Microsoft: tagliati 10.000 posti di lavoro da varie divisioni

microsoft lavoro

Il lavoro nel mondo del gaming fa spesso parlare di sé con abbandoni, licenziamenti e unioni sindacali, e oggi dobbiamo parlarne in merito a Microsoft.
È notizia recente infatti della scelta della multinazionale con sede a Redmond di tagliare 10.000 posti di lavoro.

Le cause: dalla crescita alla recessione

Prima del momento attuale, Microsoft ha vissuto un periodo di grande crescita dal punto di vista di vendite di hardware e software. Questo periodo ha avuto la sua coincidenza con il periodo pandemico, in cui grossissime fette della popolazione mondiale si sono ritrovate a fare un salto digitale e tecnologico non da poco. Tale salto è stato legato all’utilizzo di mezzi di ultima generazione, sia per quel che concerne lo smart working (a cui molte persone si sono approcciate per la prima volta), sia banalmente per avere più possibilità di svago nei momenti di quarantena e lockdown.

Ciò aveva consentito alla compagnia di aprirsi a nuove e numerose assunzioni. Ma purtroppo quel periodo è stata unicamente una fase, che adesso si è oramai consumata.

Gli effetti della recessione

Fra le cause che vengono citate dal CEO di Microsoft Satya Nadella e dagli investitori, abbiamo appunto la fine di questa fase di crescita, che va a sommarsi nell’inflazione sempre in aumento.
Assieme a questi motivi, abbiamo le scelte di Microsoft in merito a eventuali modifiche alla line-up dei suoi dispositivi hardware, in particolare riguardo la produzione dei suoi dispositivi. Su questo specifico argomento, tuttavia, la multinazionale non ha voluto fornire alcun dettaglio.

“[…] Forse le condizioni economiche non erano così positive come pensavamo che fossero” queste sono state invece le parole di un grosso investitore di lungo corso dell’azienda.

Il taglio nel mondo del cloud

Uno dei settori cruciali in cui Microsoft ha visto questa crescita e questo crollo è stato quello del cloud computing, dunque l’immagazzinamento e l’utilizzo di dati fruibili direttamente dal cloud, appunto.

Come vediamo da queste proiezioni per questo e per l’anno prossimo, in questo avvio di 2023 abbiamo un rallentamento della crescita fino al 35%. Un rallentamento destinato ad aumentare.
Di conseguenza, tale decrescita assai repentina (soprattutto se confrontata con i dati di partenza mostrati in grafica, risalenti a inizio 2020), ha portato Microsoft a propendere per un taglio della spesa.

I costi della manovra

Questa manovra di Microsoft, questi enormi tagli di personale non saranno senza costi. La previsione è di un costo di 1,2 miliardi di dollari entro la fine del secondo trimestre dell’anno.

Il taglio al profitto sarà di 12 centesimi per ogni azione e, viste le dimensioni dei soggetti coinvolti, le conseguenze potrebbero andare ben oltre il settore tecnologico. Questa almeno è l’opinione degli analisti.
Fra l’altro, a seguito della dichiarazione di intenti in merito ai licenziamenti, le azioni di Microsoft hanno subito un crollo nel loro valore del 2% già il primo giorno.

Le conseguenze sul mondo del lavoro in Microsoft

Come dicevamo in apertura, Microsoft si appresta così a portare a termine un taglio di 10.000 posti di lavoro, che non verranno riassegnati in nessun altro settore aziendale. Questo taglio verrà portato a termine entro la fine di marzo 2023, a partire da adesso.

Già solo nel quartiere principale a Redmond, l’azienda è pronta a licenziare prossimamente ben 878 dipendenti.
Fra l’altro, i licenziamenti previsti dalla multinazionale non sono neppure fra quelli più gravi che sta affrontando il mondo tech.

Peggio di Microsoft in termini di persone che rimarranno a casa, infatti, abbiamo Meta e Amazon (quest’ultima con licenziamenti pari a 18.000 persone). Fra l’altro, da questi dati vediamo come i 10.000 licenziati della multinazionale di Redmond siano pari al 5% della forza lavoro totale dell’azienda (che ha un totale di circa 220.000 dipendenti).

I tagli negli studi di sviluppo di Microsoft

Ovviamente a subire le conseguenze di queste scelte di gestione dell’azienda saranno pure diversi studi fra gli Xbox Game Studios, dunque i developer impegnati nella produzione di titoli videoludici.

Quelli a subire questa sorte, a quanto pare, sono 343 Industries, Bethesda Game Studios e The Coalition.
343 Industries, ve lo ricordiamo, è il team che ha in mano le sorti future del franchise di sparatutto di Halo, mentre The Coalition è il gruppo dietro Gears of War. Allontanandoci dagli FPS, abbiamo invece Bethesda, che dopo il suo passato di ruolistici di altissima fascia si sta adesso occupando di uno dei videogame più attesi del 2023, ovvero l’RPG spaziale Starfield.

rinvio di starfield redfall

L’intelligenza artificiale: i nuovi campi di investimento

Mentre da una parte Microsoft è pronta a tagliare migliaia di posti di lavoro, il CEO Nadella ci tiene comunque a far sapere che sono pronti comunque ad assumere in altri campi tecnologici, più fruttuosi in termini di investimento.
Il campo prediletto per questi nuovi investimenti sembra essere senza ombra di dubbio il mondo dell’intelligenza artificiale.

Per esempio, nel vastissimo universo delle IA, gli investimenti della multinazionale si sono diretti verso OpenAI, la startup nata nella Silicon Valley e nota per aver creato ChatGPT. In questo caso, la partecipazione della compagnia sarebbe pari a 1 miliardo di dollari.

FONTE: Reuters; TheGuardian; Bloomberg; Kotaku

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