Hitman 3: 6 motivi per valutarne l’acquisto

Hitman 3

Tra pochi giorni arriverà sui nostri dispositivi da gaming Hitman 3, ultimo tassello dell’omonima serie. Il nuovo corso, avviato nel 2016 dalla danese IO Interactive (già creatrice della saga originale sotto l’egida di Eidos Interactive), seguito poi nel 2018 da Hitman 2, sarà appunto concluso appunto a breve, il 20 gennaio, con Hitman 3.

Nei tre giochi seguiamo i viaggi attorno al mondo e le relative missioni dell’Agente 47, killer letale e modificato geneticamente. In una vastissima varietà di location, dalla Francia al Giappone passando per paesaggi isolani, 47 si dedica a quello che sa fare meglio per conto dell’ICA (International Contract Agency).

In particolare, gli eventi di questa trilogia ci portano sia nel passato remoto della storia di 47, antecedentemente al primo capitolo originale, sia vari anni dopo Hitman: Absolution (2012). Ed è durante i primi due episodi di questa nuova stagione che l’Agente 47 viene a conoscenza dell’esistenza di Providence, una società segreta i cui influenti membri condizionano le sorti di tutto il pianeta. A questa enorme scoperta ne seguono altre, legate al passato di 47, ai membri di Providence e alle infiltrazioni di questi in tutti gli apparati mondiali, fra tradimenti e spionaggio.

In una missione che diventa sempre più personale e legata a una vendetta vecchia di decenni, 47 può contare sull’aiuto di vari comprimari: Diana Burnwood, guida e persona di fiducia di 47; Lucas Grey, figura misteriosa che si è scoperto essere stato guardia del corpo di un membro di Providence; Olivia Hall, hacker che ha già collaborato con Grey in passato. Sul lato gameplay, la serie di Hitman si presenta come un action in terza persona, con una forte preponderanza della componente stealth.

Questo lungo preambolo è stato doveroso per i neofiti e per rinfrescare la memoria anche ai fan della serie. Ma adesso siamo pronti per parlare realmente di Hitman 3: scopriamo insieme se vale la pena comprarlo o meno al day one.
Vediamo insieme i nostri 6 motivi per valutarne l’acquisto.

3 MOTIVI per acquistare Hitman 3

Lo stealth

Lo stealth è l’anima di Hitman 3, così come lo è stato per tutti i capitoli dal 2000 in avanti. Di fatto, la saga di Hitman è uno dei capisaldi del genere stealth (a fianco a titoli come Splinter Cell e Metal Gear), nonché uno degli ultimi rimasti a rappresentare questo tipo di giochi fra i tripla A.

Com’è stato per gli episodi passati, anche Hitman 3 si basa fondamentalmente sulla totale libertà di approccio del giocatore. Il cuore sandbox della storia di 47 è onnipresente infatti anche qui: per ogni missione e scenario avremo infatti moltissimi modi per arrivarci in fondo. Guardandoci attorno, studiando con attenzione i setting e ogni dettaglio, troveremo una quantità vastissima di armi o potenziali tali con cui terminare la nostra ignara vittima. Si andrà dall’uso di veleni a cadute accidentali o altri incidenti domestici, senza dimenticare la possibilità di un assassinio vecchia scuola (per esempio tramite strangolamento o pistola silenziata), magari travestendoci da guardia o da cameriere per riuscire nell’impresa.

Inoltre in Hitman 3 vediamo l’introduzione anche di nuove caratteristiche.
La prima di queste riguarda le scorciatoie: una volta che saremo riusciti a sbloccarle (per esempio aprendo una porta o dispiegando una scala), queste saranno direttamente accessibili nelle run successive, snellendo così il gameplay ma invogliandoci comunque a provare differenti approcci alle missioni.
Seconda aggiunta è lo smartphone di cui è dotato l’Agente 47. Con la fotocamera del cellulare, infatti, avremo la possibilità di hackerare porte e finestre per aprirle, e anche di analizzare l’ambiente circostante alla ricerca di informazioni ed elementi utili. Di fatto, in molte situazioni non mancherà una componente investigativa.

La conclusione del viaggio

Come dicevamo in apertura, con Hitman 3 non abbiamo solo un nuovo capitolo dell’omonima serie, ma qualcosa di più grande. Il videogioco è la drammatica conclusione(nelle parole di IO Interactive) della saga del World of Assassination e del nuovo corso dato dagli sviluppatori alla serie, che di nuovo ci consente di scavare nel passato di un protagonista carismatico come 47.

Finalmente tutti i nodi verranno al pettine e conosceremo il destino di 47, oltre a scoprire come si compirà la sua vendetta e quale sarà il fato di Providence. L’attesa sotto questo punto di vista è molta, appunto anche per l’importanza più in generale data al personaggio principale, che ha saputo ritagliarsi un posto speciale fra gli amanti del genere stealth e spesso dei videogiochi tout court.

A migliorare l’immersività e questa valenza narrativa dell’opera ci pensano uccisioni in forma di cutscene e sequenze vere e proprie (fra uno scenario e l’altro) che abbandonano lo stile visto in Hitman 2, in cui ci trovavamo di fronte a immagini statiche o semistatiche con i dialoghi in sottofondo.

Inoltre le nuove location daranno sicuramente una spinta all’immersività: Berlino, Dubai, l’altopiano inglese del Dartmoor, Chongqing in Cina, fino all’Argentina e alla Romania.
Infine, tornando al punto precedente, la grande varietà di approcci in stile sandbox, assieme alla ricerca di indizi, informazioni e segreti negli scenari, consentirà un po’ a ciascun giocatore di scrivere la propria storia.

Un’unica saga

Un altro punto a favore è senza ombra di dubbio legato nuovamente al fatto che siamo di fronte all’ultima parte di un progetto più ampio, un episodio di un’unica saga che trascende il singolo videogioco. Ad assecondare e rinsaldare con forza quest’idea di una saga connessa e coesa dal 2016 a ora c’è il fatto che Hitman 3 viene unito in tutto e per tutto ai videogiochi precedenti della serie.

Della trama e della narrazione abbiamo già detto quali siano questi legami con il passato della produzione di IO Interactive. Oltre a narrazione e trama, tuttavia, c’è anche dell’altro: com’era stato già per Hitman 2 rispetto al primo episodio, in Hitman 3 i giocatori troveranno già disponibili gli oggetti sbloccati, gli scenari e i progressi dei primi due giochi. Dunque si potranno ripercorrere gli incarichi dei videogame precedenti, con l’aggiunta però della qualità e delle funzionalità di questo nuova opera.
Ciò sarà valido solo per coloro che siano già in possesso delle due opere precedenti, che tuttavia non dovranno essere riscaricate.

3 MOTIVI per non acquistare Hitman 3

Una formula molto rodata

Come abbiamo visto finora, Hitman 3 segue schemi e meccanismi ben stabili e rodati nel corso di vari anni e vari videogiochi, anche assai prima di quest’ultima trilogia. Purtroppo questi meccanismi sono forse fin troppo rodati.

Per quanto possa essere amata la serie, per quanto possiamo apprezzare le sue modalità, il suo gameplay e la sua trama, siamo comunque di fronte al terzo episodio strutturato allo stesso modo, con ben poche novità a dare nuova linfa al franchise dell’Agente 47.

A questa caratteristica più generale aggiungiamo alcuni dettagli che potrebbero farci storcere ulteriormente il naso.
Il primo di questi è il fatto che siamo di fronte soltanto a 6 scenari: potranno essere sufficienti per molte ore di divertimento, così come saranno densissimi di segreti e vita da scoprire. Ma saranno appunto soltanto 6, nei quali le meccaniche di gioco saranno bene o male le medesime, eccezion fatta per i setting e le vittime.
Il secondo punto sono alcune scelte come gli oggetti sbloccabili: questi saranno attivabili e utilizzabili dal nostro assassino come una sorta di trofei. Forse, visto anche il contesto di killer prezzolati e attività criminali, sarebbe stato preferibile guadagnarseli, magari acquistandoli tramite denaro ottenuto in game.

Una lista di incarichi

Per il secondo dei nostri motivi negativi torniamo a parlare della trama. Se infatti, giustamente, abbiamo fatto riferimento all’importanza che la storia (e la conclusione di questa) dovrebbe avere in Hitman 3, è anche vero che già nei primi due episodi si viveva il gioco non come un organico progredire della narrazione, ma come qualcosa di abbastanza slegato.

I primi due Hitman, e la sensazione vale anche per questo terzo capitolo, hanno concatenato una serie di scenari scollegati fra di loro, tenuti assieme unicamente dal collante di una storia più o meno avvincente e interessante, a seconda del momento. Dunque resta da capire quanto Hitman 3 riuscirà a smarcarsi da una situazione di questo tipo.

Hitman 3

Così come dobbiamo capire quanto effettivamente non troveremo nell’opera di IO Interactive la fortissima sensazione di more of the same. Sensazione che è resa ancor più imponente dal fatto che, più che un gioco a sé, questa conclusione sarà di fatto come una sorta di terza parte di un unico gioco della saga World of Assassination.

Una conclusione che, nonostante questa sua natura, viene comunque venduta a prezzo pieno.
Per questo è difficile dunque giustificare un acquisto al day one, a meno che ovviamente non siate dei grandi fan del genere o ancora di più di Hitman. Non vogliamo però opporci totalmente all’acquisto, visto il potenziale e la realizzazione del gioco di IO Interactive, di livello comunque alto e sicuramente apprezzabile.

Il lato tecnico

Hitman 3, lo abbiamo detto e ripetuto, ha tantissimi lati più che positivi per volerlo acquistare all’uscita, così come ha anche invece qualche problema. Fra i problemi, segnaliamo alcuni limiti di natura tecnica che potrebbero non soddisfare i puristi del comparto grafico, ma neanche un numero maggiore di utenti.

Parlando di grafica, vediamo degli ovvi miglioramenti rispetto al passato, ma non assistiamo ad alcun balzo reale, né nulla che faccia gridare al miracolo. Ci sono migliori effetti nell’illuminazione generale, così come i riflessi; tuttavia, non c’è un vero e proprio distacco. Tra l’altro, almeno al lancio non ci sarà il supporto al ray tracing, che arriverà nel corso del 2021 su PC.

Altro dettaglio non da poco sono le animazioni: sia quelle facciali, sia quelle legate ai movimenti dei personaggi, tendono a risultare in alcune situazioni legnose e rigide, non senza risultare arretrate per un titolo di tale levatura.

In un videogioco votato allo stealth come le avventure dell’Agente 47, una cosa sicuramente apprezzata è trovare dei nemici all’altezza della sfida che stiamo cercando.
Sotto questo punto di vista, Hitman 3, per quel che è stato mostrato finora, non sembra avere un’intelligenza artificiale priva di difetti. Anzi, gli spigoli parrebbero diversi, come la facilità di evitare di essere scoperti da una guardia una volta capito il funzionamento dell’IA.
Di positivo sul fronte dell’IA, comunque, c’è la possibilità di scegliere fra vari livelli di difficoltà, che in game vanno a modificare la reattività dei nemici e anche la precisione con cui indagheranno su di noi.

Rimanendo in ambito tecnico, abbiamo parlato più in alto dell’ottenere istantaneamente tutti i nostri progressi raggiunti in Hitman e Hitman 2, purché questi giochi siano in nostro possesso. Ancora però non è chiaro il funzionamento di questa condivisione dei progressi. Dato che per il primo anno la terza avventura di 47 sarà disponibile su PC solo tramite Epic Games Store, bisognerà vedere se usufruiranno di questo supporto anche coloro che possiedono i primi episodi su altre piattaforme come Steam.

Infine, altra funzionalità a metà è il supporto alla realtà virtuale. Questa feature è infatti attesissima e potenzialmente spettacolare, potendo affrontare gli scenari di Hitman 3 in prima persona e con il visore. Tuttavia ciò sarà disponibile all’uscita soltanto tramite PSVR, ovvero il dispositivo esclusivo di PlayStation 4 e PlayStation 5.

Hitman 3

Siamo arrivati al termine di questi nostri 6 motivi, e speriamo come sempre di esservi stati di aiuto per capire cosa dobbiamo aspettarci da Hitman 3 e se l’opera di IO Interactive potrebbe fare per voi.
Intanto vi ricordiamo che il videogame uscirà il 20 gennaio su PS4, PS5, Xbox One e One X, Xbox Series S e X, Nintendo Switch, Google Stadia, PC (Epic Games Store).

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