Sono già diversi mesi che il prezzo delle memorie è salito vertiginosamente. Si tratta di una crisi delle RAM senza precedenti, che ha un impatto diretto in ogni altro settore dell’elettronica.
Dal computer aziendale, passando per lo smartphone d’uso comune sino all’automotive, tutti hanno bisogno di memorie per far funzionare i loro dispositivi. Si tratta quindi di una situazione che trascende il gaming ma che ovviamente riguarda anche noi videogiocatori.
Nell’articolo di oggi cercheremo di riassumere nel miglior modo possibile le cause che hanno portato ai prezzi delle memorie attuali, cercando anche di prevedere l’impatto sul medio e lungo termine, in attesa di un auspicabile ritorno alla normalità.
Vista l’imprevedibile volatilità delle informazioni, l’articolo è in costante aggiornamento.
Indice
Le cause della crisi delle RAM e dei prezzi altissimi per le memorie
Il prezzo delle memorie RAM ha sempre subito oscillazioni, tuttavia, ciò che sta succedendo in questo periodo va ben al di là dell’aumento momentaneo dovuto a scarsa disponibilità, magari dovuta a una penuria di materie prime.
Quello che è successo nei mesi scorsi è stata una drastica riallocazione della capacità produttiva su scala globale. Ad innescare questo processo è stata la nascita e la diffusione dell’intelligenza artificiale, compresa la chatGPT, ormai d’uso comune.
Una rivoluzione sotto certi aspetti, con effetti positivi in ogni ambito, in primis il gaming che ha visto l’esordio di soluzioni di scaling formidabili come il Deep Learning Super Sampling di Nvidia (se volete approfondire come funziona vi consigliamo di leggere un nostro precedente approfondimento), ma ogni avanzamento ha il suo prezzo… e lo stiamo pagando caro.
Partiamo quindi dalle basi e cerchiamo di capire cosa sta succedendo.
Cosa ha generato la crisi del RAM?
La causa della crisi che sta paralizzando il mercato hardware risiede, come detto, in una riallocazione strutturale della capacità produttiva.
La ragione di questo squilibrio è l’esplosione della domanda di memorie di tipo HBM, acronimo di High Bandwidth Memory, innescata dalla crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale generativa.
Per comprendere l’entità del problema, è necessario analizzare la differenza tra memoria HBM e la classica DDR5 o DDR4 ben conosciuta ai giocatori. Perché nonostante si tratti di memorie diverse, la produzione dell’una influenza la produzione delle altre.
RAM DDR5 esaurite a causa delle memorie HBM?
Per prima cosa è necessario analizzare la differenza architetturale e prestazionale che separa le memorie DDR5 dalle HBM.
Sebbene entrambe condividano la medesima base tecnologica DRAM, la loro ingegnerizzazione risponde a paradigmi opposti, rendendo la produzione di HBM estremamente più ingorda di risorse per l’ecosistema industriale.
Architettura Planare e Verticale
La memoria DDR5 rappresenta l’ultima iterazione della struttura tradizionale, così detta planare, dove i chip sono disposti orizzontalmente su un modulo (DIMM) e comunicano con la CPU attraverso un bus di dati veloce per l’utilizzo gaming (o desktop/ufficio) ma relativamente lento se rapportato ai risultati ottenuti da altre tipologie di memoria, tra queste le HBM.
La memoria HBM adotta una struttura verticale dove i die vengono impilati uno sopra l’altro e collegati attraverso migliaia di fori microscopici chiamati Through Silicon Vias.
Questa configurazione permette alla memoria HBM di essere posizionata direttamente sull’acceleratore IA, riducendo drasticamente le distanze fisiche e permettendo un bus di comunicazione velocissimo.
Impatto sulla produzione delle memorie RAM
Se da una parte le memorie HBM risultano più veloci ed efficienti, nonché fondamentali per gli applicativi AI, richiedono anche un investimento produttivo di gran lunga superiore.
Non è solo questione di materie prime e tempo richiesto per completare un singolo modulo, l’intera catena produttiva delle HBM è più instabile e soggetta a fallimento.
In una pila HBM ogni singolo strato deve essere testato prima dell’impilamento. Se si impila un chip difettoso, si perde l’intero modulo. Questo richiede sessioni di test estese che rallentano la catena di montaggio.
Inoltre, l’impilamento di 8, 12 o 16 strati richiede altissima precisione per far combaciare i fori TSV. Questo processo è intrinsecamente più lento rispetto al montaggio superficiale di un chip DDR5 su un modulo DIMM.
A fronte di quanto espresso i produttori di RAM hanno preso una decisione drastica che ci ha portati alla situazione attuale.
Perché le RAM costano così tanto?
Il mercato globale delle memorie RAM è una sorta di oligopolio con tre aziende di grandi dimensioni che controllano oltre il 95% della quota di mercato.
Sono le recenti decisioni strategiche di SK Hynix, Samsung Electronics e Micron Technology la causa primaria degli aumenti di prezzo del 2025 e del 2026.
Ma cosa stanno facendo nel concreto questi produttori?
Shortage RAM: di chi è la colpa?
Tutti i protagonisti di settore hanno deciso di dirottare le risorse produttive verso le memorie HBM destinate al settore dell’intelligenza artificiale.
Come detto in precedenza non è una questione legata nello specifico alla carenza di materie prime, quanto più a una riallocazione interna, aziendale, in funzione dei margini di profitto.
In pratica: ciò a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno è stata una vera e propria riconversione industriale improvvisa. I produttori non si sono limitati a cambiare i piani di vendita, ma hanno modificato fisicamente il modo in cui operano le loro fabbriche.
Tuttavia non si può parlare di colpe o addirittura di etica. Siamo pur sempre in un contesto commerciale. La direzione intrapresa da Samsung, Micron e SK Hynix si lega molto banalmente ai margini di profitto.
Crisi delle memorie a causa della IA
La differenza nei margini di profitto è stata la discriminante principale, è ciò che ha reso questa scelta inevitabile per tutti i protagonisti del settore.
Per capirci, vi basti pensare che il margine di profitto lordo sulle memorie DDR5 destinate ai singoli consumatori si aggira solitamente tra il 20% e il 30% ed è pure un mercato ad alta concorrenza dove il prezzo è dettato dalla domanda al dettaglio.
Nel settore IA, vendendo memorie HBM alle grandi aziende che hanno investito molto in questo segmento, i margini di profitto lordo superano il 70%.
Vendere un singolo blocco di memoria HBM genera lo stesso profitto di decine, se non centinaia, di moduli RAM per PC e di conseguenza produrre memorie per i giocatori o per gli uffici è diventato quasi un fastidio rispetto alla redditività dei chip per l’intelligenza artificiale.
Per questo motivo il consumatore finale non è più la priorità per i grandi produttori di memorie, al momento è un mercato secondario a cui attingere solo nei momenti di surplus ed è per questo che è scoppiata la crisi delle RAM.

Impatto della crisi delle RAM sul PC Gaming
A questo punto, avendo delineato le principali cause degli attuali prezzi delle DDR5, è chiaro che la categoria di consumatori più colpiti sono proprio i giocatori PC, dispositivo che va assemblato in modo equilibrato per massimizzare le prestazioni.
Chi ha già comprato il suo computer deve sperare di non avere problemi con la RAM e chi invece era intenzionato a fare l’upgrade hardware si trova probabilmente in una situazione terrificante.
Anche avendo a disposizione le somme richieste, è quasi una questione di principio decidere di non spendere così tanto per dei banchi di RAM DDR5.
Prendendo come riferimento un kit standard DDR5 da 32GB da 6000MT/s possiamo osservare un aumento brutale dei prezzi. In percentuale abbiamo un aumento medio globale che varia dal +180% al +220%.
Parafrasando, se un kit di memoria costava 110 euro nel 2024, oggi lo si può trovare anche attorno ai 300 o 350 euro. La situazione è chiaramente insostenibile e non risparmia nemmeno le memorie più datate.
Prezzi delle DDR4 nel 2026
Scendere a compromessi assemblando un PC più datato sul quale montare banchi di RAM DDR4 sembrava una scelta intelligente fino a pochissimo tempo fa.
Il mercato però non è mai stato così imprevedibile e giusto durante il mese di gennaio 2026 abbiamo assistito a un’esplosione verticale dei prezzi delle DDR4.
Meglio DDR4 o DDR5 nel 2026?
La situazione delle DDR4 è, paradossalmente, ancora più critica e instabile rispetto a quella delle DDR5. Sebbene si tratti di una tecnologia di precedente generazione, il mercato sta registrando anomalie che sfidano ogni logica o memoria storica.
Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, ovvero una progressiva riduzione del prezzo della tecnologia più vecchia, i prezzi al dettaglio delle DDR4 sono esplosi con una velocità addirittura superiore a quella delle DDR5.
Gennaio 2026 ha registrato un +172% per le DDR4 e un +76% per le DDR5. Questo significa che, mentre le DDR5 sono aumentate in modo costante e strutturale, le DDR4 hanno subito una aggressiva speculazione dovuta alla disperazione degli utenti che, non potendo permettersi i nuovi sistemi DDR5, si sono riversati in massa sui componenti per le piattaforme precedenti.
Chi sperava di trovare rifugio nel passato rimarrà deluso, ma il peggio potrebbe arrivare lungo il corso di quest’anno.
Prezzo delle schede video e crisi delle RAM
Esistono diverse tipologie di RAM ma tutte competono per gli stessi wafer di silicio. Ciò implica che quando le aziende produttrici dirottano le loro risorse verso le memorie HBM, non sacrificano solo il segmento delle DDR ma anche quello delle GDDR, ovvero le memorie destinate alle schede video.
Purtroppo cercare di prevedere oscillazioni di prezzo sulle GPU è attualmente impossibile. Il mercato è talmente instabile che qualunque pronostico potrebbe ribaltarsi nel giro di poco tempo.
La stessa Nvidia aveva dichiarato che non ci sarebbero stati grossi problemi per quanto riguarda le sue RTX ma di recente ha dovuto cambiare strategia.
Niente RTX 5000 SUPER a causa dei prezzi delle memorie
Le potenziali versione SUPER della serie RTX 5000 non sono state ancora annunciate (circostanze sicuramente legate allo shortage delle RAM) e pare che la grande N stia spingendo sulla produzione di GPU dotate di meno VRAM, come le RTX 5060 da 8GB che tanto hanno fatto discutere i giocatori.
Sbilanciando la produzione verso le GPU con meno memoria, è probabile che assisteremo a un aumento dei prezzi dei modelli equipaggiati con più moduli, come le RTX 5060 Ti da 16GB o la RTX 5070 Ti.
Aumento del prezzo per le schede video Nvidia e AMD
La situazione delle GPU al momento non è poi così grave, hanno attraversato contesti storici peggiori come per esempio il periodo del mining.
Resta il fatto che i tre protagonisti del segmento, ovvero Nvidia, AMD e Intel, hanno già iniziato a rivedere le loro strategie:
- Nvidia ha pianificato una riduzione della produzione della serie RTX 5000 tra il 30% e il 40% per la prima metà del 2026. Questo non per mancanza di chip grafici, ma per l’impossibilità di reperire abbastanza moduli VRAM.
- AMD ha già confermato un aumento medio del 10% su tutta la gamma Radeon. Anche i partner terzi come Sapphire, ASUS e MSI stanno applicando rincari che vanno dai 20 dollari per i modelli da 8GB fino a oltre 40 dollari per quelli da 16GB.
- Intel ha invece posticipato annuncio e lancio della sua prossima GPU per favorire le varianti Arc Pro B70 con 32GB di VRAM, più appetibili in un mercato dove la memoria scarseggia.
Le GPU con 8GB di VRAM aumenteranno di prezzo?
Date le circostanze sarà sempre più difficile acquistare schede video con 12 e 16GB di memoria. L’utenza PC dovrà ripiegare sui modelli con 8GB, gli unici che potrebbe mantenere prezzi più accessibili.
Si tratta però di modelli poco futuribili a causa dei vincoli legati al quantitativo di memoria. Già oggi diversi giochi richiedono di allocare più dati nella memoria video, eccedendo i limiti imposti dagli 8GB.
Ciò nonostante non è nostra intenzione innescare allarmismo, l’imprevedibilità del mercato attuale ci impone di lasciare in sospeso la questione delle GPU con la promessa di un aggiornamento se e quando avremo dati concreti su cui costruire una analisi dettagliata.
Tuttavia, è molto ingenuo credere che la crisi della RAM non avrà un impatto negativo anche sui prezzi delle GPU, nonché delle attuali console da gioco.
Aumento di prezzo per PlayStation 5 a causa delle memorie?
A differenza del PC da gaming la console è un dispositivo venduto a prezzo calmierato. I produttori hardware stringono contratti con chi fornisce loro i componenti già prima dell’effettivo lancio del prodotto e per far fronte alla produzione su larga scala si riforniscono di componentistica.
A date circostanze è chiaro che PlayStation 5, così come Xbox Series X e Series S, possono mantenere i loro prezzi di listino più a lungo rispetto al mercato libero della componentistica discreta.
Tuttavia, non è possibile prevedere quando finirà l’attuale crisi e non è certo che Sony e Microsoft riescano a gestire la produzione sul lungo periodo senza doversi arrendere all’evidenza dei costi di sviluppo maggiorati, adeguando di conseguenza la loro proposta commerciale, come già successo nel 2022 e poi nel 2025.
Nintendo Switch 2 aumenterà di prezzo?
Lo stesso principio si applica all’ultima console Nintendo, lanciata in brutto momento storico.
E’ plausibile che la grande N abbia da parte grandi scorte di componenti, tra cui anche le RAM, nonché contratto firmati in preproduzione. Switch 2, come le altre console, potrebbe sopportare meglio la crisi in atto, ma per quanto?
Ad oggi è impossibile prevederlo. Nel dubbio, l’utenza indecisa dovrebbe acquistare adesso la sua nuova console, senza attendere oltre.
PlayStation 6 rimandata a causa della crisi delle RAM
Molto più preoccupante dei prezzi attuale è l’ipotetico costo di nuovi dispositivi se lanciati a ridosso di questo terribile shortage. Possiamo dare per certo che Sony sia già al lavoro sulla sua console di prossima generazione. La progettazione inizia infatti molti anni prima del debutto.
Allo stato attuale, visti i sei anni che ci separano dal lancio di Ps5 sul mercato, è molto probabile che il nuovo hardware sia già stato delineato a livello ingegneristico, con tanto di specifiche tecniche, se non altro provvisorie.
La quantità di RAM potrebbe però subire una riduzione per fronteggiare i prezzi attuali, oppure, ipotesi ancora più accreditata, la grande S potrebbe posticipare la sua prossima console di qualche anno, spostando la finestra di uscita dal 2028 previsto in precedenza a un più lungimirante 2030.
Pur essendo nel campo delle pure congetture, il posticipo potrebbe essere una saggia decisione. Lanciare PlayStation 6, con magari 24GB di GDDR7 se non addirittura 32, nel 2027 o nel 2028, potrebbe influenzare negativamente il prezzo di lancio nonché la capacità produttiva delle industrie Sony.

Quando scenderanno i prezzi delle RAM?
Ipotizzare il momento in cui i prezzi delle RAM torneranno alla normalità implica guardare oltre l’attuale bolla dell’IA per analizzare i cicli di costruzione delle nuove fabbriche di semiconduttori.
Sia Samsung che SK Hynix sono al lavoro per potenziare la loro catena produttiva. Tuttavia, per aprire una nuova sede servono dai tre ai cinque anni e grandi investimenti.
Nessun grande produttore vuole rinunciare agli ampi margini di profitto legati alle intelligenze artificiali e la loro strategia non prevede, al momento, un aumento della produzione di DDR e GDDR.
Fine della crisi delle RAM
SK Hynix è attualmente il produttore più aggressivo. La sua strategia prevede:
- Una nuova fabbrica interamente dedicata alla produzione di wafer per le memorie HBM4 prevista in questo 2026.
- Un investimento di 19 trilioni di won per una nuova fabbrica specializzata nell’assemblaggio di chip IA che verrà completata entro la fine del 2027.
- Un investimento enorme da 120 trilioni di won per aumentare in modo massiccio la capacità produttiva di DRAM.
Samsung invece sta cercando di recuperare il terreno perduto dovuti a ritardi strategici:
- La nuova fabbrica in Texas, un investimento da 44 miliardi di dollari, è ormai prossima al completamento, previsto per marzo 2026. Sarà destinata alla produzione di massa di chip a 2 e 4nm.
- Le sede, denominata P4 in Corea del Sud è stata da poco riconvertita per produrre DRAM destinate alle memorie HBM4 mentre una seconda fabbrica, P5, ancora più grande sarà attivata verso la fine del 2028.
Ottime notizie, all’apparenza. In realtà emerge chiaramente che il cuore pulsante della strategia dei produttori sarà ancora per molto tempo il segmento HBM in funzione della IA generativa.
Anche per questo motivo non è possibile, al momento, prevedere la fine di questa crisi delle RAM.
Il rinvio di Steam Machine e Steam Frame
Valve ha dovuto rivedere i suoi piani per quanto riguarda la distribuzione di Steam Machine, il suo PC compatto inizialmente previsto nei primi mesi del 2026 ma di recente posticipato proprio a causa della crisi delle RAM. Stessa sorte è toccata a Steam Frame, il visore VR.
Sono circostanze che scoperchiano l’effettiva gravità della situazione. Anche un colosso come Valve si è dovuto piegare all’evidenza, cambiando strategia commerciale. Probabilmente non è possibile al momento accaparrarsi quantitativi di memoria sufficienti per garantire una produzione su larga scala.
Prezzo e data di uscita non sono ancora stati rivelati ufficialmente, ma le dichiarazioni dell’azienda non fanno bene sperare chi attendeva con ansia questo nuovo dispositivo. Per saperne di più vi consigliamo di leggere l’articolo dedicato.
L’alternativa del cloud gaming per fronteggiare la crisi delle RAM
Data l’imprevedibilità del mercato e la situazione internazionale, assemblare un PC da gaming in questo momento è pressoché impossibile, salvo non essere disposti a spendere cifre altissime per le RAM di sistema.
Le console sono molto più accessibili perché non hanno ancora accusato il contraccolpo sui prezzi di listino, ma non sappiamo per quanto ancora reggeranno.
Tuttavia, esiste una terza opzione molto spesso sottovalutata ma che di fatto abbatte completamente la barriera di ingresso legata all’hardware: il cloud gaming via streaming.
Fermo restando che sia una soluzione destinata a chi dispone di una buona connessione a internet, potrebbe rappresentare una valida alternativa in attesa di un ritorno alla normalità visto che non risente dell’attuale crisi delle RAM.
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