrivare a chi prova un senso di motion sickness con questa prospettiva; il pubblico di riferimento dopotutto sarà molto ampio.

Ricollegandoci ai motivi precedenti (per cui acquistare il titolo), abbiamo discusso dell’immensa personalizzazione fornitaci da CDPR per modificare a nostro piacimento il nostro protagonista. Con una totale assenza della visuale in terza persona, potrebbe risultare sotto certi punti di vista quasi inutile (da un punto di vista estetico) spendere molto tempo a modificare nei minimi dettagli l’avatar che ci accompagnerà per l’intera partita. E, appunto, anche questa seppur poco importante motivazione si va ad aggiungere ai motivi per cui sarebbe stato apprezzabile scegliere fra prima e terza persona.

Certamente non tutto il male viene per nuocere, e la prima persona sarà fondamentale per godere di Night City in alcuni frangenti, come l’interfacciarsi con la tecnologia o l’apprezzare la verticalità della città.

Il salto generazionale

Cyberpunk 2077Cyberpunk 2077 è salutato, sicuramente a ragione, come uno dei titoli che traghetteranno l’utenza di videogiocatori da quella che è stata la old-gen alla nuova generazione di console. Allo stesso modo, su PC, l’opera di CD Projekt RED viene vista come un bel banco di prova per tecnologie come il ray tracing, in grado di dare nuovo senso al termine di realismo per quel che concerne l’illuminazione e conseguentemente le ombre all’interno di un videogioco.

Vogliamo parlare proprio del ray tracing. Infatti su computer, nonostante CDPR faccia uso di una tecnologia di ray tracing proprietaria, non tutti i possessori di schede video di ultima generazione potranno usufruirne. Stando a una risposta a un fan su Twitter di Marcin Momot di CDPR, infatti, al lancio il ray tracing sarà disponibile su PC solo per chi ha montate le GPU di NVIDIA che siano RTX 2060 o successive. Per chi invece possedesse i recenti modelli con tecnologia di ray tracing di AMD (dunque RADEON 6800, 6800 XT e 6900 XT), questi ultimi dovranno pazientare fino al momento in cui tale possibilità divenga fruibile.

Allo stesso modo, sulle console next-gen, dunque PlayStation 5, Xbox Series X e Series S, non vi sarà un supporto specifico al lancio. L’attesa per il ray tracing sulle nuove console durerà infatti fino al prossimo anno, quando vi sarà una versione specifica per le nuove ammiraglie Sony e Microsoft.

Abbiamo ampiamente parlato del ray tracing e di come Cyberpunk 2077 arriverà pronto o meno a supportare tale tecnologia. Purtroppo, come abbiamo visto, il poter sfruttare tale tecnologia sarà fra le opportunità di ben pochi giocatori. Il ray tracing è un dettaglio di una situazione ben più ampia: il nuovo videogioco di CDPR arriva per certi versi parecchio impreparato all’incontro con la next-gen. Atteso da anni, è stato più volte rinviato e da un’originaria uscita su old-gen e poi su next-gen si è passati a una soluzione raffazzonata: uscita in contemporanea su entrambe le generazioni, su console passate senza il giusto supporto grafico, su quelle nuove con la retrocompatibilità ma senza già un update che ne sfrutti appieno la potenza. E questo supporto totale, come abbiamo visto, manca pure su PC (a seconda dei componenti installati).

Ovviamente questo non è un punto totalmente a sfavore, dato che si tratta di attendere al massimo qualche mese (il gioco sarà comunque giocabile, sia su console, sia su PC), tuttavia bisogna valutare bene la scelta di un acquisto al day one di un videogioco atteso da oltre 8 anni a cui vorremmo giocare al massimo delle potenzialità, senza che queste siano di fatto a nostra disposizione.

L’hype e la delusione

Come abbiamo detto anche poco fa, Cyberpunk 2077 è attesissimo. Ed è attesissimo nonostante i continui rinvii a cui è andato incontro il videogioco, l’ultimo il 27 ottobre scorso, quando dal 19 novembre si è passati all’attuale data di rilascio del 10 dicembre.

Le motivazioni addotte da CD Projekt RED sono ovviamente relative al fornire all’utenza un prodotto all’altezza delle aspettative, ed è in questa maniera che hanno spiegato il loro spostare sempre più avanti l’uscita della loro opera. A motivazioni valide sempre, ovviamente dobbiamo aggiungere l’incidenza del coronavirus sul mercato e sulla produzione videoludica in generale.

Tuttavia, al netto di queste motivazioni, va da sé che qualche dubbio sul risultato finale (a livello di prestazioni e promesse mantenute) rimane, contando pure il fatto che lo sviluppo effettivo di Cyberpunk 2077 sarebbe iniziato almeno 7 anni fa.

Inoltre, anche pensando alle accuse di crunch time massacrante, che avrebbe costretto i dipendenti dell’azienda a orari esagerati ed estenuanti, viene qualche sospetto che, se il gioco davvero fosse stato vicino al suo completamento, l’uscita non avrebbe dovuto essere ulteriormente rimandata.

Assieme al problema di questa release annunciata e rimandata più e più volte, teniamo in conto anche un altro problema per certi versi peggiore: l’approccio al marketing da parte di CD Projekt RED forse non focalizzato sul vero nucleo del gioco. Fra l’onnipresenza del marchio ovunque, anche su merchandise assai lontano dal mondo videoludico, e trailer e video specifici (i famosi Night City Wire), forse si è perso di vista il fatto che, nonostante la sua apertura al mondo action e degli FPS, la sua anima sarà appunto quella di un gioco di ruolo. Ciò ha generato opinioni discordanti e che, fra le varie cose, hanno per esempio accomunato questo titolo addirittura a GTA, il che ha spinto gli stessi sviluppatori a sconsigliare di vedere e giocare Cyberpunk 2077 con quest’idea in mente.

Questi dubbi sulla natura del gioco forse sono appunto stati alimentati da un marketing che ha puntato più sull’apparenza piuttosto che sul cuore del videogame, cuore di cui abbiamo parlato più sopra introducendo il discorso sulle scelte, la trama, lo stile di gioco apertamente ruolistico. Se ci pensiamo, delusioni legate ad aspettative diverse da quelle che l’utenza si era fatta le abbiamo viste innumerevoli volte: è successo con il gameplay di Death Stranding, il ritmo di gioco di Red Dead Redemption 2, le scelte di trama di The Last of Us Parte II.

Il gioco non ha un problema in sé. L’importante è approcciarsi all’opera sapendo ciò a cui stiamo giocando, sapendo cosa aspettarci e come affrontarlo per godercelo al massimo delle possibilità.

Con questi 6 motivi speriamo di avervi aiutato almeno un po’ nello scegliere se acquistare o meno Cyberpunk 2077 al lancio.
Quali sono le vostre aspettative sul gioco? Anche voi avete intenzione di sfrecciare e lasciarvi andare per le strade di Night City?

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