Xbox Series X: Come giocare a 120 FPS

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Informazioni sul gioco

Se vi siete imbattuti in questo articolo è probabile che stiate cercando una guida per sfruttare al massimo le vostre nuove Xbox Series X, puntando ai 120fps (fotogrammi al secondo) in quei giochi che offrono questa possibilità.

Tranquilli però, non sarà un articolo criptico e comprensibile solo da chi già mastica determinate questioni, magari avete solo sentito nominare l’argomento su qualche gruppo Facebook e siete alla ricerca di informazioni più dettagliate, per capire cosa comportino i 120fps, quali siano i vantaggi offerti da questa modalità e soprattutto come poterla attivare.

Questo articolo dunque parla a tutti voi, sia a chi già comprende il funzionamento di determinate dinamiche, sia e soprattutto a chi invece vuole capirci finalmente qualcosa.

Iniziamo dalle basi.

FRAME-RATE

Per anni la risoluzione nativa dei giochi è stata al centro del marketing dei produttori hardware, ma con l’avvento di questa next gen si è dedicato il giusto spazio anche al frame-rate.

In pratica il frame-rate è il numero di fotogrammi che la console invia allo schermo e viene calcolato in frames per second (da qui l’acronimo F.p.s.).

La maggior parte dei giochi console, soprattutto nelle ultime due generazioni, si vincolava a un massimo di 30fps, la soglia minima accettabile per poter giocare dignitosamente alla maggior parte dei generi. Tuttavia in alcuni specifici contesti superare questa soglia diventa un vantaggio tangibile, vedi i giochi competitivi, gli FPS come Call of Duty (che infatti ha sempre puntato ai 60fps) o i giochi d’azione alla Devil May Cry, in quanto prodotti che necessitano di maggiore reattività da parte dell’utente.

A questo punto va detto che l’aumento del frame-rate non determina per forza di cose anche una diminuzione della latenza, ovvero del ritardo tra l’azione che noi diamo in input e la sua effettiva registrazione, perché l’input lag dipende da svariati fattori.

Ci sono giochi che a 30fps hanno la stessa latenza di giochi che vanno a 60fps, ma ciò nonostante e per linea di principio, un aumento del frame-rate riduce quella che possiamo definire latenza minima potenziale, con un bel vantaggio in termini competitivi. Per questo l’importanza di poter giocare a frame-rate elevati è ben conosciuta dai giocatori PC, dove fin da sempre c’è ampio margine di personalizzazione sia hardware che software.

L’utente che gioca da PC può infatti decidere risoluzione, dettagli e frame-rate a seconda della sua configurazione e nei giochi che lo necessitano può anche raggiungere e superare i 120 fotogrammi al secondo. Su console è invece la prima volta che sentiamo parlare di 120fps, una soglia particolarmente alta e che probabilmente verrà raggiunta da una percentuale esigua di videogiochi, ma che comunque merita di essere presa in considerazione.

Cosa occorre dunque per poter giocare in questo modo?

TV COMPATIBILE

Se nel mondo PC si possono scavalcare i limiti del nostro monitor o TV semplicemente disattivando una funzione chiamata V-sync, la quale vincolerebbe il numero di fotogrammi renderizzati alla velocità di aggiornamento del pannello, su console i preset grafici dei giochi si legano a doppio filo con le impostazioni di sistema.

Nozioni complesse? Cerchiamo di semplificare e di comprendere la correlazione tra refresh-rate e frame-rate, dove il refresh-rate è appunto la velocità con cui il nostro schermo aggiorna le immagini. Supponiamo di avere un monitor a 60Hz. Vuol dire che il pannello potrà visualizzare 60 immagini diverse ogni secondo.

Su PC possiamo decidere se vincolare l’output dei fotogrammi a questa soglia, oppure ignorarla e superarla, tutto sta appunto al v-sync.

Con il v-sync attivo la scheda video sincronizzerà il rendering delle immagini all’aggiornamento singolo del pannello, restituendo dunque i 60 fotogrammi al secondo sincronizzati con i 60 aggiornamenti al secondo del monitor. Togliendo il v-sync la GPU sarà invece libera di renderizzare questi fotogrammi a piacimento, magari a tratti 70 in un secondo, poi 80 in un secondo, con picchi a 90 ogni secondo e così via a seconda della potenza della scheda stessa.

Superare la soglia del refresh-rate comporta però degli artefatti, il più conosciuto è il tearing, ovvero la sovrapposizione di due o più fotogrammi che generano uno strappo visibile sullo schermo. Il vantaggio invece è una diminuzione della latenza con conseguente miglioramento della risposta ai comandi.

Tutto questo su console non si può fare. Sono gli sviluppatori che decidono, in fase di ottimizzazione, il frame-rate e la presenza o meno del v-sync. Il giocatore non ha margine di personalizzazione.

In alcuni giochi, sempre gli sviluppatori, decidono di introdurre diversi preset che sono poi diverse ottimizzazioni specifiche. Per capirci: Sea of Thieves su Xbox Series X offre due preset, uno a 60fps con risoluzione nativa di 3840*2160 e uno a 120fps con risoluzione di 1920*1080.

Gli sviluppatori hanno ottimizzato le risorse prima per favorire la qualità visiva e poi per migliorare la frequenza dei fotogrammi. L’utente può dunque scegliere in che modo giocare ma per farlo necessita anche di un televisore o monitor adatto al caso.

I preset del gioco infatti si possono selezionare solo in relazione alle impostazioni di sistema, quelle della console stessa (salvo specifiche e rarissime circostanze). Se Xbox Series X è collegato a un monitor o una TV con al massimo 60Hz di refresh-rate, il preset dedicato ai 120fps non si potrà attivare.

Per poterlo attivare è necessario un televisore (o monitor) compatibile con i 120Hz nativi. Solo in questo modo si potranno selezionare i 120Hz nelle impostazioni dell’Xbox e solo così si potrà successivamente selezionare l’output a 120fps nelle opzioni video del gioco.

Ma non è tutto, anche l’interfaccia riveste un ruolo fondamentale.

HDMI 2.0 VS HDMI 2.1

HDMI, ovvero High Definition Multimedia Interface. Inutile spiegare di che si tratti, è una terminologia ormai sulla bocca di tutti, almeno per quanto riguarda il suo acronimo. Di fatto altro non è che il cavo con cui colleghiamo la nostra console al Televisore oppure al monitor, ma a partire dalle specifiche dell’interfaccia si possono ottenere risultati differenti.

Esistono infatti diverse versione di HDMI, la più recente è la 2.1, quella equipaggiata su Xbox Series X/S, mentre fronte monitor e televisori la più diffusa è ancora la versione precedente, la 2.0.

Ogni variante dell’HDMI ha le sue specifiche tecniche e le sue caratteristiche, tuttavia in questo caso a noi basta prendere in considerazione come risoluzione e refresh-rate si leghino alla banda passante offerta dalla 2.0 e dalla 2.1.

In pratica la velocità di trasferimento dati della versione 2.0 è molto più bassa di quella raggiungibile con la versione 2.1 (per gli amanti dei numeri 18Gbps contro 48Gbps). Questo comporta dei vincoli quando la TV non dispone di HDMI 2.1.

Con la vecchia interfaccia 2.0 i 120Hz non si possono attivare in contemporanea alla risoluzione UHD 4K, si deve scendere a compromessi attivando nelle impostazioni console il 1440p oppure il vetusto 1080p (esiste una alternativa chiamata sottocampionamento della crominanza in 4:2:0 ma non è un’opzione molto diffusa, di conseguenza meglio non argomentarla onde evitare di ubriacarvi con nozioni superflue). A questo punto dobbiamo soffermarci sul modo in cui le console Xbox gestiscono le impostazioni di output.

Se la nostra Series X è collegata a una TV con HDMI 2.0, una volta nelle impostazioni video avremo modo di attivare i 120Hz solo ed esclusivamente impostando una risoluzione massima di 2560*1440p. Nel momento in cui l’utente sceglie come output la risoluzione UHD 4K, la voce 120Hz sparisce dal menù a tendina e si possono selezionare solo i 60Hz. Al contrario se il nostro Xbox riconosce l’interfaccia HDMI 2.1 del televisore, allora e solo allora si potranno attivare sia l’output in UHD 4K e i 120Hz.

Si tratterebbe di un sacrificio accettabile, in quanto i giochi a 120fps su Series X riducono la risoluzione di rendering per ridistribuire le risorse di sistema, se non fosse che in questo modo l’utente deve rinunciare anche all’HDR.

Abbiamo già affrontato l’argomento in un articolo dedicato. Le console Xbox vincolano l’output in HDR alla risoluzione, al contrario di PC e PlayStation che invece ne consentono l’attivazione a prescindere, previa compatibilità dello schermo.

Di conseguenza, se l’utente decide di giocare a 120Hz su di un monitor o TV che dispone di HDMI 2.0, dovrà impostare una risoluzione massima di 1440p rinunciando all’HDR. Solo ed esclusivamente con interfaccia HDMI 2.1 si ottiene una sorgente in UHD 4K a 120Hz con HDR attivo.

Ci chiederete a questo punto, che senso abbia una vincolo simile quando all’atto pratico i giochi con preset a 120fps non raggiungono la risoluzione di 2160p, ed effettivamente la scelta di Microsoft è alquanto discutibile, ma salvo futuri e improbabili ripensamenti allo stato attuale non vi è alcuna alternativa.

Ricapitolando

Analizziamo ora lo scenario migliore, ovvero Xbox Series X collegato a un televisore con HDMI 2.1 e 120Hz nativi.

Nelle impostazioni della console avremo modo di attivare tutte le funzioni principali, scegliendo un output in UHD 4K con HDR attivo e i tanto desiderati 120Hz, magari con addirittura il Variable Refresh-Rate. Una volta avviato un gioco con preset a 120fps, questo riconoscerà le impostazioni di sistema e ci permetterà di scegliere come giocare.

Ricicliamo Sea of Thieves: l’utente nelle impostazioni video del gioco avrà modo di decidere tra una risoluzione di rendering in 3840*2160 a 60 fotogrammi al secondo, oppure una risoluzione più bassa, di 1920*1080 ma a 120 frames per secondo.

Quindi, ricapitolando: per poter giocare a 120fps serve innanzitutto un televisore compatibile con i 120Hz e devono essere nativi. Attenzione a non confondervi con gli algoritmi di interpolazione, spesso indicati in Hertz, come il Motion Plus di Samsung (Questo argomento richiede un articolo dedicato, quindi continuate a seguirci se vi interessa comprendere chiaramente la differenza).

L’interfaccia invece può essere sia HDMI 2.0 che HDMI 2.1, l’importante è sapere che nel primo caso, pur potendo attivare i 120Hz e di conseguenza le modalità a 120fps dei giochi che lo prevedono, si dovrà rinunciare all’HDR ed è un grosso compromesso.

Quindi se rientrate tra quegli utenti che provano un forte interesse verso i 120 fotogrammi al secondo, dovete dotarvi di un pannello all’altezza del compito e nel caso siate interessati all’acquisto di una TV in grado di supportare i 120Hz, vi conviene sempre leggere attentamente le specifiche tecniche, per comprendere se tale funzione si accompagni anche a una interfaccia HDMI 2.1 e se vi è la possibilità di attivare il VRR (Freesync).

In genere solo i televisori di fascia più alta e dai 55 pollici in su, consentono di attivare tutte queste caratteristiche contemporaneamente, come per esempio i Samsung della serie QLED a partire dal modello 55Q70T o gli LG Nanocell a partire dal 49Nano86.

Sul versante dei monitor c’è invece una scelta maggiore se l’obiettivo sono i 120Hz, magari con Freesync, perché nonostante non vi siano al momento modelli dotati di HDMI 2.1, c’è una grande varietà di monitor QHD, ovvero con risoluzione massima di 2560*1440 e refresh-rate sino a 144Hz.

Xbox Series X è nativamente compatibile con questa risoluzione, di conseguenza se la rinuncia all’HDR non è per voi un compromesso impossibile da accettare, l’opzione monitor da gaming non va sottovalutata.

Il resto è nelle vostre mani e si lega alle vostre singolari esigenze e al budget a vostra disposizione.

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