Cyberpunk 2077: dal GDR originale al videogioco

Cyberpunk
Informazioni sul gioco

Le cose da raccontare su Cyberpunk 2077, la tanto agognata opera fantascientifica che arriva dallo studio polacco di CD Projekt RED, non sono poche.
Per questo oggi torniamo a parlare dell’universo del videogioco, ma lo facciamo in maniera un po’ differente. Infatti il nostro focus sarà il gioco di ruolo originale e cartaceo. Non sarà un articolo che approfondirà ogni dettaglio del GDR, ma una piccola introduzione alla lore e all’universo della versione fisica e a come questa viene ripresa nel videogioco.


Un po’ di storia

CyberpunkIl gioco di ruolo nella sua forma originale nacque nel 1988 dalla mente di Mike Pondsmith grazie alla casa editrice statunitense Talsorian Games, da cui il creatore del gioco riprese il classico sistema di combattimento basato su dadi a 10 e a 6 facce (poi aggiornato e modificato con il passare degli anni e con le edizioni più recenti).
In quella prima incarnazione il gioco divenne noto anche come Cyberpunk 2013, poiché appunto era questo l’anno in cui si svolgevano gli eventi a cui i giocatori al tavolo erano chiamati a prendere parte. Il gioco spinge ovviamente in un’ottica estremamente cyberpunk: storie di bassifondi, di rivalsa e ribellione contro il sistema, storie in cui i giocatori possono entrare con i loro personaggi e vivere come meglio preferiscono la loro personale avventura a Night City (la città fittizia posta fra Los Angeles e San Francisco).
In questo universo la tecnologia, soprattutto nella forma di innesti cibernetici e realtà virtuale, è la caratteristica dominante delle vite degli abitanti della metropoli.

La storia ovviamente diverge da quella della nostra realtà: essendo il gioco di ruolo stato creato nel 1988, non è stato per esempio tenuto conto del crollo del blocco sovietico e della fine della Guerra Fredda. Oltre a ciò, nel setting vediamo un progressivo disgregarsi delle superpotenze mondiali, a favore di sempre più crescenti e potenti megacorporazioni, il cui unico scopo è il profitto.
Fra le varie cose che compaiono già in questa prima edizione del GDR, troviamo l’ingombrante figura di Johnny Silverhand, rocker (leader della band nota come Samurai) e attivista politico e perfino terrorista, con una rabbia rivolta specialmente contro l’azienda nota come Arasaka. Come sappiamo bene, nel videogame Johnny è presente ed è interpretato da Keanu Reeves.

CyberpunkLa seconda edizione del gioco, datata 1990, aveva già mutato nome e periodo storico di svolgimento in Cyberpunk 2020, con modifiche alla timeline di gioco dettate da ciò che di fondamentale era cambiato nella nostra realtà fra la prima edizione e la seconda versione di Cyberpunk, come il disgregarsi del blocco comunista e la riunificazione della Germania.

Questa versione è forse la più famosa del GDR di Pondsmith, e di sicuro è quella che è rimasta più in voga nel corso degli anni. Assieme ad alcune modifiche alle regole ruolistiche e a una serie di dettagli in più sulla lore e sulla vita a Night City, nel corso del tempo questa edizione ha anche potuto contare su vari fascicoli che hanno approfondito ancora di più l’universo di Cyberpunk (con eventi storici fino al 2022, alle soglie della Quarta Guerra Corporativa, in cui non ci sono più intere nazioni a contendersi il dominio del mondo, ma direttamente aziende multinazionali).

Nel 2005 è la volta di Cyberpunk V3.0, che ha dato una svolta in senso profondamente post-apocalittico alla lore dei due precedenti giochi di ruolo, con i giocatori che prendono parte alle avventure create dai vari game master in un mondo per certi aspetti profondamente differente rispetto alle versioni 2013 e 2020. Night City (così come molte altre metropoli in tutto il mondo) è stata in gran parte distrutta da una testata nucleare, così come un virus informatico (DataKrash) ha devastato la rete informatica globale.
Questi sono stati i risultati dell’ultima guerra corporativa, che ha profondamente stravolto l’universo narrativo a cui game master e giocatori erano stati abituati fino a quel momento. Tali differenze hanno creato molto disappunto nei fan, il che ha spinto il creatore del gioco a rendere non canonica (a livello di lore) questa edizione.

Per ritrovare una versione canonica dobbiamo arrivare all’aggiunta più recente della manualistica del gioco di ruolo, ovvero Cyberpunk Red, proprio del 2020, che fa da prologo al videogioco di CDPR (a cui ha collaborato anche lo stesso Mike Pondsmith come supervisore) e che si è presentato dapprima con uno starter pack.

Il setting temporale della lore di questo manuale del GDR è spostato ancora più avanti, nel 2045, circa vent’anni dopo un’esplosione nucleare che ha coinvolto Night City durante la Quarta Guerra Corporativa, perciò con chiari riferimenti alla versione 3.0.
Il Red del titolo fa riferimento alla nube rossa, una coltre densissima che ha iniziato a ricoprire l’intero pianeta a seguito della guerra, e generatasi a causa del decadimento delle esplosioni nucleari e di molte altre forme d’inquinamento. Nonostante tale effetto stia man mano svanendo, il periodo precedente è noto come The Time of the Red.

Inoltre, qui come nell’edizione precedente, non vi è più una rete globale in cui è possibile navigare, ma soltanto reti locali più o meno grandi, che siano di un edificio o di un’intera azienda, chiusi all’esterno per evitare incursioni e virus informatici. Altra differenza sostanziale: le corporation sono in totale decadenza dopo la guerra che le ha viste coinvolte per l’ennesima volta. È questa la città in cui i giocatori, che siano Netrunner, Edgerunner o chissà che altro, muovono il loro passi.

Classi, abilità e Lifepath

Come abbiamo già visto, in Cyberpunk 2077 di CD Projekt RED ci sono 3 classi fra cui possiamo scegliere: Netrunner (legato soprattutto alla realtà virtuale e all’hacking), Solo (un vero e proprio soldato) e Techie (l’esperto di tecnologia).
Nelle molteplici edizioni del gioco di ruolo cartaceo, le classi che i giocatori possono scegliere sono sensibilmente di più. Oltre infatti alle tre precedenti, a seconda delle versioni nel GDR di Mike Pondsmith troviamo: il medtech (o tecnomedico, poi inglobato nella classe del techie); il rockerboy, che ovviamente nel videogame è rappresentato dal personaggio di Johnny Silverhand (che ci accompagna nelle nostre avventure); il nomad o nomade, vero e proprio guerriero della strada arrivato dai punti più disastrati di Night City; il fixer, esperto nel muoversi nei bassifondi della metropoli; il media, reporter o giornalista; il poliziotto (cop); il corporate executive, il direttore d’azienda.

La differenza a livello quantitativo è dunque grande, ma per spiegarla dobbiamo prima parlare di un’altra caratteristica del GDR cartaceo: i Lifepath. Nel gioco di ruolo originale i Lifepath sono un sistema per generare in maniera casuale (su cui poi ogni giocatore innesterà la narrazione sfruttando la propria fantasia), tramite l’uso di dadi a dieci facce, eventi del passato, obiettivi e motivazioni di ogni personaggio.
Nel videogioco ritroviamo i Lifepath, che sono 3 differenti prologhi che introducono gli eventi riguardanti il nostro personaggio: chi siamo, da dove veniamo e quale vita ci ha caratterizzati fino all’inizio del videogame. Questi 3 Lifepath fra cui potremo scegliere sono Nomad, Corporate e Streetkid. Queste tre possibilità del videogioco, di fatto, vanno a innestarsi sopra tre specifiche classi già presenti nel GDR originale. E chissà che non ci siano anche le altre, qua e là, magari in forma di missioni secondarie.

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Le abilità, nel gioco di ruolo fisico, non sono tantissime e il sistema di crescita del personaggio risulta abbastanza lento, non legato al salire di livello  ma con una crescita specifica per ciascuna abilità; questo con l’aggiunta di un’unica abilità speciale per ogni classe. Differentemente, in Cyberpunk 2077 ci sono più varietà e possibilità per i giocatori sotto questo punto di vista, nonostante le somiglianze legate alle caratteristiche e relative abilità.

Inoltre, nella serie di GDR è presente la Cyberware (così come non manca nel videogame di CDPR) e, come dicevamo sopra, la possibilità di dotare il nostro personaggio di impianti e innesti di varia natura, che sicuramente ci possono aiutare e fornire bonus di molti tipi, ma che allo stesso tempo possono diventare un problema. Infatti, per ogni innesto che verrà aggiunto al nostro corpo, noi perderemo un po’ della nostra empatia, diventando man mano meno umani, finché non perderemo totalmente la nostra umanità (tale condizione è nota come cyberpsicosi). A quel punto, nel gioco cartaceo il giocatore perde il controllo del proprio personaggio, che diviene controllato dal game master e nemico degli altri giocatori (finché non viene ucciso o catturato per essere rieducato). La cyberpsicosi è presente nel videogame di CD Projekt RED, tra l’altro con diverse quest secondarie dedicate a questa futuristica malattia.

2077

Questo è stato solo un altro nostro viaggio all’interno del mondo di Cyberpunk 2077, prima che Cyberpunk fosse un videogioco. Ma adesso siamo pronti per tuffarci ufficialmente nelle notti videoludiche di Night City.

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