Oddworld: Soulstorm: 6 motivi per valutarne l’acquisto

Soulstorm
Informazioni sul gioco

Il 6 aprile arriverà nelle nostre case Oddworld: Soulstorm, titolo che ci riporterà indietro di qualche anno. Torneremo infatti a interpretare un personaggio simbolo dell’industria videoludica, ovvero Abe il Mudokon.

L’alieno Abe nacque nel 1997, in Oddworld: Abe’s Oddysee, gioco del team di sviluppo Oddworld Inhabitants. Già l’anno successivo, nel 1998, uscì il sequel Oddworld: Abe’s Exoddus. Tralasciando altri giochi della saga, questi primi due sono molto importanti. Il primo è uscito nuovamente in forma di remake nel 2014 come Oddworld: New ‘n’ Tasty e il secondo è in parte ciò di cui parliamo oggi.

Soulstorm si pone infatti come sequel di New ‘n’ Tasty, dunque sequel di un remake.

Oddworld Soulstorm

Il gioco avrà un’impostazione da platform in 2.5D, dunque con grafica ed elementi tridimensionali, ma principalmente con sviluppo bidimensionale. Nell’avventura seguiremo appunto Abe nel viaggio sul suo pianeta natale, Oddworld. Nel primo gioco Abe aveva liberato i suoi compagni Mudokon, che stavano per essere trasformati in cibo nelle RuptureFarms controllate dagli alieni Glukkon.

Anche in questo secondo capitolo dovremo occuparci della salvezza della nostra specie, fra le macchinazioni dei Glukkon, la violenza dei loro galoppini Slig e tutti i pericoli annessi. E magari, lungo il tragitto, infiammare una rivoluzione degli oppressi.

Dopo questo breve riepilogo, possiamo addentrarci fra quelli che sono i nostri 6 motivi per valutare l’acquisto di Oddworld: Soulstorm.

3 Motivi per Acquistare Oddworld: Soulstorm

Un remake che non è un remake

Oddworld SoulstormOddworld: New ‘n’ Tasty, lo abbiamo ricordato, fu il remake del primo episodio della saga di Abe. Allo stesso modo, Soulstorm sarà una riproposizione di quello che fu Abe’s Exoddus.

Certamente non mancano punti di contatto fra le due opere: il forte legame con il primo capitolo, la presenza degli elementi classici della trama come la bevanda che dà il nome al gioco (la SoulStorm appunto) e l’impianto d’imbottigliamento SoulStorm Brewery.
Tuttavia, al di là di questi, siamo davvero di fronte a un remake, a un mero rifacimento di ciò che abbiamo già giocato e vissuto 23 anni fa?

Guardando le novità introdotte, parrebbe proprio di no.
Da ciò che abbiamo carpito finora in merito alla trama, sappiamo che ci saranno più personaggi rispetto a Abe’s Exoddus, con annesse quest e attività che andranno oltre il semplice salvataggio dei Mudokon schiavizzati.

Anche sul lato gameplay ci saranno molteplici novità.
Potremo per esempio nasconderci in anfratti e armadi per passare inosservati ai nostri nemici, potremo craftare gadget e oggetti utili da usare per superare pericoli e puzzle.
Addirittura potremo affidare dei gadget ai Mudokon che avremo liberato, cosicché ci diano una mano nella fuga e nella ribellione al potere.
Siamo di fronte a un remake che però sarà sicuramente in grado di fornire un grande quantitativo di innovazione.

Una sfida continua

Se c’è una cosa per cui sono ricordati i videogiochi della serie imbastita da Oddworld Inhabitants è il grado di sfida e di difficoltà. Infatti, per quanto sia difficile terminare i loro giochi, sicuramente non è proibitivo. Il momento però in cui i problemi iniziano a diventare insormontabili è quando pensiamo alla salvezza di tutti i Mudokon.

Fin dal primo gioco la vera sfida per ogni gamer è stato il salvare tutti i malcapitati e sfruttati alieni delle RuptureFarms prima e della SoulStorm Brewery poi. Se avete già apprezzato questo elemento nei giochi originali oppure se questo tipo di sfida è ciò che state cercando, allora Oddworld: Soulstorm fa al caso vostro.

Infatti nel gioco in uscita saranno ben 301 i Mudokon da salvare, contando quelli fuoriusciti dalle RuptureFarms del primo episodio e le centinaia da liberare in questo secondo capitolo.

Per riuscire nella quasi impossibile impresa dovremo saper coordinare perfettamente riflessi, capacità nel risolvere i puzzle, intelligenza, impartire i comandi adeguati ai nostri compagni, scegliere con cura il tragitto per non trovarci nel posto sbagliato al momento sbagliato.
A questo aggiungiamo una buona dose di fortuna e solo così potremo pensare di cavarcela, noi e gli ex-schiavi.

Un mondo di gioco vivo

Altro elemento a favore dell’acquisto è sicuramente il fatto che in Soulstorm abbiamo a che fare con un videogioco vivo.
Lo abbiamo già accennato nei due punti precedenti: saranno molti di più i personaggi presenti in Soulstorm rispetto all’originale, e a questi dobbiamo aggiungere le centinaia di Mudokon da salvare e con cui interagire lungo il progredire dei livelli.

Tuttavia, senza contare questa sostanziosa mole di personaggi e compagni, sono molte altre le creature e i nemici che popolano Oddworld.
Partendo dalla catena di comando della malefica azienda al centro delle vicende, troviamo i Glukkon con i loro completi e la loro passione per il guadagno.
Subito sotto troviamo gli Slig, armati fino ai denti con un vasto arsenale. Ci daranno la caccia con fucili e granate, con le loro gambe robotiche e in alcuni casi con delle apposite eliche che gli permetteranno di volare.

In aiuto ai Glukkon e agli Slig, a rendere mortalmente vivo l’universo di Soulstorm abbiamo una lunga serie di marchingegni e tecnologie creati apposta per l’oppressione e la soppressione dei Mudokon.

A concludere la lunga lista di elementi che concorreranno a rendere l’opera di Oddworld Inhabitants ci sono le varie specie animali, native e non, di Oddworld.
Fra queste, le più caratteristiche e note sono sicuramente gli Scrab e i Paramiti, rossi e dalle lunghe zanne i primi, gialli e dal muso a forma di mano i secondi.

3 Motivi per Non Acquistare Oddworld: Soulstorm

Un genere molto specifico

Per il primo dei nostri 3 motivi per cui forse Oddworld: Soulstorm potrebbe non essere adatto a molti giocatori, dobbiamo analizzare il genere del gioco.

L’opera degli sviluppatori statunitensi, come detto in apertura, è un platform in 2.5D, che unisce la sua essenza da gioco a piattaforme con una grafica tridimensionale e moltissimi elementi con cui interagire.
Inoltre non manca una lunga serie di puzzle ed enigmi da risolvere, oltre alle sezioni in cui dovremo arrovellarci per uscirne vittoriosi.
Queste specificità del gameplay e dei generi di riferimento potrebbero non incontrare favorevolmente il gusto di molti gamer, propensi a ben altre tipologie di videogiochi.
Pensiamo alla mancanza di una vera e propria tridimensionalità, alla linearità e alla sequenza di elementi e incarichi molto simili fra di loro.

Anche da un punto di vista più meramente legato al genere fantascientifico, Oddworld: Soulstorm spinge continuamente l’acceleratore sul suo genere di riferimento.
Non vi è momento in cui il gioco non ci ricordi con cosa abbiamo a che fare. Lo fa attraverso le ambientazioni, i personaggi, i gadget o le situazioni fuori di testa.
Dunque, se pensate di non essere pronti ad affrontare un intero gioco di pura fantascienza, oppure se pensate che un platform vecchio stile non faccia per voi, evitate questa sorta di tuffo nel passato.

Il sapore vintage

Perché con Oddworld: Soulstorm è con questo che abbiamo a che fare, un tuffo nel passato.
Abbiamo citato come quest’ultimo prodotto degli Oddworld Inhabitants sia ricco di novità e differenze rispetto all’Abe’s Exoddus su cui si basa.
Tuttavia è pur sempre una specie di remake, di revisione di ciò che era stata l’opera originale.
La trama, molto semplice, è decisamente figlia degli anni ’90, senza colpi di scena e con una forte linearità.

Allo stesso modo, la struttura a zone ben distinte e a livelli ci ricorda che abbiamo a che fare con un videogioco creato per diverse generazioni videoludiche fa.

Parlando in generale, ciò ovviamente non è un malus né un problema. Al di là infatti della schiera di estimatori del retrogaming, che potrebbero vedere in Soulstorm un ritorno alle origini, c’è da contare gli innegabili pregi dell’opera originale e di questa nuova versione.Purtroppo c’è da tenere presente che un gioco di questo tipo (con le particolarità del gameplay di cui abbiamo già parlato) potrebbe non rispecchiare le esigenze ludiche di tutti.

Assieme al gusto retro dell’opera troviamo la difficoltà proibitiva tipica del videogame originale. Per alcuni una sfida di questo tipo può essere stimolante, ma per altri potrebbe risultare snervante ed eccessiva.

Dubbi sulla produzione

Concludiamo la nostra lista di motivi con quella che è stata la produzione e lo sviluppo di Soulstorm. Come sappiamo, il primo capitolo di questa nuova versione (Oddworld: New ‘n’ Tasty) è uscito nel 2014. Fra quello e il secondo episodio sono dunque passati 7 anni.

Infatti, come vi abbiamo già raccontato, se torniamo indietro di qualche anno troviamo che il primo annuncio del gioco risale al 2016. In quella prima occasione si era parlato addirittura di un’uscita nel 2017.

Quello fu solo il primo annuncio, e da allora si sono susseguiti diversi rinvii.
Il primo ha spostato la data della release dal 2017 al 2018, e da lì al 2019.
Ed è solo nel 2019 che abbiamo avuto non l’uscita di Oddworld: Soulstorm, ma il primo teaser.

Tuttavia neanche il 2020 è stato l’anno giusto, ma almeno abbiamo avuto l’ufficializzazione dell’arrivo nelle nostre case del gioco.
È stato infatti con il trailer mostrato durante i The Game Awards 2020 e con il comunicato del presidente della software house Lorne Lanning che abbiamo saputo che il gioco sarebbe uscito questa primavera.
Infine, con un trailer datato febbraio 2020, abbiamo avuto la data precisa, ovvero il 6 aprile.

Durante questo lungo lasso di tempo il team di Oddworld Inhabitants non ha mai mancato di mostrare elementi e processi produttivi, dalle idee ai primi asset, dai concept alle prime renderizzazioni.
Possiamo a ragione dire che non si sono mai tirati indietro dal parlare del progetto e del modo in cui lo stavano portando avanti.

Tuttavia, nonostante gli Oddworld Inhabitants non siano uno studio di grandi dimensioni, tutti questi anni necessari alla release di un gioco sono tempi geologici in ambito videoludico. E purtroppo abbiamo molti esempi, anche recenti, in cui una lunga attesa non significa un buon prodotto.
Ciò non vuol dire che Oddworld: Soulstorm sarà da evitare, ma magari alcuni preferiranno attendere e scoprire la qualità dell’opera, prima di azzardarsi ad acquistarlo.

Soulstorm

Con questo abbiamo concluso i nostri 6 motivi per cui acquistare e non acquistare Oddworld: Soulstorm.
E voi lo comprerete al day one?

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